Tutti gli articoli su affitti

Antico Corso, una riflessione

Scritto da: il 30.03.10 — 0 Commenti
Comandano i potenti o comandano i cittadini? Rapporto tra gli abitanti e l'Università, tra i poveri affittuari costretti ad andarsene e e gli speculatori proprietari delle baracche dalle quali spremere profitti altissimi. Questa è una riflessione sull'Antico Corso, ovvero il quartiere che sorge tra via Plebiscito e via Vittorio Emanuele, dove hanno sede il Monastero dei Benedettini con dentro le Facoltà Universitarie di Lettere e Lingue, il Liceo Boggio Lera, il Liceo Spedalieri, il convento dei Gesuiti che fino a poco tempo fa ospitava l'Istituto d'Arte, la Via Crociferi con tutte le sue meraviglie (e le sue sedi di sindacato), la Villa Cerami dunque con la Facoltà di Giurisprudenza, e poi ancora la Facoltà di Scienze della Formazione (da poco) il complesso delle "Verginelle" che fino a qualche anno fa era Centro Sportivo, e poi andando verso nord l'Ospedale Vittorio Emanuele, il più grande della Sicilia, l'Ospedale Santo Bambino dedicato all'ostetricia (nascono qui il 90% dei catanesi), la rimessa dell'AMT ecc... Ci abitavano 10 mila abitanti negli anni '90, ora ce ne stanno 4 mila circa. Nelle abitazioni fatiscenti da loro occupate, "loro" gli ex abitanti, oggi ci stanno gli studenti che pagano affitti esorbitanti quasi sempre in nero. Piazza Dante, una delle più belle della città, è un tappeto di auto quotidianamente, e gli studenti non hanno nemmeno una mensa in zona. La domenica e nelle feste invece il quartiere è vuoto, gli studenti tornano a casa, ma di abitanti e di catanesi ce ne stanno pochi. Gli studenti infatti se la passano sempre meglio degli abitanti, che invece non hanno servizi "dedicati" di nessun genere: ok, si è al centro di Catania con gli ospedali più grandi, il comune a due passi la sede AUSL centrale e molto altro, ma la delegazione comunale e il "consiglio di circoscrizione" della municipalità ...

IACP – a Catania il 92% degli inquilini non paga

Scritto da: il 26.05.09 — 3 Commenti
Finalmente, dopo due settimane, ritrovo online sul blog "Altri Mondi" (di Giorgio Dell'Arti, Gazzetta.it) un articolo del Corriere della Sera del 12 maggio. L'ha scritto Sergio Rizzo, quello de "La Casta" per intenderci, ed è una denuncia di proporzioni titaniche: a Catania il 92% degli inquilini di case dell'Istituto Autonomo Case Popolari non paga l'affitto. E si tratta di una quota irrisoria, solo 67 euro al mese in media (una decina di volte in meno di un affitto "normale") eppure... Eppure su 10003 alloggi gli abusivi sono 2386, quasi il 24%. Di fronte a questa situazione assurda, però, alla Regione si discute di nomine per i consigli di amministrazione della IACP... (leggete l'articolo QUI) La ricerca, effettuata da Sergio Rizzo per il Corriere della Sera, non è passata dai TG locali e i giornali locali (quasi tutti di Mario Ciancio), ho sentito la notizia solo sul TG RAI regionale e Mediterraneo Sat ne ha fatto accenno a marzo... Per approfondire, vi rimando a questo articolo su "Il Velino", alla Relazione sulla gestione dell'edilizia residenziale pubblica della Corte dei Conti, e alla indagine sulla quale Sergio Rizzo ha scritto il suo articolo, ovvero la ricerca Social Housing e agenzie pubbliche per la casa a cura di CENSIS e Federcasa per Dexia-Crediop. La questione abitativa e il ruolo delle aziende territoriali per la casa Canoni di affitto quasi simbolici, fenomeni di abusivismo, morosità diffusa, inquilini senza i requisiti di legge, degrado fisico avanzato: questi sono i luoghi comuni che accompagnano spesso, presso l’opinione pubblica, l’immagine del patrimonio di edilizia “popolare” del Paese. Ne deriva nella percezione collettiva una visione semplicistica secondo la quale il patrimonio pubblico è ovunque mal gestito, non assolve alla sua funzione sociale e rappresenta per lo Stato più un peso che una risorsa. Al riguardo l’indagine effettuata nel 2008 da Censis e Federcasa ...

Altro che Hotel – Step1 visita la residenza Costa in via Etnea

Scritto da: il 14.05.09 — 1 Commento
Step1 continua con le sue videoinchieste, e stavolta parla di residenze universitarie. Ascensore fermo (e sono 8 piani), umidità ovunque, uno stabile che gli stessi responsabili pensano possa crollare in caso di terremoto... E' la residenza universitaria Costa, 250 posti letto, gestiti dall'Ersu. Si trova in via Etnea all'incrocio con via Passo Gravina, praticamente di fronte la sede dell'Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario, e tutti a Catania la chiamano "Hotel Costa"... Per leggere l'articolo cliccate qui, mentre di seguito potete vedere il video di Desirée Miranda e Gianluca Nicotra... [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Pmgz9y4diZs[/youtube] La "Zazzamita production"  un paio d'anni fa fece un "giro" all'Hotel Costa, già in pessime condizioni. I problemi erano esattamenti gli stessi, ma gli studenti davano un "giudizio positivo" perché le residenze ERSU nonostante i numerosi limiti sono gratuite ed è meglio un servizio imperfetto gratis degli affitti in nero mostruosamente cari.... L'ERSU a Catania dispone in totale di poco più di 1000 posti letto, su una popolazione studentesca che supera le 50000 unità... [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=pBXe50cpQyo[/youtube]

Rassegna Stampa 2 – un lusso chiamato Casa

Scritto da: il 10.11.08 — 1 Commento
Parte 2 della picola rassegna stampa odierna. Il secondo articolo si chiama “Un Lusso chiamato Casa“, ed è di Marco Benanti, sul settimanale free press Catania Possibile del 7 novembre 2008. Tanto per smentire quanto scritto da me qualche tempo fa, Benanti ci dice che la Casa per i catanesi è diventato un vero problema con un numero di sfratti in crescita continua. "A Catania gli sfratti sono oltre 500, dato aggiornato a fine ottobre". Il dato viene dal segretario generale del Sicet - Sindacato Inquilini Casa e Territoro, Carlo D'Alessandro. Mentre a livello nazionale lo sfratto arriva per morosità nell'80% dei casi, a Catania questa percentuale sale ad oltre il 90%. Gli inquilini non riescono a pagare: in un contesto di bassi salari, con perdita progressiva di potere d'acquisto, si rischia di perdere non solo il posto di lavoro, ma anche un tetto. Il fenomeno è in crescita e riguarda in particolare i cosiddetti "nuovi poveri": si tratta del ceto medio impoverito. L'identikit che ne fa D'Alessandro è quello di famiglia monoreddito con un figlio. Insomma, uno stipendio di mille e duecento euro per il capofamiglia non è sufficiente, dopo qualche mese si deve scegliere fra affitto e altre esigenze primarie. Dal governo nazionale è arrivata la proroga degli sfratti: "Un provvedimento molto parziale - sostiene il Sicet - perché lascia fuori dalle condizioni d'accesso alla proroga tutte quelle famiglie che sono sotto sfratto per morosità". Come si è arrivati a questa situazione? "Gli affitti - spiega D'Alessandro - sono balzati in alto con l'euro. A partire da marzo 2002 ad oggi l'aumento è di oltre il 100%. Sono mancati i controli da parte delle Istituzioni sul mercato, che è stato rovinato dall'euro. Oggi non si trovano alloggi per le famiglie ma si preferisce affittare a prezzi altissimi agli studenti, 200-250 euro a posto letto. ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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