Tutti gli articoli su Sonia Giardina
Lo straordinario lavoro di Sonia Giardina nel raccontare la Catania "che lotta" va avanti ormai da anni, e non è certo la prima volta che la cito in un post.
Sonia è andata a Mineo, nei giorni del CARA, Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo, e ha realizzato una intervista che giornalisticamente da sola varrebbe il 90% degli articoli letti nell'ultimo mese su tutti i quotidiani italiani, considerando in quel restante 10% alcune rare eccezioni.
E come sempre accanto alla notizia c'è uno straordinario talento visivo, come potete vedere nel video che segue.
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=PjEHP5czD90[/youtube]
Eccolo qui, in tutto il suo profumo: il dossier sulla munnizza a Catania e provincia.
Si chiama Munnizzopoli Catania tra rifiuti ed affari, ed è opera dell'associazione Lavori in corso che raccoglie alcune le esperienze di giovani e meno giovani catanesi impegnati nel mondo dell'informazione libera (provenienti da La Periferica, I Cordai, Catanianotizie, Step1 ma anche da associazioni come Cittàinsieme). Il dossier è stato pubblicato su ucuntu.org, ma è disponibile per l'embed e la stampa tramite Issuu.
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Alla presentazione del dossier, tenutasi ieri in via Siena 1 a Catania, la sede di Cittàinsieme, si sono scambiate opinioni e utili informazioni sulle vicende trattate, e si è parlato poi di Libera informazione a Catania, insieme anche a un ospite di riguardo, la giovane ma già molto esperta Norma Ferrara, giornalista proprio di Libera Informazione. Assente, purtroppo, Letizia Maniaci di Telejato. Fra pochi giorni il video della serata!
Breve resoconto video...
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=hy8d50uJMEU[/youtube]
Mercoledì 27 Maggio alle ore 20.00 presso la sede di CittàInsieme, in Via Siena 1, si terrà un'assemblea pubblica sul problema dei rifiuti e della loro gestione a Catania e provincia. Nel corso dell'incontro verrà presentato il dossier "Munnizzopoli - Catania tra rifiuti ed affari" realizzato dall'associazione giornalistica "Lavori in Corso" che riunisce giornalisti provenienti da testate come uCuntu, La Periferica, I Cordai, Step1, Casablanca e Catanianotizie.
L'assemblea sarà anche un'occasione di confronto sul tema dell'informazione a Catania e nel paese. Per farlo interverranno Norma Ferrara di LiberaInformazione, Letizia Maniaci di TeleJato, Sonia Giardina de I Cordai, ma ampio spazio verrà riservato ai contributi di tutti gli intervenuti.
Di seguito, due video sul problema rifiuti: la terza puntata delle rubrica "900 secondi" e il mini documentario dei Grilli dell'Etna sugli Inceneritori in Sicilia.
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=GJlr2g8t-B4[/youtube]
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=TqgJvU_flPg[/youtube]
"Ho lavorato per anni in nero per la CGIL di Catania, e voglio riconosciuti i miei diritti". Il processo su questo paradossale caso è in corso, ma le udienze, come è purtroppo "normale" in tutti i processi, sono ogni sei mesi: Giovanni Sapienza aspetta la decisione del giudice, e nel frattempo racconta a Sonia Giardina, giornalista de "I Cordai", il giornale di quartiere di San Cristoforo, la sua storia. Ecco di seguito un estratto dall'articolo che parla di questa vicenda, apparso su Ucuntu.
Nell’ ‘85 ha iniziato “a lavorare in nero alla Cgil di Catania svolgendo varie mansioni e anche incarichi di fiducia per il segretario. "Mi occupavo della manutenzione dell’edificio, ero responsabile dell’apertura e della chiusura dei locali e della loro vigilanza, sbrigavo pratiche esterne e organizzavo persino cortei. Speravo di essere prima o poi regolarizzato, ma gli anni passavano e io restavo senza tutele e prospettive di cambiamento. A seguito delle mie continue pressioni per la regolarizzazione del rapporto lavorativo e dei 13 anni di oneri contributivi, nel 1998 la Confederazione trovò un éscamotage. Venni assunto dalla ditta di pulizie, Alizzi Grazia, poi divenuta Novalux, ma solo formalmente! Di fatto avevo le responsabilità di sempre e non mi occupavo certo di pulizie". "Dopo altri cinque anni - continua Sapienza - nel settembre 2003 decisi di rifiutare lo stipendio in segno di protesta. Il mio vero datore di lavoro era la Cgil e volevo che la mia situazione lavorativa - spiega Giovanni - diventasse chiara senza ditte fantoccio in mezzo. Così chiesi alla Cgil di rispettare i miei diritti assumendomi e coprendo gli anni contributivi trascorsi. Da quel momento venni allontanato dai rapporti di fiducia, molti colleghi non mi parlarono più e fui confinato al centralino, fino a quando nel dicembre 2003 la sostituzione della serratura della porta d’ingresso ...