I Consiglieri comunali catanesi si “premiano”: più presenze per tutti!

Scritto da Leandro Perrotta alle 15:59 del 9 Luglio 2009

Il Sindaco Stancanelli relaziona prendendosela con la sfiga cosmica di Catania

Ricordate che il consiglio comunale lavorava poco? Beh a quanto pare, non è più così!

Da quando infatti i consiglieri non ricevono più lo “stipendio” mensile ma il gettone di presenza, le attività sono diventate quasi “frenetiche”. Tanto frenetiche che le commissioni composte da “solo” 9 persone non bastavano:  le 12 commissioni consiliari (su soli 48 consiglieri… ce n’è anche una su CATANIA CITTà OPERATRICE MESSAGGERA DI PACE) non bastavano, e il numero è stato portato a 11. 24 gettoni di presenza in più quindi, per accontentare tutti, anche chi durante il voto era da qualche altra parte: si è votato con il numero minimo di 24 consiglieri in aula.

50 euro a gettone, e facendo un po’ i conti dodici commissioni per undici diviso 48 per 50… Ogni consigliere fa parte in media di 2,75 commissioni. Ipotizziamo che i consiglieri si riuniscano per ogni commissione solo una volta a settimana, più le sedute del consiglio (erano 7 ad aprile)… In totale sono circa 900 euro, che diventano 1400 con 2 riunioni di commissione a settimana, 2000 con tre riunioni e così via…

Per il momento sappiamo che il Comune di Catania è sempre a rischio dissesto, e che rischiamo di perdere, a causa dei debiti, il patrimonio librario della Biblioteca Civica e Ursino Recupero… Segue lettera di Cittàinsieme sul tema.

Catania, 9 luglio 2009

…”O vergogna, dov’è il tuo rossore?”

Con questa invocazione si chiude la riflessione riportata l’8 luglio dal giornale La Sicilia dal titolo “Le priorità della casta” che riferisce della sollecitudine (inusuale) del Consiglio Comunale nell’approvare la delibera che comporta l’ «autoapprovvigionamento» dei consiglieri.

Vergogna e rossore non esistono più perché non esiste più la dignità. Per arrossire ci vuole una faccia, ma quando la faccia è di marmo non può arrossire. Il denaro, purtroppo, rappresenta l’elemento attraverso il quale vengono assottigliate, se non azzerate, le differenze esistenti tra le varie forze politiche (salvo – come riferisce l’articolo suddetto – rare eccezioni).

La nostra associazione ha sempre stigmatizzato questi comportamenti di sperpero del denaro pubblico e anche oggi in questa occasione ribadiamo che sarebbe opportuno un controllo effettivo sulla spesa pubblica. I soldi che i nostri consiglieri con la delibera succitata si sono assegnati sono soldi pubblici che vengono dai cittadini: la prossima volta pensateci due volte! Anche perché nella stessa pagina de La Sicilia un pezzo di Pinella Leocata evidenzia che stanno pignorando i libri delle Biblioteche riunite Civica e Ursino Recupero perché il Comune ha un debito di quasi un milione di euro. Meditate gente, meditate…

CittàInsieme

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