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Appello per “I Siciliani”

Scritto da: il 02.07.09 — 0 Commenti
Da UCUNTU.org Dopo l’assassinio mafioso di Giuseppe Fava, il 5 gennaio 1984, i redattori de I Si­ciliani scelsero di non sbandarsi, di te­nere aperto il giornale e di portare avanti per molti anni la cooperativa giornalisti­ca fon­data dal loro direttore, affrontando un tem­po di sacrifici durissimi in nome della lotta alla mafia e della libera informazio­ne. Anni di rischi personali, di sti­pendi (mai) pagati, di solitudine istitu­zionale (non una pagina di pubblici­tà per cinque anni!) Oggi, a un quarto di secolo dalla morte di Fava, alcuni di loro (Graziella Proto, Ele­na Brancati, Claudio Fava, Rosario Lanza e Lillo Venezia, membri allora del CdA della cooperativa) rischiano di per­dere le loro case per il puntiglio di una sentenza di fal­limento che si presenta - venticinque anni dopo - a reclamare il dovuto sui po­veri de­biti della cooperati­va. Il precetto di pignoramento è stato già no­tificato, senza curarsi d’attendere nemme­no la sentenza d’appello. Per pa­radosso, il creditore principale, l’Ircac, è un ente re­gionale disciolto da anni. E’ chiaro che non si tratta di vicende perso­nali: la redazione de I Siciliani in que­gli anni rappresentò molto di più che se stes­sa, in un contesto estremamente dif­ficile e rischioso. Da soli, quei giovani giornalisti diedero voce udibile e forte alla Sicilia onesta, alle decine di migliaia di siciliani che non si rassegnavano a convivere con la mafia. Il loro torto fu quello di non dar spazio al dolore per la morte del direttore, di non chiudere il giornale, di non accetta­re facili e comodi ripieghi professionali ma di andare avanti. Quel torto di coerenza, per il tri­bunale fal­limentare vale oggi quasi cen­tomila euro, tra interessi, more e spese. Centomila euro che la giustizia catanese, con imbarazzan­te ostinazione, pretende adesso di incassa­re per mano degli uffi­ciali giudiziari. Ci saranno momenti e luoghi per appro­fondire questa vicenda, per scrutarne ra­gioni ...

Tre appelli: salviamo Pio Andrea, il Parco del Casalotto e l’Università

Scritto da: il 21.08.08 — 5 Commenti
Tre appelli da tre blog che seguo con molto interesse. Non trattano di argomenti affini, ma sono tutti temi che ritengo importanti. Il primo viene da SitoSophia, sito degli studenti di Filosofia di Catania, che chiedono di firmare una petizione contro il decreto legge del 25 giugno 2008 n. 112 (ne ho parlato qui) In linea con le posizioni assunte dalle maggiori organizzazioni garanti dell'istruzione e della cultura italiana – prima tra tutte la CRUI, Conferenza dei Rettori delle Università Italiane – reputiamo assolutamente disastroso e, quindi, inaccettabile il decreto legge del 25 giugno 2008 n. 112 (inserito nella Finanziaria 2009). In alcuni articoli di tale decreto (artt. 16, 17, 66, 67, 69, 74) vengono drasticamente e inopportunamente tagliati i finanziamenti alla ricerca, ridotti gli stipendi reali dei docenti universitari, costrette alla probabile (laddove inevitabile) bancarotta e chiusura numerose Facoltà universitarie e scuole, ridotti il personale docente e quello amministrativo di quattro quinti, indirettamente ma concretamente minacciate la libertà di pensiero e di espressione, reso difficilissimo se non impossibile l'inserimento di giovani dottori nel mondo della scuola e dell'università. link L'altro appello che vi sottopongo riguarda invece tutt'altro tema, questo è legato alla sfera personale. Si tratta di una raccolta di fondi per Pio Andrea, un bambino di S.M.di Licodia (prov. di CT) affetto da Tetraparesi Spastica, ha sei anni e ancora non riesce a camminare. Il mio amico Massimiliano di Librino.it ha verificato le fonti, non è "la solita bufala" Non è la solita bufala che viaggia su internet. Purtroppo l'appello è vero ed è confermato dal comune di Santa Maria di Licodia che lancia l'appello anche dal proprio sito (scarica il file pdf) Inseriamo anche l'indirizzo del blog aperto dai genitori del piccolo per maggiori informazioni link L'ultimo appello riguarda invece il Parco di Casalotto, ad Aci Sant'Antonio, ed è l'ennesimo che parte dal ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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