E stasera La7 indaga sul successo di Lombardo

Scritto da: il 21.04.08
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.

EXIT - headerStasera prima puntata della nuova stagione della trasmissione Exit, condotta da Ilaria D’amico.

Si preanuncia una puntata molto frizzante, saranno ospiti infatti l’onorevole Antonio Di Pietro, il senatore ed ex presidente della regione Totò Cuffaro, Sonia Alfano candidata alle regionali siciliane per gli Amici di “Beppe Grillo”, l’onorevole Enrico La Loggia.

Il tema principale sarà l’inchiesta intitolata “Il segreto dell’urna: la trionfale campagna elettorale di Raffele Lombardo in Sicilia, tra metodi democristiani e finalità leghiste”. L’inchiesta farà vedere delle immagini girate a Catania in alcuni quartieri periferici, come Librino.

Su la Repubblica è uscito un articolo dal titolo Quelle buste della spesa nei comitati Mpa prima del voto che descrive il servizio che si potrà vedere questa sera in tv.

Dal titolo della trasmissione, piuttosto polemico, e dagli ospiti, si intuisce che la discussione in studio sarà molto accesa e quindi da non perdere. Sono infatti rare le occasioni nella tv nazionale in cui Catania viene messa in primo piano, e comunque la si pensi, l’elezione di Lombardo promette di dare una grande visibilità alla città che ha tanti problemi ma anche molti pregi.

Vi invito a dire la vostra dopo aver visto la trasmissione.

  • Leandro Perrotta

    Mi auto-commento, ricopiando quanto ho scritto sul sito dell’MPA, nella sezione POST-IT

    Salve a tutti, ho letto che stasera la7 dedicherà una trasmission (sarà molto polemica, almeno a giudicare dal titolo) alla vittoria di Lombardo. Sarà ospite Salvatore Cuffaro e anche Sonia Alfano, ma soprattutto ci sarà un servizio che parla del sistema per accaparrarsi i voti con l’acquisto di spesa e altro (l’ho letto in un articolo di Repubblica). A me, più che fare gridare allo scandalo elettorale, (che sarà l’obiettivo della trasmissione) fa molto preoccupare il fatto che ci siano persone in stato tale di indigenza da non potersi permettere la spesa!

    Spero che Lombardo, forte del plebiscitario consenso datogli dai siciliani, risponda in maniera costruttiva all’inevitabile polemica che nascerà dopo questa trasmissione, sono stanco di veder fare dalla stampa le distinzioni fra “buoni e cattivi”, non spetta alla stampa giudicare i metodi, dovrebbe solo far evidenziare i problemi. Il problema della povertà e delle periferie abbandonate a se stesse e alle attività illecite della mafia, come una grande parte di Librino supermarket della droga

  • Mimmo Calabrò

    Sono molto curioso di vedere come tratteranno il tema, e soprattutto se parleranno dell’ipotesi di voto di scambio, ipotesi che integra la fattispecie del reato associativo mafioso.

  • Nunzio Informante

    E’ veramente pazzesco quello che le orecchie e gli occhi sono costretti a sentire e leggere. Oramai sembra che ci sia assuefazione verso comportamenti che altrimenti bisognerebbe definire “criminali”. Come si fa ad accettare che la ricerca del consenso debba e possa avvenire con i metodi messi in evidenza dal bellissimo lavoro giornalistico del servizio messo in onda da la 7. Quello che noi abbiamo visto è un comportamento perseguibile per legge. E’ reato ragazzi. Non si può fare. Se fossimo in vera democrazia le elezioni sarebbero da invalidare.Dimenticavo, noi siamo peggio di paesi sudamericani, dove tutto è possibile e passabile. Non pensate che dovrebbe intervenire la magistratura? Nessuno presenterà delle denunce alla procura della repubblica? E’ possibile che tutto ciò possa passare inosservato e tutti i colpevoli di tali comportamenti la passino liscia? Se così fosse, non credo ci possa essere speranza per tutti coloro che come me sono convinti che la politica debba essere al servizio della popolazione e non utilizzata per fini personali come adesso avviene. La presenza di uno come Cuffaro in senato credo si commenti da se.

  • Leandro Perrotta

    Ciao, grazie del commento. Si in effetti io ho scritto per “sfinimento” più che per assuefazione, abbiamo un giornale a Librino si chiama “La Periferica” http://www.laperiferica.it , e in pochi mesi di attività abbiamo avuto modo di capire un pò meglio il territorio, ed episodi del genere li abbiamo visti, solo che poi si finisce col capire la prospetiva del più debole, che non coincide e per motivi di stretta sopravvivenza quotidiana non può coincidere con quella della legalità a tutti i costi, in quanto si è vittima due volte: povero (economicamnte ma soprattutto di prospettive) per via della mancanza dello stato, e poi preso in giro da chi nelle istituzioni vuole entrare o c’è già da tempo. In questa prospettiva si prendono anche queste piccole cose, la spesa, come occasioni da non lasciarsi sfuggire, perchè è l’unico momento di interesse da parte della società.
    Mi fa davvero male sapere che si vende il proprio voto per necessità primarie, come i generi alimentari, anche perchè il territorio è una zona franca per lo spaccio della droga ed altre attività criminali, e la distribuzione della “spesa” per chi subisce ogni giorno la deriva, perenemene ignorata anche se arcinota a tutti, del quartiere dove vive, non può essere percepita come attività illecita, anzi, si mette il manifesto del “presidente” esposto e il tutto si percepisce come aiuto istituzionale, istituzioni di cui non c’è traccia solitamente, quindi (mi ripeto, ma è così) meglio approfittare della concessione.

    Ma l’articolo che ho citato lo spiega bene, “più patronati che salumerie” corrisponde alla realtà ed è indicativo delle situazione di abbandono.
    La mia considerazione voleva essere un critica a livello più alto, non sugli episodi ma sulla politica di gestione del territorio che ha portato a questa situazione di povertà estrema e mancanza di qualsiasi prospettiva per il futuro. Non è una rinuncia la mia, volevo stimolare all’assunzione di responsabilità il nuovo presidente della regione, votato non solo per via di questi metodi ma perchè gode del consenso di tutte le fasce di popolazione, anche di quelle che possono fare qualcosa di concreto non solo per denunciare gli episodi elettorali, ma per creare le condizioni affinchè non avvenga più.

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  • Li

    Queste situazioni nei patronati ci sono purtroppo da un sacco di anni… prima erano tutti in mano al sindacato (che raccoglieva poi consensi elettorali per i partiti a lui collegati); ora si sono fatti furbi anche gli altri partiti, che stanno attuando lo stesso sistema che fino a poco fa era in mano solo alla sinistra-sindacalista!
    Libera concorrenza nel mercato dei voti… peccato che in questo settore il mercato non dovrebbe esistere!
    Soluzione? Togliamo tutti i patronati (compresi quelli in mano ai sindacati) e passiamo le funzioni ad uffici pubblici!

  • Mushin

    @Li: concordo (come tutti credo) sul problema, ma dubito che passando le funzioni agli uffici pubblici, le cose nell’isola migliorerebbero.

    Anche io, come molti, credo fermamente che la soluzione del problema non possa prescindere dallo sviluppo DIFFUSO dell’isola, senza affrancamento dal bisogno, non si va da nessuna parte.

  • luci

    NO mi dispiace, non si vende il proprio voto per una borsa di spesa, ne per un posto di lavoro precario o altro. Questa non è indigenza è non dare valore al proprio voto è menefreghismo è la cultura del qualunquismo e dell’individualismo. farei la fame piuttosto che prendere anche soltanto un piatto di minestra da questi signori.
    i miei nonni hanno combattuto per permettermi di vivere in un paese democratico… dov’erano i nonni di questi signori? CHE SCHIFO non mi fanno pena nemmeno un po’

  • Mushin

    @luci: però mi sento di scommetere che non muori di fame. E non hai neppure lontanamente idea di cosa significhi vivere con la sensazione di essere abbandonato dallo stato, calcolato solo da gentaglia che però ti da’ quello che ti serve per sopravvivere e soprattutto far sopravvivere anche la tua famiglia, i tuoi figli.

    In quel caso, non solo gli dai il voto, ma lo fai anche con una certa soddisfazione e riconoscenza.
    Ogni stato si fonda su una massa che ne paga i costi, e che probabilmente non avrà mai modo di cambiarne gli equilibri (il mito della mobilità sociale non dipende dalla democraticità di una società ma dalla diffusione del benessere al suo interno). I tuoi nonni hanno combattutto perché potevano cambiare le cose. Questa gente percepisce a ragione che i loro sforzi sono inutili perché le istituzioni non esistono.
    Dove erano i poliziotti mentre i patronati esponevano i cartelli elettorali? La campagna elettorale è una cosa pubblica per natura, dove stavano le istituzioni?

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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