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Divieto di ballo? Pare una balla…

Scritto da: il 08.09.08 — 7 Commenti
Mi è giunta voce,  (e domani dovreste averne tutti la conferma dagli organi di stampa) che il caso dei 100 ragazzi che hanno avuto divieto dai genitori di indossare la maglietta con scritto "Arte (contro Cosa) Nostra" sia falsa. O meglio, non propiamente falsa, ma basata su una comunicazione ambigua: quando è stata richiesta la presenza delle scuole di ballo erano ancora le 13, nel corso della giornata tutte le scuole hanno confermato la presenza. Il "dato" non è stato aggiornato in serata, e Fiumefreddo ha dato questa notizia ripresa da tutti i giornali nazionali. Un errore senza malizia quindi. Però mi viene da pensare (e quindi è una mia supposizione) che dietro ci sia l'ottimo "comunicatore" Klaus Davi, che sta dando ampio spazio al sovrintendente del Bellini di Catania (pensavo gestisse la comunicazione del Teatro, ma non ho trovato conferma), e che sia riuscito a massimizzare il "buzz", giocando con il nostro senso di indignazione alla parola mafia. (Fiumefreddo a Klauscondicio) Ottima campagna stampa, ma forse sarebbe meglio lanciare certi messaggi con notizie vere? Domani, quando la notizia verrà confermata con fonti precise dai "veri" giornali, mi aspetto anche una dichiarazione di questo tipo da parte di Fiumefreddo, sovrintendente del Teatro: "Si è trattato di una campagna di sensibilizzazione, e sono contento che la notizia sia stata smentita. Resta comunque il grande risultato della nostra campagna, come già detto anche se abbiamo commesso un errore nel calcolo e  100 ragazzi non mancavano, 1000 in piazza è stata una grande vittoria per il movimento antimafia". Fosse stata la pubblicità di un prodotto, di un marchio, mi sarei congratulato per l'ottimo risultato, ma vorrei ricordare che la mafia esiste sul serio e certi "errori" all'opinione pubblica fanno restare il senso di un grosso gioco mediatico, levando l'attenzione dal problema sociale, quello di tutti i giorni. ...

Un giornale denunciato per stampa clandestina, nel 2008, a Catania. Possibile?

Scritto da: il 30.08.08 — 6 Commenti
Un giornale denunciato per stampa clandestina, a Catania. Possibile? Possibilissimo, è successo davvero! Siamo nel 2008, e la legge sulla stampa clandestina è invece del 1948... Il nome del giornale forse faceva presagire che avrebbe tirato fuori dalla Città le sue potenzialità, ma in questo caso ha fatto accadere una cosa che io ritenevo proprio "impossibile". "Catania Possibile" è il nome del giornale denunciato, che è nato da una costola de "L'Isola Possibile", ma invece che mensile allegato a "Il Manifesto", esce come foglio settimanale... Almeno, nelle intenzioni doveva uscire, visto che è stato bloccato al numero zero! La denuncia è venuta dal sovrintendente del Teatro Massimo Bellini Fiumefreddo, volto noto di Catania anche per essere stato in passato assessore e candidato sindaco.   Per sapere come finirà la vicenda bisogna aspettare giorno 18 Settembre, data dell' udienza presso il Tribunale del Riesame per l'istanza di dissequestro presentata dal giornale, che nel frattempo è stato registrato... Per riassumere tutta la vicenda in maniera completa ricopio di seguito quanto scritto dall'Associazione Rita Atria.  Abbiamo incontrato Marco Benanti qualche giorno fa a Catania. Ci ha raccontato della vicenda sotto indicata e non possiamo dire di essere stupiti dell'accaduto ma di essere avviliti per questo clima ... questo sì, ci sentiamo di dirlo. Possibile che in questa Italia l'unico modo per attaccare è quello della querela?  L'Avv. Fiumefreddo immaginiamo conosca le vie di intervento per difendersi da ciò che per lui è infamia, quindi perché non limitarsi a denunciare i contenuti? Perché chiedere il sequestro di un giornale? Non è nello spirito antimafioso. Almeno per noi non lo è.  Segue comunicato di Marco Benanti. Il 23 luglio scorso alcuni componenti della redazione dell’Isola Possibile  pubblicavano il numero zero di un nuovo settimanale catanese, Catania Possibile. Pochi giorni dopo la pubblicazione, il giornale veniva posto sotto sequestro, mentre il direttore responsabile e un redattore ricevevano ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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