Working Capital Camp – Pollice verso

Scritto da: il 30.04.09
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.

polliceversoPollice verso: purtroppo il bilancio del Working Capital Camp non può essere positivo. Eppure la giornata era iniziata bene, con un dibattito di buon livello a cui hanno partecipato tanti illustri e preparati ospiti. Ma un dibattito non fa un Barcamp, e quelle che dovevano essere la parte principale della giornata, le presentazioni, si sono svolte in ambienti inadatti, senza connessione a internet (eppure la sto utilizzando ora, per scrivere questo post, dai Benedettini: perché ieri non andava?), con la fretta di recuperare il tempo perduto nel corso della mattina. E non c’è stato nemmeno molto tempo per socializzare, tutt’altro. Un vero peccato, anche per via di alcune presentazioni (e idee) degne di nota, come Hashbot dell’accoppiata Gianni Amato / Davidonzo, e la presentazione del nuovo portale Vota il Prof (online fra un paio di settimane) da parte di Roberto Chibbaro, un progetto che per il suo “peso specifico” avrebbe meritato ben altre platee…

In conclusione: il Working Capital Camp non è stato un Barcamp. Se prendiamo l’evento come “conferenza sull’innovazione”, il livello è stato molto alto, con relatori disponibili e dalla mente “aperta” alle critiche. Ma un Barcamp è una non-conferenza orizzontale, un incontro fra pari, uno scambio di idee e un modo per socializzare.

Che se ne deduce? Che Telecom ha disperato bisogno di giovani, di idee nuove, dei blogger, delle StartUp: sono assolutamente necessarie al suo futuro.

Un esempio concreto di come si organizza un Barcamp è l’ottimo Trinacria Camp dell’ormai lontano 27 ottobre 2007, con un manipolo di giovani blogger e imprenditori a organizzare quello che, rivalutato con l’esperienza fatta ieri ai Benedettini, è stato un evento di livello assoluto. Dal quale sono nate molte collaborazioni reali…

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  • http://blog.nicolamattina.it Nicola Mattina

    Ciao Leandro,

    da organizzatore del barcamp di Catania, ti ringrazio innanzitutto per le osservazioni e cerco di darti qualche risposta.

    1. Le aule. Hai ragione, le aule erano piccole, soprattutto perché il barcamp ha avuto molto più successo di quello che ci aspettavamo. Anche volendo, però, non avremmo potuto usare delle aule più grandi, perché il mercoledì è giorno di lezioni e ti assicuro che già sottrarre due aule da 40 posti alla didattica ha creato qualche problema. Le aule più grandi, quelle dall’altro lato del cortile, non erano disponibili.

    2. Il wi-fi. Personalmente non sono riuscito a connettere il mio MacBookPro alla rete dell’Università e altre persone mi hanno detto di aver avuto problemi. Sinceramente non so cosa dire in proposito, perché non sono un tecnico e quindi non saprei individuare dove potesse essere il problema. So solo che il centro di calcolo dell’università (e in particolare Giovanni Torrisi) ci ha dato tutto il supporto che gli abbiamo chiesto e che quando abbiamo fatto le prove insieme il giorno prima con un paio di portatili funzionava tutto correttamente. Nell’auditorium, la connettività dovrebbe essere stata sempre presente, mentre nelle aule abbiamo montato gli spot wi-fi a metà pomeriggio.

    3. Ritardi. Il ritardo della mattina non è stato molto rilevante: in realtà siamo partiti con le due sessioni parallele con soli 20 minuti di ritardo (alle 13:20 invece che alle 13:00). Nel pomeriggio abbiamo accumulato del ritardo legato al dilungarsi di alcuni interventi, ai cambi di aula e alle inevitabili goffaggini nell’uso del video-proiettore. Come ti dicevo, non ci aspettavamo un numero così alto di interventi, perché generalmente ai barcamp italiani c’è una forte sproporzione tra partecipanti e relatori (molti partecipanti, pochi relatori).

    4. Interventi meritevoli. Hai perfettamente ragione, ci sono stati moltissimi interventi meritevoli di attenzione. Sicuramente i due che citi tu (conosco Roberto Chibbaro e il suo progetto, ho avuto modo di scambiare piacevolissime chiacchiere con Gianni e Davide ieri sera a cena) e te ne potrei citare almeno altri tre o quattro che ho ascoltato e che hanno attirato la mia attenzione. Mi riservo di rivedere tutto in video con calma nel corso del prossimo mese.

    5. Socializzazione. Non sono d’accordo con te sull’aspetto della socializzazione. Io ho visto molti partecipanti che discutevano alla pari nel corso della giornata e ho conosciuto molte nuove persone con cui mi piacerebbe continuare a rimanere in contatto. Sul lato delle relazioni, da questa esperienza ha raccolto almeno una decina di buone relazioni che ho intenzione di continuare a coltivare on e off line.

    6. Futuro. Io tendo a essere un ottimista e quindi confido che dal barcamp di Catania nascano opportunità reali di collaborazione :-) Perché hai sicuramente ragione sul fatto che anche una grande aziende come Telecom ha bisogno di idee nuove per proseguire la sua storia con successo.

    Grazie di aver partecipato :-)
    Nicola

  • Leandro Perrotta

    Grazie a te per le osservazioni, in generale il “mio” Barcamp è andato piuttosto bene perché ho rivisto molti amici, e il “pollice verso”, ve lo siete “meritati” solo in confronto alla mia precedente esperienza catanese, sempre in locali dell’università (la Scuola Superiore di Catania) ma con nessun intoppo tecnico. La conferenza mi ha favorevolmente colpito, è stata un’ottima opportunità per tutti noi potersi confrontare pubblicamente con i vertici Telecom, e il breve “seminario” sul progetto Working Capital e su come presentare un Businness Plan l’ho trovato molto utile. Come ho apprezzato parecchio la possibilità di registrare 3 minuti video per presentare il proprio progetto. Purtroppo però restano alcune ombre evidenziate, che non lo rendono una cattiva esperienza, ma mi aspettavo qualcosa di diverso.
    Sono sicuro che al Working Capital di Roma farete tesoro dell’esperienza catanese.

    Grazie ancora del commento, seguirò l’andamento del progetto da “quaggiù” e se necessario vi farò avere le mie tremende critiche :-D

  • http://blog.nicolamattina.it Nicola Mattina

    Ci conto ;-)
    Nicola

  • Pingback: La Porta della Bellezza e 1000 blogger per Librino | 095

  • http://webgarden.bloglist.it Mushin

    Pur non essendoci stato, anche se avrei voluto, immagino senza sforzi la differenza fra WorkingCapitalCamp e TrinacriaCamp.

    Senza entrare nel merito delle questioni logistico-tecniche come aule e connessioni, che sono un problema solo fino ad un certo punto legato all’organizzazione, e purtroppo spesso imputabile al lassismo e scarsa capacità di chi gestisce le strutture nostre, mi limito a condividere una riflessione che sto portando avanti a proposito di un altro progetto per cui mi è stato chiesto di organizzare un barcamp.

    Il concetto di barcamp in sé non significa nulla, nei fatti. Non è sufficientemente prescrittivo, ma resta validamente descrittivo: tutti i partecipanti sono partecipanti attivi, contribuiscono all’evento.

    Questo significa che in funzione poi delle finalità del singolo barcamp, la sua implementazione possa essere molto differente. Ci sono contesti in cui ad esempio è utile e funzionale porre dei paletti al modello anarchico dei talk.

    Di certo l’idea resta sempre quella di dare la massima esposizione possibile agli interventi, agli individui e alle idee. Ma qui entriamo nei limiti descritti precedentemente che riguardano non tanto le strutture catanesi, quanto chi le gestisce, assolutamente impreparato ad eventi di questo tipo, ma soprattutto spesso assolutamente incapace di flessibilità, adattamento e competenza, o anche solo dell’autorità per fare.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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