Ecco l’Università che tutti vorrebbero: gli studenti di Urbanistica riprogettano Librino

Scritto da: il 05.11.08
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.

Eventi epocali.

Accanto all’elezione di Barack Obama, un altro evento di pari livello è pronto a scardinare il mondo come lo conosciamo: la prima grande mostra di Urbanistica Partecipata a Catania, che si svolgerà a Librino la mattina dell’8 novembre al Pala Nitta, alla presenza delle tantissime associazioni che operano nel grande quartiere sud di Catania e degli studenti delle scuole che sono state coinvolte da Oltre La Periferica in un grande progetto di analisi e ridefinizione degli spazi urbani sotto la guida dei volenterosi, stakanovisti incredibilmente assennati, a tratti anche geniali studenti del Corso di Tecnica Urbanistica, e dai loro altrettanto incredibili insegnanti, gli ingengeri Laura Saija, Giovanna Regalbuto, Patrizia Macaluso e Antonio Raciti, e naturalmente la professoressa Piera Busacca.

Non esagero con i complimenti: non avevo mai visto degli universitari lavorare 10 ore al giorno per una materia (con tutte le altre da studiare), andando in giro per mesi per Librino, fotografando, disegnando, studiando, progettando, tutto senza sosta. Quello che li ha armati di infinita pazienza e forza di volontà non deve essere stato la voglia di “darsi la materia”, nemmeno per una tesi di laurea si lavora così, e nemmeno gli ingegneri loro insegnanti credo che avessero la voglia di lavorare fino a 18 ore ogni giorno per questo progetto. Deve esserci un fine più grande: cambiare Librino è possibile. Niente soldi, niente gloria, niente partecipazioni a reality show o posti di lavoro in ballo, solo altruismo e voglia di mettersi in gioco. Questa mattina hanno preparato parte della mostra, 5 ore di lavoro continuo. Domani e venerdì altre 5 ore con i bambini delle scuole. E sabato il grande evento. Insomma devono essersi detti “Yes We Can“, e si sono messi a lavoro.

Per vedere il frutto di questi duri mesi di lavoro, basta che sabato mattina dalle 9 alle 13 passiate dal Pala Nitta di Librino.

Se non sapete come arrivare seguite la mappa.

Se volete conoscere l’elenco completo delle Associazioni e delle Scuole partecipanti cliccate qui.

Se volete conoscere tutti i dettagli, continuate a leggere.

LIBRINO: da CITTÀ SATELLITE a “CITTÀ E BASTA”

Mostra interattiva di idee di trasformazione urbanistica del quartiere

Breve descrizione dell’evento

Mostra “interattiva” dei materiali:

  • di analisi e progetto degli studenti del corso di Tecnica Urbanistica della Facoltà di Ingegneria, Università degli studi di Catania, in collaborazione con la redazione de La Periferica;

  • di lettura territoriale prodotti dai bambini di alcune scuole di Librino (I.C. “V. Brancati”, I.C. “Cardinale Dusmet”, I.C. “A. Musco”, I.C. “E. Pestalozzi”)

  • proposti dalle associazioni attive sul territorio: CGIL, associazione ARCI Southmedia, associazione Terreforti, associazione LibrinoAttivo, saas Centro Iqbal Masih, Fiumara d’arte.

Tappa di un percorso più ampio

La mostra è una tappa intermedia di un progetto più ampio che si articola nelle seguenti fasi:

  • da marzo 2008 a luglio 2008 – collaborazione del corso di tecnica urbanistica con la redazione de La Periferica (lavori di analisi e redazione di progetti di riqualificazione urbanistica dei quartieri di Librino, Pigno, Villaggio S. Agata, S. Giorgio);

  • ottobre 2008 – Progetto “Librino con gli occhi autentici del Fanciullino” (sperimentazione delle fasi iniziali di un processo di progettazione partecipata con i bambini degli I.C. “Brancati”, “Dusmet”, “Musco” e “Pestalozzi”);

  • novembre 2008Mostra Librino: da città satellite a città e basta (Mostra interattiva dei progetti degli studenti del corso di Tecnica Urbanistica e dei lavori dei bambini delle scuole di Librino, in collaborazione con associazioni e soggetti attivi sul territorio).

  • A seguire: si propone l’avvio di un vero e proprio processo di progettazione partecipata del quartiere, attraverso il coinvolgimento delle Istituzioni locali.

Dove e quando

La mostra in particolare si svolgerà dalle ore 9:00 alle ore 13:00 presso il Palanitta nei giorni del 6, 7 e 8 novembre 2008.

Soggetti promotori

L’evento è stato promosso da:

  • Università degli Studi di Catania, Laboratorio per la Progettazione Ecologica e Ambientale del Territorio (LabPEAT) – La Casa della Città di Catania;

  • Associazione “Oltre la Periferica”;

  • Redazione “la Periferica”

  • I.C. “V. Brancati”;

  • I.C. “E. Pestalozzi”;

  • I.C. “Cardinale Dusmet”;

  • I.C. “A. Musco”;

  • I.C. “Fontanarossa”.

Soggetti aderenti

Hanno già aderito all’iniziativa la CGIL, l’associazione ARCI Southmedia, l’associazione Terreforti, l’associazione LibrinoAttivo, il saas Centro Iqbal Masih, Fiumara d’arte

Da dove nasce l’idea dell’evento

Dopo quattro mesi di lavoro sul campo, gli studenti del corso di Tecnica Urbanistica della Facoltà di Ingegneria, in collaborazione con la redazione del giornale “La Periferica” e il supporto di altre associazioni attive nel quartiere hanno prodotto una vasta gamma di analisi urbanistiche del territorio di Catania Sud (Librino, San Giorgio, Pigno), comprendenti il censimento delle strutture e delle infrastrutture territoriali viarie e abitative (usi, tipi edilizi, materiali e tecniche costruttive, patologie edilizie, ecc.) e la ricostruzione dei processi insediativi (datazione degli edifici e delle opere infrastrutturali, mappa dei processi di lottizzazione, ecc.). Attraverso questo percorso di analisi tecnica e alcune pratiche di ascolto degli abitanti, sono stati elaborate idee progettuali di trasformazione del quartiere.

Tali elaborati di progetto vengono assunti quale strumento di provocazione e stimolo, più che di prefigurazione, attraverso cui creare una interazione con i partecipanti e sollecitare così idee di trasformazione urbana e sviluppo locale.

Si tratterà quindi di una mostra dei progetti, ma alquanto “anomala”, che si appoggia a quel filone di pratiche denominato “Urbanistica partecipata”, secondo il quale le decisioni sull’assetto urbanistico della città (ovvero le priorità in base alle quali vanno spesi i soldi pubblici e incoraggiati gli investimenti privati) vanno assunte con il coinvolgimento dei suoi abitanti.

La speranza è che l’evento possa dare avvio ad un percorso di riflessione collettiva sul futuro del quartiere, capace di:

  • da un lato, mettere in campo nuove idee di trasformazione e sviluppo condivise e vicine alle esigenze degli abitanti;

  • dall’altro, dimostrare l’effettiva possibilità di realizzare pratiche di coinvolgimento di abitanti e associazioni.

Ciò appare oggi quanto mai urgente, visto le difficoltà di attuazione del piano originario – soprattutto riguardo i tempi di attuazione e i canali di finanziamento (ne è un esempio l’incompletezza della rete di percorsi pedonali), e l’oggettiva condizione di degrado in cui versano alcune aree di Librino.

Ecco perché la mostra costituisce una tappa intermedia di un processo più lungo di messa in rete dei soggetti attivi sul territorio ma soprattutto di allargamento di tale rete ai singoli abitanti, di cui spesso risulta difficile il “coinvolgimento attivo” (non di sola consultazione) nei dibattiti collettivi sulla città.

Un processo di tale natura vuole essere di stimolo all’Amministrazione locale, la quale potrebbe includere simili pratiche nella propria agenda locale. Tali pratiche infatti sono già state sperimentate con successo in vari contesti italiani ed esteri per affrontare problemi di marginalità urbana e sociale.

L’evento è promosso da una pluralità di attori che hanno scelto di mettere a sistema le proprie energie e la propria progettualità. In particolare le scuole hanno un ruolo chiave in generale nel processo di sviluppo locale e in particolare nell’ambito di questo processo. Fino ad oggi il coordinamento degli Istituti scolastici di Librino è stato, infatti, l’organizzazione che più di ogni altra è stata capace di mettere in campo azioni di coesione sociale e promozione dello sviluppo, anche grazie al suo radicamento nel territorio. Le scuole sono oggi la più forte presenza da parte delle istituzioni pubbliche, punto di riferimento sia per le nuove sia per le vecchie generazioni.

In questo processo, in particolare, le scuole , attraverso il progetto Librino attraverso gli occhi autentici del fanciullino, stanno sperimentando alcune pratiche innovative per stimolare i bambini a esprimere la propria progettualità.

Le attività del progetto “Librino attraverso gli occhi del fanciullino”

Attraverso una serie di attività di laboratorio, che coinvolgono insegnati e piccoli allievi degli I.C. “Brancati”, “Dusmet”, “Musco” e “Pestalozzi”, in collaborazione con il gruppo di lavoro del LabPEAT e l’associazione “Oltre la Periferica”, vengono prodotti dei materiali di lettura e analisi urbana da parte dei bambini.

Ad ogni attività corrispondono specifici obiettivi formativi per la costruzione del “senso di appartenenza alla collettività”.

Il progetto si articola nelle seguenti fasi operative:

1°Fase: Riconoscimento del proprio contesto urbano

Attività: “Impariamo a leggere le carte”; “Dove abito?”

Obiettivi:

  • Stabilire un primo contatto tra i bambini ed il contesto urbano in cui vivono;

  • indagare e stimolare il loro senso di orientamento, la loro capacità di lettura dello spazio urbano e di riconoscimento della propria collocazione all’interno dello stesso (auto-riconoscimento);

  • sondare il loro senso di appartenenza al nucleo di residenza (Castagnola, Bummacaro, Moncada etc.);

  • stimolare relazioni spaziali prima tra il bambino e i luoghi e poi tra il bambino e i suoi compagni.

2° Fase: Lettura critica dei propri spazi di vita e di relazione

Attività: “Diario dei miei luoghi”

Obiettivi:

  • Stimolare nel bambino una lettura critica dei propri spazi di vita e di relazione a partire dai contesti che gli sono più familiari;

  • consentire al bambino di esprimere, liberamente, le sensazioni che gli suscita il proprio ambiente di vita, in termini di piacere, interesse o curiosità, ma anche di disagi e paure;

  • indagare quindi le relazioni più intime che legano il bambino al proprio territorio cercando di incoraggiare un processo di consapevolezza della propria percezione cognitiva e affettiva.

3° Fase: Lettura collettiva delle proprie sensazioni.

Attività: “Emozioni”

Obiettivi:

  • Permettere una maggiore presa di consapevolezza prima individuale e poi collettiva delle relazioni emotive tra i luoghi urbani ed il bambino attraverso una rappresentazione grafica che consenta un’immediata visualizzazione dei risultati emersi e dall’attività precedente e da quella in corso;

  • incoraggiare un processo che li sproni ad intessere relazioni continue con i luoghi;

  • stimolare il processo di auto-riconoscimento responsabile dell’attaccamento ai luoghi;

  • far si che il bambino possa confrontare e possibilmente riconoscere negli altri propri disagi e/o desideri, un potenziale comune “sentire”, in un processo volto alla costruzione di “senso collettivo”.

I tempi dell’esperienza, da considerarsi come esperimento pilota che speriamo venga successivamente approfondito, non permettono di portare i bambini alla formulazione di vere e proprie ipotesi progettuali. I lavori di analisi rappresentano tuttavia una importante occasione di sperimentazione, con una maggiore attenzione alla qualità del processo più che dell’esito (“il progetto”).

Al progetto hanno aderito quattro scuole di Librino (I.C. A.Musco, I.C. E.Pestalozzi, I.C. V.Brancati, I.C. Cardinale Dusmet), ciò non preclude la possibilità di ripetere la stessa esperienza nell’ambito delle restanti scuole.

Modalità di organizzazione

Si svolgeranno diverse attività per permettere modalità di interazione diverse per partecipanti grandi e piccoli:

Esposizione dei progetti del corso di tecnica urbanistica
saranno esposti gli elaborati progettuali, e verranno resi consultabili i materiali di indagine. I visitatori avranno la possibilità di commentare (anche criticamente) gli elaborati con gli stessi autori, e saranno altresì invitati ad esprimere le loro proposte di trasformazione (uso guidato di mappe oppure indicazioni verbali o scritte).

Esposizione degli elaborati del progetto “Librino con gli occhi autentici del fanciullino
Saranno esposti i materiali del progetto “Librino con gli occhi autentici del fanciullino”. Saranno altresì esposti, i materiali di documentazione del processo che costituisce il vero portato dell’esperienza che si è voluta proporre.

Attività per i piccoli partecipanti
Pensiamo che ai piccoli partecipanti, (è prevista l’affluenza sia dei bambini che hanno partecipato al progetto “Librino con gli occhi autentici del fanciullino” sia dei loro compagni di scuola) vadano dedicate particolari attività che ne facilitino l’interazione in funzione delle loro specifiche modalità di apprendimento. In ambiti spaziali opportunamente predisposti, verranno coinvolti gli studenti delle scuole in attività di gruppo che si ispirano alla “filosofia” dei giochi di ruolo.

Stand tematici dei soggetti attivi a Librino
Alcuni temi specifici e importanti saranno affrontati dalle associazioni che aderiscono in piccoli stand, con le modalità che ogni associazione riterrà più opportune.

  • http://www.ilcasalotto.blogspot.com Il Casalotto

    Fantastico! L’urbanistica partecipata a Catania è un sogno ad occhi aperti. L’accostamento con Obama è azzeccatissimo. peccato però che tra gli organizzatori non ci sia il Comune di Catania come ha fatto qualche anno fa quello di Bologna. Ma quello sarebbe troppo. Sarebbe un Martin Luther King!

  • Leandro Perrotta

    Io sono davvero felice di questo evento, come ho scritto (non è retorica) vedere dei ragazzi che con i problemi del quartiere non hanno nulla a che fare, non avendone responsabilità e non abitandoci, fare questo lavoro che definireri pazzesco è… E’ un esempio di vita, sul serio! Nel mio piccolo insieme alla redazione de La Periferica ho dato una mano, e spero che si aprirà un “circolo virtuoso” da questo. Vedere poi le “mappe” con i commenti dei bambini su cosa piace e cosa no è davvero un bel coronamento di tanto lavoro. Lavoro che continuerà il prossimo anno mi assicurano, questo è solo l’inizio. Ma quanta fatica :-)

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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