Sulla tragedia di via Roccaromana – una breve rassegna nella blogosfera

Scritto da: il 31.01.09
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.
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Proprio ieri notte in una strada di Catania, via Roccaromana, si è consumata l’ennesima tragedia dovuta al consumo di alcol e all’eccessiva sicurezza che ormai troppe persone hanno al volante.
“Ha ucciso mia figlia, non lo perdonerò mai”: questo ha detto il padre di Sonia Sicari, la ragazza di 21 anni che ha perso la vita, travolta da un 20enne neopatentato, alla guida di una Mercedes Classe A.
“A” come Alcol, in questo caso, l’alcol che Diego Pappalardo, figlio di un imprenditore catanese, aveva tre volte sopra la media nel proprio sangue. Erano circa le 4, quando il giovane omicida dopo aver forzato un posto di blocco in via G.Fava, una volta giunto all’incrocio con via Lago di Nicito, non si è fermato allo stop come è ormai pratica diffusa a Catania, e ha investito in pieno la Ford Fiesta sulla quale viaggiava Sonia con altri 5 amici. Alcuni di loro sono gravi in ospedale. Lei invece non c’è più.

Credo sia ora di attuare un serio programma di TOLLERANZA ZERO contro questo senso di anarchia diffusa(…)

Ed allora, delirio per delirio, deliriamo bene. Si riuniscano Senato e Camera dei Deputati e varino subito una legge ad personam con valore retroattivo per mettere a morte gli animali di Guidonia, tutti gli stupratori in genere e, mentre che ci siamo, anche gli investitori ubriachi e/o fumati-impasticcati, come quello di via Roccaromana a Catania, tragedia che tanto sta spaccando la mia città.

I brani citati, scritti su due blog che seguo con molta attenzione Rokspolitik e The Lo Re Report
, trasmettono il livello di partecipazione che ha avuto la notizia di questo incredibile episodio in città. Dell’incidente condito da grande ingiustizia sociale discute in questi toni chiunque, anche la gente per strada, alle fermate, alla posta… Anche il quotidiano La Sicilia partecipa sullo stesso tono… Ma con qualche garanzia in più per il pirata della strada. Come ormai faccio spesso, riporto un pezzo di Giuseppe Scatà che parla della vicenda

L’alcol che uccide, il giornalismo becero che la seppellisce.

lunedì 26 gennaio 2009, di Giuseppe Scatà
Venerdì 23 Gennaio muore a Catania una studentessa di 20 anni. Aveva appena dato una materia con ottimi voti e tornava da una festa, insieme a quattro amici. Sedeva nel sedile posteriore di una Ford Fiesta. Il cofano di una mercedes classe A, che aveva appena forzato un posto di blocco, facendo volare la paletta dell’Alt a un carabiniere, le si pianta nel fianco. Muore poco dopo. L’autista della mercedes è un giovane, ritrovato con un tasso alcolico tre volte superiore alla norma. I titoloni del quotidiano catanese sono tutti sull’alcol. La notizia esce il 25 Gennaio. Nulla viene scritto sull’assenza dei vigili urbani dalle strade cittadine, magari ricordando che l’ultimo concorso per assumerne altri 100 è stato appena annullato dal nuovo sindaco per mancanza di fondi comunali. Nulla viene scritto sulla velocità media delle automobili nel centro cittadino, in piena mattinata, con guidatori al volante perfettamente sobri. Insomma, a quanto pare, è tutta colpa dell’alcol.

I carabinieri non vogliono dare le generalità dell’investitore, per il diritto alla privacy. La Sicilia ci dice solo che è un giovane neopatentato, figlio di un noto professionista catanese. La madre urla il suo nome e cognome al giornalista pregando che invece il nome venga pubblicato. Ma il giornalista scrive che ci sono delle norme da rispettare, “Il diritto alla privacy e il diritto sociale alla giustizia”, come correttezza e professionalità richiedono. Chi firma il pezzo di cronaca sopra, però, ci racconta tutto il pianto della madre e la follia del dolore, ci snocciola la biografia intera della vittima, ripercorre nel dettaglio le sventure del padre, ex lavoratore della Cesame, disoccupato e doppiamente disperato. Particolari morbosi cui la cronaca, in barba alla privacy, non riesce a rinunziare: sono le telenovelas del dramma familiare. Nulla sappiamo del padre del carnefice, ad eccezione del fatto che sia un professionista importante (non dunque un semplice disoccupato).

Ma è altrettanto impossibile non notare che nelle pagine di cronaca de La Sicilia ci sono paginoni quotidianamente dedicati a spacciatori di cocaina, marijuana, oranhe shunk ed ecstasy; la maggior parte è incensurata (come vuole la strategia mafiosa dello spaccio al dettaglio): sono tanti, ogni giorno, e hanno tutti un bella foto in primo piano, il nome e il cognome sotto. Ma loro non sono figli di noti professionisti. Per loro la legge non c’è, da entrambe la parti.

Il giorno dopo, 26 Gennaio, il nome dell’investitore è invece sbattuto in prima pagina. Ci chiediamo che fine avrà fatto“Il diritto alla privacy e il diritto sociale alla giustizia”. Le leggi cambiano rapidamente, ma non nel giro di una notte. Del padre del carnefice alcolizzato continuiamo a non sapere molto: è disperato, tutto qua. Una foto della vittima, è sempre in prima pagina, accanto al nome e cognome del suo assassino, ed è tratta dalla sua pagina personale di facebook. Accanto, una didascalia ci racconta nuovamente la sua intera biografia, e ci ricorda che il padre è un ex lavoratore della Cesame, senza stipendio da 14 mesi. Potevano intitolarlo un “Dramma nel dramma “ (come sono soliti fare), ma di questi titoloni ne hanno già abusato. Il pezzo invece esce come “L’alcol che uccide”. E’ invece il giornalismo becero che uccide.

Infine il video sopra è tratto da Antenna Sicilia, tv legata al criticato (e quindi evidentemente molto letto) quotidiano La Sicilia. Sull’onda dell’emozione e partecipazione provata dai catanesi, si chiama “Addio Sonia”.

  • Umberto

    RIPORTO UN POST SCRITTO DA ME NEL BLOG ROCKSPOLITIK:

    Purtroppo quando capitano fatti del genere ci si avventa subito sull’artefice di tutto ciò…ma siamo onesti con noi stessi, chi non ha mai corso in macchina con la moto o con il motorino, chiaramente per le possibilità che dava il mezzo? chi non ha mai girato senza casco?chi, appena visto un posto di blocco da lontano non ha mai provato a fare inversione a U oppure come si usa tra i giovani passare al posto di blocco mettendo il piede sulla targa?…sono daccordo diego pappalardo ha sbagliato e pagherà per ciò che ha commesso…ma non con la galera no…quella non la farà (al max 6 mesi con la condizionale e poi ai domiciliari come d’altronde si sta evolvendo la vicenda) e Vi assicuro che non scamperà alla galera per colpa o merito del padre imprenditore anche perchè…checchè ne dicano i giornali posso assicurarvi che non è ne un imprenditore ne una persona importante…o forse l’imprenditore è semplicemente chi possiede degli appezzamenti di terreno coltivabile…mah opinabile come definizione…punto 2 non lanciamoci contro i genitori del ragazzo anche perchè loro (chiaramente sono cose che non potete sapere dato che non conoscete la famiglia a differenza mia) sono i primi a soffrire per la prematura scoparsa di Sonia Sicali, dato che sempre a differenza di alcune persone che regalano giudizi quasi…come dire…infimi e gratuiti…senza sapere chi è la famiglia e chi sono i genitori…perchè loro un educazione a Diego ed al fratellino più piccolo l’hanno data ve lo assicuro ed anche rigida e severa…purtroppo ognuno fa le sue scelte e si è sempre artefici del proprio destino ricordatelo…e quando vi sono degli eccessi nel bene e nel male come abbiamo potuto notare da questa triste, tristissima vicenda…questi ultimi non portano mai da nessuna parte…c’è chi chiede una protesta nel caso il processo non vada per come chiedono…c’è chi augura il male possibile del mondo…io rispetto “Silvio” che ha espresso un suo parere sulla vicenda…seppur senza sapere come tanti chi è il padre di Diego (un signore che ogni giorno come spero TUTTI I VOSTRI GENITORI si alza e va a lavorare per assicurare un presente ed un futuro dignitoso a lui ed alla sua famiglia) perchè non si è nascosto dietro un “anonimo” regalando giudizi…lui lo conosceva…l’altro lo disprezzava…ma quando stava fuori guardacaso tutti e sono convinto anche molti di quelli che scrivono qui…e che ora ne dicono di cotte e di crude vedi ennesimo anonimo Genitori assolutamente inesistenti, che comprano l’affetto solo con i soldi..un ragazzo 20 anni e già un macchinone di quello..giudato senza un minimo di prudenza..genitori che non guardano i figli quando rientrano a casa, cosi da capire quale cazzate va facendo in giro..se riesce ancora a reggersi in piedi o meno.., erano i primi ad andare a salutarlo e chiedergli se una sera di queste si usciva insieme…

    in conclusione non voglio spezzare una lancia per diego…anche perchè di spezzata qui ci sta solo la vita di una ragazza e di 2 famiglie…una che si è ritrovata una figlia morta a 21 anni ed a cui mi stringo nel loro dolore…ed una che ha realmente capito che il figlio tanto perfetto che studiava in inghilterra non era altro che un ragazzo così tanto insicuro di se che per trovarsi a suo agio doveva ripararsi nell’alcol…

    per cui…non continuiamo a fomentare una vicenda che SAPRETE TUTTI BENISSIMO COME FINIRA’…ma più che altro…quando lo rivedrete fuori…mantenete lo stesso comportamento che siete abituati a tenere tra le Vostre righe…quella sarà la sua punizione…il dover fare i conti con una realtà diversa da quella a cui si è abituati…a volte la morte può essere anche una liberazione…ma l’essere perseguitato in vita…beh…è cosa ben peggiore…

    auguro a voi tutti una buona continuazione.

    Umberto.

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  • Valerio

    @ Umberto:
    Lui ha ucciso una ragazza con il suo comportamento strafottente e dovrebbe farla franco o con 6 mesi di carcere?
    Io non conoscevo Sonia ma se ciò sarebbe accaduto a un mio caro mi sarei fatto giustizia da solo.
    Il ragazzo intando non deve guidare mai più.Patente sequestrata a vita.
    Almeno 10 anni di carcere perchè ha ucciso. Se lui torna libero tutti si scorderanno di lui e di quello che ha fatto e tempo 3 anni nessuno lo riconoscerà e chi ti dice che non rifarà lo sbaglio che ha fatto in passato e farà altri danni?
    Ti do invece ragione sui genitori, credo fortemente che siano delle brave persone perchè conosco altrettante famiglie squisite ma che hanno dei figlia sulla brutta strada.
    Ora però non coprite Diego perchè è un ragazzo “Debole” che ha bisogno di rifuggiarsi nell’alchool diciamo la verità è un drogato e alcolizzato perchè gli piacere sballarsi come piace fare a molti ragazzi.
    Niente rifuggio solo voglia di sballare!
    E per questo si meriterebbe l’ergastolo perchè Diego resterà lontano da casa (forse 6 mesi) Sonia non tornerà mai più…

  • G.

    ma siamo onesti con noi stessi, chi non ha mai corso in macchina con la moto o con il motorino, chiaramente per le possibilità che dava il mezzo? chi non ha mai girato senza casco?chi, appena visto un posto di blocco da lontano non ha mai provato a fare inversione a U oppure come si usa tra i giovani passare al posto di blocco mettendo il piede sulla targa?

    IO!
    che ragionamento è?
    A ct, grazie a Dio, non siamo tutti uguali.
    Non siamo tutte merde come chi si comportata in tal modo.. c’è chi si comporta bene,
    e purtrp sono sempre quelli ad andarsene via..
    Mentre le merde come DIEGO PAPPALARDO restano in vita.

  • Valerio

    @ G.:
    Ha ragione, ha voluto giocare a fast and furios?
    Ora deve pagare davvero…
    Se tutti la pensassero come lui ci sarebbero morti ogni giorno.
    Grazie a Dio le persone responsabili sono molte di più.
    e lui non è tra queste..In galera!

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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