Divieto di ballo contro Cosa Nostra

Scritto da: il 07.09.08
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.

Riporto una notizia da Repubblica.it che riguarda il Teatro Bellini e l’iniziativa “Arte (contro Cosa) Nostra”.

Dance Attack antimafia cento ragazzi bloccati dalle famiglie

CATANIA – Cento giovani ballerini tra i 14 e i 18 anni sono stati bloccati dalle famiglie che hanno impedito loro di partecipare al Dance Attack antimafia promosso dal teatro Bellini di Catania, in programma nel pomeriggio in piazza Palestro. Durante gli ultimi preparativi, mentre lo staff del teatro distribuiva le t-shirt con il logo antimafia “Arte (contro Cosa) Nostra”, coniato per l’occasione dal Bellini, un centinaio di ballerini non si sono presentati all’appuntamento, pur avendo precedentemente garantito la loro adesione.

Per qualche ora la vicenda ha avuto i contorni di un giallo. Poi il chiarimento, come riferisce una nota del teatro. Alcuni di loro, in lacrime, hanno raccontato di aver ricevuto il divieto da parte dei genitori a partecipare alla manifestazione. A scatenare la reazione delle famiglie sarebbe stato proprio il logo antimafia che si legge sulle magliette che saranno indossate da tutti i partecipanti al Dance Attack.

“A poche ore dall’evento”, ha detto il sovrintendente del Teatro Massimo Bellini, Antonio Fiumefreddo, “abbiamo appreso che gli allievi di una scuola di danza di uno dei quartieri più a rischio della città hanno dovuto rinunciare a scendere in piazza su pressione dei genitori, che non avrebbero gradito il messaggio antimafia della manifestazione. Dedichiamo a questi cento ragazzi l’iniziativa di oggi pomeriggio. Rispetto ai tempi in cui in piazza non scendeva nessuno” ha aggiunto, “registriamo che oggi sono solo in cento a restare a casa, e per giunta costretti. E’ una svolta storica”.

Il teatro aveva lanciato nei giorni scorsi un appello alla mobilitazione pacifica, invitando per domenica pomeriggio i giovani della città a un Dance Attack per dire no a tutte le mafie. Un happening con mille giovani ballerini assieme in strada per invadere pacificamente le piazze di Catania, a cominciare da piazza Palestro, in un quartiere simbolo di disagio sociale, protagonista in passato di drammatiche vicende criminali. Con l’occasione il teatro ha voluto inaugurare un ciclo di eventi artistici con il marchio “Arte (contro cosa) nostra”, manifesto di impegno sociale e civile che “dal teatro arriva nella città, tra la gente, in nome della lotta all’illegalità”.

“Considero utili iniziative come questa” ha dichiarato il sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, “che nascono con il preciso intento di educare i giovani alla legalità e alla lotta alla mafia. Apprendere che la manifestazione di oggi non abbia trovato consenso dimostra quanto si debba ancora lavorare per diffondere la cultura della legalità”.

“Un atto molto grave che ci porta indietro nel tempo” è stato il commento del presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione. “La lotta a Cosa nostra – ha osservato Castiglione – è fondamentale per il futuro economico e sociale della Sicilia, e non si possono dare segnali di cedimento proprio in questo momento, visti i buoni risultati che si stanno ottenendo contro la criminalità organizzata”. Il presidente della Provincia ha quindi espresso “apprezzamento per l’iniziativa del Bellini” e ha auspicato che le “famiglie dei giovani interessati ci ripensino, mostrando il vero volto della nuova Catania”.

(7 settembre 2008)

  • http://luisasantangelo.splinder.com/ LaCapa

    Oddio, non la chiamerei proprio una “svolta storica”. A me sembra l’ennesimo scandalo che dovrebbe far riflettere sulla concezione della mafia a Catania, soprattutto in alcune zone.

    Sarebbe il caso di fare qualcosa di più, piuttosto che dedicare a questi ragazzi la giornata.

    Cento persone a cui è vietato recarsi ad una manifestazione, significano cento coppie di genitori che impongono loro questo divieto. In totale: trecento catanesi in meno a manifestare contro la mafia. Non sono pochi, eh!

  • Leandro Perrotta

    Infatti non sono per nulla daccordo con “l’analisi” di Fiumefreddo, l’episodio così come è stato presentato è di una gravità inaudita, e testimonia di un estrema vicinanza culturale al sistema mafioso, se non proprio di vicinanza “materiale”. Pensiamoci, sono tutti ragazzi che praticano danza. La paercentuale di popolazione che pratica danza penso che sia intorno all’1% a Catania, 3000 persone. Di questi quanti ragazzi possono esserci fra i 14 e i 18 anni? mettiamo ottimisticamente 1500 persone sui 3000. 100 persone su 1500 sono (spero di non sbagliare) quasi i 6,7% , e mi sembra un campione significativo della città… Un calcolo “stupido”, ma credo che il tasso di popolazine materialmente vicino al sistema mafioso sia più o meno questo, senza contare appunto la vicinanza “culturale”, saliremmo così a percentuali a due cifre…

    Ovviamente è un’analisi “alla buona”, i ragazzi potrebbero non essersi presentati per altri motivi più concreti che non la maglietta, ogni genitore è responsabile dei propri figli e sceglie per loro quella che ritiene la cosa giusta.

  • http://fortuna!! Caterina

    Io sono un genitore che ha partecipato a questa Manifestazione indossando la maglietta e sfilando per la via Vittorio Emanuele fino al teatro Massimo,orgogliosa di essere siciliana ,ma amareggiata di vivere ancora in questa società di persone che “non mafiose” Ma che si sono IGNORANTEMENTE impauriti .voglio ringraziare chi come me è rimasto!!

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