Una riflessione sul caso Cesame da un agente all’estero

Scritto da: il 24.09.08
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.

Cesame 20 Maggio - 2

Riprendo una vicenda di cui mi sono occupato in un post del 23 maggio, ovvero la situazione precaria della Cesame. Qualche giorno fa in quello stesso post ho ricevuto un commento di Alessio, ex agente all’estero della Cesame, che dà la sua visione dei fatti sul “caso” della ex ditta di sanitari più grossa d’Italia. Eccola:

Gentili lettori,
vi scrivo dall´estero e in veste di un agente che per mesi ha cercato di lanciare la CESAME sul mercato tedesco senza oneri alcuni. Non sono stato supportato dalla dirigenza, dagli addetti ne dagli responsabili. C´era una sola persona che mi sosteneva ma non ha mai potuto darmi delle risposte efficienti probabilmente perché al corrente delle difficoltá dirigenziali. Comunque, qui si scherza con delle vite, con l´immagine del paese, con il futuro di tanti che puntavano sull´azienda. Il colmo poi, CESAME come sponsor ufficiale del Catania Calcio. CESAME un´azienda con riconoscimenti internazionali, i quali dirigenti sono latitanti. È ovvio, che per chi vive sul posto teme per l´occupazione e per l´economia. Ma per noi, che viviamo all´estero e che veniamo confrontati quotidianamente con scandali del genere soffriamo non solo la vergogna per la nostra patria, ma veniamo confrontati con i pregiudizi riguardanti l´atteggiamento a loro parere tipicamente siciliano. Siamo siciliani, si, ma siamo siciliani seri, che amano fare il loro lavoro e che ci tengono a dimostrare che essere siciliani non significa solamente essere criminali, corrotti,fannulloni, scanzafatiche, menefreghisti. Si, é questa l´immagine che la gente fuori dalla Sicilia ha di noi, e con queste azioni non facciamo altro che alimentare la loro immaginazione. Qui non parlo solamente come uno deluso dall´azienda, che ha cercato di candidarsi come agente per l´estero, ma come una persona altruista che pensa anche a curare le sue origini. Non ero mai convinto dai prodotti dell´azienda, si vedeva che qualcosa non andasse bene, ma per amore di far crescere un azienda e conseguentemente dare lavoro a tanta gente ho dato il meglio che potevo. Condivido lo stato d´animo dei dipendenti della CESAME e mi dispiace per loro, ma piú di tutto mi dispiace per la mia terra, la SICILIA e per i miei compaesani che nonostante una realtá industriale talmente importante sono a spasso senza conoscere il proprio futuro. Chissá magari in futuro dovró rinnegare le mie origini…

Il quadro che esce da questo commento è impietoso, ma credo che possa essere un buono spunto di discussione per molti temi, dalla competitività delle aziende siciliane fino all’assistenzialismo regionale. Una riflessione globale sulla Sicilia e Catania in particolare mi sembra doverosa iun questo momento, dove bisogna capire come ripartire. “Metto le mani avanti” su un punto però: non è mia intenzione (e nemmeno era intenzione dell’autore del commento mi sembra) sottolineare come all’estero ci vedano arretrati e disorganizzati e quanto questa visione ci “disonori”. Gli italiani all’estero hanno un punto di vista privilegiato, come in un esperimento scientifico, sono osservatori puri e possono valutare le situazioni  globalmente meglio di quanto non possiamo noi che le viviamo quotidianamente. Il rpoblema non è quindi che abbiamo una cattiva nomea, ma che le cose vanno a rotoli, e dobbiamo affrontare le critiche per trovare soluzioni valide.

  • Alessio

    Solamente oggi ho letto la replica al mio intervento sulla Cesame. Ebbene, la mia intezione era si, quella di sottolineare come la gente all´estero ci deride, e non solamente in Germania, posto nel quale vivo e opero, ma anche in altri luoghi. Essendo un agente nel settore Ethno-Marketing, occupandomi cosi dell´intermediazione non solo commerciale ma anche socio-culturale, sono continuamente in contatto con gente che da una parte ammira il belvedere, la dolce vita, il cibo, i vini, il sole italiano, ma dall´altra parte non confida nella laboriositá, correttezza e onestá di tanti italiani che conosco. Triste a dirsi, l´atteggiamento negativo notificato da gente all´estero prevale anche nei contatti commerciali con sicuramente delle eccezioni che voglio far anche notare(non elencandoli per nome, ma comunque ci sono). Peró devo anche ammettere che come menzionato nella replica, all´estero siamo privilegiato perché fondiamo le caratteristiche tipiche italiane con quelle acquisite nel posto nel quale viviamo. Almeno coloro che se ne rendono conto di questo pregio. Perché anche l´italiano all´estero non é che abbia contribuito tanto all´immagine dell´Italia. Gira un detto che l´oggetto ideale é ideato in USA, progettato in Germania, curato e seguito in Svizzera, ma disegnato in Italia. Quindi una cosa almeno ce la riconoscono, e non é poco. Ma l´Italia possiede potenzialitá maggiori del solo design, soprattutto se facesse anche uso degli italiani residenti all´estero. Non é storia nuova comunque, che chi possiede delle capacitá particolari, per mettersi in mostra, deve lasciare il paese. E non parlo solo di Marco Polo e Cristoforo Colombo. Ripeto, l´Italia é in possesso di patrimoni mondiali che nessun´altra nazione possiede, che purtroppo non riesce a curare e mantenere nel modo migliore. La critica internazionale comunque non é mai rivolta a gente della classe operaia, persone che lavorano sodo giorno e notte e che non sanno piu che pesci pigliare. Ammirano l´inventiva del popolo laico italiano che reagisce d´istinto alle avversitá che incontra. Piuttosto la critica va alla classe dirigenziale, convinta di vivere secoli fa, con un atteggiamento patriarcale, signorile, tirannico e sfruttatore ai riguardi della gente. Talvolta dirigenti e assistenti che non hanno visto nulla del mondo, lanciati a prendere decisioni per altri, senza averne presa una importante nella loro vita, a parte magari quella di studiare o sposarsi. Non voglio polemizzare, ma provate voi a vivere fuori dal vostro paese, e vedendo da fuori come una delle terre piú belle del mondo vada a rotoli. E mi sento di parlare al posto di milioni e milioni di emigrati. Cordiali saluti
    Alessio

  • Alessio

    ….aggiungo un pensiero all´amico di Brescia….
    Di potenziali acquirenti ce ne erano tanti, ero al corrente di una trattativa tra la Vitra Ceramic, importante parte della Eczac?ba?? Holding, che tra l´altro acquistó nel 2008 il settore ceramiche della Villeroy & Boch, leader fino a quel momento in Europa. Un investore di una portata simile, avrebbe potuto sistemare tranquillamente il problema a Catania. Nonostante la dirigenza Vitra era interessata piú al nome della CESAME c´era senz´altro spazio per le trattative!Per non far investire compagnie estere si rischia di perdere posti di lavoro e prestigio, come stava succedendo all´Alitalia! Per poi pensare che sul terreno della CESAME2 dovrá sorgere il punto vendita dell´……IKEA!!!!!!A presto

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