Tutti gli articoli su beni confiscati

Sulla vendita dei beni mafiosi confiscati

Scritto da: il 18.01.10 — 0 Commenti
Il Consiglio provinciale di Catania, giorno 12 gennaio, ha approvato all'unanimità l'o.d.g. che stigmatizza l'emendamento - già denunziato dall'associazione "Libera" attraverso un appello firmato da oltre 200.000 cittadini ed associazioni - inserito nella finanziaria del governo, il cui contenuto prevede la vendita, per asta pubblica, degli immobili confiscati alla mafia se non assegnati a partire dai 90 giorni successivi alla confisca. CittaInsieme plaude a quella delibera che costituisce un segnale importante di scelta nella lotta per la legalità. Il pericolo, insito nell'emendamento del governo, è che la mafia possa rientrare in possesso dei beni già confiscati e che ciò possa segnare una sconfitta per lo Stato e la rinunzia alla riutilizzazione sociale dei beni stessi. Sicuramente si devono trovare gli strumenti adeguati che consentano l'utilizzo tempestivo dei beni confiscati, ma questa urgenza non fa venire meno la necessità di un percorso etico di promozione sociale e civile che affermi la presenza e la volontà di uno Stato che, più di ogni proclama demagogico, non ceda e non offra spazi al potere mafioso. CittàInsieme Catania, 16 gennaio 2010 Tel. 3406892762 - info@cittainsieme.it

Addiopizzo Catania scrive al sindaco riguardo ai beni confiscati

Scritto da: il 04.06.09 — 2 Commenti
Lettera aperta al Sindaco Stancanelli Gentile signor Sindaco,il 25 maggio Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, ai microfoni di Canale 5 ha dichiarato con orgoglio che a Buccinasco un immobile confiscato alla 'ndrangheta è stato convertito in un asilo capace di ospitare 60 bambini.Il presidente della regione Lombardia ha sottolineato con soddisfazione questo importante risultato voluto e realizzato in pochissimo tempo. Questo succede in Lombardia, appunto. Catania accade, invece, che un immobile confiscato alla mafia da un anno attende di essere consegnato ad Addioppizzo Catania e a Libera e questo nonostante la nostra associazione sia attualmente senza una sede propria, nonostante l'impegno profuso all'epoca dal prefetto Finazzo e dal suo staff, nonostante il presidente Lo Bello si sia dichiarato disponibile a rinunciare all'ipoteca che grava sull'immobile in questione qualora effettivamente assegnato alle due associazioni. Poche banali clausole di un altrettanto banale contratto di comodato d'uso vanificano, di fatto, il lavoro di quanti credono nella legalità e lottano ogni giorno per rendere migliore questa nostra terra.Noi riteniamo che il riscatto e la rinascita di questa città passino anche attraverso piccoli gesti concreti dall'alto valore simbolico.Dare la possibilità a due associazioni di usufruire di un immobile confiscato alla mafia in un quartiere come Picanello sarebbe un segnale forte ed importante da parte di questa amministrazione comunale.Per questo siamo sicuri che tale richiesta non sarà seguita da un fragoroso silenzio.

Beni confiscati: affidati alle associazioni antiracket

Scritto da: il 12.07.08 — 0 Commenti
Ricevo e pubblico questa bella notizia che proviene direttamente da Addio Pizzo Catania. L'immobile che verrà affidato alle associazioni antiracket catanesi si trova in via Grasso Finocchiaro. Il Prefetto di Catania Giovanni Finazzo mercoledì scorso ha mantenuto la sua promessa e ha annunciato la consegna di uno dei beni confiscati alle associazioni antiracket. Addiopizzo, Libera e l’Asaec si troveranno a dividere un immobile situato in via Grasso Finocchiaro e che fu sequestrato al boss Francesco Sansone nel 2002. Si tratta di un segnale forte che il Prefetto ha voluto dare a tutta la città per rendere palese l’importanza che la lotta al pizzo deve avere nella nostra città. Il Prefetto ha anche scherzato sul fatto che tra Catania e Palermo possa instaurarsi una sana concorrenza non solo sul piano calcistico ma anche su quello della lotta alla mafia. Nella stessa gio ata di mercoledì sono stati consegnati altri quattordici beni confiscati al Comune di Catania e ad altre sette amministrazioni comunali di paesi che appartengono alla provincia etnea, la maggior parte di questi terreni, villini, e box appartenevano alla famiglia mafiosa dei Riela. A questo punto toccherà alle amministrazioni consegnare i locali alle associazioni di volontariato, alle cooperative, e il Prefetto ha lanciato un monito : “ogni giorno che passa senza avere lavorato all’assegnazione della struttura è un tacito favoreggiamento al proprietario mafioso”. Durante la stessa giorata di mercoledì i rappresentanti delle associazioni antiracket si sono recati in via Finocchiaro Grasso per visitare i locali in cui sorgeranno le sedi delle tre associazioni.
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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