Stare dietro alla propria stanchezza – solo un altro post autoreferenziale con accenni catanesi

Scritto da: il 15.03.12
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.

Stare dietro alle cose da fare è facile quando ti senti bene. Quando non sei in forma invece le cose semplici sono complicate. Mi è successo martedì, quando per Ctzen sono andato in viale Moncada alla consegna delle chiavi di un palazzo. Si tratta di un edificio di edilizia convenzionata, di proprietà del Comune, e i suoi alloggi sono stati assegnati a 32 famiglie bisognose. Erano tutte queste famiglie nella “lista sfrattati”, e potenzialmente parlando con loro c’era la possibilità di far uscire un bellissimo pezzo, con fotografie e racconti. Avevo sia la macchina fotografica che un registratore, e le persone, felici e in un momento particolarmente favorevole al dialogo e alla condivisione erano la “preda” giornalistica tipo. Non vedevano l’ora di raccontare, di dire che tutto finalmente era finito, di parlare di una vita nuova.

Come potete immaginare invece di tutto questo potenziale ho usato poco, pochissimo. Faceva freddo, ero mezzo raffreddato, poco concentrato. Ho fatto quattro interviste con il registratore ma sono venute male per imperizia (troppo lontano il microfono dalla bocca) e le foto all’interno delle case, se fossi stato più pronto di spirito, sarebbero andate a corredo di quelle esterne fatte una decina di giorni prima, quando invece ero decisamente più in forma. E invece, niente foto, bloccato dallo scarsissimo “tono” con cui timidamente ho chiesto ai vigili urbani di poter andare a fotografare. Pochi giorni prima, a fine della scorsa settimana, doveva esserci la consegna, ma non c’è stata. Cosa fa fare lo stato di forma buono: praticamente dal nulla ho tirato fuori un buon pezzo, per il quale ho ricevuto un sacco di complimenti (inattesi, quindi ancora più graditi, grazie ancora a tutti). Perché non ho ripetuto martedì? L’unica spiegazione che mi sono dato è che quel giorno ero stanco, mentalmente e fisicamente.

La settimana precedente a questa, quella scorsa (eh già), sono stato molto attivo, niente di trascendentale, non ho spostato montagne, ma ho solo fatto tutto quello che dovevo fare nei tempi giusti, ed ero soddisfatto anche per un paio di post su questo blog. Ma da domenica il crollo è arrivato. Segnali: due litigi, il primo con un mio amico con il quale non litigherei nemmeno se mi rubasse la fidanzata, e l’altro con la fidanzata ipoteticamente oggetto del furto. Poi stanchezza, starnuti, tosse, depressione varia. Il giorno dopo avevo la vitalità di uno zombie, e ancora mi porto questa aria da sopravvissuto a un film di Romero.

Soluzioni non ne ho, ma sono sempre più convinto: per fare il giornalista ci vuole il fisico allenato allo stress!

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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