Lo strano caso di Giovanni Sapienza – lavoratore in nero alla CGIL?

Scritto da: il 23.02.09
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.

Ho lavorato per anni in nero per la CGIL di Catania, e voglio riconosciuti i miei diritti“. Il processo su questo paradossale caso è in corso, ma le udienze, come è purtroppo “normale” in tutti i processi, sono ogni sei mesi: Giovanni Sapienza aspetta la decisione del giudice, e nel frattempo racconta a Sonia Giardina, giornalista de “I Cordai“, il giornale di quartiere di San Cristoforo, la sua storia. Ecco di seguito un estratto dall’articolo che parla di questa vicenda, apparso su Ucuntu.

Nell’ ‘85 ha iniziato “a lavorare in nero alla Cgil di Ca­tania svolgendo varie mansioni e anche in­carichi di fiducia per il segretario. “Mi oc­cupavo della manutenzione dell’edificio, ero responsabile dell’apertura e della chiu­sura dei locali e della loro vigilanza, sbri­gavo pratiche esterne e organizzavo persi­no cortei. Speravo di essere prima o poi re­golarizzato, ma gli anni passavano e io re­stavo senza tutele e prospettive di cambia­mento. A seguito delle mie continue pres­sioni per la regolarizzazione del rapporto lavorativo e dei 13 anni di oneri contributi­vi, nel 1998 la Confederazione trovò un éscamotage. Venni assunto dalla ditta di pulizie, Alizzi Grazia, poi divenuta Nova­lux, ma solo formalmente! Di fatto avevo le responsabilità di sempre e non mi occu­pavo certo di pulizie”. “Dopo altri cinque anni – continua Sa­pienza – nel settembre 2003 decisi di rifiu­tare lo sti­pendio in segno di protesta. Il mio vero dato­re di lavoro era la Cgil e vo­levo che la mia situazione lavorativa – spiega Giovanni – di­ventasse chiara senza ditte fantoccio in mez­zo. Così chiesi alla Cgil di rispettare i miei diritti assumendo­mi e coprendo gli anni con­tributivi trascor­si. Da quel momento venni allontanato dai rapporti di fiducia, molti col­leghi non mi parlarono più e fui confinato al centralino, fino a quando nel dicembre 2003 la sostituzione della serratura della porta d’ingresso non mi consentì di entrare. Capii che la situazione sarebbe precipitata di lì a poco. E infatti prima delle festività natalizie ricevetti la lettera di licenziamento”.

La CGIL ovviamente nega la veridicità della storia, e dice che Giovanni Sapienza era solo “un aspirante sindacalista”. Certo è che la vicenda è piuttosto “seria”, casi analoghi nel resto d’Italia, quelli di Ciro Crescentini e Luigi Casti­glione, sono diventati molto famosi, lasciando in molti lavoratori l’kmbra dsull’operato del più grande sindacato italiano…

Per ora la CGIL non ha risposto a Sonia Giardina (come potete leggere dall’articolo linkato), ma non dubitiamo che lo farà presto… La prossima udienza per questo “strano” caso è ad aprile.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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