La morte sulle strade di Catania

Scritto da: il 11.06.08
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.

Proprio ieri si parlava con alcuni dei candidati sindaco di sicurezza stradale (presto i video). Nessuno mette il casco, si diceva, nessuno segue le regole. Ma non mi sembrava una novità: in periferia a Catania questo dell’educazione stradale non è mai stato un problema, a memoria mia (che da sempre abito a Librino) le tragedie che accadono sulle strade in periferia sono tante e passano in silenzio, senza emotività, asettiche come la notizia che segue.

E’ stata una notte tragica quella appena trascorsa a Catania sul piano della sicurezza stradale: tre morti e un ferito molto grave il drammatico bilancio per due incidenti verificatisi in città: in via Palermo a perdere la vita un motociclista di 34 anni scontratosi per cause ancora da accertare con un auto che proveniva in senso contrario. Tutto da decifrare l’altro sinistro avvenuto al quartiere del Pigno: tre minorenni a bordo di uno scooter si sono scontrati con un’autovettura che sembra procedesse regolarmente: due sono morti sul colpo mentre il terzo è ricoverato all’ospedale in gravissime condizioni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri per i rilievi del caso.

da RadioCatania

Io non mi rassegno a pensare che morire a 16 anni ( o a 15, a 14, a 13, i “minorenni” hanno un’età) sia normale, anche se al Pigno o in via Palermo, zone della città quasi sempre dimenticate.

  • http://liblog.bloglist.it Livia

    No, non è normale affatto, né lì né in nessun posto; ma non vedo soluzioni all’orizzonte. Le campagne di prevenzione non funzionano. Le campagne di repressione non funzionano.
    Che altra via possiamo percorrere?

  • Leandro Perrotta

    A me sembra proprio che le campagne di prevenzione non siano fatte come si deve. Quanto alla repressione, al Pigno e in via Palermo non si sono mai visti vigili urbani

  • Livia

    Giuro che non ho nessun intento polemico, ma mi è capitato di leggere sulla cronaca cittadina di vigili “pestati” perché volevano fare il loro lavoro in quartieri considerati difficili. Che non è una buona scusa, ma una spiegazione. Per le campagne di prevenzione non so, non se ne vedono da parecchio. Se non le banalissime e malfatte pubblicità progresso.

  • Saro

    ragazzi ma avete visto che buco si è aperto alla circonvallazione?
    ci poteva scappare una strage!!!

    http://it.youtube.com/watch?v=jWl2z1KoWUs

  • Enrica

    la colpa al 90% è dei genitori..perchè nn è normale che mio figlio a 15 anni m prenda il motorino e io manco me ne accorgo!
    e certo nn era la prima sera..
    è vero l educazione, la prevenzione, la sicurezza da parte delle forze dell ordine è importantissima..
    ma che i genitori facciano i tali perchè al di là del quartiere dove abitano quel tipo nn ha sorvegliato il figlio a librino e non lo avrebbe sorvegliato amnco se abitava in corso italia.
    è a so testa che è sbagliata.

  • Leandro Perrotta

    Livia non èuna spiegazione: se la situazione è difficile si mette ancora più impegno per farla tornare normale. La soluzione non è certo fregarsene del problema. Sono ovviamente daccordo con Enrica sulla responsabilità familiare, ma è un errore che rimpiangeranno per tutta la loro vita. Però dare il motorino al figlio piccolo e inesperto è un segno di affetto, perchè non si considera un pericolo. Quindi torniamo a educazione e prevenzione, senso civico sulle strade della città che manca a noi tutti in misura più o meno grande non solo ai ragazzini

    AGGIORNAMENTO: ho saputo che i ragazzini hanno preso il motorino senza dirlo ai genitori, e che sono andati a schiantarsi su un’auto… Qusto cambia la questione, i ragazzi hanno fatto una bravata fatale… Ma dei testimoni dell’incidente mi hanno detto che l’unico ragazzino che si è salvato è quello portato dalla prima ambulanza in ospedale. Gli altri, certamente già in condizioni peggiori, hanno dovuto attendere altre due ambulanze dopo 15 e piùà di 30 minuti… Le cose non funzionano bene, e la nostra società catanese non è una società che da a tutti le stesse cose, oltre alla responsabilità perosnale (la prima, che nessuno mette in dubbio) questo problema di diseguaglianza sociale (nell’istruzione, nei servizi, nei diritti) credo che sia oggettivo

  • Pingback: Cratere alla circonvallazione | 095

  • Elladan

    non sarò il primo ne l’ultimo. quello che non funziona è il sistema. è vero che al pigno abbiamo tante possibilità, ma vengono sfruttate poco. io a 13 anni camminavo a piedi, alle 5 del pomeriggio facevo i compiti a casa e poi a letto alle 10. ci sono tante cose che non funzionano al pigno…ma quella più storta di tutte è la testa!

  • Leandro Perrotta

    Concordo con te Elladan, per questo dico che la responsabilità personale non si mette in discussione. MA in quanto sfera personale non voglio entrarci più di quanto già fatto.
    Come membro della società posso occuparmi dei problemi che mi competono: fare in modo di dare a tutti le stesse opportunità in qualunque parte della città si trovino. Il caso specifico è un esempio di tragedie che si ripetono nel tempo con dinamiche anche molto simili… Tante famiglie che sono vittime dell’ignoranza sul problema della sicurezza nelle strade fanno un problema sociale mi sembra. Ma non ci sono dati oggettivi per dire quale sarà la prossima famiglia a piangere la perdita di un figlio perchè si divertiva in maniera pericolosa.

    Qualche anno fa dei ragazzini hanno preso l’auto ai genitori in viale moncada e oggi una lapide ricorda la tragedia… Posso immaginare la disperazione delle famiglie, non so se abbiano fatto errori (non voglio nemmeno metterci il probabilmente: mi correggo rispetto a prima e dico non lo so e non posso saperlo con certezza), quello che so è che non sta a me giudicarli perchè più che partecipare al loro dolore sul piano personale non possiamo fare. Prendiamo spunto per occuparci dei problemi della società catanese.

    Penso che converrai con me, che il Pigno lo conosco abbastanza bene anche se non ci vivo, che è più difficile essere diligenti in un ambiente dove la vita sembra portare come regola per vivere meglio “non seguire le regole della città, non sono scritte per questo posto”. Chi si rende conto o è molto forte e non si lascia scalfire oppure prima o poi se ne va in cerca di un’ambiente nel quale si trova meglio inserito…

  • Elladan

    e’ per questo che al pigno non circolo mai come fanno moltissimi ragazzi. di anno in anno li vedo cambiare nelle fasce di età diversa, i piccoli diventano grandi, i grandi prendono strade…qualcuno si va “salvando”, ma ogni volta sembra lasciare un buco di stupidità che qualche altro bimbo riempie. se c’è una cosa che mi turba è la volgarità di certe frasi gridate che sento perfino nella mia stanza. il tono, arrogante, le parole, volgari, le espressioni, articolate in perfetto dialetto di quelli poco diligenti peraltro, mi turbano. non so perchè mi sto aprendo a parlare di queste cose in un sito. sono pensieri miei. per fortuna mi sono trovato bene con alcuni forum dove, a forza di raccontare la mia, mi han fatto vedere certi miei errori madornali e non vi dico le cazziate che ho ricevuto. ed avevano ragione. cresco un pò io, cresciamo un pò tutti parlandone…

  • http://08031984 domenico

    ciao ragg.io sono cugino del raggazzo di via palermo.1 anno fa mie morto unaltro cugino che si chiamava come lui antonino spampinato.cmg la verita e che noi tutti no quasi tutti vogliamo che sirispettano le regole, ma noi stessi non li rispettiamo.se uno di noi ha premura che fa. core e . . . .

  • http://08031984 domenico

    la mia polemica. prima di far morire le persone devono fare dei lavori.no come librino,al librino hanno fatto delle rotonde buie e strane,in vatti queste rotonde hanno un minimo di 2 foto di raggazzini.librino come tutte le strade di catania periferiche sembra di camminare al cimitero.ci vorrebbe una attenzione particolare per chi gestisce questo la voro. enrica senti non dire delle stupidagini.se tuo figl.o fratt,ti ruba le chiavi che ci puoi fare rispondi

  • Io

    personalemnte nn ho mai rubato chiavi ai miei genitori, nè a me mio fratello, mio cugino o chessò io me li ruberebbe eprchè siamo stati abituati ad altro..
    se facessi uan cosa del genere mio padre dopo un secodno se ne accorgerebbbe e m verrebbe aprendere per i capelli e nn lo farei mai più.
    sono d accordo per le strade che nn vanno, per la società che è storta, ma la società è fatta d persone e le eprsone siamo noi.se nn cambiamo noi la morte anche in strade perfettissime arriverebbe cmq.

  • Enrica

    io ero io, cioè Enrica

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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