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Qui Quo acQua, performance per chi ha sete di acqua pubblica (il 22 marzo)

Scritto da: il 21.03.11 — 0 Commenti
Domani martedì 22 marzo in occasione della "giornata mondiale dell'acqua": Qui Quò acQua in piazza Vincenzo Bellini (piazza Teatro Massimo) alle 22:30 in collaborazione con Dance Attack - collettivo di azioni urbane performative per la coscienza umana – * “Qui Quo AcQua” E’ una presa di posizione. E’un atto performativo. Noi qui, adesso e instancabilmente diciamo no alla morte dell’acqua. L’acqua è la prima materia della nostra vita, del nostro corpo e del nostro pianeta. I sistemi produttivi d’imbottigliamento ne privano la sua natura, facendoci credere che l’acqua sana e da bere sia quella contenuta dentro una confezione di plastica. A questa bugia si aggiungono alcuni decreti legge che vogliono vendere pure quella dei nostri rubinetti a privati, buisness men, che non avrebbero di certo alcun interesse a pensarla come diritto di natura, perché cesserebbe il suo valore di profitto. Stiamo subendo un confezionamento, stiamo subendo una mercificazione. Uno stato di coscienza prevede l’agire. Il reagire. Adesso, più forte, in questo assurdo stato di crisi. Noi vogliamo l’acqua viva. Noi vogliamo i corpi vivi. /Dance Attack/ A sostegno della campagna referendaria contro la privatizzazione dell’acqua. Per ulteriori info, c'è l'evento dedicato su facebook.

Antico Corso, una riflessione

Scritto da: il 30.03.10 — 0 Commenti
Comandano i potenti o comandano i cittadini? Rapporto tra gli abitanti e l'Università, tra i poveri affittuari costretti ad andarsene e e gli speculatori proprietari delle baracche dalle quali spremere profitti altissimi. Questa è una riflessione sull'Antico Corso, ovvero il quartiere che sorge tra via Plebiscito e via Vittorio Emanuele, dove hanno sede il Monastero dei Benedettini con dentro le Facoltà Universitarie di Lettere e Lingue, il Liceo Boggio Lera, il Liceo Spedalieri, il convento dei Gesuiti che fino a poco tempo fa ospitava l'Istituto d'Arte, la Via Crociferi con tutte le sue meraviglie (e le sue sedi di sindacato), la Villa Cerami dunque con la Facoltà di Giurisprudenza, e poi ancora la Facoltà di Scienze della Formazione (da poco) il complesso delle "Verginelle" che fino a qualche anno fa era Centro Sportivo, e poi andando verso nord l'Ospedale Vittorio Emanuele, il più grande della Sicilia, l'Ospedale Santo Bambino dedicato all'ostetricia (nascono qui il 90% dei catanesi), la rimessa dell'AMT ecc... Ci abitavano 10 mila abitanti negli anni '90, ora ce ne stanno 4 mila circa. Nelle abitazioni fatiscenti da loro occupate, "loro" gli ex abitanti, oggi ci stanno gli studenti che pagano affitti esorbitanti quasi sempre in nero. Piazza Dante, una delle più belle della città, è un tappeto di auto quotidianamente, e gli studenti non hanno nemmeno una mensa in zona. La domenica e nelle feste invece il quartiere è vuoto, gli studenti tornano a casa, ma di abitanti e di catanesi ce ne stanno pochi. Gli studenti infatti se la passano sempre meglio degli abitanti, che invece non hanno servizi "dedicati" di nessun genere: ok, si è al centro di Catania con gli ospedali più grandi, il comune a due passi la sede AUSL centrale e molto altro, ma la delegazione comunale e il "consiglio di circoscrizione" della municipalità ...

Il comitato Noi Decidiamo ha depositato le firme – ora sta al Consiglio comunale attuare lo Statuto dopo 14 anni…

Scritto da: il 10.03.09 — 0 Commenti
Ecco a sinistra i rappresentanti del comitato Noi Decidiamo all'Ufficio Protocollo del Comune di Catania con in mano la copia protocollata della petizione firmata da quasi 800 catanesi che contiene una proposta di regolamento attuativo dello Statuto comunale nella sua parte riguardante le modalità di partecipazione popolare... Modalità che comprendono anche la petizione! In sostanza l'attuazione di questa parte "rivoluzionaria" dello statuto di Catania dipende ora esclusivamente dalla volontà del Consiglio comunale:  come prevede lo statuto i nostri consiglieri devono riunirsi entro 3 mesi per esaminare la petizione firmata dai cittadini ma possono anche non farlo mancando il regolamento attuativo proposto dagli stessi cittadini... Un po' un circolo vizioso, che si spera venga interrotto al più presto, anche per il buon lavoro fatto da questo comitato (e non solo, sono stati tanti negli anni a sollevare il problema). Oltre a questo blog, si è parlato molto in questi gironi di questa iniziativa nei vari siti di informazione catanesi, e anche alcune televisioni locali ne hanno parlato. Speriamo che il Consiglio si riunisca entro breve, per mettere fine a questa stranissima vicenda di diritti non attuati. [caption id="attachment_1784" align="alignnone" width="300" caption="Ufficio Protocollo del Comune di Catania"][/caption] [caption id="attachment_1785" align="alignnone" width="300" caption="Il comitato in tv"][/caption]

Noi Dediciamo di depositare le firme al Comune! Il 10 marzo alle 10

Scritto da: il 09.03.09 — 1 Commento
A Catania abbiamo uno Statuto comunale. Eh beh logico... Però lo Statuto comunale di Catania è particolarmente bello: prevede, agli articoli 40 42 43 44 e 47, una serie di forme avanzatissime di partecipazione democratica alla vita del Comune: il diritto di istanza, il diritto di udienza, il diritto di petizione e il diritto di referendum. Solo che sono diritti al momento inapplicabili. Perché? Perché manca un regolamento attuativo. Questa situazione, cioè di uno Statuto presente ma non applicabile per via di un "problema tecnico" in fin dei conti, si porta avanti da quando esiste lo Statuto, ovvero dal 1995. Varie associazioni e comitati catanesi negli anni hanno posto la questione, ma il comitato Noi Decidiamo di cui parlo oggi ha fatto qualcosa in più: ha scritto un regolamento attuativo pronto da approvare. I Consiglieri Comunali devono solo leggerloriunirsi e decidere se approvarlo. (clic qui per scaricare il regolamento) Il comitato Noi Decidiamo ha da qualche tempo finito la raccolta firme: sono ormai quasi 800, su 500 necessarie per depositare una petizione, come dice lo Statuto del comune di Catania scritto e mai attuato. Ora questo comitato di cittadini che ha proposto un regolamento attuativo sulle modalità di partecipazione popolare dello Statuto Comunale, ha deciso (!!!) di depositare le firme in Comune! Perché ora? Perché sembra che qualcosa si stia muovendo: alcuni gruppi consiliari* sembrano intenzionati ad attenzionare il problema e portarlo al voto, mentre altre associazioni e gruppi di cittadini hanno manifestato interesse per il tema. Insomma, quello dello Statuto vecchio ma innovativo sembra un tema che finalmente tocca l'opinione pubblica catanese. Domani mattina 10 marzo alle ore 10.00 i rappresentanti del comitato Noi Decidiamo si recheranno a Palazzo degli Elefanti per depositare le firme presso l'Ufficio Protocolli. I cittadini che hanno firmato la petizione, ma anche tutti gli altri sensibili ...

Arrivano i soldi! 140 milioni dal Cipe

Scritto da: il 30.09.08 — 0 Commenti
Ecco la notizia tanto attesa da moltissimi catanesi: arrivano i soldi! Io ero fra quelli che auspicavano l'assunzione totale di responsabilità, ovvero rassegnarsi al dissesto e a fare grandi sacrifici per pochi anni. Invece arriva un pò di ossigeno subito, per decisione del CIPE, Comitato Interministeriale per la Programazione economica, 140 milioni di euro a fondo perduto. In attesa di leggere sul sito del Comitato l'esito della riunione che ha sancito questo finanziamento straordinario per la città di Catania, ricopio un interessante articolo dell'AGI, con i primi commenti politici: alcuni possiedono una esplosiva carica comica (mi diverto con poco), ma fortunatamente il sindaco si limita a commentare in maniera responsabile con "ORA IL LAVORO DURO". COMUNE CATANIA: 140 MLN DAL CIPE, SINDACO "ORA IL LAVORO DURO" (AGI) Catania, 30 set. - La buona notizia scuote tutti a Catania. Il finanziamento a fondo perduto di 140 milioni di euro disposto dal Cipe in favore del Comune di Catania, per fronteggiare l'emergenza finanziaria dell'Ente, fa tirare un sospiro di sollievo ai dipendenti, ai netturbini, da settimane in stato d'agitazione, e alle centinaia di creditori dell'amministrazione, Enel compresa che aveva materialmente "spento" diverse zone della citta'. "Ma adesso comincia il lavoro duro - avverte il sindaco Raffaele Stancanelli - la somma ci consentira' di affrontare i creditori, ma dobbiamo continuare a programmare, tagliare e razionalizzare sulla base di linee d'azione che esporro' il 6 ottobre in consiglio". Positive le reazioni della politica, anche se tendono a evidenziare le responsabilita' di chi ha retto e sta reggendo il Comune. "I soldi stanziati dal Cipe rappresentano una buona notizia per la citta'. Speriamo che il tutto venga gestito con trasparenza e rigore'", dice ad esempio il segretario provinciale etneo del Pd, Luca Spataro: "Attendiamo il piano di risanamento e gesti di discontinuita' rispetto al passato. Riteniamo che se gli ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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