Oggi sull’autobus di fronte al porto…

Scritto da: il 03.07.08
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.

Oggi come ormai raramente faccio ho preso l’autobus invece della macchina per ritornare a casa. Il 555 per la precisione, che da piazza Borsellino porta direttamente a Librino passando davanti al porto. E mi è capitato un episodio che ritengo sintomatico del clima di insicurezza e precarietà cittadino e nazionale

Subito dopo la partenza si sente bussare a una delle porte delll’autobus: è un controllore, nella sua uniforme bianca, che chiede subito con una certa agitazione all’autista “Ce la fai a raggiungere quel 524?”. Il 524 è l’autobus che porta a Santa Maria Goretti, a San Giuseppe La Rena e all’aeroporto, che come il 555 passa davanti al porto, ed era partito quasi contemporaneamente.

Dopo uno scherzoso “Lo avete tutti il biglietto vero?” rivolto alle persone sull’autobus, senza controllare che effettivamente li avessimo, il controllore si piazza accanto al conducente pronto a scendere dalla portiera anteriore, per raggiungere di corsa il 524. Dopo cinque o sei fermate e tanti colpi di clacson andati a vuoto, finalmente di fronte alla fermata del faro Biscari l’autista del 524 capisce che lo strombazzamento di clacson è per lui, e che deve attendere. Il controllore scende per andare sull’altro autobus.

Io avevo pensato che il controllore dovesse semplicemente tornare a casa (e urgentemente) o al massimo che avesse qualcosa da chiedere al conducente dell’altro autobus. Invece, con mia grande sorpresa, doveva solo andare sull’altro autobus per chiedere il biglietto a un gruppo di stranieri (all’apparenza erano rom), che evidentemente sprovvisti di biglietto sono scesi in massa appena lo hanno visto. Erano una decina di persone, donne e bambini più due ragazzi.Mi sono stupito molto di questo zelo, addirittura facendo un piccolo inseguimento (per fortuna a velocità moderata) nel centro cittadino. Tanto più che non si sa per quale motivo sul 555 non ha chiesto il biglietto a nessuno (e probabilmente non tutti ne erano provvisti sentendo i commenti dei vicini di posto). 

Proseguendo il percorso, a bordo del 555 è iniziato il dibattito pubblico sulla vicenda: nessuno a parte me che viaggio sull’autobus solo raramente ha visto nulla di strano. Anzi, il commento principale è stato “Non solo non pagano, “spatti” devono viaggiare come a noi“. Altri commenti in tono simile “IO pago 18 euro al mese per l’autobus“Chissi cà nn solo non pagano, ma anzi s’assettunu tutti pari e chiddi ca paunu s’an’a stari a ditta (quelli che pagano devono stare in piedi)” “chissi ianu i soddi a non finiri”  etc… “E IO PAGO E IO PAGO” si è infervorato a dire un signore sui sessanta, agitandosi e facendo segno di affacciarsi per indicare il gruppetto sceso dal bus.

Qualche tempo fa viaggiavo molto più in autobus che in auto, e devo dire che ora ho una visone ben diversa dei “costi” per la collettività. 18 euro al mese mi sembravano quando andavo a scuola una cifra incredibilmente alta, ma adesso (con il biglietto a un euro, e la benzina a un euro e cinquanta) direi che è quasi un affare… Quindi mi ha lasciato un pò stranito il commento delle persone sull’autobus, oltre al comportamento assurdo del controllore, che a noi non chiede nulla mentre corre a “cacciare” i rom dall’altro autobus. 

La motivazione economica non so se c’entra, ma le spiegazioni possibili di atteggiamenti di questo genere mi sembrano solo due: 1) la campagna sulla sicurezza del governo nazionale legata al “problema criminalità rom” si porta dietro (come  evidente) degli strascichi xenofobi di lieve entità anche fra la gente comune e 2) alla gente anche 18 euro al mese pesano molto, e non solo i rom ma molti catanesi viaggiano in autobus senza pagare.

Il controllore ha fatto bene? Non ne sono sicuro, è stato zelante ma non ha fatto totalmente il suo dovere, certamente chi non paga non ha titolo per viaggiare sul mezzo di trasporto pubblico ma… Ma siccome la collettività spende molti soldi per assicurare i servizi basilari a tutti, come l’autobus (per quanto un servizo carente), non sarebbe più logico risolvere l’emarginazione sociale dando possibilità a questi stranieri? O forse la collettività può permettersi di creare emerginazione sociale (e potenzialmente ulteriori problemi di sicurezza) mettendo ulteriori paletti non perdonando quello che viene quotidianamente perdonateo ai catanesi?

Credo di aver riconosciuto nel gruppetto “cacciato” dal 524 la ragazza che tutte le mattine al cimitero stava al semaforo per lavare i vetri, e viveva nel campo distrutto pochi mesi fa dietro al cimitero. Ora stando a “voci” (non ho verificato di persona) hanno ricostruito il campo vicino la Playa, un posto quasi “storico” per i Rom di passagio a Catania (ricordo che ne avevano uno stabile vicino al laghetto del boschetto della Playa prima della sua ristrutturazione) e probabilmente per questo prendevano il 524. 

Attendo i vostri commenti.

  • Mushin

    In effetti è molto sintomatico. Sintomatico dell’italianità, dell’italiano medio, così attento alla pagliuzza da non vedere la trave. Il discorso reggerebbe se tutti salendo sull’AMT pagassero e se il controllore facesse sempre il suo lavoro.

    Comunque mi sento di scommettere che lo stesso controllore abbia agito più per vendetta personale su un fatto precedente, che per spirito di dovere…

  • http://maelstrom2.blogspot.com Maelstrom

    Sicuramente è un episodio da spiegare con logiche semplici, quali la legge del taglione: è infame questa tendenza italiana ad usare la legge per aiutare gli amici e punire i nemici.

  • Gennaro

    chi cerca ispirazione per azzeccare un bel terno al lotto non può non prendere almeno un autobus a catania…le innumerevoli “mancanze” e strafottenze degli autisti, dei controllori, dei passeggeri (giovani esaltati,anziani che si ispirano a Giovanni della Casa o Quintiliano,donne sparlone o superficiali,amiche cicalecce, ecc) e dei vari ed eventuali mortificano un servizio importante, fondamentale per la collettività. Immaginatevi una dozzina di rom sull’autobus (a me è capitato) oppure immaginate
    un controllore sempre zelante ma che chiude l’occhio dinanzi al figlio della sorella del genero del suo vicino che tanto gentile fu per quel guasto idraulico (per dirne una decente).
    Ne succedono troppe sui bus…il vuoto dei parcheggi scambiatori (processi permettendo) parla chiaro. I catanesi dovrebbero lasciare la macchina a casa, hanno cattive abitudini..meglio certe abitudini che vestire gli stessi panni dei concorrenti di un gioco televisivo estivo trasmesso anni fa da rai2 (Il grande gioco dell’oca, condotto tra l’altro dal compianto Gigi Sabani)..meglio l’auto, la moto, la bici e se possibile i piedi che (continuando la metafora) lottare nel fango, affrontare inermi il lanciatore di coltelli o camminare accanto ai rettili!
    i rom senza biglietto sono una goccia nel mare; il controllore
    zelante potrebbe, sulla base di quello che ha visto leandro, fare il secondo conduttore nelle gare di rally.
    Che sia chiaro, a questo amante del derapage (avete mai visto che curva c’è in via domenico tempio, dopo via cristoforo colombo?) auguro in quelle vesti di non sbagliare una curva e di non trascurare nemmeno il più infimo dosso, in modo da arrivare sano e salvo a vaccarizzo dove, davanti ad una BEDDA PASTA o FUNNU, racconterà ai suoi (entusiasti o invidiosi) parenti l’audace tallonamento.

  • http://almostviola.blogspot.com/ almostviola

    Non so se qualcuno di voi è mai stato su un 443 d’estate pieno di ragazzi che tornano dal mare, ai quali non viene chiesto alcun biglietto e che disturbano le signore togliendo loro il posto noncuranti di ogni norma di educazione.
    Poi c’è anhe la questione dell’aumento ingiustificato del prezzo del biglietto, un aumento del 25% a fronte dei miglioramenti NULLI dei servizio: autobus sempre caldissimi, affollatissimi, senza aria condizionata, non puliti e disifettati oltre al fatto basilare che sono POCHI.
    Sarà anche colpa degli utenti, ma per me la scarsa diffisione dei mezzi pubblici è causata principalmente dalla gestione assurda dell’AMT e dal comportamento degli amministratori comunali(che ad esempiodiminuiscono il numero di corsie riservate agli autobus in modo da bloccarli nel traffico anziché disincentivanone l’uso).
    E avrei ancora altre mille aneddoti da raccontare…ci faccio un libro?

  • andrea

    Purtroppo l’ignoranza rende schiavi tutti..
    L’ignoranza porta al razzismo, all’intolleranza, alla stupidità e a quanto di più becero possa essere l’essere umano.

  • Elladan

    io per molti anni ho preso l’autobus per andare a scuola, dalla 3 media al 5 superiore ripetendo un anno. ho visto queste persone che salivano e scendevano indisturbate la mattina alle otto e tutti si lamentavano. una volta un autista tirò dritto ad una fermata dove entravano loro e scoppiarono gli applausi delle persone!

  • http://rockspolitik.blogspot.com Gaetano

    Quanti problemi… con la bicicletta potresti risolverne questi e tantissimi altri, come ho fatto io già da ma molti anni, guadagnandoci, in tutti i sensi.
    Non sto certo a librino, ma quando devo fare cose in città uso sempre la bici. Distanze? Salite? Tutte scuse, basta un po’ di buona volontà, anzi, di semplice buonsenso.

    Pensa che una volta lavoravo a Cannizzaro, sta a 10 km da dove sto io, e anche là andavo in bici. I colleghi stupiti di “come ce la potessi fare”…. e io ancora di più stupito di “come ce la potessero fare” LORO, a stare botte di mezz’ora nel traffico del mattino e della sera.
    Alla fine di tutti i colleghi, hanno cominciato a “provarci” in due. Non so se abbiano continuato ad usare la bici, poi… ma è stata già una bella cosa. Quantomeno aver fatto aprire gli occhi a qualcuno.

    Se la distanza è sormontabile (ovvio che non si può pretendere di usare la bici se uno lavora a Tremestieri, per dire) è facile capire quanto ci si guadagnerebbe usando questo fantastico mezzo di trasporto. Almeno finchè i mezzi pubblici non garantiranno un efficienza tale, cosa che non fanno perchè anche loro SOTTOMESSI al traffico di una città ormai sull’orlo del collasso.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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