Sempre sul Premio Internazionale di Giornalismo Maria Grazia Cutuli…

Scritto da: il 19.11.08
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.

Nahum Barnea (Stampa estera), Monica Maggioni (Stampa italiana), Vincenzo Marannano (Giornalista siciliano emergente) sono i vincitori del IV Premio internazionale di giornalismo Maria Grazia Cutuli, presentato questa mattina nella sala conferenze del Centro direzionale Nuovaluce della Provincia regionale di Catania, Ente che fa parte della Fondazione dedicata alla cronista catanese che, da quest’anno, organizza il premio.

Il presidente della Provincia, on. Giuseppe Castiglione, ha sottolineato quanto sia doloroso, soprattutto per la madre Agata D’Amore, per i parenti e quanti hanno conosciuto e lavorato con Maria Grazia, ricordare la sua scomparsa. “Era una professionista esemplare, che univa all’impegno giornalistico, negli scenari più rischiosi, una forte sensibilità civile a favore delle popolazioni alle quali trasmetteva la sua generosa carica umana – ha sottolineato il presidente Castiglione -. La Provincia di Catania ha aderito con entusiasmo alla Fondazione e si ritiene orgogliosa di contribuire a tramandare il ricordo di Maria Grazia Cutuli”.

Il giornalista Francesco Faranda, vice presidente della Fondazione Cutuli onlus, il presidente è Mario Cutuli, fratello della giornalista scomparsa, ha sottolineato il valore dei premiati: da Nahum Barnea, israeliano, che nel 1996 ha perso uno dei suoi figli, allora ventenne, in un attentato terroristico compiuto da estremisti palestinesi, a Monica Maggioni, volto televisivo del telegiornale della Rai e inviata negli scenari di guerra in Medio Oriente e in Iraq nel 2003 dove era l’unica giornalista italiana embedded, cioè aggregata ai marine statunitensi durante la seconda Guerra del Golfo. Faranda ha poi ricordato i premi per le sezioni Tesi di laurea, di Dottorato, di Specilialistica e Triennale.

L’inviato del Corriere della Sera, Felice Cavallaro, componente della giuria, ha tracciato il profilo di Vincenzo Marannano, giornalista d’inchiesta, autore di numerosi reportage all’estero e di un libro, proprio da ieri in edicola, dal titolo “Firmato Lo Piccolo”, sui boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo. Cavallaro ha portato anche il saluto del presidente dell’Ordine dei giornalisti Franco Nicastro, mentre Giuseppe Petralia, vice segretario provinciale dell’Assostampa, rappresentava il segretario regionale Alberto Cicero e il segretario provinciale Pinella Leocata.

Enrico Pappalardo, sindaco di Santa Venerina, ha ricordato l’affetto e l’orgoglio che la cittadina dimostra per la giornalista che è stata sepolta nel piccolo cimitero locale, e l’attenzione dei mass media nazionali in occasione della giornata del 22 novembre quando, di mattina nella Facoltà di lettere dell’Università di Catania e nel pomeriggio, nella Casa del vendemmiatore di Santa Venerina, si svolgono i due importanti appuntamenti con le lezioni magistrali di Monica Maggioni e Nahum Barnea e la premiazione nel pomeriggio.

Ma il ricordo più toccante è quello di Agata D’Amore, la madre di Maria Grazia. “Le dicevo di stare attenta perché stava in mezzo a popoli selvaggi, ma lei mi rispondeva che erano solo persone che soffrivano perché avevano cattivi governi e si meravigliava che quando distribuiva i biscotti ai bambini, ovunque si trovasse, i biscotti non bastavano mai perché erano tantissimi i piccoli affamati che la circondavano” e ancora, ha aggiunto la professoressa D’Amore “Ogni anno mi sembra che Maria Grazie venga dimenticata e, invece, proprio nell’anniversario della sua morte la città di risveglia e vengo riconosciuta e salutata con affetto da tante persone. Grazie a voi, grazie ai giornalisti che l’hanno conosciuta, che le vogliono ancora bene perché siete voi che fate bella Maria Grazia”.

Presenti autorità militari (dell’Esercito, della Marina, della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza) e civili, esponenti del mondo del giornalismo (tra i quali l’ex vicedirettore del Corriere della Sera Nino Milazzo) e la classe terza B della scuola media A. Manzoni di Santa Venerina.

fonte -> Ufficio stampa Provincia di Catania

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