Previsioni infauste su Catania

Scritto da: il 17.10.08
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.

Quel che ho visto oggi a Librino: le famiglie hanno paura ad uscire di casa, e i bambini pur avendo a disposizione spazi sconfinati non escono a giocare se non sotto lo sguardo vigile dei genitori. Del resto fuori non è sicuro, anche se la “campagna” è ancora predominante ci sono le strade veloci dove le auto sfrecciano. Ai bordi delle strade quindi gli unici ragazzini che si vedono sono i figli di genitori che probabilmente non sono in grado di badare nemmeno a se stessi: sfrecciano sui motorini, qualcuno va in auto a 15 anni (stando alle apparenze anche meno), spacciano, fumano, sono sempre guardinghi, hanno atteggiamenti da “vecchi lavoratori” stanchi della vita. Sono ragazzini diffidenti che attaccano prima di essere attaccati, e però vengono sfruttati. Da chi? Da quelli che gli danno la droga da spacciare. E chi è che gliela da? Gente più grande di loro, non penso che vi era venuto il sospetto che crescessero spontaneamente le piante di Marijuana a Librino…

Vi chiederete, a questo punto, se le famiglie stanno barricate in casa e per strada ci stanno pochi ragazzini, la droga chi la compra? Ovviamente, i ragazzi come me. “Come me”, ma non io, tranquillizzatevi. Come me intendo quelli che non hanno problemi economici (famiglie benestanti), che hanno finito la Scuola e magari anche l’Università, che “parlano italiano”, che in questi ambienti entrano solo per due motivi: la curiosità di vedere questo “strano Zoo umano”, e comprare la droga. Insomma, tutta gente che normalmente non si rende conto di dove diavolo si trova, che non si rende conto che è quantomeno “strano” comprare da ragazzini, che non si rende conto che dietro ci sta la Mafia, a controllare tutto, pagando i ragazzini e spaventando le famiglie per non rompere le scatole al commercio. Niente di nuovo, queste cose le avrete lette in tanti report sulla situazione delle periferie italiane, le avete lette in Gomorra di Saviano. Ma purtroppo, come a Casal di Principe la situazione sembra che stia degenerando.

Accanto alle migliaia di famiglie inermi e impaurite che stanno “in alto sulle torri”, sotto, nelle strade, cresce una generazione senza regole, che prima o poi si ribellerà ai “boss”, volendo prenderne il posto. Del resto continuando così gli si prospetta una vita da “impiegati spacciatori”, le decisioni se non si scontrano non le prenderanno mai, non saranno mai loro stessi dei “boss”. Molti di loro sono pronti a sfidare la stessa Mafia, e moltissimi hanno fatto già un numero spropositiato di stupidaggini nella vita. E forse prima o poi ammazzeranno o si faranno ammazzare.

Il Palazzo di Cemento è sempre più spettrale, hanno ricostruito le barricate con i mattoni, di fronte si è installata una attività abusiva per me “sospetta”, in quanto i ragazzini che spacciano andavano dall’uomo di mezza età che la gestisce fin troppo di frequente. Segno che li sta a controllare? A terra i bossoli di proiettile non si contano, sembra appena trascorso Capodanno. Ma il via vai di famiglie con bambini che rapidamente posteggiano e corrono a casa, e di giovani con le belle macchine e il fisico “da palestra” non si ferma un secondo.

Alle mie considerazioni si aggiungono quelle degli amici, i miei, che hanno una visione un pochino più sicura delle cose. Se io sospetto la rovina, loro la danno per certa. “Quella zona è controllata da Tizio, l’altra da Caio”. “Vedi quella casa li? Li ci sta Sempronio, e controlla tutto”. Movimenti “insoliti” per la routine del quartiere ne vedono ovunque. E le barricate, i cani da combattimento (se li volete vedere, stanno proprio dietro al Palazzo di Cemento), le prove con i fucili (è pieno di bozzoli a terra) sono tutti segnali che non ci si prepara a difendersi dalla Polizia, che non fa nulla (andare in prigione fa parte delle cose della vita, come una volta il militare, e “forma” il carettere) ma da un assalto in grande stile, a una GUERRA fra clan rivali.

La lettera del boss “erede” su La Sicilia dovrebbe essere un segnale chiaro: “Attenti a quello che fate, non annacate troppo la coda, o vi raffreddo io i bollenti spiriti”. Queste le opinioni dei miei amici di Librino, sperando che abbiano preso un abbaglio.
Ma quel che ho letto oggi riguardo la lettera di Santapaola non mi fa stare sereno nemmeno un pò: nessun giudice ne ha autorizzto la pubblicazione.

  • http://rockspolitik.blogspot.com Gaetano

    mafia si scrive con la m minuscola. SEMPRE.

  • Leandro Perrotta

    Sai sta cosa della M minuscola la facevo anche io. Ma alla fine è un problema grande e reale, quando scrivo di una intera generazione di catanesi condannata a questa vita di merda… Insomma, la M maiuscola o minuscola passa in secondo piano, e applico le normali regole: nomi propri in maiuscolo.

  • http://www.giofilo.it Giofilo

    Agghiacciante, caro Leandro, davvero agghiacciante.
    Quest’incubo da te delineato rischia di avvererarsi sotto i nostri occhi senza che nessuno batta ciglio e con i ragazzi come noi che continueranno a comprare erba. Finché non vi saranno i morti, certo. Finché non arrivera il Saviano nostrano, magari proprio un ragazzo serio ed esperto del “problema” come te. Finché non ci gireranno un film da Leone d’oro. Allora, solo allora, tutti si riempiranno la bocca di belle parole che a noi suoneranno come un insulto o come una beffa.

    Io, te lo dico sinceramente, sono così combattuto…
    Tra la voglia di fare qualcosa per la mia città (per questa ed altre problematiche) e la voglia di scappare.

    Tienici sempre aggiornati!

    Un caro saluto,
    Giovanni

  • Pingback: Giofilo » Catania come Casal di Principe

  • http://www.hecyra.com hecyra

    Rabbrividisco leggendo: “strano Zoo umano”
    io ci sono stata, ho convissuto con quei ragazzi che ora hanno la mia età, ho visto in loro occhi stanchi. Occhi di ragazzi troppo cresciuti. Ho visto occhi di Mamme (con la M maiuscola) vittime di un sistema che degenera, ho visto occhi di Mamme che combattono, Mamme guerriere.
    Ho visto le siringhe buttate in mezzo alla “sciara” che cresce negli angoli del cortile di una scuola elementare.. dove i bambini fanno ricreazione.
    Ho sempre cercato di inculcare in loro l’idea che non sono un GHETTO, fanno parte della città, non si devono sentire emarginati.. perchè è questo che la mafia vuole fargli credere (e ci riesce perfettamente), che LIBRINO sia una Città satellite a sè stante (idea originaria di un progetto che non fu portato mai a termine e che, quindi, è degenerato) o esasperando le rivalità che sono palesi: V.le Bummacaro Vs V.le Nitta o Vs V.le Grimaldi – con rispettivi clan e famiglie rivali -
    Caro Leandro, pur pensando che le cose che ho letto, nel post e anche nei commenti, siano reali e testimoni di una verità, io rabbrividisco nel sentirli definire “strano zoo umano”..
    Hai ragione la maggior parte dei ragazzi della “Catania Bene” vanno a Librino a comprare le robe, ma ne ho visti tanti altri, sempre della “Catania BENE”, che si impegnano per portare DA ANNI un po’ di serenità negli occhi di questi ometti/donnine vissuti.
    Io non scappo dalla mia città, io ci sto dentro.. e non aspetto un Saviano per rendermi conto e reagire di fronte ad una REALTà fatta di persone e non di animali da zoo.

    Giuliana

    p.s. questa non è una critica alle tue considerazioni, è solo la testimonianza di chi, fortunatamente, ha visto anche altro..

  • Leandro Perrotta

    Anche io ho visto e vedo altro ogni giorno, ma quando mi fermo a riflettere su certe cose, il resto, il bello se ne va. Ieri al Centro Caritas verso le 15e30 è arrivato un pulmann: credevo fosero turisti, tutti ragazzi che ridevano con la macchina fotografica e zainetti vari. La scena è stata bellissima,peccato non poterla filmare… Gli ho chiesto “cosa fate? Siete turisti?” ridendo sia io che loro… “Siamo venuti per il corso di formazione del Servizio Civile dela Caritas”. Erano una trentina.

    Però mi sembra evidente che non penso che sia uno zoo umano: vorrei che la moda giornalistica di additare il palazzo i cemento a origine di ogni male del mondo si concretizzasse in interventi, e non nei servizi di Lucignolo, che continua a portare avanti questa visione da zoo.

    Quanto alla gente che si impegna, oltre alla Caritas, all’oratorio Giovanni Paolo II… C’è anche L’Iqbal Masih, un posto dove lavora gente incredibile, spesso studenti fuori sede da Catania… E per i ragazzi li ho visti fare cose incredibili, trasferte infinite (come quella a Treviso dei Briganti) e prendersi responsabilità enormi. Perché? Perché il mondo non fa solo schifo. Questo però non giustifica il resto, e soprattutto ci vorebbero altri 50 centri del genere. Non mi sembra possibile, quindi da cittadino gradirei quel che spetta senza bisogno che “la sicurezza” (educano, quindi fano uscire i ragazzi da certe logiche di povertà) sia garantita da ragazzi non pagati che lo fanno sacrificando il loro tempo

    Però una critica la devo fare a te: a Librino non stanno aspettando tutti l’assistenza, ci sono anche le famiglie che “scappano a casa” come ho scritto, perché lavorano come tutti, pagano le tasse la luce le bollette, i figli magari vanno anche bene a scuola, viaggiano… Ma non conoscono il proprio quartiere. La questione è complessa, e non vorrei ridurla a “i ragazzi bbene sono bravi cattivi?”, perché “quelli come me” abitano anche a Librino. E per lo stesso senso del problema di tutti, ho scritto “infauste per Catania”.

  • Leandro Perrotta

    Non credo di aver molto da aggiungere al post, quindi lancio uno spot: contro il logorio della vita moderna a Librino, da un anno esiste LA PERIFERICA http://www.laperiferica.it/

    Il mensile è nato per dare informazione agli abitanti di Librino (ma non solo, anche San Giorgio, il Pigno, Villaggio Sant’Agata, Zia Lisa) delle attività e del “bello” del quartiere, e non ha bisogno di usare toni allarmistici come il mio, è un giornale serio. Il giornale è nato dall’iniziativa del gruppo scout Catania 18, che opera a Librino, dall’esigenza di creare una comunità che non esiste, e per il primo anno di vita ha avuto il fondamentale contributo della Caritas, che ospita anche la redazone nella sue sede di Viale Moncada 2… So che criticare come ho fatto io è fin troppo facile, quindi invito tutti a leggere cosa c’è di positivo a Librino su La Periferica, che fra l’altro è in distribuzione gratuita, e potete scaricare il pdf…

  • http://www.hecyra.com hecyra

    Leandro, non fraintendermi, non voglio fare polemica.
    Sono, piuttosto, dell’avviso che questo genere di sani scambi di esperienze/pensieri/opinioni possano non farci appiattire e non farci diventare parte del mondo con le fettine di prosciutto sugli occhi.
    Ti ripeto, non era una critica, so benissimo che c’è tanta e tanta gente di tutte le realtà sociali, catanesi e non, che persegue scopi ben più alti di quelli che li hanno portati a far domanda per il Servizio Civile e arrivano con gli zainetti e macchine fotografiche al seguito (non voglio generalizzare però) e non voglio ergermi a paladina delle cause giuste, perchè non lo sono proprio.
    Ho scritto “Catania Bene” perchè mi riferisco al mio background scolastico (però anche qui non vorrei generalizzare).
    So benissimo che c’è anche gente che pur abitando a Librino fa finta di non vedere, di non conoscere quello che succede attorno al proprio condominio – o anche dentro – infatti, anche per questo motivo, le difficoltà di azione sul territorio si amplificano.

    Giuliana

  • Leandro Perrotta

    Aspetta, io i ragazzi venuti in pulmann l’ho trovata una cosa bellissima, e sono sicuro che si impegneranno tantissimo nel Servizio Civile! Non era una critica… Ma volgio dire, oltre all’impegno dei singoli, resta il problema sociale, da risolvere. Purtroppo a conti fatti quel che ho descritto sopra, pur sapendo le cause e dove intervenire, se non interviene la Comunità intera nella sua forma “istituzionalizzata” (lo Stato) non si risolve.

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  • http://www.giofilo.it Giofilo

    Hecyra dice:

    Io non scappo dalla mia città, io ci sto dentro.. e non aspetto un Saviano per rendermi conto e reagire di fronte ad una REALTà fatta di persone e non di animali da zoo.

    Hai detto che questa non è una critica alle considerazioni di Leandro… bhè, spero non sia una critica alle mie, di considerazioni! :-)

    Sono d’accordo con quello che hai scritto. In questa città, poi, anch’io “ci sto dentro” da tutta la vita.

    E le mie parole non erano certo rivolte a chi, come te e tanti altri ragazzi, si dà da fare per migliorare lo stato di cose! Bensì, mi sembra chiaro, era una critica a chi le peggiora ;-)

    Ciao,
    Giovanni

  • http://www.hecyra.com hecyra

    @Leandro: allora scusa ho capito male.
    @Giofilo: no non era nemmeno una critica alle tue considerazioni, ho preso spunto per dire che, comunque, c’è gente che scappa (anche non fisicamente) e non vede, non si rende conto di quello che ci circonda. Purtroppo sono tanti i catanesi che considerano alcune realtà o quartieri “zoo” e certo le condizioni in cui versa attualmente la città non aiutano a modificare determinati pensieri.

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