Tutti gli articoli su Catania

Una domanda che resterà senza risposta.

Scritto da: il 23.08.12 — 5 Commenti
Perché vivere a Catania? Una riflessione, ma anche una domanda che rivolgo a chi legge. Senza chiamare per l'ennesima volta in causa Pippo Fava con la sua famosa definizione, io non riesco a darmi una risposta. Probabilmente per la paura di vivere altrove, perché è facile per chi non ha coraggio stare in un posto che non piace piuttosto che affrontare la possibilità di essere felici altrove. A 29 anni, non ancora compiuti, mi sento già un fallito di questa città, e non voglio scendere a compromessi con nessuno, a nessun livello. Insomma, devo decidere da che parte stare, e non capisco perché, voglio solo vivere la mia vita senza condizionamenti da parte di nessuno magari lavorare senza dover sposare vizi e virtù e amicizie politiche e mafiose di chi mi assume. Da qualche parte è possibile vivere la propria vita così, lo so, ma mi manca il coraggio di andarmene. Chiedo due cose, in alternativa l'una a l'altra o forse è la stessa. La prima, per restare a Catania: voglio avere il coraggio di sbagliare, di mettermi ingenuamente nelle mani di un padrino a cui affidare il mio destino con l'unico compito di essere fedele. Padrino non per forza mafioso: magari un professore universitario, un avvocato, un "imprenditore", un caporedattore, un direttore creativo, un politico. Scegliete voi, tanto so fare di tutto, il mio unico limite è il mio carattere, non riesco a scendere a compromessi, nella consapevolezza che se anche non mafioso il padrino a un certo punto della sua vita s'è fatto una domanda simile alla mia e ha trovato il suo, quindi è senza spina dorsale. Sennò chiedo il coraggio di andarmene, di mandarvi tutti a fanculo e cominciare a dire in giro che Catania è una merda che sono tutti mafiosi che non c'è speranza manca ...

Il buio oltre la siepe, e anche prima

Scritto da: il 15.02.12 — 0 Commenti
C'è buio a Catania. A Librino, e non fa tanto notizia ormai visto che nel quartierone è tutto spento da mesi. Un'associazione di Librino, "Librinoattivo", insieme alla Cgil, circa un mese fa mandò anche una lettera la prefetto per lamentare la situazione. Nessun risultato. Ma il fatto incredibile è che, a tratti, si spengono anche le vie del centro. Via Giuffrida, ad esempio, oppure viale Mario Rapisardi. E in una zona residenziale molto "in", il lungomare, la luce manca a tratti. Che sta succedendo? Secondo me mancano semplicement ei soldi, e il comune di Catania retto da Stancanelli sta facendo lo stesso "calcolo" del predecessore Scapagnini, spegnendo periodicamente la luce  in giro. Indagheremo...

No surrender: storie di chi parte e di chi resta – lunedì 13 al cinema King 20.15

Scritto da: il 11.02.12 — 0 Commenti
Storie di giovani che vanno e che restano. Giovani che partono da Catania e trovano la loro strada altrove. Oppure che girano l'Italia alla ricerca delle giuste motivazioni per amarla, o di quelle più valide per lasciarla. Il 13 febbraio, alle 20:15, al cinema King di Catania, il tema principale sarà questo, e si declinerà in due pellicole di grande valore. Durante l'evento, dal titolo «No surrender: storie di chi parte e di chi resta», sarà proiettato in anteprima assoluta il cortometraggio «Il pezzo di carta», del giovane regista catanese Marco Pirrelo. A seguire il documentario «Italy: love it or leave it», di Gustav Hofer e Luca Ragazzi, già entusiasticamente recensito dal quotidiano La Repubblica.       Organizzato dal Cinestudio di Catania, in collaborazione con la nuova radio RadioLab, il quotidiano etneo online Ctzen e l'associazione a sostegno del giornalismo universitario Upress, «No surrender: storie di chi parte e di chi resta» è un viaggio nel Belpaese che non lascia posto ai giovani. Ma è anche un modo per scoprire quanto coraggio ci vuole per rimanere, migliorare la propria città, regalarle delle nuove prospettive, diventare imprenditori di se stessi, anche sotto i trent'anni.       «Il pezzo di carta è la laurea, quel foglio per il quale tanto si suda ma che, una volta che ce l'hai in mano, non hai ben capito a cosa ti serva», spiega Marco Pirrello, 26 anni, catanese emigrato a Roma da pochi mesi e già regista del fortunato rockumentario «My hometown Catania». Scritto da Marco Pirrello, Andrea Spinello e Roberto Zito – anche loro giovani e catanesi – «Il pezzo di carta» racconta in 25 minuti le difficoltà degli universitari che, alla fine del loro percorso, non sanno ancora se lasciare Catania oppure restarci. Le musiche originali di Riccardo Trinaistich, voce del gruppo etneo Narayan, accompagnano il percorso del protagonista, ...

Cartoline catanesi

Scritto da: il 08.12.11 — 0 Commenti
Camminavo cercando cose che chiunque (chiunque con circonferenza cranica consistente) considererebbe cianfrusaglie, ciarpame. Cose che Catania, che comprende complicate coesistenze conurbative, coerentemente calpesta. Cercavo certe cartoline colorate con catanesi caciaroni, che ciondolano con contegno carente contemplando cuttigghi civitoti. Cose che cento cinegiornali costruiti con capacità conclamata comunicherebbero con complicate circonvoluzioni. Caciara, casino, cuttigghi: catteristiche che Catania custodisce con cura. Caratteristiche che consideriamo corbellerie  contemporanee. Cavolate.

Felici come Michele a Wolfsburg

Scritto da: il 03.06.11 — 0 Commenti
Ho letto questo romanzo di Giuseppe Fava, "Passione di Michele". Erano mesi che tenevo il libro sul comodino, una copia regalatami dall'editrice Mesogea per un incontro-dibattito. Ho letto decine di volte gli articoli de "I Siciliani", ma di questo romanzo solo poche pagine. Non ero mai riuscito ad appassionarmi alla lettura. Invece ieri notte di botto ho letto 120 pagine, su 200 circa. Cose che capitano, forse, o forse è che sapevo come sarebbe andata a finire. E non volevo stare male. "Passione di Michele", il titolo dice già tutto. Non è appassionato di qualcosa - non è una parabola sportiva, solo un po' è un romanzo di formazione - ma la "passione" è come quella di Cristo. Michele deve soffrire, è un bravo ragazzo siciliano onesto e lavoratore, QUINDI gli deve andare a finire male. Così è, parte da Palma di Montechiaro per andare alla fabbrica della Volkswagen a Wolfsburg, si trova bene, è felice, ma finisce male. E certamente nessuno poteva aspettarsi il contrario. Ma non è un romanzo deprimente. Intanto è scritto molto bene, scontato, si tratta di Giuseppe Fava. Uno stile aggressivo, a tratti manieristico, molto simile a quello degli articoli-racconto dei Siciliani che invece sono molto ben conosciuti. Poi racconta della Germania come non ti aspetti. A fine anni '70 sembra già quella mitica della "Zoo Station" dell'unificazione, capitale supercolorata e disinibita, dove anche gli occhi di un ragazzo di paese, con le mani da contadino e una visione del mondo che va dal mare alla montagna di Palma di Montechiaro, riescono a vedere che il futuro cambiamento sta arrivando. Forse Fava se lo aspettava, sapeva che il muro sarebbe crollato insieme al "vecchio mondo"? Mi piace pensare che un buon cronista non debba per forza capire tutto, se sa osservare riporta su carta quel che vede, e ...

Esce My Hometown Catania di Marco Pirrello

Scritto da: il 07.12.10 — 0 Commenti
Il documentario a supporto del giornalismo universitario che racconta la Catania del rock Ribattezzata negli anni 90 “la Seattle d’Italia” grazie alla sua straordinaria concentrazione di musicisti e scene rock, Catania è una città che vive il suo legame con la musica in maniera viscerale. A Catania c’è lo studio di registrazione The Cave di Daniele Grasso (tra i più importanti d’Italia) ed è questa la città che ha dato i natali a personaggi come Francesco Virlinzi (il produttore-guru che lanciò Carmen Consoli e Mario Venuti e che ha portato in Sicilia i R.E.M. nel 1995), Franco Battiato, i Denovo, Cesare Basile, gli Uzeda. Oggi Catania vive un momento di nuovo fermento musicale, nonostante la sua difficile condizione economica e sociale e la scalata delle mafie. My Hometown Catania di Marco Pirrello è un documentario nato all'interno del Laboratorio di Inchieste e Videogiornalismo di Step1 periodico on line - una palestra di giornalismo - Università di Catania (www.step1.it); è prima di tutto un viaggio musicale, un rockumentary, fatto di racconti, ricordi, molta musica e di quella passione tagliente che si respira nella città della pietra lavica, «un vero e proprio set naturale grazie ai suoi colori scuri e al barocco». Ma è anche un messaggio di speranza per il futuro. Pirrello racconta la Catania rock d’oggi tramite le storie di quattro band cresciute ai piedi dell’Etna: Crabs, Narayan, Introversia e Dossi Artificiali: «uno sguardo sulla città realizzato attraverso gli occhi, le note e le parole, di chi Catania la vive quotidianamente cercando tra molte difficoltà di proporre le proprie creazioni musicali», spiega l’autore. My Hometown Catania sarà disponibile a partire dall’8 dicembre nelle librerie di Catania e sul sito Upress.it (http://shop.upress.it/my-hometown-catania-dvd). Il prezzo è di 9,50 € e l’incasso sarà devoluto a U-Press, l’associazione a supporto del giornalismo universitario. Un segnale per dare fiducia a quell’informazione che nasce dal basso ma che riesce, a volte meglio dei grandi media, a raccontare la realtà e ...

Argomentare l’idiozia dell’informazione a Catania – Impaginazione, linguaggio, preinformazioni del lettore

Scritto da: il 20.07.10 — 0 Commenti
Non so per quale strano motivo, ma questo lungo testo, datato 13 ottobre 2008, era disperso nei meandri del mio filesystem. L'argomentazione a distanza di quasi due anni mi sembra piuttosto debole e ci sono alcune premesse errate, ma considero comunque questo testo un buon punto di partenza per una riflessione. Non spaventatevi: buona lettura. (NDL nel testo sta per "Nota di Leandro", il Leandro del 2010 s'intende) PREMESSA Il problema dell'informazione a Catania è stato riconosciuto e studiato in più occasioni, e i risultati di tante prese di coscienza portano ad un solo problema che sta alla radice: monopolio dell'informazione. Nella fattispecie, si tratta del gruppo editoriale Sanfilippo, proprietario delle maggiori emittenti della Sicilia orientale, e del più venduto quotidiano della Sicilia orientale, La Sicilia, che da solo copre la cronaca locale nelle province di Catania Ragusa e Siracusa senza concorrenza. In alcuni casi, come quello celebre di Repubblica, si è addirittura arrivati a degli accordi politico-commerciali per mantenere l'esclusiva della cronaca locale (accordi in parte "sciolti" nel 2009, NDL). Questi accordi sono dovuti soprattutto alla stampa "fisica" dei giornali nazionali a Catania, con la più grande tipografia del sud italia, che danno un pesante potere contrattuale al gruppo editoriale di proprietà dell'editore e direttore della Sicilia Ciancio. Ma questa spiegazione non basta per poter spiegare la pesante situazione di monopolio e "bavaglio" dell'informazione: responsabilità grave ha una certa categoria di lettori, che andremo ad analizzare. La tesi si fonda su semplici constatazioni, che non hanno la pretesa del rigore scientifico, ma che hanno dalla loro parte la ferrea logica dell'evidenza: se un giornale nodichn viene letto, non è in posizione di monopolio. La Sicilia in effetti non è un giornale ad ampia diffusione, nonostante il bacino di utenza molto vasto che va dall'intera Sicilia fino alla provincia di Reggio Calabria, conta ...

Buco di Bilancio: Richiesta Costituzione di Parte Civile

Scritto da: il 08.07.10 — 0 Commenti
SIAMO LIETI DI ANNUNCIARVI CHE IL TRIBUNALE HA AMMESSO LA NOSTRA RICHIESTA DI COSTITUIRCI PARTE CIVILE, RICONOSCENDO COSì UFFICIALMENTE A CITTAINSIEME  IL RUOLO DI RAPPRESENTANTE DEGLI INTERESSI DEI CITTADINI NELL'AMBITO DEL PROCESSO "BUCO DI BILANCIO"! *** Il movimento CittaInsieme ha inoltrato istanza di costituzione di parte civile presso la terza sezione penale del Tribunale di Catania nel cosiddetto "processo sul buco di bilancio" che vedrà imputati 15 amministratori della passata sindacatura Scapagnini. La richiesta è motivata dalle finalità previste dallo statuto dell’associazione che all’art. 3 fa espresso riferimento agli interessi che detta associazione intende tutelare,  cioè “favorire lo sviluppo della coscienza civica, finalizzandolo in particolare alla partecipazione dei cittadini ed al controllo della gestione degli enti pubblici locali”, nonché avanzare proposte nei confronti degli organi amministrativi e denunziare ogni disfunzione della Pubblica Amministrazione”. Cittainsieme ha inteso, con la richiesta di costituzione di parte civile, tutelare i diritti soggettivi lesi dal reato per cui si procederà ed evidenziare il danno subìto dall’associazione nel proprio scopo statutario che prevede specificatamente proprio la difesa di quei diritti. La terza sezione  si riunirà per deliberare sulla istanza di costituzione di parte civile giorno 7 luglio 2010 alle ore 11. Si invita la cittadinanza  a partecipare numerosa a questa udienza e a quelle successive durante le quali, come ci auguriamo, si farà luce su una vicenda di pessima e deplorevole gestione delle risorse pubbliche a danno dei cittadini. CittàInsieme Catania, 2 giugno 2010 Tel. 3406892762 - info@cittainsieme.it *** POST PRECEDENTI SULL'ARGOMENTO: - Buco di Bilancio: le lettere di due cittadini indignati

“Adesso sparate su tutti” – di Natya Migliori

Scritto da: il 02.07.10 — 0 Commenti
Riporto un articolo di Natya Migliori, giornalista e videomaker catanese, che ha raccolto le impressioni e le testimonianze delle persone presenti in piazza ieri sera, in Piazza Dante, nella manifestazione "autoconvocata su facebook" svoltasi con un migliaio di partecipanti e molte testimonianze pubbliche. "Adesso sparate su tutti": recita così lo striscione che alle 20.30, in piazza Dante a Catania, sovrasta il raduno spontaneo dei catanesi, sdegnati dalle pallottole che in pieno giorno ed in pieno centro storico, a due passi della Facoltà di Lettere e Filosofia, hanno colpito la studentessa Laura Salafia, 34 anni, originaria di Sortino, riducendola in fin di vita. Un regolamento di conti, come presumono la squadra mobile e la Dda di Catania, fra i clan Santapaola e Zuccaro (in realtà le ultime notizie smentiscono, l'ipotesi del regolamento di conti. Nota Di 095). Le pallottole erano infatti dirette su Maurizio Gravino, 40 anni, esponente dei Zuccaro, a sua volta gravemente ferito. Un “classico”, che questa volta piomba però su chi con la mafia ha solo condiviso la sua terra natìa. E che, con altrettanta ferocia, ferisce il concetto stesso di libertà, proprio nella giornata in cui a Roma, in tutta Italia, sul web, si manifesta contro la negazione del diritto all'informazione, della legalità, della verità. Proprio nella giornata in cui Roberto Saviano, da piazza Navona, tuona contro la gente di “malaffarre” e le osannazioni di dell'Utri verso l'”eroe” Mangano. Eppure, mentre Laura lotta fra la vita e la morte, le coscienze della città che dicono “no” al malaffare e alla mafia si sono mosse, spinte da un tam tam dal basso, diramato da Facebook e Tweteer, dalle radio, dai portali e dalle web tv indipendenti, per incontrarsi sul luogo della sparatoria. Armate sì, ma di megafono, striscioni e rabbia. Tra la folla qualche esponente politico, diversi rappresentanti sindacali, molti insegnanti universitari, ma ...

Senza Rete – Il nuovo video dei Marta sui Tubi girato a Catania

Scritto da: il 02.06.10 — 0 Commenti
Il nuovo video dei marsalesi Marta sui Tubi, girato a Catania dal catanese Ence Fedele e dal siracusano Corrado Lorenzo Vasquez. Si chiama "Senza Rete", e il coniglio nel video rimanda a qualcosa di noto. Esempio 1 e soprattutto Esempio 2. Mi ricorda anche altro, ma al momento non mi viene in mente un titolo (se potete, scrivetelo sui commenti). Il monumento ai caduti di Catania, che ultimamente viene utilizzato dai giovani catanesi amanti del Parkour, fa la sua bella figura nel video. Le riprese della band che suona invece, sono "prese" alla Fondazione  Pomodoro di Milano. [HTML1] (embed da rockit)
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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