Stefano Ittar (Owrócz, 1724 – Malta, 1790) è stato un architetto polacco, particolarmente attivo a Catania.
Il suo nome è associato indissolubilmente alla locuzione “mi veni di Ittar”, che il catanese pronuncia quando ha un’attacco di vomito per l’emozione provocata dalla vertigine, a sua volta causata dall’ammirazione delle Bellezze architettoniche e paesaggistiche cittadine. Molto simile alla Sindrome di Stendhal.
Stefano realizzò la porta Ferdinandea (1768), la piazza di S. Filippo(1768-69) e la chiesa della Trinità. Gli si attribuiscono i prospetti della Basilica Collegiata (dal 1768) e della chiesa di S. Martino dei Bianchi (1774) e la chiesa del monastero di S. Placido (1769). Per il monastero benedettino di San Nicolò l’Arena realizzò la cupola (1768-80) e l’attuale piazza Dante (1774-75). Gli si attribuiscono, inoltre, il completamento del Palazzo di Città di Catania, il Priorato della Cattedrale.
Insomma: se Catania è una bella città, il merito è in una larga parte di questo polacco dal nome frainteso!