Lo statuto di Catania e la partecipazione popolare.

Scritto da: il 09.04.08
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.

Liotru del comitato noi decidiamoUna potenziale buona notizia per i cittadini catanesi: presto potrebbero essere attivati gli istituti di partecipazione popolare previsti nello statuto del comune di Catania, ovvero petizioni, istanze e referendum, contenuti nel Titolo IV. Sarebbe la nascita di una nuova era nella partecipazione dei cittadini alle decisioni comunali, visto che ad esempio secondo lo statuto bastano 500 firme per presentare una proposta al consiglio comunale, che obbligatoriamente dovrà indire una apposita seduta entro un breve limite di tempo.

Due consiglieri comunali, D’Agata e Siciliano, appartenenti a schieramenti opposti ma evidentemente accomunati dall’importanza dell’iniziativa, hanno diramato questa mattina un comunicato stampa nel quale annunciano la presentazione di una proposta di delibera consiliare tendente all’approvazione di un regolamento sugli istituti di partecipazione e consultazione dei cittadini.

L’iniziativa, che a prima vista sembra molto astratta, in realtà è un buon segnale perchè l’attivazione degli istituti di partecipazione popolare è bloccata da 13 anni ,per via della mancanza di un regolamento attuativo che disciplini in maniera inequivocabile e pratica il contenuto a carattere “generale” delle norme.Nel comunicato si fa riferimento genericamente alla società civile catanese, che negli ultimi mesi ha riposto la questione agli onori della cronaca, con tanto di raccolta firme. I promotori di questa inziativa sono in realtà ben delineati, si chiamano Comitato noi Decidiamo e hanno prodotto una proposta di regolamento attuativo, la stessa che verrà esaminata nella delibera.Un pò di storia.

Era il lontano 1995 quando il consiglio comunale di Catania approvò uno statuto comunale all’avanguardia. In quel periodo infatti, Catania fu una delle prime città italiane, e in assoluto la prima grande città a dotarsi di uno statuto che prevedeva la partecipazione popolare. All’approvazione suppongo siano seguiti complimenti e applausi, rallegramenti, manifestazioni di orgoglio da parte dei consiglieri e di tutti i cittadini per un così importante risultato.Peccato che lo statuto comunale esiste ma è come se non fosse mai esistito.

Con la mancanza di un regolamento attuativo, una ulteriore delibera comunale che descriva tecnicamente come applicare i principi generali scritti all’interno dello statuto, questo è puramente teorico e non applicabile.

Infine, ecco le norme dello statuto che regolamentano gli istituti di partecipazione popolare:

- ART. 40 Principi Generali. “La partecipazione dei cittadini all’amministrazione realizza la democratizzazione del rapporto tra gli organi elettivi e i cittadini”.

- ART. 42 Diritto di udienza. “I cittadini hanno diritto di udienza presso gli amministratori e gli uffici. Il Sindaco, gli assessori ed i dirigenti sono tenuti a fissare i giorni e gli orari”.

- ART. 43 Diritto di istanza. “I cittadini possono rivolgere al Sindaco istanze per chiedere un intervento o per conoscere le ragioni di un provvedimento”. 

- ART. 44 Diritto di petizione. “500 cittadini possono presentare una petizione al consiglio comunale. Deve essere esaminata in apposita seduta, da tenersi almeno ogni tre mesi”.

- ART. 47 e ss. Diritto di Referendum. “Il Comune ammette ed indice referendum abrogativi, consultivi e propositivi. Il referendum abrogativo è indetto su richiesta di tre consigli di circoscrizione, del tre per cento dei cittadini iscritti nelle liste elettorali per l’elezione del consiglio comunale, del consiglio comunale. Il risultato del referendum vincola l’amministrazione”.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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