Un giornale denunciato per stampa clandestina, nel 2008, a Catania. Possibile?

Scritto da: il 30.08.08
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.

Un giornale denunciato per stampa clandestina, a Catania. Possibile? Possibilissimo, è successo davvero!

Siamo nel 2008, e la legge sulla stampa clandestina è invece del 1948… Il nome del giornale forse faceva presagire che avrebbe tirato fuori dalla Città le sue potenzialità, ma in questo caso ha fatto accadere una cosa che io ritenevo proprio “impossibile”. “Catania Possibile” è il nome del giornale denunciato, che è nato da una costola de “L’Isola Possibile“, ma invece che mensile allegato a “Il Manifesto”, esce come foglio settimanale… Almeno, nelle intenzioni doveva uscire, visto che è stato bloccato al numero zero!

La denuncia è venuta dal sovrintendente del Teatro Massimo Bellini Fiumefreddo, volto noto di Catania anche per essere stato in passato assessore e candidato sindaco. 

 Per sapere come finirà la vicenda bisogna aspettare giorno 18 Settembre, data dell’ udienza presso il Tribunale del Riesame per l’istanza di dissequestro presentata dal giornale, che nel frattempo è stato registrato… Per riassumere tutta la vicenda in maniera completa ricopio di seguito quanto scritto dall’Associazione Rita Atria. 

Abbiamo incontrato Marco Benanti qualche giorno fa a Catania. Ci ha raccontato della vicenda sotto indicata e non possiamo dire di essere stupiti dell’accaduto ma di essere avviliti per questo clima … questo sì, ci sentiamo di dirlo. Possibile che in questa Italia l’unico modo per attaccare è quello della querela?  L’Avv. Fiumefreddo immaginiamo conosca le vie di intervento per difendersi da ciò che per lui è infamia, quindi perché non limitarsi a denunciare i contenuti? Perché chiedere il sequestro di un giornale? Non è nello spirito antimafioso. Almeno per noi non lo è. 

Segue comunicato di Marco Benanti.

Il 23 luglio scorso alcuni componenti della redazione dell’Isola Possibile  pubblicavano il numero zero di un nuovo settimanale catanese, Catania Possibile. Pochi giorni dopo la pubblicazione, il giornale veniva posto sotto sequestro, mentre il direttore responsabile e un redattore ricevevano notifiche dall’ufficiale giudiziario e dalla Polizia giudiziaria. Che diavolo era successo?

Casus belli” un servizio su un megaprogetto imprenditoriale della società “La Tortuga”, di alcuni componenti della famiglia Testa sulla scogliera di Ognina, noto borgo marinaro di Catania. Un progetto contestato da alcuni residenti della zona, che la giustizia amministrativa ha, per il momento, bloccato. A difendere, in sede penale, i Testa è l’avv. Antonio Fiumefreddo. Accanto al servizio su Ognina e i Testa, si pubblica anche una scheda che ricorda la variegata carriera politica dell’avv. Fiumefreddo. Dati fattuali, nessuna falsità. Apriti cielo!

L’avv. Fiumefreddo è, dall’aprile del 2007, sovrintendente, in quota Mpa, del teatro Massimo “Bellini”, impegnato anche in iniziative antimafia.

Per cercare di capire, vi raccontiamo di seguito la cronologia dei fatti. Lo facciamo con molta attenzione, perché c’è il rischio che, se non stiamo attenti, ci cadano in testa altre tegole.

-         23 luglio: il giornale viene distribuito gratis  in città e non viene consegnato alle edicole perché l’idea è quella di fare un settimanale free press, e cioè un giornale distribuito gratuitamente che dovrebbe sopravvivere con la pubblicità.

-        Secondo una pratica comune a Catania e non solo, il numero zero riportava la frase: In attesa di registrazione. In altre parole, la testata non era ancora registrata, lo sarebbe stata a partire dal primo numero, a settembre.

-          Il 25 luglio parte la richiesta di sequestro ordinata da un PM, dietro denuncia dell’Avv. Fiumefreddo (nello specifico per conto dei Testa). Motivazione: Violazione dell’art. 16 della Legge 47 del 1948  legge sulla “stampa clandestina”.  

-          30 luglio: depositata nella cancelleria del gip l’ordinanza di sequestro preventivo.

-          4 agosto: notifica della Polizia giudiziaria a Marco Benanti, direttore responsabile, e ad Alessandro Suizzo, redattore di un articolo contestato.

-          5 agosto: “Catania Possibile” presenta la documentazione necessaria alla registrazione della testata in tribunale.

-          7 agosto: Benanti e Suizzo ricevono dall’ufficiale giudiziario una notifica riguardo a un ricorso al Tribunale civile, presentato dall’avv. Fiumefreddo, teso ad ottenere il ritiro di tutte le copie del giornale dal territorio di Catania, in quanto esso contiene un articolo, a detta di Fiumefreddo, diffamatorio nei confronti della sua persona.

-          8 agosto: la testata viene regolarmente registrata in Tribunale, malgrado l’opposizione dell’avv. Fiumefreddo.

-          11 agosto: Catania Possibile presenta istanza di dissequestro.

-          20/25 agosto: udienza d’urgenza davanti al tribunale civile.

-          26 agosto: udienza davanti al Tribunale del Riesame per l’istanza di dissequestro del giornale (udienza rinviata al 18 settembre prossimo)

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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