Impianti sportivi a Catania

Scritto da: il 21.08.08
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.

Impianti sportivi Catania1.Stadio Cibali 2.PalaCatania 3.Cittadella dello Sport 4.Rugby S.M. Goretti 5.Hockey Nizzeti 6.Softball 7.Campo Scuola 8.Piscina Playa 9.Tennis Playa 10.Villa Fazio 11.Campo Monte Po 12.PalaNitta 13.PalaGalermo 14.Impianti CUS Ieri sera ho pubblicato la prima parte della lunga intervista a Giuseppe Parito, architetto e ideatore della campagna Hainer vs Parker. In un passaggio dell’intervista, con un paragone molto semplice mi ha fatto capire qual è uno dei problemi fondamentali degli impianti comunali: “Se un impianto sportivo fosse costruito da uno dei grandi marchi dello Sport come Adidas e Nike, probabilmente non subirebbero gli atti di vandalismo che invece ci sono quando a fare il campo è il Comune di Catania. La gente lo sa che è una presa in giro, che il brand “Comune di Catania” non è credibile.”. Purtroppo credo che abbia perfettamente ragione, e lo stato di alcuni degli impianti sportivi comunali lo conferma. Vediamoli nel dettaglio. Villa Fazio, al numero 10 dell’elenco sopra, è completamente distrutta (e ovviamente inutilizzata) da anni, ma figura comuque nell’elenco. Guardate anche i video per capire in che stato si trova. Vi risparmio le foto dell’incendio di pochi mesi fa.Il PalaNitta, sempre a Librino, dove si allena la CataniaRing che sta ottenendo grandissimi risultati nella Boxe professionistica, e la squadra di Pallamano “PGS Risurrezione“, va avanti praticamente senza manutenzione, che viene effettuata spessissimo a spese delle due società. Il parquet è pieno di “cicatrici”, e si rompe con troppa facilità. Sembra che la causa principale di questi danni così frequenti sia un atto vandalico di qualche tempo fa: nottetempo “ignoti” sono entrati forzando un ingresso e hanno allagato il campo utilizzando i rubinetti dell’impianto antincendio…Stando a quanto mi riferiscono degli amici che si allenano li (basket), anche il Palasport “S. G.GALERMO” di V.le Adriatico (non il PalaGalermo) non se la passa tanto bene: gli atti vandalici sono frequentissimi, così come i furti, e la posizione del Palasport di viale Adriatico, in una “zona franca” che ha il più alto tasso di criminalità minorile d’Italia, contribuisce in maniera notevole. L’impianto sportivo in teoria doveva contribuire al superamento di questi gravi problemi, ma sembra sia successo esattamente il contrario.Le piscine comunali invece funzionano bene: le due strutture, quella storica della Playa e quella splendida di via Zurria sono dei fiori all’occhiello e spiccano rispetto a tuti gli altri impianti catanesi. Ma andare a nuotare nelle piscine comunali non sarà più così economico: una lettera aperta dello scorso Dicembre, scritta da un Comitato Spontaneo Utenti e Società Piscine Comunali, denunciava il rischio di aumenti fino al 250% delle tariffe, conseguenza di una delibera del Consiglio Comunale. Sempre “voci di corridoio” mi confermano che gli aumenti ci saranno, non così alti ma ci saranno, e la convenienza sulle piscine private non sarà più così netta…Quanto al Campo Scuola di Picanello, “tempio” dell’atletica catanese, mi riservo di darvi informazioni più dettagliate in seguito, ma se dovessi fidarmi delle “solite voci”, la situazione è tutt’altro che rosea. Stesso discorso per il campo di rugby di Santa Maria Goretti.Gli impianti catanesi più noti sono tre, perché legati alle squadre che li giocano ad altissimi livelli: parliamo dello stadio Massimino di Cibali, della Piscina di Nesima e del PalaCatania, dove si allenano rispettivamente il Calcio Catania, l’Orizzonte Catania e la Pallavolo Catania. Riguardo lo stadio Massimino sono ormai “epici” gli scontri fra il dirigente del Catania Lo Monaco e l’amminisrazione comunale. Per gli altri due impianti non mi sembra ci siano mai state polemiche così aspre fra le Società e il Comune, ma certamente queste non hanno un adeguato supporto da parte dell’Amministrazione per quanto riguarda la promozione, e come lamenta il Presidente dell’Orizzonte nonostante i 3 lustri di successi c’è anche scarsa visibilità mediatica.Prima di concludere questa rassegna rapida e incompleta,un’ultima nota sull’utilizzo degli impianti: come singolo utente è possibile utilizzare, previa richiesta al Comune con allegate due foto e certificato medico, solamente il Campo Scuola di Picanello. Tutti gli altri impianti non sono utilizzabili dai “privati cittadini”, ma soltanto con l’intermediazione delle società iscritte alle varie federazioni. Con i debiti che si ritrova il Comune di Catania, forse sarebbe il caso di pensare ad affittare gli impianti ai privati cittadini, magari seguendo una lista di prenotazioni. Del resto lo statuto del Comune è piuttosto chiaro in merito, ma mi sembra totalmente disatteso, a riprova dello scarsissimo appeal del brand “Comune di Catania”.

6.11 Il Comune favorisce le attività sportive che si esplicano nello spirito dell’aggregazione spontanea ed amatoriale, giovanile e non; nel soddisfacimento del bisogno elementare di motorietà e di attenzionare l’equilibrio psicofisico della persona.In particolare riferimento ai disabili ed agli anziani; nelle forme di competizione agonistica non violenta, non sopraffattrice e non orientata verso interessi di mercificazione e di lucro.Assicura l’accesso agli impianti sportivi comunali già esistenti a tutti i cittadini e privilegia, come metodo, le forme di gestione diretta degli impianti (esistenti e futuri) da parte delle associazioni, quali agenti di base della promozione sportiva.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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