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	<title>095 &#187; Sociale</title>
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	<description>Blog di Catania e Provincia Etnea</description>
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		<title>Festa di sant&#8217;Agata come sfogo per le bestie?</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 00:46:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://095.blogdo.net/files/2012/02/Immagine-1538.jpg"><img class="alignleft" src="http://095.blogdo.net/files/2012/02/Immagine-1538-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>«Sfido chiunque a dire chi sia più religioso tra chi prega meccanicamente in silenzio e chi invece, urlando la propria devozione, chiede la grazia di non tornare più a piazza Lanza». Sono le parole che mi ha riferito il commendatore <strong>Luigi Maina</strong> <a href="http://ctzen.it/2012/02/01/santagata-la-chiesa-fa-pulizia-il-comune-no-maina-%C2%ABnon-chiedo-fedine-penali-ai-devoti%C2%BB/">pochi giorni fa</a>. A me, che abito a <strong>Catania sud.</strong> Mi sonosuonate molto fastidiose. «Ma come &#8211; ho pensato &#8211; questo sta praticamente dicendo che la festa serve da sfogo per i &#8220;selvaggi&#8221; di <strong>San Cristoforo, Librino, Angeli Custodi, San Giorgio</strong> ecc. ?». <strong>Maina, in sostanza stava implicitamente ammettendo che sì, è vera la diceria:</strong> <strong>i &#8220;devoti&#8221; sono &#8220;delinquenti&#8221;</strong>. Aggiungendo, con quel riferimento alla grazia «ma dai, poverini, anche loro hanno diritto di sperare», nella lotteria dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1984_(romanzo)">prolet</a>. Non ho idea di quanto sia presuntuosa la mia deduzione, il mio leggere oltre le righe, però in questi giorni ci ho riflettuto. E  il cerimoniere di 81 anni che della festa della patrona sant&#8217;Agata è un po&#8217; il patron &#8211; tipo Salvetti col <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Festivalbar">Festivalbar</a> - dimostra di conoscerla davvero bene Catania.</p>
<p>Spiego anche perché. In questi giorni ho avuto modo di parlare di sant&#8217;Agata con tante persone, ho raccolto opinioni, ho fatto &#8220;indagini&#8221;. C&#8217;è una netta separazione tra chi vuole essere &#8220;per bene&#8221; e chi invece si aggrappa all&#8217;identità di quartiere, di catanese, per definirsi come individuo. I primi, manco a dirlo, sono contro sant&#8217;Agata, i secondi si attaccano alle tradizioni come se fosse l&#8217;unica ragione di vita. Ma probabilmente un po&#8217; lo è. «Io sant&#8217;Agata non so che giro fa» mi ha detto un&#8217;amica che sta in centro (passa sotto il suo balcone di casa). «Io sono devoto e mi seguo tutto il giro esterno» mi ha risposto un amico che invece sta a San Giorgio, estrema periferia.</p>
<p>«<strong>Sai, il portare una candelora a sant&#8217;Agata è un po&#8217; come essere un capo ultras in curva allo stadio</strong>» mi ha detto un&#8217;amica, molto devota, in questi giorni. Una frase che può sembrare banale ma che mi ha aperto un mondo di riflessioni. Catania è divisa, nettamente. A sud, come dice Maina e anche <a href="http://ctzen.it/2010/07/21/%C2%ABcaro-prof-la-parola-mafia-esiste%C2%BB/">gente ben più autorevole prima di lui</a>, c&#8217;è il degrado causato dall&#8217;emarginazione. Ma lo dicono anche i dati elettorali, con l&#8217;assenteismo alle stelle. Lo dice la dispersione scolastica, lo dice la presenza dei clan, lo spaccio, gli arresti. E non è un caso che un sacerdote come <strong>Salvatore Resca</strong>, che può permettersi con il puro uso della ragione di dire «<a href="http://ctzen.it/2012/02/02/santagata-tra-folklore-e-religiosita-padre-resca-%c2%abla-fede-e-un%e2%80%99altra-cosa%c2%bb/">la festa di sant&#8217;Agata è solo folklore, non ha niente a che vedere con la fede</a>» stia in una parrocchia a Borgo-Sanzio: è la parte di città più sana, più civile.</p>
<p>Però c&#8217;è un particolare da non sottovalutare. Salvatore Resca in quella parrocchia di santi Pietro e Paolo in via Siena ci è arrivato negli anni &#8217;60, da giovane, e negli anni insieme al parroco fondatore Giovanni Piro e poi all&#8217;attuale parroco Alfio Carciola ha costruito una comunità che non si scandalizza a queste parole, ma le apprezza perché anticonformiste, perché portano a una evoluzione del costume e del modo di pensare, prima che per la logica disarmante del ragionamento che le ha generate.</p>
<p>A Catania sud, questa fortuna, di avere dei preti giovani e incorruttibili, non l&#8217;abbiamo mai avuta, e oggi ci teniamo sant&#8217;Agata &#8220;festa per far sfogare il popolino&#8221;.</p>
<p>«Secondo me dovrebbero chiudere Librino con una muraglia e buttare dei leoni dentro per far sbranare tutti», mi disse un simpatico bambino tanti anni fa, quando seppe del mio luogo di residenza. Non aveva capito, cosa che forse Maina sì, che le bestie sono (io sono) le persone che in quella zona ci stanno. «Ma tuo padre, che fa l&#8217;ingegnere, i soldi come cazzo se li è fatti, se non costruendo palazzoni/ gabbie?» gli risponderei oggi, se lui non fosse impegnato in cose più costruttive (da costruttore) di sdilliriare su un blog.</p>
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		<title>&#8220;4 sì al referendum&#8221; &#8211; ecco l&#8217;invito di due giovani politici catanesi</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 16:09:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Andare a votare il 12 e 13 giugno? C&#8217;è chi dice NO. Io dico Sì, anche solo per poi scrivere NO sulla scheda &#8211; ma mettete 4 Sì che è meglio. L&#8217;invito a votare e mettere 4 Sì viene per fortuna anche da alcuni giovani politici catanesi: si tratta in questo caso di due consiglieri [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Andare a votare il 12 e 13 giugno? C&#8217;è chi dice NO. Io dico Sì, anche solo per poi scrivere NO sulla scheda &#8211; ma mettete 4 Sì che è meglio.</p>
<p>L&#8217;invito a votare e mettere 4 Sì viene per fortuna anche da alcuni giovani politici catanesi: si tratta in questo caso di due consiglieri della VI municipalità (Cibali S. Nullo Trappeto Nord) Agatino Lanzafame (Mpa) e Alessandro Fodale (PD).</p>
<p>Non è una cosa scontata, l&#8217;invito ad andare a votare, e già questo merita un po&#8217; di spazio. Ma mi è piaciuto questo comunicato firmato come se fosse una lettera, poco politichese ma molto sensato, che vi riporto di seguito. Purtroppo la formattazione non è perfetta (mi è stato inviato un docx ahi ahi) ma credo che sia ben leggibile comunque.</p>
<div style="padding-left: 30px"><em>Acqua pubblica, energia pulita, giustizia uguale per tutti: 4 SI a favore del bene comune</em>.<br />
“In vista del referendum del 12 e del 13 Giugno chiediamo a tutti i cittadini di partecipare con entusiasmo a questo grande momento di democrazia e di votare SI ai quattro quesiti al fine di salvaguardare tre beni fondamentali per il nostro paese: l’acqua, l’ambiente e la giustizia”<br />
Inizia cosi l’appello che i Consiglieri della VI Municipalità Agatino Lanzafame (MPA) e Alessandro Fodale (PD) hanno lanciato a tutta la cittadinanza, chiedendo ai cittadini di andare a votare SI al Referendum del 12-13 Giugno.<br />
“Attraverso questo referendum i cittadini, privati del diritto di scegliere dalla legge elettorale vigente che non prevede le preferenze, possono finalmente dire la loro ed intervenire da protagonisti nella vita politica del paese, per questo motivo chiediamo loro una partecipazione ampia e consapevole, ed allo stesso tempo chiediamo ai nostri partiti e alle associazioni che nel nostro territorio si spendono per il bene comune di sentirsi responsabili di una campagna di formazione e di informazione sui quesiti referendari.”<br />
“Chiediamo ai cittadini catanesi che si recheranno alle urne di votare quattro SI: due SI contro la privatizzazione dell’acqua, per affermare che l’acqua pubblica è un diritto di tutti, non un interesse di pochi  un SI contro il nucleare del nostro paese, per salvaguardare l’ambiente ed investire sulle energie pulite, un SI per abolire le norme sul legittimo impedimento, per ribadire che nel nostro paese la giustizia è uguale per tutti.”<br />
“In relazione ai due quesiti referendari relativi alla privatizzazione dell’acqua &#8211; afferma il Consigliere Lanzafame &#8211; pur riconoscendo l’essenziale contributo dell’iniziativa privata per la crescita del Paese, pensiamo che l’acqua sia un bene essenziale per la collettività e che pertanto sia necessario  tutelare l’assoluta fruibilità dell’acqua per ogni persona, specialmente per le più bisognose.Votando SI vogliamo quindi affermare come l’acqua pubblica sia un diritto di tutti.”<br />
“Per quanto riguarda il quesito relativo all’energia nucleare &#8211; continua Lanzafame &#8211; le tragiche vicende di attualità ci invitano a riflettere su come sia necessario promuovere uno sviluppo sostenibile, attraverso l’incremento della ricerca e degli investimenti sulle energie pulite. E’ assurdo che nel momento storico in cui diversi paesi europei, tra cui la Germania, chiudono progressivamente le centrali nucleari investendo sensibilmente sul fotovoltaico, l’Italia invece di guardare in avanti decida di investire sul nucleare. Solo attraverso il nostro SI possiamo impedire la costruzione delle centrali nucleari.”<br />
“Infine in relazione al quesito sul legittimo impedimento &#8211; conclude il Consigliere Fodale &#8211; riteniamo che chi governa il paese ha il diritto di difendersi nel processo e non “dal processo” attraverso norme che ostacolino la giustizia. Con il SI vogliamo ribadire che nel nostro paese la giustizia è uguale per tutti e che chi sta al governo deve fare leggi che servono al Paese e ai cittadini, non a se stesso.”</div>
<div style="padding-left: 30px">
<div>
<p>I Consiglieri della VI municipalità</p>
<p>Agatino Lanzafame (Mpa)</p>
<p>Alessandro Fodale (PD)</p>
</div>
</div>
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		<title>Ecco il &#8220;buono disagio&#8221;, trovata anticrisi dei servizi sociali di Catania&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 10:35:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://095.blogdo.net/files/2011/04/Immagine-1418.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2756" src="http://095.blogdo.net/files/2011/04/Immagine-1418-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a>«<em>Ecco signora, veda noi del Comune abbiamo deciso di migliorare il servizio: adesso suo figlio ha diritto al pranzo, solo 3 volte a settimana, e a 4 ore di lezione di danza, tre volte al mese</em>».</p>
<p>Non è una barzelletta, ma quanto potrebbe accadere all&#8217;assistenza comunale per i minori in stato di &#8220;disagio socio-economico&#8221;. Nella città con il più alto tasso di delinquenza minorile (primato assoluto che la tanto bistrattata Napoli non ci ha mai tolto negli ultimi 21 anni. <a href="http://www.giustiziaminorile.it/">Vedere dati </a>dei <a href="http://www.giustizia.catania.it/contenuti.aspx?p=M1049a04">CPA di Catania</a>). Fino ad oggi il Comune di Catania, secondo quanto previsto dalla <a href="http://www.irresicilia.it/irres/eda/fare%20Sicilia/Leggi%20regione%20sicilia/1986%20legge%2022.htm">legge regionale 22 del 1986</a> ha garantito, seppure a una esiguo numero di minori &#8211; circa 900 bambini fino a i 16 anni &#8211; l&#8217;assistenza a quasi totale &#8220;sgravio&#8221; delle famiglie. Famiglie spesso non &#8220;povere&#8221; soltanto, ma disgregate, o mai nate, formate anche da genitori non in grado di provvedere a se stessi figurarsi ai figli. Per molti minori, emarginati nelle scuole, gli Istituti assistenziali sono l&#8217;unico luogo dove sentirsi accettati e &#8220;a casa&#8221;.</p>
<p>Questo ha significato che il Comune, che non ha sue strutture autonome per garantire i servizi, obbligatori, ha pagato degli istituti socio-assistenziali a gestione privata per provvedere alle necessità dei ragazzi: trasporto, libri, i pasti della giornata, doposcuola e attività pomeridiane. La spesa per questo servizio, a <a href="http://reporterin7giorni.step1.it/piccoli-pusher-crescono-minori-mafia-speranza">quanto dichiarato dal vecchio assessore Belluardo</a>, è di 8 milioni di euro, cioé circa 30 euro al giorno a minore per l&#8217;intero anno (dal lunedì al sabato, tranne festivi).</p>
<p>Un settore fondamentale, per il quale il comune ha deciso di &#8220;tagliare&#8221; e &#8220;razionalizzare&#8221; con un sistema di &#8220;buoni del disagio&#8221;, sorta di tessere raccolta punti, che l&#8217;assessore Pennisi, professore universitario e chiamato a gestire una situazione &#8220;apocalittica&#8221; dell&#8217;assessorato &#8211; <a href="http://www.cittainsieme.it/sullo-scandalo-dei-servizi-sociali-a-catania">vedi lo scandalo della megatruffa sull&#8217;assistenza agli anziani</a> &#8211; ha presentato con un nome francesistico, &#8220;voucher&#8221;. Spese dimezzate, servizi decimati. Con conseguenze nefaste sia per i minori, che per gli istituti, che fino ad oggi hanno gestito il servizio con i fondi della già citata <a href="http://www.irresicilia.it/irres/eda/fare%20Sicilia/Leggi%20regione%20sicilia/1986%20legge%2022.htm">legge regionale 22 del 09/05/1986</a>. I voucher però andranno <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/97285l.htm">attivati con i fondi della legge 285</a>, per un totale di 2 milioni e 300mila euro, secondo quanto dichiarato a &#8220;La Sicilia&#8221; (vedi immagine). A parità di servizio quindi, potranno essere assistiti poco meno di un terzo dei minori. E non si capisce che fine facciano i fondi regionali garantiti, visto che ancora non siamo in regime di<a href="http://www.ilsole24ore.com/dossier/notizie/2010/federalismo-fiscale/index.shtml"> &#8220;federalismo fiscale&#8221;</a>, dalla legge 22 del 1986.</p>
<p>Gli Istituti socio assistenziali catanesi sono in fase di allarme per la situazione, e la sigla &#8220;<a href="http://www.uneba.org/">Uneba</a>&#8221; che raccoglie la maggioranza degli istituti catanesi (nove su sedici), ha lanciato pubblicamente &#8220;l&#8217;atto d&#8217;accusa&#8221; all&#8217;amministrazione comunale, soprattutto per quanto riguarda i livelli occupazionali da garantire (vedi <a href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=51980&amp;Edizione=14&amp;A=20110411">articolo della Gazzetta del Sud</a> che però fa molta confusione tra &#8220;disagio&#8221; e &#8220;disabilità&#8221;). Circa 300 dipendenti sparsi per 16 istituti.</p>
<p>L&#8217;amministrazione comunale dal canto suo garantisce che &#8220;gli Istituti non verranno chiusi&#8221;. Ma il comune, a parte un <a href="http://www.comune.catania.it/servizi/bandi-di-gara/Default.aspx?ufficio=0&amp;procedura=0&amp;Opera=0&amp;statefilter=4&amp;page=0&amp;detail=371&amp;ente=2">bando per la gestione di centro diurno</a>, non si è ancora mosso concretamente per il prossimo anno scolastico,  non avendo ancora nemmeno comunicato i termini per la presentazione delle domande di assistenza da parte dei genitori. Sì, perché l&#8217;assistenza viene fornita solo a chi presenta domanda, i servizi sociali non sono in grado di sondare il territorio alla ricerca della totalità delle situazioni di disagio. Ma questa, è un&#8217;altra storia, ancor più complicata&#8230;</p>
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		<title>Il sondaggio degli &#8220;Amici della Villa Bellini&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Nov 2010 13:35:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;VILLA Bellini a 2 mesi dalla riapertura: le opinioni dei cittadini&#8221;. È questo l&#8217;oggetto di una email giunta a molte caselle di posta atanesi in questi giorni, in cui gli attivissimi autori del blog http://villabellini.wordpress.com/ meglio noti (su Facebook) come &#8220;Amici della Villa Bellini&#8221; hanno lanciato l&#8217;iniziativa &#8220;Movimentare la Villa&#8221;. Tante micro-azioni previste nei prossimi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>&#8220;VILLA Bellini a 2 mesi dalla riapertura: le opinioni dei cittadini&#8221;. È questo l&#8217;oggetto di una email giunta a molte caselle di posta atanesi in questi giorni, in cui gli attivissimi autori del blog <a href="http://villabellini.wordpress.com/">http://villabellini.wordpress.com/ </a> meglio noti (su Facebook) come &#8220;<a href="http://it-it.facebook.com/pages/Amici-della-Villa-Bellini/110481889011664">Amici della Villa Bellini</a>&#8221; hanno lanciato l&#8217;iniziativa &#8220;Movimentare la Villa&#8221;. Tante micro-azioni previste nei prossimi mesi per parlare dei singoi aspetti controversi del &#8220;rinnovato&#8221; Giardino. Aspetti emersi da un interessantisimo sondaggio, curato da un gruppo di ricerca della Facoltà di Scoenze Politiche di Catania. I risultati di questo sondaggio li potete leggere di seguito.</p>
<p><span id="more-2637"></span></p>
<p><strong>ASPETTI QUANTITATIVI</strong></p>
<p><strong>Percezione sui lavori di restauro</strong></p>
<p>Su un campione di 535 intervistati, interrogati nel corso<br />
dei primi 2 mesi dalla riapertura della Villa Bellini, il<br />
54,9% reputa che dopo i lavori effettuati il Giardino sia<br />
migliorato, il 17,8% non ha riscontrato sostanziali<br />
differenze, mentre il 24% la ritiene peggiorata. Tuttavia,<br />
anche i &#8220;soddisfatti&#8221; non mancano di riscontrare<br />
lacune, che si sintetizzano principalmente nell&#8217;assenza<br />
di animali e spazi di gioco per i bambini.</p>
<p><a href="http://095.blogdo.net/files/2010/11/sondaggio_Villa_01.jpg"><img class="size-full wp-image-2638 alignleft" src="http://095.blogdo.net/files/2010/11/sondaggio_Villa_01.jpg" alt="" width="297" height="293" /></a><strong>E&#8217; meglio o peggio di come te la ricordavi? </strong></p>
<ul>
<li><strong>Meglio:  54,7</strong></li>
<li><strong> La stessa: 17,8</strong></li>
<li><strong>Peggio: 24,0</strong></li>
</ul>
<p><strong>&#8220;Dimenticanze&#8221; dei progettisti</strong></p>
<p>Alla domanda &#8220;cosa si potrebbe fare ancora per migliorarla?&#8221;, le risposte si sono principalmente<br />
concentrate sulla necessità di mantenere pulita la Villa e sulla garanzia di un ambiente sicuro e<br />
preservato da vandalismi, istanze che insieme rappresentano il 77% delle risposte fornite. Il 40%<br />
dei fruitori ritiene inoltre che vi siano dei lavori tuttora incompiuti, e che sia quindi indispensabile<br />
ultimarli per giungere ad un reale miglioramento. Ad esempio Luigi, cittadino catanase, auspica il<br />
completamento dei passamano, mentre altri suoi concittadini gradirebbero interventi sui sentieri<br />
incompleti dei vialetti e su qualche buca della pavimentazione. Sorprendentemente, solo il 36,9%<br />
di tutti gli intervistati ritiene una priorità la ricostruzione della Casina Cinese incendiata nel 2001.</p>
<p><strong><a href="http://095.blogdo.net/files/2010/11/sondaggio_Villa_02.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2639" src="http://095.blogdo.net/files/2010/11/sondaggio_Villa_02.jpg" alt="" width="560" height="221" /></a>Cosa si potrebbe fare ancora per migliorarla?<br />
</strong></p>
<ul>
<li><strong> Mantenerla pulita 58,1</strong></li>
<li><strong> Far sì che diventi un luogo più sicuro 57,1</strong></li>
<li><strong> Finire i lavori incompiuti 40,6</strong></li>
<li><strong> Ricostruire la &#8220;Casina Cinese&#8221; 36,9</strong></li>
</ul>
<p><strong>Proiezioni della cittadinanza</strong></p>
<p>La compilazione dei questionari ha fatto emergere proiezioni eterogenee dello spazio Villa da parte<br />
dei cittadini. Quasi il 60% dei rispondenti lamenta la mancanza di giochi e spazi per bambini,<br />
posizione condivisa tanto da chi rimpiange le attrattive di un tempo per i più piccoli nello spazio<br />
centrale ora ridotto a &#8220;un campo di fango&#8221; quanto da chi denuncia la pericolosità dei giochi attuali.<br />
Sulla stessa percentuale si attesta la volontà di attività serali culturali e non, come mostre, concerti,<br />
karaoke e finanche discoteche, anche se non manca chi teme che un&#8217;apertura notturna possa<br />
incentivare atti vandalici. Numerosi sono anche i richiedenti l&#8217;attivazione di nuovi servizi quali<br />
bibliotehe, ludoteche e caffè (47,2%) e la costruzione di nuove infrastrutture come teatri e cinema<br />
(44,8%).</p>
<p><strong><a href="http://095.blogdo.net/files/2010/11/sondaggio_Villa_03.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2640" src="http://095.blogdo.net/files/2010/11/sondaggio_Villa_03.jpg" alt="" width="529" height="212" /></a>Cosa servirebbe alla Villa?</strong></p>
<ul>
<li><strong>Aprirla anche la sera 57,5</strong></li>
<li><strong> Aggiungere più giochi per i bambini 57,1</strong></li>
<li><strong> Attivare altri servizi per tutti 47,2</strong></li>
<li><strong> Costruire nuove infrastrutture 44,8</strong></li>
</ul>
<p></br></br></br></br></br></br></br></br></br></br></br></br><br />
<strong>ASPETTI QUALITATIVI</strong></p>
<p><strong>Lo stile tradito</strong></p>
<p>Durante la somministrazione dei questionari sono emerse diverse considerazioni critiche circa il<br />
nuovo stile della Villa, giudicato da alcuni &#8220;troppo moderno&#8221;. Diversi intervistati rimpiangono<br />
configurazioni architettoniche del passato, in particolare l&#8217;acciottolato bianco e nero dei vialetti, le<br />
fontanelle con l&#8217;acqua potabile, la presenza dell&#8217;orologio, le vecchie panchine e i vecchi lampioni di<br />
ghisa e la pavimetazione, giudicata inadatta per percorsi ciclistici. Questa la testimonianza di una<br />
mamma: «È rimasta chiusa troppo tempo per dare, alla fine, un risultato mediocre che non ha del<br />
tutto soddisfatto le esigenze di noi fruitori. Senza dubbio essa risulta ripulita e migliorata dal punto<br />
di vista dell&#8217;illuminazione, ma l&#8217;interpretazione moderna mi lascia perplessa. È inoltre triste<br />
osservare che non è stata realizzata alcuna area semplicemente per accogliere la sosta su un<br />
tappeto erboso, per stendersi come accade in tutti i giardini occidentali. Credo che tutto ciò sia<br />
dovuto alla metodologia di progetto messo in atto, che non concede margini di analisi e,<br />
successivamente, di proposta alle reali esigenze della collettività.»</p>
<p><strong>Tutelare la Villa e chi ne fruisce</strong></p>
<p>L&#8217;aver riottenuto la possibilità di accedere alla Villa dopo diversi anni di chiusura ha molto<br />
probabilmente indirizzato il contenuto dei commenti &#8220;a caldo&#8221; dei fruitori, molti dei quali<br />
auspicano un servizio di vigilanza continuativo così da prevenire eventuali atti vandalici. Non<br />
mancano a tal proposito posizioni più estreme, forse acuite dai vandalismi già riscontrati in questi<br />
primi due mesi dalla riapertura, come quella di Simone, che gradirebbe la presenza della guardia<br />
forestale a vigilare l&#8217;ordine, o come quella di chi indica come necessaria l&#8217;installazione di circuiti di<br />
videosorveglianza. Piuttosto esplicativa la testimonianza di un anonimo intervistato: «Non deve<br />
essere aperta se non custodita perché non è cosa per i catanesi!»<br />
Altrettanto corposo il fronte di chi mette l&#8217;accento su una adeguata sicurezza delle persone che<br />
fruiscono la Villa (il 57,1% di tutti gli intervistati), ottenibili secondo gli intervistati attraverso un<br />
miglior sistema di illuminazione e una costante sorveglianza.</p>
<p><strong>Un giardino&#8230;poco verde</strong></p>
<p>Tra gli elementi di delusione che spiccano maggiormente sono rilevanti i commenti sulla mancanza<br />
e noncuranza della vegetazione. Molti rimpiangono le aiuole artistiche, come quelle che<br />
riproducevano le note musicali sul viale che costeggia via Sant’Euplio, mentre alcuni denunciano<br />
l’estirpazione di piante monumentali, tipo la “monetina di papa”. Risulta inoltre insufficiente la<br />
varietà floreale e la manutenzione botanica.<br />
Diversi commentatori auspicherebbero la creazione di un ampio prato verde, presente nella<br />
maggior parte dei parchi urbani europei, così come l’inserimento di pannelli esplicativi sulle specie<br />
vegetali presenti. Quest’ultima carenza riguarda più in generale la segnaletica dell’intero parco.<br />
Per quanto riguarda la fauna, la sua sostituzione con delle riproduzioni in ferro ha suscitato<br />
reazioni di scontento tra i fruitori, che preferirebbero il ritorno di animali in “&#8230;carne ed ossa”,<br />
soprattutto i cigni e le papere della fontana centrale.</p>
<p><strong>La Villa per tutte le età</strong></p>
<p>La maggior parte degli intervistati lamenta la mancanza della “Bambinopoli”, cioè di un’area<br />
interamente dedicata all’intrattenimento dei più piccoli. Gli intervistati propongono di organizzare<br />
attività ludiche, animazione per i bambini e di inserire più giochi rendendoli sicuri, poiché quelli<br />
presenti sono ritenuti instabili. In particolare suggeriscono di ricollocare la storica giostra e il<br />
trenino che nel passato hanno caratterizzato lo spazio centrale della Villa e che oggi appare come<br />
una distesa di fango ritenuta peraltro pericolosa e che potrebbe essere trasformata, secondo alcuni<br />
cittadini, in un campo da calcio gratuito (effettivamente durante la nostra ricerca siamo stati<br />
protagonisti di un piccolo “incidente”: un bambino di qualche anno che inciampa e ricoprendosi<br />
interamente di fango!). I desideri degli intervistati riguardano anche l&#8217;organizzazione di attività e<br />
manifestazioni per gli anziani, i quali lamentano la mancanza dei tavoli che in passato<br />
permettevano loro di giocare piacevolmente a carte per impegnare il tempo. Il prof. Francesco De<br />
Grazia, ad esempio, ci ha confidato la sua abitudine di acquistare la granita da Scardaci e<br />
consumarla proprio nei tavoli della Villa, «&#8230;abitudine peraltro molto piacevole.»</p>
<p><strong>OPINIONI SULLA VILLA BELLINI<br />
IL SONDAGGIO IN SINTESI</strong></p>
<p>A cura della Cattedra di Antropologia Culturale della Facoltà di Scienze Politiche di Catania</p>
<p>Coordinatrice della ricerca: Mara BENADUSI, Il Team di ricerca è  composto da: Danilo GIGLITTO, Giusi GUARRERA, Enza PRUITI, Luisa  SANNELLA</p>
<p><strong>Novembre 2010</strong></p>
<p><strong>Opinioni sulla Villa Bellini– Sondaggio realizzato all’interno dell’iniziativa MOVIMENTARE LA VILLA<br />
<a href="http://villabellini.wordpress.com/">http://villabellini.wordpress.com/ </a></strong></p>
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		<item>
		<title>Istituti di partecipazione popolare: finalmente attivi, dopo 15 anni</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 08:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://095.blogdo.net/files/2010/10/Immagine-1260.jpg"><img class="size-medium wp-image-2627 alignleft" src="http://095.blogdo.net/files/2010/10/Immagine-1260-300x175.jpg" alt="" width="300" height="175" /></a>Il Consiglio comunale di Catania ha approvato ieri sera all&#8217;unanimità il  regolamento attuativo sugli istituti di partecipazione popolare redatto  da un gruppo di cittadini. In aula si fa notare che l&#8217;amministrazone è  assente: Stancanelli, dopo aver portato avanti gli &#8220;Stati Generali&#8221; si  sarà dimenticato della &#8220;partecipazione&#8221; dei cittadini? In attesa che l&#8217;amministrazione comunale trovi lo spazio in bilancio per garantire questi nuovi diritti ai catanesi, riporto la nota del comitato &#8220;<a href="http://www.noidecidiamo.tk">Noi decidiamo</a>&#8220;, che ha scritto il regolamento approvati ieri, riguardo questa importantissima vittoria.</p>
<p><strong>«DOPO 15 ANNI, FINALMENTE I CATANESI POTRANNO ESERCITARE PIENAMENTE I LORO DIRITTI DI CITTADINI»</strong></p>
<p>Con grande orgoglio il Comitato Noi Decidiamo è felice di annunciare a  tutti i cittadini catanesi che dopo quindici anni di attesa il <a href="http://www.cittainsieme.it/?file_id=53" target="_blank">regolamento attuativo degli istituti di partecipazione diretta dei cittadini</a> previsti dallo Statuto è stato finalmente approvato dal Consiglio comunale.<br />
<strong>Con voto unanime</strong>, l’Assise cittadina ha ieri sera  espresso voto favorevole alla nostra proposta di regolamento presentata  un anno e mezzo fa sotto forma di petizione e recepita poi da alcuni  consiglieri comunali.</p>
<p>Nel 2007 un gruppo di cittadini si erano riuniti nel Comitato “Noi  Decidiamo” con l’obiettivo di ottenere l’attuazione dei loro diritti  (diritto di petizione, di istanza, di udienza, di consultazione  popolare, di referendum consultivo/propositivo/abrogativo) e dopo più di  tre anni di duro lavoro finalmente il risultato è stato raggiunto.</p>
<p>Con viva commozione i membri del Comitato consegnano virtualmente  questo regolamento attuativo ai loro concittadini, affinché possano  usufruirne per fare pesare la loro opinione nella risoluzione dei  problemi della città, per vivere attivamente le scelte che li  riguardano, per realizzare finalmente un serio ed attivo contributo alla  crescita civica di Catania.</p>
<p><strong>La vera sfida inizia proprio adesso.</strong></p>
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		<title>095 &#8220;blog impegnato&#8221; su PRISMA</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Oct 2010 09:14:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Catania]]></category>
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		<category><![CDATA[l'altra Catania]]></category>
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		<description><![CDATA[PRISMA è il mitico magazine del Boggio Lera. Esiste dal 1988, e sulle sue pagine, una cinquantina, gli studenti parlano un po&#8217; di tutto. L&#8217;ultimo numero che mi è capitato tra le mani è quello di dicembre 2009, e parla di &#8220;l&#8217;Altra Catania&#8221;. C&#8217;è quindi il caso dello sgombero dell&#8217;Experia, la protesta dei precari della [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><strong>PRISMA</strong> è il mitico magazine del <a href="http://www.liceoboggiolera.it/">Boggio Lera</a>. Esiste dal 1988, e sulle sue pagine, una cinquantina, gli studenti parlano un po&#8217; di tutto. L&#8217;ultimo numero che mi è capitato tra le mani è quello di dicembre 2009, e parla di &#8220;l&#8217;Altra Catania&#8221;. C&#8217;è quindi il caso dello sgombero dell&#8217;Experia, la protesta dei precari della scuola, un&#8217;intervista a Mariagrazia Sapienza fondatrice di<a href="http://www.argo.catania.it/"> Argo</a> &#8211; e stimata insegnante proprio nel Liceo Boggio Lera.</p>
<p>Nelle ultime pagine c&#8217;è una sezione che si chiama &#8220;consigli ai naviganti&#8221; curata dal giovanissimo <a href="http://vigliag.wordpress.com/">Gabriale Viglianisi</a>. Anche questa è all&#8217;insegna della scoperta &#8220;dell&#8217;altra Catania&#8221;, e cita numerosi siti e blog. Tra questi 095, con questa mini recensione:</p>
<p><em>«è un sito web che si propone come guida di Catania, per scoprire tutto quel che di bello c&#8217;è all&#8217;interno. Ad una prima occhiata si presenta come molto imepegnato, pieno di lettere aperte ed articoli sulla situazione catanese»</em>.</p>
<p>Oltre a 095 vengono inclusi nell&#8217;elenco il <a href="http://catania.blogsicilia.it/">blog di Catania </a>della &#8220;catena&#8221; Blogsicilia, il sito di <a href="http://www.cittainsieme.it/">CittàInsieme</a>, quello<a href="http://www.addiopizzocatania.org/"> di Addiopizzo Catania</a>, <a href="http://40xcatania.ning.com/">40xCatania </a> e <a href="http://www.librino.it/">Librino.it</a>.</p>
<p>Che dire? Sono contento della mini recensione, e ringrazio Gabriele per l&#8217;attenzione. Tuttavia, ne approfitto per un paio di precisazioni, che possono aiutare le centinaia (migliaia) di lettori di <a href="http://www.lasiciliaweb.it/index.php?id=41275">Prisma</a>.</p>
<p><span id="more-2619"></span></p>
<p>Partiamo da Librino.it, che Gabriele segnala come &#8220;non aggiornato&#8221;. In realtà l&#8217;autore di Librino.it, Massimiliano Nicosia, ha fondato a ottobre 2008 un mensile che si chiama <a href="http://www.laperiferica.it/">La Periferica</a>, che oltre a raccoglierne l&#8217;eredità ha portato le notizie sul quartiere a un livello di maggiore professionalità. Insomma, quando in tv si parla dei problemi di Librino con &#8220;cognizione di causa&#8221; rispetto a quanto fatto per anni, lo si deve soprattutto a questo piccolo esperimento di giornale di quartiere: i gironalisti dei giornali più importanti lo usano come base di partenza per avere informazioni fondamentali senza perdere giorni in ricerche. Una sorta di ufficio stampa del quartiere, da questo punto di vista. Non è poco.</p>
<p>Per quanto riguarda CittàInsieme, Gabriele riporta la screenshot del vecchio sito. Per fortuna abbiamo aggiornato (sono socio di CittàInsieme) il sito, che adesso è su piattaforma WordPress, ha un feed rss, la possibilità di commentare&#8230; 095 non riporta infatti più le lettere e le notizie di CittàInsieme in modo regolare, proprio perché il nuovo sito permette una diffusione maggiore delle notizie.</p>
<p>Un&#8217;ultima nota finale riguarda un&#8217;altro dei redattori di Prisma, Stefano Musumeci: è un giovane programmatore, un vero &#8220;piccolo genio&#8221; dell&#8217;informatica. L&#8217;ho <a href="http://www.step1.it/index.php?id=6411-super-musumeci-bros">intervistato per Step1</a> qualche mese fa e ho parlato, brevemente, del videogioco Bacteriovirus per il quale ha vinto un prestigioso premio in <a href="http://095.blogdo.net/giovani-virgulti-dellinformatica/">questo pos</a>t</p>
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		<title>PROIEZIONE FILM INCHIESTA “L&#8217;ISOLA DELLE MEZZE VERITÀ”</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 17:56:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una notizia che non c&#8217;entra direttamente con Catania, se non fosse che gli autori dell&#8217;inchiesta video &#8220;L&#8217;Isola della mezze verità&#8220;, che parla del dramma di Scaletta Zanclea vicino Messina, sono i catanesi di Gemini Movies. Domenica 04 luglio alle ore 18.00,presso l&#8217;aula consiliare del Comune di Scaletta Zanclea la proiezione del documentario. Siete tutti invitati [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Una notizia che non c&#8217;entra direttamente con Catania, se non fosse che gli autori dell&#8217;inchiesta video &#8220;<strong><a href="http://www.geminimovie.com/2010/03/ultimata-la-post-produzione-del-film-inchiesta-lisola-delle-mezze-verita/">L&#8217;Isola della mezze verità</a></strong>&#8220;, che parla del dramma di Scaletta Zanclea vicino Messina, sono i catanesi di <a href="http://www.geminimovie.com/index.php">Gemini Movies</a>.</p>
<p><strong>Domenica 04 luglio alle ore 18.00,presso l&#8217;aula consiliare del Comune di Scaletta Zanclea la proiezione del documentario.</strong> Siete tutti invitati a partecipare.</p>
<div id="_mcePaste" style="padding-left: 30px">Trentasette morti e più di mille sfollati: questi i dati del funesto evento che, il primo ottobre 2009, si</div>
<div id="_mcePaste" style="padding-left: 30px">è abbattuto sulla popolazione di Scaletta Zanclea, Giampilieri, Altolìa, Molino e Itala.</div>
<div id="_mcePaste" style="padding-left: 30px">A nove mesi di distanza, la Gemini Movie Production vi invita all&#8217;anteprima de</div>
<div id="_mcePaste" style="padding-left: 30px">“L&#8217;isola delle mezze verità”</div>
<div id="_mcePaste" style="padding-left: 30px">un film inchiesta, a cura di Giacomo Grasso e Natya Migliori, che cerca di entrare nella catastrofe,</div>
<div id="_mcePaste" style="padding-left: 30px">ricostruendone cause concrete, responsabilità false e reali, verità taciute e mezze verità,</div>
<div id="_mcePaste" style="padding-left: 30px">attraverso la voce delle autorità politiche locali e regionali, degli sfollati, dei parenti delle vittime.</div>
<div id="_mcePaste" style="padding-left: 30px">Domenica 04 luglio alle ore 18.00,</div>
<div id="_mcePaste" style="padding-left: 30px">presso l&#8217;aula consiliare del Comune di Scaletta Zanclea.</div>
<div id="_mcePaste" style="padding-left: 30px">Siete tutti invitati a partecipare.</div>
<p style="padding-left: 30px">Trentasette morti e più di mille sfollati: questi i dati del funesto evento che, il primo ottobre 2009, siè abbattuto sulla popolazione di Scaletta Zanclea, Giampilieri, Altolìa, Molino e Itala.A nove mesi di distanza, la Gemini Movie Production vi invita all&#8217;anteprima de“L&#8217;isola delle mezze verità”un film inchiesta, a cura di Giacomo Grasso e Natya Migliori, che cerca di entrare nella catastrofe,ricostruendone cause concrete, responsabilità false e reali, verità taciute e mezze verità,attraverso la voce delle autorità politiche locali e regionali, degli sfollati, dei parenti delle vittime.</p>
<p style="padding-left: 30px">
<div class="shr-publisher-2564"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il Centro Talità Kum centra volontari a Librino.</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 14:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torno con una segnalazione utile per chi ha voglia di confrontarsi con una realtà socialmente attiva in una delle zona più problematiche di Catania e, contemporaneamente, cerca un lavoretto estivo: il Centro per minori Talità Kum selezione giovani per un ANNO DI VOLONTARIATO SOCIALE. Come da titolo li &#8220;centra&#8221; a Librino, perché una esperienza al [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://095.blogdo.net/files/2010/06/Immagine-1182.jpg"><img class="size-full wp-image-2537 alignleft" title="TALITA KUM" src="http://095.blogdo.net/files/2010/06/Immagine-1182.jpg" alt="" width="242" height="170" /></a>Torno con una segnalazione utile per chi ha voglia di confrontarsi con una realtà socialmente attiva in una delle zona più problematiche di Catania e, contemporaneamente, cerca un lavoretto estivo: il <a href="http://www.talitakumcatania.it/">Centro per minori Talità Kum</a> selezione giovani per un ANNO DI VOLONTARIATO SOCIALE. Come da titolo li &#8220;centra&#8221; a Librino, perché una esperienza al Talità Kum cambia la prospettiva sulla città di Catania. E, forse, della propria vita.</p>
<p>cos&#8217;è?<br />
Si offre ai ragazzi la possibilità di svolgere circa 90 ore mensili di volontariato e formazione,<br />
una esperienza di donazione e servizio gratuito  con un rimborso spese mensile di 300 euro.</p>
<p>per chi?<br />
ragazzi/e dai 18 ai 30 anni<br />
Può partecipare chiunque, anche chi ha già svolto una esperienza di servizio civile o voglia farlo in futuro.<br />
Requisito indispensabile:  il desiderio di vivere una esperienza comunitaria di servizio con i più piccoli.</p>
<p>quando?<br />
dal mese di luglio 2010 (riposo nel mese di agosto)</p>
<p>dove?<br />
presso il centro per minori Talità Kum e con  StraLudobus<br />
viale Moncada,2 Catania</p>
<p>Per chi frequenta l&#8217;università o corsi regionali, le ore di servizio possono essere cumulabili con quelle di tirocinio.<br />
A conclusione dell&#8217;Anno di volontariato verrà rilasciato un attestato dalla Caritas Diocesana di Catania.</p>
<p>Se sei interessato contattaci per un colloquio di orientamento e selezione.<br />
Centro &#8220;Talità Kum&#8221;<br />
viale Moncada, 2 Catania<br />
tel 3387346580 fax 095 571473</p>
<p>http://www.talitakumcatania.it</p>
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		<title>Issaka Troore, morto per ulcera, non per maldipancia</title>
		<link>http://095.blogdo.net/issaka-troore-morto-per-ulcera-non-per-maldipancia/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 11:39:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[caritas]]></category>
		<category><![CDATA[Issaka Troore]]></category>
		<category><![CDATA[malasanità]]></category>
		<category><![CDATA[maldipancia]]></category>
		<category><![CDATA[opsedale]]></category>
		<category><![CDATA[telestrada]]></category>
		<category><![CDATA[ulcera]]></category>

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		<description><![CDATA[Issaka Troore era ragazzo ivoriano di 26 anni ed è morto all&#8217;Ospedale Vittorio Emanuele di Catania. Dopo essere stato ricoverato per &#8220;forti dolori addominali&#8221; è deceduto, nello stesso ospedale, il giorno seguente per un&#8217;emorragia causata da un&#8217; ulcera duodenale, della quale i medici non si sono accorti se non quando ormai non c&#8217;era più niente [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.telestrada.it"><img class="size-medium wp-image-2476 alignleft" title="telestrada_lutto" src="http://095.blogdo.net/files/2010/02/telestrada_lutto-287x300.jpg" alt="" width="172" height="180" /></a>Issaka Troore era ragazzo ivoriano di 26 anni ed è morto all&#8217;Ospedale Vittorio Emanuele di Catania. Dopo essere stato ricoverato per &#8220;forti dolori addominali&#8221; è deceduto, nello stesso ospedale, il giorno seguente per un&#8217;emorragia causata da un&#8217; ulcera duodenale, della quale i medici non si sono accorti se non quando ormai non c&#8217;era più niente da fare.</p>
<p>Telestrada.it, che ha seguito la vicenda da vicino e ha cercato di fargli dare il giusto spazio sui giornali locali (cioè, su La Sicilia) senza ottenere se non qualche trafiletto, come segno di protesta ha deciso di cambuiare la propria homepage mettendone una &#8220;a lutto&#8221;, come si può vedere dalla foto.</p>
<p><a href="http://095.blogdo.net/issaka-troore-morto-per-ulcera-non-per-maldipancia/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p>
<div class="shr-publisher-2477"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Lettera aperta di Salvatore Resca ad Antonio Fiumefreddo</title>
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		<comments>http://095.blogdo.net/lettera-aperta-sudi-salvatore-resca-ad-antonio-fiumefreddo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 19:23:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[autoreferenzialità]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Qui su questo blog si parla spesso di Cittàinsieme. Anzi, diciamo che ormai su questo blog parla più Cittàinsieme che il sottoscritto, visto che 095 ha il privilegio di avere un account dedicato, gestito da Mirko Viola. Sarà che io ho poche cose da dire (o troppa pigrizia per scrivere le poche cose che ho [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="margin-left: 0pt;margin-right: 0pt;text-align: left">Qui su questo blog si parla spesso di <strong><a href="http://www.cittainsieme.it">Cittàinsieme</a></strong>.</p>
<p style="margin-left: 0pt;margin-right: 0pt;text-align: left">Anzi, diciamo che ormai su questo blog parla più Cittàinsieme che il sottoscritto, visto che <strong>095</strong> ha il privilegio di avere un <a href="http://095.blogdo.net/author/cittainsieme/">account dedicato</a>, gestito da Mirko Viola. Sarà che io ho poche cose da dire (o troppa pigrizia per scrivere le poche cose che ho in mente &#8211; sarà il &#8220;blocco del blogger&#8221;, una patologia sempre più diffusa), ma per fortuna Cittàinsieme e la sua &#8220;guida&#8221;, ovvero <strong>Salvatore Resca</strong>, ha sempre tante cose da dire, interessanti e puntuali.</p>
<p style="margin-left: 0pt;margin-right: 0pt;text-align: left">Di seguito, si parla di croci: se si è cristiani, scrive Padre Salvatore Resca, la si porta, non si appende alle pareti.</p>
<p style="margin-left: 0pt;margin-right: 0pt;text-align: right"><span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: medium">Lettera aperta al sovrintendente</span></span></p>
<p style="margin-left: 0pt;margin-right: 0pt;text-align: right"><span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: medium">Del Teatro Bellini.</span></span></p>
<p style="margin-left: 0pt;margin-right: 0pt;text-align: right"><span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: medium">Catania</span></span></p>
<p style="margin-left: 0pt;margin-right: 0pt"><span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: small"> </span></span></p>
<p style="margin-left: 0pt;margin-right: 0pt"><span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: small"> </span></span></p>
<p style="margin-left: 0pt;margin-right: 0pt;text-align: justify"><span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: medium"> </span></span><span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: medium">Caro Antonio,</span></span></p>
<p style="margin-left: 0pt;margin-right: 0pt;text-align: justify"><span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: small"> </span></span></p>
<p style="margin-left: 0pt;margin-right: 0pt;text-align: justify"><span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: medium"> </span></span><span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: medium">ti prego, togli la croce dalla facciata del Teatro Bellini!</span></span></p>
<p style="margin-left: 0pt;margin-right: 0pt;text-align: justify"><span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: medium"> </span></span><span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: medium">Non so cosa ne pensano preti e vescovi della tua iniziativa, come dell&#8217;altra di consacrare il teatro alla Madonna, ma, conoscendo l&#8217;humour clericale, credo che, sotto i baffi, si stiano facendo una bella risata; e anche Cristo, dall&#8217;alto dei cieli, vedendosi appeso fra Violetta e Norma stia sussurrando. &#8220;Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno&#8221;.</span></span></p>
<p style="margin-left: 0pt;margin-right: 0pt;text-align: justify"><span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: medium"> </span></span><span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: medium">La croce, caro Antonio, non si appende alle pareti; i cristiani sanno che si carica sulle proprie spalle per incamminarsi con essa dietro Gesù Cristo. Il Vangelo è una cosa seria. Un luogo come un teatro, a prescindere da ciò che accade all&#8217;interno delle sue mura non è il più adatto per metterne in evidenza le esigenze.</span></span></p>
<p style="margin-left: 0pt;margin-right: 0pt;text-align: justify"><span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: medium"> </span></span><span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: medium">Il Crocifisso è il simbolo della fede. Non è un simbolo culturale o un collante di identità etniche e nazionali. Ridurlo a questo vuol dire depauperarlo, svuotarlo, impoverirlo di significato;</span></span> <span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: medium">ed è quello che è esattamente avvenuto: abbiamo aule scolastiche e </span></span><span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: medium">aule di </span></span><span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: medium">tribunali piene di crocifissi appesi al muro e vuote di cristiani, veri ed autentici&#8230;</span></span></p>
<p style="margin-left: 0pt;margin-right: 0pt;text-align: justify"><span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: medium"> </span></span><span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: medium">Per favore, togli Cristo dai muri del teatro! Credimi! Non è a suo agio!</span></span></p>
<p style="margin-left: 0pt;margin-right: 0pt;text-align: justify"><span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: small"> </span></span></p>
<p style="margin-left: 0pt;margin-right: 0pt;text-align: justify"><span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: medium"> </span></span><span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: medium">Con cordialità!</span></span></p>
<p style="margin-left: 0pt;margin-right: 0pt"><span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: small"> </span></span></p>
<p style="margin-left: 0pt;margin-right: 0pt;text-align: right"><span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: medium">Salvatore Resca</span></span></p>
<p style="margin-left: 0pt;margin-right: 0pt;text-align: right"><span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: medium">vice parroco dei Santi Pietro e Paolo</span></span></p>
<p style="margin-left: 0pt;margin-right: 0pt;text-align: right"><span style="font-family: 'Bookman Old Style'"><span style="font-size: medium">Via Siena, 1 Catania</span></span></p>
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