Dichiarazioni dei redditi 2005 – anche Catania su Emule

Scritto da: il 03.05.08
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.

garante privacySono passati solo tre giorni, ma la vicenda dei redditi 2005 online, con l’intasamento del sito dell’Agenzia delle entrate prima e l’intervento del Garante della privacy subito dopo, è tutt’altro che conclusa. Anzi, si sta configuarando come un caso molto complicato che terrà i riflettori su di se per molto tempo.

Sulla rete peer to peer di Emule, noto software per il file sharing, circolano già da giorno 30 i file di testo contenenti le dichiarazioni dei redditi di molte città italiane. E adesso sono arrivati anche i file riguardanti Catania, Acireale e alcuni altri piccoli comuni delle provincia.

Mezza giornata su Internet è bastata per annullare l’intervento del garante, e probabilmente fra poco tempo ci sarà su Emule l’archivio completo di tutta Italia. La vicenda dimostra, ancora una volta, da un lato che l’informazione su internet è davvero libera, ma dall’altro la vicenda pone serie questioni, come ad esempio la totale impreparazione (forse sarebbe meglio dire ignoranza) nella Pubblica Amministrazione riguardo l’Informatica e le potenzialità della Rete.

L’Agenzia delle Entrate ha fatto del suo peggio da questo punto di vista, prima mettendo online un sito assolutamente inadeguato a raccogliere l’incredibile mole di contatti, poi ignorando che dei semplici file di testo sono il mezzo più semplice per rendere le informazioni totalmente libere di circolare: basta accedervi una sola volta, e i dati li si ritrova nella cache del browser, per di più senza nessun riferimento all’Ente che ha prodotto le informazioni, non avendo i file di puro testo la possibilità di memorizzare ad esempio dei metadati. Per non parlare di password…

Come andrà a finire? Forse il Garante prenderà atto della situazione e farà riattivare il sito dell’Agenzia delle entrate, o forse, come i precedenti italiani fanno supporre, ci si lancerà in una lotta contro i mulini a vento alla disperata ricerca dei file nei computer degli italiani, e ne faranno le spese solo pochi malcapitati. Come sempre, non resta che aspettare l’evolversi della vicenda…

  • seby

    leandro, bell’articolo…

  • alessandra

    la gente onesta che paga le tasse e guadagna col sudore della propria fronte non dovrebbe avere paura che il suo reddito sia visibile su internet…

  • Leandro Perrotta

    Perfettamente daccordo con te Alessandra, ma proprio per questo l’Agenzia delle Entrate, così inflessibile verso i cittadini, dovrebbe andare con i piedi di piombo prima di renderne pubblici i dati. Purtroppo con questi si può fare pressochè di tutto, ne ho parlato con un mio amico che studia per diventare commercialista, e il numero di truffe possibili ai danni dei cittadini di cui si dispone di dati reddituali certi è quasi infinito. Un filtro che consentisse all’Agenzia di identificare il richiedente dei dati penso proprio che fosse necessario

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