Tutti gli articoli su casa

Catania, Menz’a strada – reportage di Carmen Valisano

Scritto da: il 08.03.10 — 0 Commenti
L'ho preannunciato qualche tempo fa, e oggi vi propongo la prima parte delle 11 che compongono ELEVEN catania. Si tratta di un estratto (con video) del reportage sulla situazione dei senzatetto a Catania, scritta da Carmen Valisano: si chiama On the road – Menz’a strada Senza tetto di casa nostra [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=AFQFGXepFds[/youtube] A Catania non esiste un censimento ufficiale dei senzatetto. Ma per conoscere il volto degli “invisibili” basta ascoltare i racconti dei volontari che, giorno dopo giorno, notte dopo notte, assistono i meno fortunati assicurando loro cibo, medicine, calore umano. A casa di Pina Pina ha un’età indefinibile. Potrebbe avere cinquanta, o forse sessant’anni. Vive da quando era una ragazzina dentro la Stazione centrale di Catania. Il suo piccolo giaciglio fatto di cartoni, stoffa e plastica, rimediati chissà dove, lo lascia solo per qualche tempo, ogni tanto; poi torna sempre lì. Si accende una sigaretta e cammina incerta, trascinandosi dietro un paio di buste mentre cerca continuamente con la mano il muro per reggersi. Indossa un maglione con i colori delle Ferrovie dello Stato, ma le maniche sono ben rimboccate per non impacciarle ulteriormente i movimenti. «Nessuno sa perché abbia scelto proprio la Stazione centrale come casa, non parla molto» afferma incerta una dipendente della Trenitalia. «Magari le piace la vista sul mare». Nessuno sembra conoscere bene la sua storia. A dire il vero nemmeno il suo nome – Pina – è sicuro. Lei è una dei milioni di volti anonimi, le storie che nessuno conosce. Una senzatetto. Il vuoto che circonda i clochard, per certi aspetti, smette di avere un valore metaforico e prende sembianze fisiche. A Catania non esiste un censimento ufficiale, nessuna anagrafe che fotografi il territorio nazionale e i suoi abitanti senza fissa dimora. L’Istat non ha ...

Appello per “I Siciliani”

Scritto da: il 02.07.09 — 0 Commenti
Da UCUNTU.org Dopo l’assassinio mafioso di Giuseppe Fava, il 5 gennaio 1984, i redattori de I Si­ciliani scelsero di non sbandarsi, di te­nere aperto il giornale e di portare avanti per molti anni la cooperativa giornalisti­ca fon­data dal loro direttore, affrontando un tem­po di sacrifici durissimi in nome della lotta alla mafia e della libera informazio­ne. Anni di rischi personali, di sti­pendi (mai) pagati, di solitudine istitu­zionale (non una pagina di pubblici­tà per cinque anni!) Oggi, a un quarto di secolo dalla morte di Fava, alcuni di loro (Graziella Proto, Ele­na Brancati, Claudio Fava, Rosario Lanza e Lillo Venezia, membri allora del CdA della cooperativa) rischiano di per­dere le loro case per il puntiglio di una sentenza di fal­limento che si presenta - venticinque anni dopo - a reclamare il dovuto sui po­veri de­biti della cooperati­va. Il precetto di pignoramento è stato già no­tificato, senza curarsi d’attendere nemme­no la sentenza d’appello. Per pa­radosso, il creditore principale, l’Ircac, è un ente re­gionale disciolto da anni. E’ chiaro che non si tratta di vicende perso­nali: la redazione de I Siciliani in que­gli anni rappresentò molto di più che se stes­sa, in un contesto estremamente dif­ficile e rischioso. Da soli, quei giovani giornalisti diedero voce udibile e forte alla Sicilia onesta, alle decine di migliaia di siciliani che non si rassegnavano a convivere con la mafia. Il loro torto fu quello di non dar spazio al dolore per la morte del direttore, di non chiudere il giornale, di non accetta­re facili e comodi ripieghi professionali ma di andare avanti. Quel torto di coerenza, per il tri­bunale fal­limentare vale oggi quasi cen­tomila euro, tra interessi, more e spese. Centomila euro che la giustizia catanese, con imbarazzan­te ostinazione, pretende adesso di incassa­re per mano degli uffi­ciali giudiziari. Ci saranno momenti e luoghi per appro­fondire questa vicenda, per scrutarne ra­gioni ...

IACP – a Catania il 92% degli inquilini non paga

Scritto da: il 26.05.09 — 3 Commenti
Finalmente, dopo due settimane, ritrovo online sul blog "Altri Mondi" (di Giorgio Dell'Arti, Gazzetta.it) un articolo del Corriere della Sera del 12 maggio. L'ha scritto Sergio Rizzo, quello de "La Casta" per intenderci, ed è una denuncia di proporzioni titaniche: a Catania il 92% degli inquilini di case dell'Istituto Autonomo Case Popolari non paga l'affitto. E si tratta di una quota irrisoria, solo 67 euro al mese in media (una decina di volte in meno di un affitto "normale") eppure... Eppure su 10003 alloggi gli abusivi sono 2386, quasi il 24%. Di fronte a questa situazione assurda, però, alla Regione si discute di nomine per i consigli di amministrazione della IACP... (leggete l'articolo QUI) La ricerca, effettuata da Sergio Rizzo per il Corriere della Sera, non è passata dai TG locali e i giornali locali (quasi tutti di Mario Ciancio), ho sentito la notizia solo sul TG RAI regionale e Mediterraneo Sat ne ha fatto accenno a marzo... Per approfondire, vi rimando a questo articolo su "Il Velino", alla Relazione sulla gestione dell'edilizia residenziale pubblica della Corte dei Conti, e alla indagine sulla quale Sergio Rizzo ha scritto il suo articolo, ovvero la ricerca Social Housing e agenzie pubbliche per la casa a cura di CENSIS e Federcasa per Dexia-Crediop. La questione abitativa e il ruolo delle aziende territoriali per la casa Canoni di affitto quasi simbolici, fenomeni di abusivismo, morosità diffusa, inquilini senza i requisiti di legge, degrado fisico avanzato: questi sono i luoghi comuni che accompagnano spesso, presso l’opinione pubblica, l’immagine del patrimonio di edilizia “popolare” del Paese. Ne deriva nella percezione collettiva una visione semplicistica secondo la quale il patrimonio pubblico è ovunque mal gestito, non assolve alla sua funzione sociale e rappresenta per lo Stato più un peso che una risorsa. Al riguardo l’indagine effettuata nel 2008 da Censis e Federcasa ...

Tinturia e Carlo Muratori in concerto per i senza fissa dimora

Scritto da: il 27.02.09 — 1 Commento
Anfiteatro Le Ciminiere di Catania Tinturia e Carlo Muratori Sabato 21 marzo 2009 ore 21,00 (contributo minimo 10 euro) La Caritas diocesana di Catania, organizza un grande concerto/evento di beneficenza, il ricavato della vendita dei biglietti verrà interamente devoluto a favore delle iniziative della Caritas a sostegno delle persone senza fissa dimora. Abbiamo pensato di coinvolgere la nostra città in un evento corale che ponesse l’accento sulla necessità di fare qualcosa per coloro che vivono quotidianamente il dramma di non avere un tetto sulla testa. Due noti artisti siciliani, hanno risposto di buon grado al nostro invito e si esibiranno gratuitamente per sostenere la Caritas nell’impegno di prestare conforto morale e materiale agli ultimi della società. Si tratta dei Tinturia, già testimonial di Telestrada, la web tv dei senza fissa dimora, e il cantautore siracusano Carlo Muratori. L’evento gode del patrocinio della Provincia Regionale di Catania Per informazioni e acquisto biglietti: Help Center Caritas (P.zza Giovanni XXIII, ang. V.le Africa) Tel 095.530126 - www.caritascatania.it

Rassegna Stampa 2 – un lusso chiamato Casa

Scritto da: il 10.11.08 — 1 Commento
Parte 2 della picola rassegna stampa odierna. Il secondo articolo si chiama “Un Lusso chiamato Casa“, ed è di Marco Benanti, sul settimanale free press Catania Possibile del 7 novembre 2008. Tanto per smentire quanto scritto da me qualche tempo fa, Benanti ci dice che la Casa per i catanesi è diventato un vero problema con un numero di sfratti in crescita continua. "A Catania gli sfratti sono oltre 500, dato aggiornato a fine ottobre". Il dato viene dal segretario generale del Sicet - Sindacato Inquilini Casa e Territoro, Carlo D'Alessandro. Mentre a livello nazionale lo sfratto arriva per morosità nell'80% dei casi, a Catania questa percentuale sale ad oltre il 90%. Gli inquilini non riescono a pagare: in un contesto di bassi salari, con perdita progressiva di potere d'acquisto, si rischia di perdere non solo il posto di lavoro, ma anche un tetto. Il fenomeno è in crescita e riguarda in particolare i cosiddetti "nuovi poveri": si tratta del ceto medio impoverito. L'identikit che ne fa D'Alessandro è quello di famiglia monoreddito con un figlio. Insomma, uno stipendio di mille e duecento euro per il capofamiglia non è sufficiente, dopo qualche mese si deve scegliere fra affitto e altre esigenze primarie. Dal governo nazionale è arrivata la proroga degli sfratti: "Un provvedimento molto parziale - sostiene il Sicet - perché lascia fuori dalle condizioni d'accesso alla proroga tutte quelle famiglie che sono sotto sfratto per morosità". Come si è arrivati a questa situazione? "Gli affitti - spiega D'Alessandro - sono balzati in alto con l'euro. A partire da marzo 2002 ad oggi l'aumento è di oltre il 100%. Sono mancati i controli da parte delle Istituzioni sul mercato, che è stato rovinato dall'euro. Oggi non si trovano alloggi per le famiglie ma si preferisce affittare a prezzi altissimi agli studenti, 200-250 euro a posto letto. ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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