Informazione “clandestina” – il caso di Carlo Ruta

Scritto da: il 08.09.08
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.

Carlo Ruta è un giornalista la cui vicenda è diventata “un caso” per via del suo sito web oscurato per “stampa clandestina”. Lo avevo sentito parlare della sua vicenda a “Sbavaglio, convego sull’informazione in Sicilia del 2006, e mi aveva colpito la sua controversa condanna a 8 mesi per diffamazione. Oggi però, con il numero dei blog aumentato esponenzialmente, l’attezione sulla sua vicenda giudiziaria si è spostata al caso dell’oscuramento del sito web www.accadeinsicilia.net .

Il “caso”, anche se si tratta di web, mi ricorda da vicino quello di Catania Possibile, del quale si è ancora in attesa di sviluppi… Carlo Ruta invece è stato condannato dal Tribunale di Modica (che fa parte del distretto di Corte d’Appello di Catania, quindi anche “territorialmente” i casi sono molto vicini) l’8 maggio, e da pochi giorni è possibile leggere la sentenza.

Sul caso, oltre a un appello scritto da Carlo Ruta, parlano molti blogger, ma quello che lo ha fatto in maniera più chiara mi sembra Daniele Minotti, famoso blogger-giurista.

Dal blog di Daniele Minotti, ricopio parte del “riassunto” della vicenda, che potete leggere per intero qui.

Un bel (si fa per dire) giorno di fine 2004, Agostino Fera, magistrato siciliano, decide di querelare il Ruta per una presunta diffamazione chiedendo, con più argomenti, l’oscuramento del sito di cui al dominio www.accadeinsicilia.net (in effetti, oscurato dopopoco tempo). In particolare, il querelante sostiene che, a fronte della l. 62/2001, un sito (periodico, di informazione e con una “testata” coincidente con il nome di dominio) è “prodotto editoriale” ai sensi della legge citata e, pertanto, deve riportare le indicazioni di cui all’art. 2 della legge sulla stampa (l. 47/48).
Il procedimento, per queste “irregolarità”, viene stralciato da quello per diffamazione (i procedimenti penali che vedono coinvolti i magistrati sono trattati in una sede distrettuale diversa da quella ove essi svolgono le proprie funzioni) ed arriva alla Procura di Modica (competente per territorio) che, nel marzo 2006, emette un decreto di citazione a giudizio per “stampa clandestina”. Risulta, così, un certo scollamento rispetto alla tesi, suesposta, sostenuta dal querelante. Verosimilmente, le premesse sono le stesse (il dettato della l. 62/2001), ma a Modica non si parla di omesse indicazioni, bensì di omessa registrazione della testata. Fatto punito dall’art. 16 l. 47/48 che discende dalla violazione dall’art. 5 della stessa legge. Incidentalmente, il fatto, così come impostato dal querelante, aveva mera rilevanza amministrativa (v. art. 17 l. 47/48).
Nel corso del processo, il Tribunale di Modica delega alcuni accertamenti alla Postale la quale (secondo me affidandosi un po’ troppo a Webarchive) evidenzia, per quello che ne traggo io, l’insussistenza della periodicità, circostanza che potrebbe erodere l’accusa.

Link utili:

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