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Michael Nyman @ Metropolitan

Scritto da: il 24.05.08 — 0 Commenti
La stagione di CataniaJazz chiude in bellezza con il bellissimo concerto di Michael Nyman, che ha regalato emozioni davvero meravigliose. Partito dalle sorgenti del minimalismo di maestri come Reich e Glass, si è poi proiettato verso nuove, ardite traiettorie musicali, mescolando sacro e profano. Le colonne sonore per i film di Peter Greenaway e soprattutto per lo splendido "Lezioni di piano" gli hanno regalato il successo internazionale. E oggi Michael Nyman è unanimente considerato uno dei musicisti più importanti della scena contemporanea. Si presenta sul palco insieme alla sua band composta da archi e ottoni in formazione mista, mentre Nyman dirige tutto dal suo inseparabile pianoforte: ed è subito purissima musica quella che ascoltiamo, mentre lo stile minimalista delle sue composizione ci regala una dicotomia tra la semplicità dei pattern ritmico-musicali che gli esecutori seguono e l'incantevole bellezza armonica dell'intera composizione. Una musica ricca di elementi complessi, a tratti barocca e settecentesca, quasi come se l'antica grazia degli spensierati minuetti settecenteschi, sostenuta da lievi e melodiose partiture d'archi, si fosse unita con una sensibilità tutta moderna, come l'uso sconsideratamente intimista degli ottoni dimostra. Musica da film, certo: ma sicuramente d'una qualità così alta che non ci accorgiamo della mancanza dell'elemento visuale e, anzi, riusciamo a farci trascinare da alcune splendide composizione tratte dai suoi dischi più conosciuti "The draughtsman's contract", "Drowning in numbers" e ovviamente dalla colonna sonora di Lezioni di Piano. In particolare i pezzi di quest'ultima opera risentono di pennellate tragiche e personalissime, che dimostrano l'abilità di Nyman di distaccarsi notevolmente dagli stilemi del movimento minimalista cui i suoi studi musicologici hanno dato il nome per innalzarsi su tinte dominate dalla malinconia e dalla sensibilità personale: il tema principale della sonata per pianoforte è intriso dal pensiero dell'ineluttabile e la sua struggente e personale esecuzione di "The sacrifice" al pianoforte mette ...
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