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Sono innamorato/a di Pippa Bacca. Chiedimi perchè!

Scritto da: il 31.03.09 — 0 Commenti
Pubblico oggi una lettera per Pippa Bacca, di cui oggi ricorre il primo anniversario della morte. A scriverla gli amici catanesi di Pippa Bacca, e fra questi Giuseppe Parito che me la inviò mesi e mesi fa, chiedendomi di pubblicarla (dopo che i quotidiani locali non la pubblicarono lo scorso anno)  quando lo ritenessi opportuno. Pippa Bacca è diventata con la sua ultima performance, che è stata causa indiretta della sua morte (vestita da sposa, in giro per la Turchia in autostop, per promuovere la pace e la fiducia nel prossimo, fu violentata e uccisa da un uomo a Gebze) un simbolo di quella che nella lettera è definita "arte della verità". Questa scritta è impressa su uno degli innumerevoli gadget che Pippa Bacca ha prodotto e diffuso, per qualche tempo, durante i suoi viaggi performativi. "Viaggi", che l'hanno portata, in numerose occasioni anche a Catania, dove una comunità di persone ha avuto con Lei un periodo di frequentazione e amicizia. Con Lei, e con la sorella Antonietta , che di questi "Catanesi" nella sua casa Milanese ne ha accolti tanti, alcuni per lunghissimi periodi. Questa comunità in questo pensiero si raccoglie e unisce per rendere il giusto omaggio ad una amica ma soprattutto ad una grandissima artista stimata. Si unisce, dedicando questa sentita riflessione alla carissima "Anto" che sappiamo straordinaria, anche in questo momento, in cui malgrado lo struggimento, rilegge in modo straordinariamente consapevole l'opportunità di un viaggio/missione che più di qualcuno, invece, racconta come di un fatale ingenuo disegno. Il nostro pensiero si concentra, al contrario, convinto sulla necessità di rendere omaggio a Giuseppina Pasqualin, straordinaria artista della "verità". Crediamo non sia provocatorio, o almeno non più di quanto intendesse esserlo Lei, se pensiamo e sentiamo di potere affermare che la sua morte testimonia in modo organico e tristemente coerente ...

Hainer, Parker e lo sport a Catania – parte 2

Scritto da: il 22.08.08 — 6 Commenti
Seconda parte dell'intervista a Giuseppe Parito dello studio Monoarchitetti, ideatore della campagna Hainer vs Parker. Nella prima parte ci ha descritto la sua visione di Catania, la sua lettura del problema sociale che sta dietro agli scontri di Piazza Spedini del 2 Febbraio 2007: la colpa di quanto è successo non è dello Sport e "degli interessi che ci girano intorno", ma al contrario dell'assoluta mancanza di cultura sportiva in città. Oggi invece parleremo della (falsa) campagna elettorale in maniera più specifica, entrando nel dettaglio di questa operazione di marketing virale e dei suoi obiettivi. Il senso dell'operazione “Hainer vs Parker”: omaggiare Raciti e cercare di evidenziare quali erano le responsabilità della Politica e quali quelle dell'economia che gira intorno allo Sport. Mettiamo le facce davanti alle persone e vediamo quali sono più credibili. Per chiunque credo che siano più credibili Hainer e Parker, con tutto che fanno cucire palloni ai bambini pakistani, invece dei politici locali che magari fanno altre porcherie ancora più disgustose ma per i quali la faccia abbronzata dovrebbe essere segno e garanzia di credibilità. Mi sono quindi chiesto come fosse possibile mettere sullo stesso piano i politici, che considero colpevoli di questo disastro, e questi... L'unica opportunità era dargli le stesse armi, dare delle facce ai loro brand. In realtà ho scoperto andando nei loro siti che le parti “corporate” sono visibili con una trasparenza massima, puoi vedere bilanci stipendi... Cosa che non puoi fare nemmeno per politica e pubblica amministrazione. Ho preso le foto, e i loro curriculum che ho stampato in tutti i volantini dopo averli tradotti. Mi hanno messo in guardia più volte dicendomi “Attento, ti denunceranno”, mentre invece le foto sono libere, opensource, ad altissima risoluzione: ti scarichi la loro faccia e la usi come vuoi. Leggendo il loro curriculum scopri che non sono ...

Hainer, Parker e lo sport a Catania – parte 1

Scritto da: il 20.08.08 — 5 Commenti
Alle Olimpiadi tutti i cinque atleti della provincia di Catania sono stati eliminati senza conseguire risultati di rilievo, mentre Usain Bolt che viene dalla poverissima Jamaica ha stracciato i record mondiali nelle più seguite specialità dell'atletica. Un paragone che forse è azzardato, ma certamente lo Sport catanese è in crisi. Credo che sia venuto il momento di affrontare seriamente il problema: mancano le infrastrutture, mancano i soldi, manca l'impegno "politico" nel promuovere lo Sport. Manca in sostanza la "mentalità sportiva" diffusa, e i pochi che fanno Sport ad alti livelli nella nostra città lo fanno grazie alla propria forza di volontà, Calcio Catania compreso. Chiara Brancati, Claudio Licciardello, Maddalena Musumeci, Anita Pistone e Cinzia Ragusa vanno ammirati per i grandi sacrifici che fanno ogni giorno allenandosi. Ma per quale motivo seguire il loro esempio è così difficile? Per capire qual'è il cuore del "problema Sport" a Catania partirò da un episodio clamoroso di qualche tempo fa, ovvero una strana campagna elettorale di due improbabili candidati a sindaco: Hainer vs Parker, che significava Adidas contro Nike (i due sono i massimi dirigenti delle due società). Quella campagna, a detta di quello che finalmente ho scoperto esserne l'ideatore, cioè Giuseppe Parito,  significava "Sport e creatività contro Politica" e, aggiungo io, potenziale contro reale. Piccolo riassunto: eravamo all'inizio della campagna elettorale, quella dei candidati veri, quella per il sindaco, e come tutti i siciliani ero reduce da una doppia tornata da brividi, politiche più regionali, e ne avevo davvero viste di tutti i colori. Un giorno però alla Facoltà di Scienze Politiche ho visto per caso un volantino strano, un certo Hainer candidato a sindaco. Bel volantino, grafica curata, ci metto qualche secondo ad accorgermi che quelle che sembrano decorazioni sono in realtà le tre strisce dell'Adidas,  dietro il volantino la biografia del "candidato". Grande ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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