Parliamo di Prevenzione Antisismica: gli Stati Generali si occupino della questione

Scritto da: il 01.04.10
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“Una sessione degli Stati Generali di Catania sul rischio sismico”

Richiesta al sindaco Stancanelli da sei associazioni catanesi, in previsione del nuovo Prg: un piano decennale per garantire la sicurezza dei cittadini e del patrimonio, il rilancio dell’edilizia e dell’economia, aggiornamento tecnologico e professionale delle imprese

Il Cispa “Giovanni Campo” (Centro di iniziative e studi per la prevenzione del rischio sismico e dei rischi ambientali), CittàInsieme, Italia Nostra, Lipu, Wwf Catania e il Comitato Porto del Sole, hanno chiesto in questi giorni al sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, di dare vita ad una sessione degli Stati generali incentrata sulla prevenzione dai rischi e, in particolare, dal rischio sismico, nel quadro dell’iter per il nuovo Piano regolatore generale della città e delle iniziative per la ripresa dell’economia catanese.

“Dopo un periodo di grande fervore di studi e iniziative – si legge nella richiesta delle associazioni -, che ha condotto ai Progetti “Catania I” e “Catania II”, alla realizzazione degli studi sulla vulnerabilità degli edifici pubblici e al censimento della vulnerabilità di tutti gli edifici privati, in questi ultimi anni la tematica della prevenzione dal rischio sismico, cui la città di Catania è particolarmente soggetta, è rimasta nell’ombra”.
“Le risorse appositamente stanziate (legge 433/91, rimodulate dalla legge 228/97) – osservano i sottoscrittori -, invece di essere impiegate per avviare finalmente un’attività di prevenzione, in primo luogo per gli edifici strategici e le scuole, sono state utilizzate per interventi di ‘secondo livello’ quali i parcheggi scambiatori, la realizzazione dei viali De Gasperi e Lainò, l’ammodernamento della circonvallazione. Anche se, a nostro avviso, si è sprecata una grande occasione, siamo convinti che non bisogna rassegnarsi ma occorre ribadire l’urgenza di avviare una ‘manutenzione straordinaria’ e continua della nostra città e del nostro territorio, per difenderli dalle ingiurie del tempo e dai rischi naturali”.

Per le associazioni promotrici occorre, perciò, “un grande Piano decennale contro il rischio sismico e per interventi di difesa dal rischio idrogeologico, che sia in grado di armonizzare l’intervento pubblico e le attività private, anche in considerazione del fatto che i cittadini cominciano a sentire sempre più forte non soltanto l’esigenza di avere una casa, ma quella di abitare in un edificio di qualità (sicurezza, benessere, risparmio energetico…).
Un piano che possa fare oltretutto leva su concreti incentivi economici a vantaggio dei cittadini che scelgono di ristrutturare le proprie abitazioni in chiave antisismica – i quali altrimenti tendono a rimuovere inconsciamente il pericolo -: per esempio, abbattendo in percentuale le imposte, o concedendo la gratuita occupazione di suolo pubblico, la riduzione dell’Iva sui costi dei lavori o sull’acquisto dei materiali da costruzione, ecc.
La concomitanza con la discussione sul Prg rende ancora più utile questa impostazione, che necessità senza dubbio di fondi, di volontà politica, ma anche – e forse soprattutto – di cultura e senso dell’interesse pubblico”.

Tale Piano, finalizzato non soltanto alla sicurezza nostra e delle generazioni future, rappresenta, infatti, anche una grande occasione di sviluppo economico in grado di far ripartire l’attività edilizia che nel passato è stata sì un volano per l’intera economia, ma ha creato anche problemi insopportabili. Oggi nuovamente l’attività edilizia può garantire una forte spinta all’intera economia della nostra area, non più attraverso l’abusivismo o la costruzione di opere pubbliche discutibili ma con un’attività utile, destinata a risanare i guasti del passato e a prevenire quelli futuri.

“Questa potrà essere la vera ‘grande opera’ dei prossimi anni”, concludono le associazioni: “Un’opera che avrebbe, quanto meno, una triplice valenza: la sicurezza per centinaia di migliaia di persone; un nuovo slancio a tutta l’attività economica con la creazione di molti posti di lavoro; un importante stimolo per l’aggiornamento tecnologico e professionale delle nostre imprese”.

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