Il sondaggio degli “Amici della Villa Bellini”

Scritto da: il 27.11.10
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.

“VILLA Bellini a 2 mesi dalla riapertura: le opinioni dei cittadini”. È questo l’oggetto di una email giunta a molte caselle di posta atanesi in questi giorni, in cui gli attivissimi autori del blog http://villabellini.wordpress.com/ meglio noti (su Facebook) come “Amici della Villa Bellini” hanno lanciato l’iniziativa “Movimentare la Villa”. Tante micro-azioni previste nei prossimi mesi per parlare dei singoi aspetti controversi del “rinnovato” Giardino. Aspetti emersi da un interessantisimo sondaggio, curato da un gruppo di ricerca della Facoltà di Scoenze Politiche di Catania. I risultati di questo sondaggio li potete leggere di seguito.

ASPETTI QUANTITATIVI

Percezione sui lavori di restauro

Su un campione di 535 intervistati, interrogati nel corso
dei primi 2 mesi dalla riapertura della Villa Bellini, il
54,9% reputa che dopo i lavori effettuati il Giardino sia
migliorato, il 17,8% non ha riscontrato sostanziali
differenze, mentre il 24% la ritiene peggiorata. Tuttavia,
anche i “soddisfatti” non mancano di riscontrare
lacune, che si sintetizzano principalmente nell’assenza
di animali e spazi di gioco per i bambini.

E’ meglio o peggio di come te la ricordavi?

  • Meglio:  54,7
  • La stessa: 17,8
  • Peggio: 24,0

“Dimenticanze” dei progettisti

Alla domanda “cosa si potrebbe fare ancora per migliorarla?”, le risposte si sono principalmente
concentrate sulla necessità di mantenere pulita la Villa e sulla garanzia di un ambiente sicuro e
preservato da vandalismi, istanze che insieme rappresentano il 77% delle risposte fornite. Il 40%
dei fruitori ritiene inoltre che vi siano dei lavori tuttora incompiuti, e che sia quindi indispensabile
ultimarli per giungere ad un reale miglioramento. Ad esempio Luigi, cittadino catanase, auspica il
completamento dei passamano, mentre altri suoi concittadini gradirebbero interventi sui sentieri
incompleti dei vialetti e su qualche buca della pavimentazione. Sorprendentemente, solo il 36,9%
di tutti gli intervistati ritiene una priorità la ricostruzione della Casina Cinese incendiata nel 2001.

Cosa si potrebbe fare ancora per migliorarla?

  • Mantenerla pulita 58,1
  • Far sì che diventi un luogo più sicuro 57,1
  • Finire i lavori incompiuti 40,6
  • Ricostruire la “Casina Cinese” 36,9

Proiezioni della cittadinanza

La compilazione dei questionari ha fatto emergere proiezioni eterogenee dello spazio Villa da parte
dei cittadini. Quasi il 60% dei rispondenti lamenta la mancanza di giochi e spazi per bambini,
posizione condivisa tanto da chi rimpiange le attrattive di un tempo per i più piccoli nello spazio
centrale ora ridotto a “un campo di fango” quanto da chi denuncia la pericolosità dei giochi attuali.
Sulla stessa percentuale si attesta la volontà di attività serali culturali e non, come mostre, concerti,
karaoke e finanche discoteche, anche se non manca chi teme che un’apertura notturna possa
incentivare atti vandalici. Numerosi sono anche i richiedenti l’attivazione di nuovi servizi quali
bibliotehe, ludoteche e caffè (47,2%) e la costruzione di nuove infrastrutture come teatri e cinema
(44,8%).

Cosa servirebbe alla Villa?

  • Aprirla anche la sera 57,5
  • Aggiungere più giochi per i bambini 57,1
  • Attivare altri servizi per tutti 47,2
  • Costruire nuove infrastrutture 44,8














ASPETTI QUALITATIVI

Lo stile tradito

Durante la somministrazione dei questionari sono emerse diverse considerazioni critiche circa il
nuovo stile della Villa, giudicato da alcuni “troppo moderno”. Diversi intervistati rimpiangono
configurazioni architettoniche del passato, in particolare l’acciottolato bianco e nero dei vialetti, le
fontanelle con l’acqua potabile, la presenza dell’orologio, le vecchie panchine e i vecchi lampioni di
ghisa e la pavimetazione, giudicata inadatta per percorsi ciclistici. Questa la testimonianza di una
mamma: «È rimasta chiusa troppo tempo per dare, alla fine, un risultato mediocre che non ha del
tutto soddisfatto le esigenze di noi fruitori. Senza dubbio essa risulta ripulita e migliorata dal punto
di vista dell’illuminazione, ma l’interpretazione moderna mi lascia perplessa. È inoltre triste
osservare che non è stata realizzata alcuna area semplicemente per accogliere la sosta su un
tappeto erboso, per stendersi come accade in tutti i giardini occidentali. Credo che tutto ciò sia
dovuto alla metodologia di progetto messo in atto, che non concede margini di analisi e,
successivamente, di proposta alle reali esigenze della collettività.»

Tutelare la Villa e chi ne fruisce

L’aver riottenuto la possibilità di accedere alla Villa dopo diversi anni di chiusura ha molto
probabilmente indirizzato il contenuto dei commenti “a caldo” dei fruitori, molti dei quali
auspicano un servizio di vigilanza continuativo così da prevenire eventuali atti vandalici. Non
mancano a tal proposito posizioni più estreme, forse acuite dai vandalismi già riscontrati in questi
primi due mesi dalla riapertura, come quella di Simone, che gradirebbe la presenza della guardia
forestale a vigilare l’ordine, o come quella di chi indica come necessaria l’installazione di circuiti di
videosorveglianza. Piuttosto esplicativa la testimonianza di un anonimo intervistato: «Non deve
essere aperta se non custodita perché non è cosa per i catanesi!»
Altrettanto corposo il fronte di chi mette l’accento su una adeguata sicurezza delle persone che
fruiscono la Villa (il 57,1% di tutti gli intervistati), ottenibili secondo gli intervistati attraverso un
miglior sistema di illuminazione e una costante sorveglianza.

Un giardino…poco verde

Tra gli elementi di delusione che spiccano maggiormente sono rilevanti i commenti sulla mancanza
e noncuranza della vegetazione. Molti rimpiangono le aiuole artistiche, come quelle che
riproducevano le note musicali sul viale che costeggia via Sant’Euplio, mentre alcuni denunciano
l’estirpazione di piante monumentali, tipo la “monetina di papa”. Risulta inoltre insufficiente la
varietà floreale e la manutenzione botanica.
Diversi commentatori auspicherebbero la creazione di un ampio prato verde, presente nella
maggior parte dei parchi urbani europei, così come l’inserimento di pannelli esplicativi sulle specie
vegetali presenti. Quest’ultima carenza riguarda più in generale la segnaletica dell’intero parco.
Per quanto riguarda la fauna, la sua sostituzione con delle riproduzioni in ferro ha suscitato
reazioni di scontento tra i fruitori, che preferirebbero il ritorno di animali in “…carne ed ossa”,
soprattutto i cigni e le papere della fontana centrale.

La Villa per tutte le età

La maggior parte degli intervistati lamenta la mancanza della “Bambinopoli”, cioè di un’area
interamente dedicata all’intrattenimento dei più piccoli. Gli intervistati propongono di organizzare
attività ludiche, animazione per i bambini e di inserire più giochi rendendoli sicuri, poiché quelli
presenti sono ritenuti instabili. In particolare suggeriscono di ricollocare la storica giostra e il
trenino che nel passato hanno caratterizzato lo spazio centrale della Villa e che oggi appare come
una distesa di fango ritenuta peraltro pericolosa e che potrebbe essere trasformata, secondo alcuni
cittadini, in un campo da calcio gratuito (effettivamente durante la nostra ricerca siamo stati
protagonisti di un piccolo “incidente”: un bambino di qualche anno che inciampa e ricoprendosi
interamente di fango!). I desideri degli intervistati riguardano anche l’organizzazione di attività e
manifestazioni per gli anziani, i quali lamentano la mancanza dei tavoli che in passato
permettevano loro di giocare piacevolmente a carte per impegnare il tempo. Il prof. Francesco De
Grazia, ad esempio, ci ha confidato la sua abitudine di acquistare la granita da Scardaci e
consumarla proprio nei tavoli della Villa, «…abitudine peraltro molto piacevole.»

OPINIONI SULLA VILLA BELLINI
IL SONDAGGIO IN SINTESI

A cura della Cattedra di Antropologia Culturale della Facoltà di Scienze Politiche di Catania

Coordinatrice della ricerca: Mara BENADUSI, Il Team di ricerca è composto da: Danilo GIGLITTO, Giusi GUARRERA, Enza PRUITI, Luisa SANNELLA

Novembre 2010

Opinioni sulla Villa Bellini– Sondaggio realizzato all’interno dell’iniziativa MOVIMENTARE LA VILLA
http://villabellini.wordpress.com/

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