Offlaga Disco Pax @ Zo Culture

Scritto da: il 13.04.08
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.

Non è molto comune poter vedere gli Offlaga Disco Pax dal vivo qui nel profondo sud, e il concerto che si è tenuto lo scorso 5 aprile allo Zo Culture è stata un’occasione da non perdere. Una precisazione è da fare, che renderà tutto ciò che segue più comprensibile: in realtà non è un concerto, bensì una preview del SoFar, festival di musica elettronica che si terrà in un futuro più o meno prossimo ma comunque non meglio specificato. Una diretta conseguenza di questo dettaglio è che in realtà gli ODP non saranno i soli ad avvicendarsi sul palco, ma saranno sicuramente il pezzo forte. Una conseguenza sempre diretta, ma molto più fastidiossa, è che il biglietto d’ingresso costa tantissimo.

Si arriva puntuali alla biglietteria alle 22, ma scopriamo che lo Zo non è famoso per essere altrettanto puntuale e difatti un’attesa estenuante fino alle 23,45 rende tutti molto, molto nervosi. Finalmente si aprono i cancelli e ci troviamo in un locale non molto vasto, ma fortunatamente dal soffitto piuttosto elevato: gli ODP saliranno sul palco per secondi. Abbondantemente passata la mezzanotte, entrano loro: il cantante Max si porta subito al microfono, un leggio pieno di fogli e una lucina a illuminarli, e intona Ventrale, il singolo del loro ultimo “Bachelite”.

La platea è immediatamente su di giri: per un attimo si torna a “Socialismo Tascabile” con Enver e poi iniziano a cantare tutti i brani dell’ultimo album, dall’ironica Superchiome al romanzo criminale di Dove ho messo la golf?, passando per Cioccolata I.A.C.P, Lungimiranza e una accoratissima Sensibile, canzone piuttosto a rischio in una città poco incline alle tematiche di sinistra come quella etnea.

Max è un autentico istrione: dietro il microfono il suo volto è in preda di una febbre personalissima, trasfigura la musica e i testi in maniera sublime. Impossibile non trattenere un sorriso, impossibile con scorrere mentalmente i racconti in musica che declama da dietro il leggio.

Un breve tuffo nel passato con Tono metallico standard, apprezzatissima da tutti, e si finisce in stupenda malinconia con una grandissima prova in Venti minuti, splendido ritratto di nostalgia familiare e accorata descrizione del rapporto padre-figlio.

C’è ancora tempo per un ritorno sul palco, e allora il pubblico si infiamma con una versione nuova di Robespierre, il pezzo migliore dello scorso album che purtroppo in versione rallentata perde un bel po’, e poi, il gran finale: Tatranky, manifesto ideologico dell’intero gruppo, corredato dal solito lancio finale di wafer cecoslovacchi sul pubblico.

Uno show stupendo, un gruppo che dal vivo rende moltissimo e fa impallidire le versioni in studio dei loro lavori: molto merito va al cantante, che ha una presenza scenica notevole, proprio perchè la sua parvenza da anonimo ragioniere cozza in maniere stupefacente con le affilate parole che canta, con i testi intelligentissimi, con i riferimenti pop da manuale.

Purtroppo c’è un’appendice polemica: il locale era stracolmo di persone che se ne fregavano allegramente del divieto di fumo, divertendosi ad inondare con le loro mefitiche sigarette l’aria e soprattutto i polmoni di chi voleva solamente gustarsi un concerto. Gente che probabilmente non sapeva nulla del gruppo e non faceva altro che passare il tempo accedendosi una sigaretta dietro l’altra nell’attesa che iniziasse la solita serata danzereccia del sabato sera.

Insomma, per chiudere in una frase: grandissimo concerto, Offlaga in grande spolvero, ma lo Zo Culture mi è sembrato un locale gestito e organizzato male, incapaci di far rispettare gli orari o il divieto di fumo. Da biasimare anche la scelta dei gestori di aprire la pista da ballo attigua a quella dove suonavano gli ODP, con il risultato di disturbare sia gli artisti che gli spettatori con i bassi profondi che provenivano dal locale.

Spiace dirlo, perchè è spesso l’unico posto in cui qui a Catania arrivano artisti di un certo livello, ma è la verità.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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