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Ecco il “buono disagio”, trovata anticrisi dei servizi sociali di Catania…

Scritto da: il 30.04.11 — 0 Commenti
«Ecco signora, veda noi del Comune abbiamo deciso di migliorare il servizio: adesso suo figlio ha diritto al pranzo, solo 3 volte a settimana, e a 4 ore di lezione di danza, tre volte al mese». Non è una barzelletta, ma quanto potrebbe accadere all'assistenza comunale per i minori in stato di "disagio socio-economico". Nella città con il più alto tasso di delinquenza minorile (primato assoluto che la tanto bistrattata Napoli non ci ha mai tolto negli ultimi 21 anni. Vedere dati dei CPA di Catania). Fino ad oggi il Comune di Catania, secondo quanto previsto dalla legge regionale 22 del 1986 ha garantito, seppure a una esiguo numero di minori - circa 900 bambini fino a i 16 anni - l'assistenza a quasi totale "sgravio" delle famiglie. Famiglie spesso non "povere" soltanto, ma disgregate, o mai nate, formate anche da genitori non in grado di provvedere a se stessi figurarsi ai figli. Per molti minori, emarginati nelle scuole, gli Istituti assistenziali sono l'unico luogo dove sentirsi accettati e "a casa". Questo ha significato che il Comune, che non ha sue strutture autonome per garantire i servizi, obbligatori, ha pagato degli istituti socio-assistenziali a gestione privata per provvedere alle necessità dei ragazzi: trasporto, libri, i pasti della giornata, doposcuola e attività pomeridiane. La spesa per questo servizio, a quanto dichiarato dal vecchio assessore Belluardo, è di 8 milioni di euro, cioé circa 30 euro al giorno a minore per l'intero anno (dal lunedì al sabato, tranne festivi). Un settore fondamentale, per il quale il comune ha deciso di "tagliare" e "razionalizzare" con un sistema di "buoni del disagio", sorta di tessere raccolta punti, che l'assessore Pennisi, professore universitario e chiamato a gestire una situazione "apocalittica" dell'assessorato - vedi lo scandalo della megatruffa sull'assistenza agli anziani - ha presentato con un nome francesistico, "voucher". ...

Le miniere di Floristella e Grottacalda

Scritto da: il 20.11.08 — 0 Commenti
Torniamo a parlare di escursioni, e del gruppo FAI giovani di Catania che ha visitato le miniere di Floristella, che si trovano in provincia di Enna nel territorio di Valguarnera Caropepe. Queste miniere sono fra l'altro storicamente legate alla famiglia Pennisi di Acireale. Ecco un resoconto di questa esperienza. Si sono svolte lo scorso fine settimana due interessanti manifestazioni, che affrontavano entrambe il tema del lavoro minorile in miniera, entrambe nell’ambito del programma del Gruppo Giovani della Delegazione FAI di Catania. Venerdì 14 è stata proposta ai soci la proiezione del film di Aurelio Grimaldi “La discesa di Aclà a Floristella”, che mostra in maniera molto realistica la drammatica realtà della vita nelle miniere. Una realtà fatta di disperazione e miseria che, spesso, avevano il sopravvento anche sui più sacri affetti familiari, portando a pratiche tremende ai nostri occhi, come quella del cosiddetto soccorso morto in base al quale i genitori cedevano il figlio, verso i 6 anni, al picconatore, ricevendone in cambio 500 lire. Questi carusi svolgevano un lavoro durissimo, facendo avanti e indietro attraverso i canali che dalle profondità della miniera risalivano verso l'esterno, portando una gerla che poteva pesare fino a 25 Kg, piena del materiale scavato. E’ questo uno di quei film per i quali è assolutamente impossibile fare un commento a caldo, perché le parole muoiono in gola, per lo sgomento che lascia nell'anima la visione di certe scene di violenza e degrado, sapendo che non si tratta di finzione ma di fatti e comportamenti che rientravano nella quotidianità per tante famiglie siciliane fino a pochi decenni fa. La seconda tappa di questo percorso, domenica 16, ha avuto come meta il Parco Minerario Floristella Grottacalda, nei pressi di Valguarnera. Il folto gruppo, arricchito dalla presenza della prof. Antonella Mandalà, capodelegazione FAI di Catania, del delegato ing. Giovanni Condorelli, dei componenti del Gruppo Giovani – la dott.ssa Marina Cafà, ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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