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	<title>095 &#187; Sicilia</title>
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	<description>Blog di Catania e Provincia Etnea</description>
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		<title>Luci, tramonti a sud-est</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 21:16:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La ragusana, la statale 194. Da un paio d&#8217;anni è la strada extraurbana che percorro più spesso, e con alterna efficienza mi porta fuori dalla città caotica verso zone della Sicilia più a misura d&#8217;uomo. E accadde così, per caso, che un giorno mentre tra camion incolonnati e folli kamikaze dal piede pesante cercavo di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>La ragusana, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strada_statale_194_Ragusana">statale 194</a>. Da un paio d&#8217;anni è la strada extraurbana che percorro più spesso, e con alterna efficienza mi porta fuori dalla città caotica verso zone della Sicilia più a misura d&#8217;uomo. E accadde così, per caso, che un giorno mentre tra camion incolonnati e folli kamikaze dal piede pesante cercavo di sopravvivere alla trasferta, mi sono fermato ad ammirare quello che mi stava attorno. Campi sconfinati, aranceti, paesini tranquilli: tutto alla fine del tratto &#8220;nuovo&#8221;, l&#8217;autostrada che al catanese diretto sugli iblei - si presuppone ben grato al clientelismo autonomista per quest&#8217;opera la cui utilità è oggettiva &#8211;  evita il passaggio tra l&#8217;olezzo della discarica e le prime folli curve.</p>
<p>Se la vista di solito è attirata inevitabilmente dall&#8217;ospedale di Lentini &#8211; «Ohhh, funziona?» -, dopo qualche chilometro s&#8217;è concentrata su quello che <em>avendolo dietro non noto</em>: l&#8217;Etna maestoso e innevato, la costa con la città immensa, e bellissima dopo una verde pianura sconfinata. Fermo su un lato della strada ho maledetto lo specchietto retrovisore e i kamikaze, perché andavo dal lato sbagliato per godermi lo spettacolo. Mi sarei rifatto al ritorno, al tramonto.</p>
<p>La visione dell&#8217;Etna sta in cima all&#8217;attenzione, guarda caso, e lo sguardo spazia da Adrano fino ai vari Aci, con il sole che piano piano va via lasciando spazio alle luci della città, e la cima del vulcano sempre bianca, per altri lunghi minuti. Bello immaginare le persone a casa, impegnate nelle loro attività, e tu che dall&#8217;alto le domini.<br />
In questa immensità si annegava il pensier mio quando il dolce naufragar mi ha condotto nelle pericolose acque della ragione. Migliaia di luci ovunque si volgesse lo sguardo, gardavo una distesa infinita e una potenziale ricerca infinita di luoghi già visti da vicino, cercando di associarne la forma a una carta geografica per interminabili minuti. Un pensiero, il solo possibile in quel momento, ha lasciato spazio al romanticismo scatenato da una visione che da sola ripaga la sofferenza quotidiana di essere siciliano: <em>ma quanti cazzo siamo</em>?</p>
<p>Maledicendo la modernità e pensando a quanto doveva essere bello un tramonto ai tempi dei Greci colonizzatori, ho smesso di guardare e sono tornato a casa, sbagliando bivio e prendendomi in pieno l&#8217;olezzo della discarica. Ma <em>quanta munnizza facciamo</em>?</p>
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		<title>Nominati i manager delle Aziende Sanitarie siciliane</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 07:55:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente nominati i manager delle Aziende Sanitarie della Regione Sicilia: come riportato su Insane Economy, la Giunta Lombardo ha dopo mesi di lotte politiche (la Sanità in Sicilia è un settore di proporzioni bibliche, quindi molto delicato politicamente economicamente ed anche elettoralmente) finalmente trovato l&#8217;accordo sui 17 nomi a capo della Sanità siciliana. Ecco di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Finalmente nominati i manager delle Aziende Sanitarie della Regione Sicilia: come riportato su<strong> </strong><a href="http://insaneconomy.blogdo.net/"><strong>Insane Economy</strong></a>, la Giunta Lombardo ha dopo mesi di lotte politiche (la Sanità in Sicilia è un settore di proporzioni bibliche, quindi molto delicato politicamente economicamente ed anche elettoralmente) finalmente trovato l&#8217;accordo sui 17 nomi a capo della Sanità siciliana. Ecco di seguito i nomi (<a href="http://www.ansa.it/salute/regionali/sicilia/20090819004234932124.html">fonte ANSA</a>, le aziende catanesi sono <span style="text-decoration: underline">sottolineate</span>):</p>
<ul style="font-weight: inherit;font-style: inherit;font-size: 14px;font-family: inherit;vertical-align: baseline;padding: 0px;margin: 0px;border: 0px initial initial">
<li><strong>Salvatore Olivieri </strong>alla Asp di Agrigento;</li>
<li><strong>Salvatore Paolo Cantaro </strong>all’Asp di Caltanissetta;</li>
<li><strong><span style="text-decoration: underline">Giuseppe Calaciura all’Asp di Catania;</span></strong></li>
<li><strong>Nicola Renato Baldari </strong>all’Asp di Enna;</li>
<li><strong>Salvatore Giuffrida</strong> all’Asp di Messina;</li>
<li><strong>Salvatore Cirignotta</strong> all’Asp di Palermo;</li>
<li><strong>Ettore Gilotta </strong>all’Asp di Ragusa;</li>
<li><strong>Franco Maniscalco</strong> all’Asp di Siracusa;</li>
<li><strong>Fabrizio De Nicola</strong> all’Asp di Trapani.</li>
</ul>
<p style="margin-top: 30px;margin-right: 0px;margin-bottom: 30px;margin-left: 0px;font-weight: inherit;font-style: inherit;font-size: 14px;font-family: inherit;vertical-align: baseline;text-align: justify;padding: 0px;border: 0px initial initial">Questi i manager a capo delle aziende ospedaliere e dei policlinici:</p>
<ul style="font-weight: inherit;font-style: inherit;font-size: 14px;font-family: inherit;vertical-align: baseline;padding: 0px;margin: 0px;border: 0px initial initial">
<li><strong><span style="text-decoration: underline">Francesco Poli all’Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania</span></strong>;</li>
<li><strong>Armando Caruso</strong> all’Azienda Ospedaliera Papardo di Messina;</li>
<li><strong>Salvatore Di Rosa</strong> all’azienda Cervello-Villa Sofia di Palermo;</li>
<li><strong><span style="text-decoration: underline">Angelo Pellicanò all’ARNAS Garibaldi di Catania;</span></strong></li>
<li><strong>Dario Allegra</strong> al Civico di Palermo;</li>
<li><strong><span style="text-decoration: underline">Ignazio Tozzo all’azienda Policlinico V.E. di Catania;</span></strong></li>
<li><strong>Giuseppe Pecoraro</strong> all’azienda Policlinico di Messina;</li>
<li><strong>Mario La Rocca</strong> all’azienda Policlinico di Palermo.</li>
</ul>
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		<title>Cittàinsieme sulla Commissione Antimafia dell&#8217;ARS</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 14:40:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Commissione Antimafia quantomeno &#8220;ambigua&#8221;: l&#8217;associazione di Società Civile Catanese Cittàinsieme, di cui si parla spesso in questo blog, fa una pesante critica su uno degli organismi teoricamente più importanti in Sicilia&#8230; Potete leggere le cristiche nel comunicato stampa e nella lettera che seguono. Come sempre sono graditi commenti, critiche, eventuali smentite. Un colpo alla mafia [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Commissione Antimafia quantomeno &#8220;ambigua&#8221;: l&#8217;associazione di Società Civile Catanese <strong>Cittàinsieme</strong>, di cui si parla spesso in questo blog, <strong>fa una pesante critica</strong> su uno degli organismi teoricamente più importanti in Sicilia&#8230; Potete leggere le cristiche nel comunicato stampa e nella lettera che seguono. Come sempre sono graditi commenti, critiche, eventuali smentite.</p>
<div style="padding-left: 30px"><strong>Un colpo alla mafia ed uno alla sedia: CittàInsieme contro politici pregiudicati<br />
Candidati in attesa di sentenza vengano allontanati dai ruoli chiave della politca<br />
</strong></p>
<p>I politici &#8220;attivi&#8221; a vario titolo implicati in vicende giudiziarie e tuttavia intenti a moralizzare il mondo della politica e dell&#8217;imprenditoria dai pericoli della criminalità organizzata, sono da anni sempre più numerosi &#8211; da Cirino Pomicino  e Alfredo Vito alla commissione parlamentare antimafia, alla presenza all&#8217;Ars di Salvino Caputo (Pdl), per non parlare dell&#8217;ex presidente della regione Cuffaro, di Orazio D&#8217;Antoni (Mpa), dell&#8217;ex sindaco di Catania Scapagnini etc. L&#8217;idea sembra mettere in pratica l&#8217;assioma ormai di moda nel mondo della politica secondo cui &#8221;i reati degli altri sono sempre i più gravi&#8221;.</p>
<p>Ma, ci si chiede, se anche nella politica dell&#8217;antimafia sono attivi personaggi implicati in vario modo in vicende giudiziarie, come potrà la commissione svolgere la propria attività di repressione del fenomeno?<br />
E&#8217; infatti certamente moralmente corretto sostenere che i membri di ogni commissione anticrimine, non solo antimafia, debbano essere essi stessi scevri anche dal più piccolo sospetto.<br />
Anche se non è possibile escludere gli imputati dall&#8217;assemblea elettiva per il fondamentale concetto di presunzione di innocenza, i partiti che li hanno candidati, dovrebbero perlomeno tenerli lontani dai gangli del potere in attesa di una sentenza assolutiva (e non prescrizionale) che dissipi ogni dubbio.</p></div>
<div style="padding-left: 30px"><span id="more-1452"></span></div>
<div style="padding-left: 30px">
<p class="western" style="margin-bottom: 0in" align="justify"><strong>Un colpo alla mafia ed uno alla sedia</strong></p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0in" align="justify">
<p class="western" style="margin-bottom: 0in" align="justify">Forse Piercamillo Davigo ha ragione quando dice che “in Italia delinquere conviene”…</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0in" align="justify">Il precedente che vede soggetti a vario titolo implicati in vicende giudiziarie intenti a moralizzare il mondo della politica e dell&#8217;imprenditoria dai pericoli della criminalità organizzata (ma pare non quella individuale) è recente e altrettanto tragicomico. Iniziò nel 2006 il centro-sinistra che, in probabile difficoltà nel coprire gli organici, affidò a pregiudicati del calibro di Cirino Pomicino (curriculum: una condanna definitiva a 1 anno e 8 mesi per finanziamento illecito, un patteggiamento a 2 mesi per corruzione) e Alfredo Vito (curriculum: condannato definitivamente a 2 anni per corruzione) l&#8217;importante scranno alla commissione parlamentare antimafia. L&#8217;idea, geniale nella sua originalità, costituì l&#8217;applicazione pratica dell&#8217;assioma assai in voga negli ultimi anni nel mondo della politica: “i reati degli altri sono sempre i più gravi”. Non sortendo l&#8217;esito sperato però i due sparirono dalla nuova commissione targata Pisanu, lasciando un vuoto incolmabile.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0in" align="justify">La pensata però sembra essere piaciuta all&#8217;Ars che dal 1991 ha visto nella commissione antimafia un vantaggioso moltiplicatore di “poltrone” che nell&#8217;isola si sa, non sono mai abbastanza. Nonostante l&#8217;eccellente lavoro svolto dall&#8217;ultima composizione presieduta da Calogero Speziale (Pd) che ha sollecitato l&#8217;autorevole legge regionale 15/2008 (<em>Misure di contrasto alla criminalità organizzata</em>), dell&#8217;onorevole compito di “<em>indagare sulle attività dell&#8217;amministrazione regionale e degli enti sottoposti al suo controllo, sulla destinazione dei finanziamenti erogati e sugli appalti” </em>nonché di assumere “<em>ogni altra iniziativa di indagine e proposta per il migliore esercizio delle potestà regionali in ordine al fenomeno mafioso in Sicilia” </em>sono state incaricate anche vecchie conoscenze dei tribunali isolani.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0in" align="justify">Stiamo parlando di Salvino Caputo (Pdl), imputato per falsa testimonianza a favore dell&#8217;ex presidente Cuffaro (condannato in 1° grado a 5 anni e 6 mesi ed all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per favoreggiamento personale semplice e rivelazione di segreto d’ufficio, e dunque capolista Udc al Senato per la Sicilia) e Orazio D&#8217;Antoni (Mpa), ex assessore del comune di Catania condannato in 1° grado per abuso d&#8217;ufficio a 2 anni e 2 mesi nello stesso processo che vedeva imputati l&#8217;ex sindaco Scapagnini (promosso anch&#8217;egli per meriti penali) più mezza giunta comunale. Tutti presunti innocenti fino a giudizio definitivo e anche fino al giudizio divino qualora quello umano dovesse concludersi con una condanna.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0in" align="justify">Ci si chiede a questo punto come potrà la commissione svolgere la propria attività di repressione del fenomeno senza provare nessun turbamento se nello scacchiere dell&#8217;antimafia a muovere le pedine troviamo abili pensatori che si distinguono dall&#8217;avversario solo per il titolo di reato imputato. Se è vero che la Costituzione formalizzando un&#8217;importante regola morale enuncia che tutti si presumono innocenti fino a giudizio definitivo, è altrettanto moralmente corretto sostenere che i membri di ogni commissione anticrimine, non solo antimafia, debbano essere essi stessi scevri anche dal più piccolo sospetto. Per due motivi: da un lato si evita di svilire agli occhi del singolo il lavoro dell&#8217;intera commissione, che potrebbe essere equivocato come il mascheramento di secondi fini o come azioni di puro marketing elettorale, dall&#8217;altro per venire incontro all&#8217;interesse del componente che nella sua veste di imputato finirebbe con il sottrarre tempo ed energie utili per dimostrare la sua innocenza in un giudizio che nel perdurare arreca seri danni all&#8217;immagine che rischiano di stabilizzarsi nel caso sopravvenga la prescrizione (che non equivale alla sentenza di assoluzione). Più un&#8217;ulteriore ragione dettata da esigenze di trasparenza, buon andamento e opportunità che verrebbero meno qualora dovesse intervenire una condanna definitiva, con il conseguente e solito terremoto politico che spinge i meno accorti sulle risibili posizioni di mai provati (nel processo) “teoremi giudiziari”. E allora, così come accade nelle democrazie liberali dell&#8217;Europa continentale e del nord America, dove ben chiaro è il concetto di presunzione di innocenza, i rappresentanti politici sotto inchiesta, se da un lato non è possibile escluderli dall&#8217;assemblea elettiva perché così han deciso gli elettori, seppur con il concorso esterno dei partiti che li hanno candidati, dall&#8217;altro lato, avendo a mente il delicatissimo ruolo che vanno a ricoprire, dovrebbero perlomeno essere tenuti lontani dai gangli del potere in attesa di una sentenza assolutiva (e non prescrizionale) che dissipi ogni dubbio.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0in;padding-left: 30px" align="right"><strong>CittàInsieme &#8211; CittàInsiemeGiovani</strong></p>
</div>
<div style="padding-left: 30px"></div>
<p style="padding-left: 30px"><em></em></p>
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		<title>Sempre sul Premio Internazionale di Giornalismo Maria Grazia Cutuli&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 23:48:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nahum Barnea (Stampa estera), Monica Maggioni (Stampa italiana), Vincenzo Marannano (Giornalista siciliano emergente) sono i vincitori del IV Premio internazionale di giornalismo Maria Grazia Cutuli, presentato questa mattina nella sala conferenze del Centro direzionale Nuovaluce della Provincia regionale di Catania, Ente che fa parte della Fondazione dedicata alla cronista catanese che, da quest’anno, organizza il [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://095.blogdo.net/files/2008/11/dsc_1112.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1303" src="http://095.blogdo.net/files/2008/11/dsc_1112-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a><strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nahum_Barnea">Nahum Barnea</a> (Stampa estera), <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Monica_Maggioni">Monica Maggioni </a>(Stampa italiana), <a href="http://www.ilove-sicilia.it/ils/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=3170:le-inchieste-di-vincenzo-marannano&amp;catid=92:zapping&amp;Itemid=160">Vincenzo Marannano</a> (Giornalista siciliano emergente)</strong> sono i vincitori del IV Premio internazionale di giornalismo <a href="http://095.blogdo.net/2008/11/18/premio-internazionale-maria-grazia-cutuli/"><strong>Maria Grazia Cutuli</strong></a>, presentato questa mattina nella sala conferenze del Centro direzionale Nuovaluce della Provincia regionale di Catania, Ente che fa parte della Fondazione dedicata alla cronista catanese che, da quest’anno, organizza il premio.<br />
<span id="more-1317"></span><br />
Il presidente della Provincia, on. Giuseppe Castiglione, ha sottolineato quanto sia doloroso, soprattutto per la madre Agata D’Amore, per i parenti e quanti hanno conosciuto e lavorato con Maria Grazia, ricordare la sua scomparsa. “Era una professionista esemplare, che univa all’impegno giornalistico, negli scenari più rischiosi, una forte sensibilità civile a favore delle popolazioni alle quali trasmetteva la sua generosa carica umana – ha sottolineato il presidente Castiglione -. La Provincia di Catania ha aderito con entusiasmo alla Fondazione e si ritiene orgogliosa di contribuire a tramandare il ricordo di Maria Grazia Cutuli”.</p>
<p>Il giornalista Francesco Faranda, vice presidente della Fondazione Cutuli onlus, il presidente è Mario Cutuli, fratello della giornalista scomparsa, ha sottolineato il valore dei premiati: da Nahum Barnea, israeliano, che nel 1996 ha perso uno dei suoi figli, allora ventenne, in un attentato terroristico compiuto da estremisti palestinesi, a Monica Maggioni, volto televisivo del telegiornale della Rai e inviata negli scenari di guerra in Medio Oriente e in Iraq nel 2003 dove era l’unica giornalista italiana embedded, cioè aggregata ai marine statunitensi durante la seconda Guerra del Golfo. Faranda ha poi ricordato i premi per le sezioni Tesi di laurea, di Dottorato, di Specilialistica e Triennale.</p>
<p>L’inviato del Corriere della Sera, Felice Cavallaro, componente della giuria, ha tracciato il profilo di Vincenzo Marannano, giornalista d’inchiesta, autore di numerosi reportage all’estero e di un libro, proprio da ieri in edicola, dal titolo “Firmato Lo Piccolo”, sui boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo. Cavallaro ha portato anche il saluto del presidente dell’Ordine dei giornalisti Franco Nicastro, mentre Giuseppe Petralia, vice segretario provinciale dell’Assostampa, rappresentava il segretario regionale Alberto Cicero e il segretario provinciale Pinella Leocata.</p>
<p>Enrico Pappalardo, sindaco di Santa Venerina, ha ricordato l’affetto e l’orgoglio che la cittadina dimostra per la giornalista che è stata sepolta nel piccolo cimitero locale, e l’attenzione dei mass media nazionali in occasione della giornata del 22 novembre quando, di mattina nella Facoltà di lettere dell’Università di Catania e nel pomeriggio, nella Casa del vendemmiatore di Santa Venerina, si svolgono i due importanti appuntamenti con le lezioni magistrali di Monica Maggioni e Nahum Barnea e la premiazione nel pomeriggio.</p>
<p>Ma il ricordo più toccante è quello di Agata D’Amore, la madre di Maria Grazia. “Le dicevo di stare attenta perché stava in mezzo a popoli selvaggi, ma lei mi rispondeva che erano solo persone che soffrivano perché avevano cattivi governi e si meravigliava che quando distribuiva i biscotti ai bambini, ovunque si trovasse, i biscotti non bastavano mai perché erano tantissimi i piccoli affamati che la circondavano” e ancora, ha aggiunto la professoressa D’Amore “Ogni anno mi sembra che Maria Grazie venga dimenticata e, invece, proprio nell’anniversario della sua morte la città di risveglia e vengo riconosciuta e salutata con affetto da tante persone. Grazie a voi, grazie ai giornalisti che l’hanno conosciuta, che le vogliono ancora bene perché siete voi che fate bella Maria Grazia”.</p>
<p>Presenti autorità militari (dell’Esercito, della Marina, della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza) e civili, esponenti del mondo del giornalismo (tra i quali l’ex vicedirettore del Corriere della Sera Nino Milazzo) e la classe terza B della scuola media A. Manzoni di Santa Venerina.</p>
<p>fonte -&gt; <strong>Ufficio stampa Provincia di Catania</strong></p>
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		<title>La Matassa, il nuovo film di Ficarra e Picone &#8211; tante curiosità e indiscrezioni sulla trama</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 16:24:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Catania film commission]]></category>
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		<description><![CDATA[La Matassa: tante curiosità, ipotesi e piccole &#8220;anticipazioni&#8221; sulla trama raccolte dagli utenti di 095 in questo cliccatissimo post. Falsi suicidi, fughe in auto, inseguimenti, faide familiari, matrimoni, funerali, bungee jumping. E sul set sembra sia stata vista recitare Monica Bellucci&#8230; Di ufficiale per ora c&#8217;è solo il titolo, che il film è stato girato [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><ul>
<li><strong><em>La Matassa</em>: tante curiosità, ipotesi e piccole &#8220;anticipazioni&#8221; sulla trama raccolte dagli utenti di 095 in<a href="http://095.blogdo.net/2008/09/01/ficarra-e-picone-girano-il-loro-nuovo-film-a-catania/"> questo cliccatissimo post</a>. Falsi suicidi, fughe in auto, inseguimenti, faide familiari, matrimoni, funerali, bungee jumping. E sul set sembra sia stata vista recitare Monica Bellucci&#8230;<br />
</strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong>Di ufficiale per ora c&#8217;è solo il titolo, che il film è stato girato per la maggior parte a <strong>Paternò</strong> e <strong>Catania</strong> e che la data di uscita nelle sale è il <em>6 marzo</em>. Di ufficioso sappiamo che da inizio settembre fino a pochi giorni fa il set non s&#8217;è dato pause: <strong>Ficarra e Picone</strong> nel doppio ruolo di registi e protagonisti hanno girato in decine di strade e piazze della Sicilia orientale.<br />
<iframe width="525" height="350" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.it/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;msa=0&amp;msid=102527253584195736074.00045611bb2e15f243b85&amp;ll=37.518753,15.087263&amp;spn=0.150948,0.213311&amp;t=h&amp;output=embed&amp;s=AARTsJpI3sw4Qgle0_J1rAQwjunS_pjmjA"></iframe><br /><small><a href="http://maps.google.it/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;msa=0&amp;msid=102527253584195736074.00045611bb2e15f243b85&amp;ll=37.518753,15.087263&amp;spn=0.150948,0.213311&amp;t=h&amp;source=embed" style="color:#0000FF;text-align:left">Visualizzazione ingrandita della mappa</a></small><br />
Come potete vedere dalla mappa, qui su <strong>095</strong> abbiamo seguito gli spostamenti in modo quasi maniacale grazie alle <a href="http://095.blogdo.net/2008/09/01/ficarra-e-picone-girano-il-loro-nuovo-film-a-catania/">centinaia di commenti inviati</a>. Ora è il momento di mettere a frutto i vostri sforzi investigativi, e di ricostruire meglio la <em>trama</em> di questo film. <strong>Di seguito l&#8217;elenco delle <em>tappe</em> del set e tantissime curiosità inedite sulla trama</strong>.<br />
<span id="more-1295"></span></p>
<p><strong>31 agosto</strong> Tarderia (frazione di Pedara) non confermato.</p>
<p><strong>1 settembre</strong> Porto Ognina Catania</p>
<p><strong>2 settembre</strong> zona stazione-via sangiuliano Catania<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>3 settembre</strong> per almeno due giorni il set sarà nei pressi di Piazza Trento, hanno occupato parte di via Toselli e Via Aloi per tutti i camion – pomeriggio riposo</p>
<p><strong>4 settembre</strong> via Verona Catania</p>
<p><strong>5 settembre</strong> A Paternò &#8211; sembra che abbiano acquistato una vecchia bmw da un paternese a 7 mila euro</p>
<p><strong>6 settembre</strong> zona Porto – Passiatore Catania</p>
<p><strong>13 settembre</strong> Paternò ai Quattro Canti (piazza Regina Margherita). Montata una cabina antica e aperto un negozio vecchio chiuso da molto tempo restaurato per le riprese.<br />
Chiuso anche piazza Vittorio Veneto. I cartelli del blocco stradale indicano chiusura al traffico da giorno 15 a giorno 20. Si gira anche in un autoparco in una villa.<br />
<em><strong>Presso la chiesa di S.Antonio riprendese  di un matrimonio</strong></em></p>
<p><strong>15 settembre</strong> Paternò in piazza Regina Margherità (Quattro Canti) c’erano delle <em><strong>auto d&#8217;epoca probabilmente il film è ambientato negli anni 70</strong></em>. Una casa trasformata in albergo.</p>
<p><strong>16 settembre</strong> Paternò &#8211; notte girano la<em><strong> scena di Picone che minaccia di buttarsi dall’albergo</strong></em> ne avranno fino alle sei del mattino martedì. <em><strong>Sembra sia arrivata a Paternò per le riprese pure Monica Bellucci alle 2 di notte per fare la sua parte ed alle 4 se n&#8217;è andata</strong></em>.</p>
<p><strong>17 settembre</strong> Paternò albergo ricostruito ai Quattro Canti &#8211; per 3 ore sempre la stessa scena con <em><strong>Picone appollaiato su una balcone in procinto di buttarsi giù e un prete affacciato da un altro balcone che lo esorta a rinsavire mostrandogli dei fogli</strong></em>… Dovranno ancora girare in zona Santa Barbara, scene di un matrimonio e di un battesimo, poi si sposteranno sulla collina storica nei pressi del cimitero monumentale e gireranno delle <em><strong>riprese all’interno di una tomba della famiglia Cutore</strong></em>, da anni in stato di abbandono.</p>
<p><strong>20 settembre</strong> Paternò in piazza Regina Margherita  &#8211; pomeriggio riposo<br />
NOTA “<strong><em>Finalmente avete finito di lavorare in piazza Regina Margherita. e si cosi adesso possiamo lavorare anche noi della traversa by dal fruttivendolo e tutti i negozianti</em></strong>”.</p>
<p><strong>21 settembre</strong> Paternò in piazza Santa Barbara</p>
<p><strong>23 settembre</strong> fine (provvisoria) riprese a Paternò</p>
<p><strong>24 settembre</strong> a Catania per alcuni giorni</p>
<p><strong>30 settembre</strong> ritorno a Paternò dove gireranno per almeno una settimana o due. La location sarà prima in piazza S.Barbara fino al 4 ottobre<br />
TRAMA <em><strong>Ficarra è invitato ad un matrimonio, ma sbaglia chiesa e va in quella di fronte dove stanno facendo un funerale (che dovrebbe essere del padre di Picone). Il prete che celebrerà la funzione sarà Pino Caruso</strong></em></p>
<p><strong>4 ottobre</strong> Catania in via Gemmellaro</p>
<p><strong>5 ottobre</strong> Paternò Villa e poi al Castello Normanno, nelle prime ore del pomeriggio(14.30/15.00)</p>
<p><strong>dal 7 al 10 ottobre</strong> villa di Paternò</p>
<p><strong>8 ottobre</strong> Catania a Ognina e conferenza stampa (svelato il nome del film “La Matassa”)</p>
<p><strong>9 ottobre</strong> Catania zona lungomare piazza Nettuno poi villa Cerami</p>
<p><strong>10 ottobre</strong> Catania Largo Paisiello. La scena girata: <strong><em>Ficarra e Picone che scappano, inseguiti da un signore con la sciarpa, poi da tre figuri, poi da un fattorino della pizza. Tutti scendono da via Cimarosa (partendo dal bar Scardaci, per intenderci) e arrivano fino alle scale. Ci sono pure le due controfigure di Ficarra e Picone.</em></strong> La stessa scena è stata ripetuta e ripresa da diverse angolazioni. Per la precisione, la sequenza delle persone che corrono e’: Ficarra e Picone &#8211; 3 &#8211; 3 &#8211; fattorino della pizza – 1</p>
<p><strong>11 ottobre </strong>Catania  piazza Dante</p>
<p><strong>13 e 14 ottobre</strong> in via Gabriele D’Annunzio incrocio con via Dalmazia. <em><strong>Ficarra vestito da sposo sgomma in mezzo al traffico con una vecchia bmw. Poi hanno girato una scena con un carro funebre e una sposa</strong></em>.</p>
<p><strong>Dal 14 al 20 ottobre</strong> villa Curria Catania (villa privata che sembra si trovi in Corso Indipendenza)</p>
<p><strong>16 ottobre</strong> Catania . Piccoli interpreti sul set. “<em><strong>Il piccolo Ficarra è incredibilmente identico all’originale!é fortissimo!!Non vedo l’ora di vedere il film!!!!</strong></em>”</p>
<p><strong>18 ottobre</strong> Catania via Oberdan e piazza Trento – Via Padova</p>
<p><strong>20 ottobre</strong> Catania piazza Borgo</p>
<p><strong>21 ottobre</strong> Catania Via Etnea di fronte Hotel Costa (residenza universitaria) riprese ore 17</p>
<p><strong>29 e 30 ottobre</strong> Catania &#8211; sono al palazzo Rindone (via d’Annunzio angolo via Enna) per riprese nel cortile interno del palazzo trasformato per l’occasione in commissariato di polizia con tanto d’insegna (visibile da via Balduino, alle spalle di via d’Annunzio).</p>
<p><strong>31 ottobre</strong> ultime riprese a Catania, in via Gabriello Carnazza</p>
<p><strong>5 novembre</strong> sono state ultimate le riprese del film a Ragusa, alle 17 si sono conclusi definitivamente i lavori con relativa festa di chiusura.<br />
Hanno girato <em><strong>a Ragusa sul ponte Giovanni XXIII , la scena del bungee jumping con Picone che si è lanciato giù</strong></em>. La festa è iniziata un secondo dopo l’ultimo ciak sul ponte stesso con cori, dolci ,spumanti, battute di mano e a complimentarsi tutti con Salvo Valentino che tra l&#8217;altro sono pure co-registi.<br />
Per <em>sbrogliare La Matassa</em> ci sono anche i micro riassunti della trama trovati online: il primo viene da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_matassa">Wikipedia</a></p>
<blockquote><p>La storia è incentrata su due cugini, figli di fratelli che si odiano e che per questo non si vedono per 20 anni. Ma il caso vorrà che i due si incontrino diventando protagonisti involontari di diverse avventure ed equivoci fino a rischiare la vita. A tentare di far fare loro pace sarà don Gino, interpretato da <a title="Pino Caruso" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pino_Caruso">Pino Caruso</a>, mentre <a class="new" title="Claudio Gioié (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Claudio_Gioi%C3%A9&amp;action=edit&amp;redlink=1">Claudio Gioié</a> sarà un amico di Ficarra che però successivamente si trasformerà in un suo diretto antagonista.</p></blockquote>
<p>Un altro indizio viene da un articolo di <a href="http://stellamattutina.blogspot.com/2008/09/ficarra-e-picone-tornano-in-sicilia-per.html">Elena Orlando</a></p>
<blockquote><p>l film è una commedia degli equivoci che racconta le avventure di una coppia di amici, uno dei quali decide di fare uno scherzo all’altro: con la complicità del medico, s’inventa che l’amico sia malato e che gli resta poco da vivere.</p></blockquote>
<p>Terzo indizio, da <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=296976">Il Giornale</a></p>
<blockquote><p>«Il litigio familiare è comune a tutti, ma i siciliani litigano in un modo particolare, mantenendo un silenzio ostile». La storia, ambientata tra Catania e Paternò (adiuvante la Film Commission catanese) inizia dal classico dissidio tra il cugino Gaetano (Salvo) e il cugino Paolo (Valentino), figli di fratelli in freddo da vent&#8217;anni. Tra problemi economici e viscerali antipatie reciproche, la coppia parentale verrà rimessa in contatto dalla socia in affari di Paolo, la determinata Olga (Anna Safroncik, nota al pubblico televisivo di CentoVetrine)</p></blockquote>
<p>La scheda del film (in stile wikipedia)</p>
<table style="border: 1px solid #aaaaaa;margin: 0pt 0pt 0.5em 0.5em;font-size: 95%;height: 335px" border="0" cellspacing="0" cellpadding="4" width="520" align="right">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" align="center" bgcolor="lightblue"><big><em><strong>La matassa</strong></em></big></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Genere:</td>
<td bgcolor="#f9f9f9">commedia</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Regia:</td>
<td bgcolor="#f9f9f9"><a title="Giambattista Avellino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giambattista_Avellino"> </a><a title="Salvatore Ficarra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Ficarra">Salvatore Ficarra</a>, <a title="Valentino Picone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Valentino_Picone">Valentino Picone</a>, <a title="Giambattista Avellino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giambattista_Avellino">Giambattista Avellino</a></td>
</tr>
<tr class="hiddenStructure noprint">
<td valign="top"></td>
<td bgcolor="#f9f9f9"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Sceneggiatura:</td>
<td bgcolor="#f9f9f9"><a title="Salvatore Ficarra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Ficarra">Salvatore Ficarra</a>, <a title="Valentino Picone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Valentino_Picone">Valentino Picone</a>, <a title="Francesco Bruni" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Bruni">Francesco Bruni</a>, <span class="new">Fabrizio Testini</span></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Produttore:</td>
<td bgcolor="#f9f9f9"><span class="new">Attilio De Razza</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 0pt none;margin: 0pt;padding: 0pt;text-align: center" colspan="2">
<div>Interpreti</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="margin: 0pt;padding: 0pt" colspan="2" bgcolor="#f9f9f9">
<div style="padding: 0.5em"><strong>Oltre Ficarra e Picone:</strong> <strong>Anna Safroncik, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pino_Caruso">Pino Caruso</a>, Claudio Gioè, Tuccio Musumeci, Domenico Centamore, Mariella Lo Giudice, Mary Cipolla, Mario Pupilla, Maria di Biase. Ma sembra che in una scena sia intervenuta anche la bellissima </strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Monica_Bellucci"><strong>Monica Bellucci</strong></a></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="90" valign="top">Musiche:</td>
<td bgcolor="#f9f9f9"><a title="Paolo Buonvino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Buonvino">Paolo Buonvino</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong></strong></p>
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		<title>Rapporto Ecosistema Urbano 2009 &#8211; Catania terzultima</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 10:55:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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		<description><![CDATA[Centouno su centotre: Catania è la terzultima città italiana per livelo di  sostenibilità secondo il rapporto di Legambiente Ecosistema Urbano 2009. Nella scorsa edizione il posto in classifica era migliore, novantaquattresima, ma in realtà Catania ha fatto un piccolo miglioramento: in un calcolo che viene effettuato su 26 indicatori*, la &#8220;Città sostenibile&#8221; ideale arriva al [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://095.blogdo.net/files/2008/10/immagine-331.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1051" src="http://095.blogdo.net/files/2008/10/immagine-331-295x300.jpg" alt="" width="295" height="300" /></a>Centouno su centotre:<strong> Catania è la terzultima città italiana per livelo di  <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sviluppo_sostenibile">sostenibilità</a> secondo il rapporto di <a href="http://www.legambiente.eu/">Legambiente</a> Ecosistema Urbano 2009</strong>.</p>
<p>Nella <a href="http://095.blogdo.net/2008/04/06/ecosistema-urbano-catania-tra-le-peggiori-citta-ditalia/">scorsa edizione</a> il posto in classifica era migliore, novantaquattresima, ma in realtà Catania ha fatto un piccolo miglioramento: in un calcolo che viene effettuato su 26 indicatori*, la &#8220;Città sostenibile&#8221; ideale arriva al punteggio di 100, Catania raggiunge il 34,73%, mentre nella scorsa edizione si fermava a un 32,67%. Questo, se da un lato indica che dal 2006 al 2007 (i dati dei rapporti 2008 e 2009 si riferiscono rispettivamente a questi anni) c&#8217;è stato un piccolo miglioramento, dall&#8217;altro fa vedere come le altre città abbiano fatto in media dei passi avanti molto più grandi dei &#8220;nostri&#8221;. Nonostante alcuni ottimi risultati (come l&#8217;aumento dei panneli solari), la situazione resta comunque <em>pessima</em> con alcuni netti peggioramenti. Ecco come viene presentata la situazione di Catania nel rapporto:<br />
<span id="more-1050"></span></p>
<blockquote><p><em>Il capoluogo etneo </em>conferma sostanzialmente i pessimi dati già registrati nella scorsa edizione con qualche scostamento negativo più pesante, come il peggioramento nella raccolta differenziata che dal 10% dello scorso anno passa ad uno sconcertante 4,8% o quello dei viaggi per abitante all’anno con il trasporto pubblico che scende dai 104 dell’edizione 2008 ai 98 di quest’anno o ancora come l’aumento dei consumi elettrici annuali pro capite; o qualche calo meno evidente come nei consumi idrici (dai 214 litri per abitante all’anno della passata edizione, agli attuali 223,9), nel tasso di motorizzazione che passa dalle 67 auto per abitante dell’anno scorso alle 70 di questa edizione del rapporto o, ancora, nelle certificazioni ISO 14001 dove Catania scende da 1,76 certificazioni ogni 1000 imprese dello scorso anno alle attuali 1,73. I dati positivi più evidenti, oltre al miglioramento della capacità di risposta di cui abbiamo già parlato, sono il terzo posto assoluto nella classifica relativa al Solare termico dove Catania passa dai 2 metri quadrati installati ogni 1.000 abitanti dello scorso anno agli attuali 4,72, e la crescita nell’indice sintetico dell’eco management dove il capoluogo etneo passa da zero su 100 della passata edizione a 11,9 di quest’anno.<br />
Ma sono comunque poca cosa nel pessimo contesto generale relativo alla città dell’Etna.</p></blockquote>
<p>Il rapporto completo lo potete scaricare dalla <a href="http://www.legambiente.eu/campagne/ecosistemaUrbano/index.php">pagina dedicata</a> sul sito di Legambiente, e dal menu di destra potete anche prendere visione dei precedenti quattordici rapporti di sostenibilità, dal 1994 in poi.</p>
<p>*gli indicatori di sostenibilità li trovate a pagina 37 del rapporto.</p>
<div class="shr-publisher-1050"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Informazione a Catania &#8211; parte 4: i Saviani</title>
		<link>http://095.blogdo.net/informazione-a-catania-parte-4-i-saviani/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 18:37:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono passati alcuni mesi dall&#8217;apertura di questo blog. Il primo tema &#8220;importante&#8221; affrontato da 095 è stato quello dell&#8217;informazione a Catania, del quale ho parlato in tre post (1 2 3), un piccolo censimento delle testate catanesi che conoscevo meglio. Sono passati alcuni mesi, e quindi sento la necessità di riprendere il discorso. Per fortuna [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><img class="alignnone size-medium wp-image-1027" src="http://095.blogdo.net/files/2008/10/immagine-330-300x166.jpg" alt="" width="300" height="166" />Sono passati alcuni mesi dall&#8217;<a href="http://095.blogdo.net/2008/04/01/yes-we-can-con-walter/">apertura di questo blog</a>. Il primo tema &#8220;importante&#8221; affrontato da 095 è stato quello dell&#8217;informazione a Catania, del quale ho parlato in tre post (<a href="http://095.blogdo.net/2008/04/22/informazione-a-catania-facciamo-un-po-dordine-parte-1/">1</a> <a href="http://095.blogdo.net/2008/04/24/informazione-a-catania-facciamo-un-po-dordine-parte-2/">2</a> <a href="http://095.blogdo.net/2008/05/01/informazione-a-catania-parte-3-le-vostre-segnalazioni/">3</a>), un piccolo censimento delle testate catanesi che conoscevo meglio.</p>
<p>Sono passati alcuni mesi, e quindi sento la necessità di riprendere il discorso. Per fortuna quello che volevo dire l&#8217;ha già scrito qualcun altro: oggi riporto un <em>pezzo</em> della <em>Catena di San Libero</em>, e-zine di <a href="http://www.riccardoorioles.org/"><strong>Riccardo Orioles</strong></a>: il tema negli ultimi giorni a livello nazionale, e in piccola parte <a href="http://095.blogdo.net/2008/10/17/previsioni-infauste-su-catania/">anche qui</a>, è stato <strong><a href="http://www.robertosaviano.it/">Roberto Saviano</a></strong>, che ha ricevuto minacce di morte dalla camorra. Accanto al suo esempio, Orioles ne presenta molti altri, e ci ricorda che &#8220;Gomorra&#8221; non è nato dal nulla, che ci sono stati anni di costruzione del libro, che Saviano scriveva su internet quel che poi sarebbe andato sul libro&#8230; Insomma, Saviano è uno che al successo quando ha scritto il suo capolavoro non pensava per nulla, aveva solo la grande necessità di <a href="http://www.robertosaviano.it/articoli/9599/116/0">raccontare per far cambiare le cose</a>. <strong>Catanesi e siciliani come lui</strong> ce ne sono tanti, e nell&#8217;articolo che vi propongo di seguito Orioles ne fa una piccola rassegna: della maggioranza di loro ho parlato in precedenza, perché sono tutte persone speciali, che fanno tanto per la lotta alle mafie.  <em>(aggiungo i cognomi fra parentesi in corsivo)</em>.</p>
<blockquote><p>Anche oggi <strong>Marco</strong> <em>(Benanti)</em> ha preso il motorino, è uscito di casa e se n’è andato in cerca di notizie. Ha lavorato tutto il giorno e poi le ha mandate in internet a quelli che conosce. Fa anche un giornaletto <em>(<a href="http://095.blogdo.net/2008/08/30/un-giornale-denunciato-per-stampa-clandestina-nel-2008-a-catania-possibile/">Catania Possibile</a>: a proposito, sta uscendo regolarmente, non era ovviamente &#8220;stampa clandestina&#8221;)</em> di cui finalmente anche i lettori hanno potuto vedere un numero (il primo solo i poliziotti incaricati di sequestrarlo in edicola) con relative inchieste. Non ci guadagna una lira e fa questo tipo di cose da una decina d’anni. Ha perso, per farle, la collaborazione all’Ansa, la possibilità di uno stipendio qualunque e persino di una paga precaria come scaricatore: anche qui, difatti, l’hanno licenziato in quanto &#8220;giornalista pacifista&#8221;. Marco non ha paura (nè della fame sicura nè dei blockeder eventuali) ed è contento di quel che fa.</p>
<p>Anche oggi <strong>Max</strong> <em>(Nicosia)</em> è contento perché è riuscito a mandare in giro un altro numero della <a href="http://www.laperiferica.it">Periferica</a>, il giornaletto che ha fondato con alcuni altri amici del quartiere. Il quartiere è <a href="http://www.librino.it">Librino</a>, il più disperato <em>(avrei da obiettare su questo, ma vabbè)</em> della Sicilia. Se ne parla in cronaca nera e nei pensosi dibattiti sulla miseria. Loro sono riusciti a mettere su una redazione, a organizzare non solo il giornale ma anche un buon doposcuola e dei gruppi locali. Non ci guadagnano niente e i mafiosi del quartiere hanno già fatto assalire una volta una sede <em>(sede che non è del giornale, ma sulla vicenda mantengo riserbo per scelta degli interessati)</em>. Max non ha paura, almeno non ufficialmente, ed è contento di quel che fa.</p>
<p><span id="more-1026"></span></p>
<p>Anche oggi <strong>Pino</strong><em> (Maniaci) </em>ha finito di mandare in onda il <a href="http://www.telejato.it/">telegiornale</a>. Lo prendono a qualche chilometro di distanza (la zona dello Jato, attorno a Partinico) e contiene tutti i nomi dei mafiosi, e amici dei mafiosi, del suo paese. Non ci guadagna niente (a parte la macchina bruciata o un carico di bastonate) ma lui continua lo stesso, ed è contento di quel che fa.</p>
<p>Anche oggi <strong>Luca</strong> <em>(Rossomando, un grande <a href="http://www.ibs.it/libri/Rossomando+Luca/libri.html">scrittore</a>, a livello di Saviano)</em> ha chiuso la porta della redazione, al vicolo Sanità. Il suo giornale, <a href="http://095.blogdo.net/2008/10/20/parallelismi-catania-napoli-centri-commerciali/">Napoli Monitor</a>, esce da un po’ più di due anni e dice le cose che i giornalisti grossi non hanno voglia di dire. E’ da quando è ragazzo (ha iniziato presto) che fa un lavoro così. Non ci guadagna nulla, manco il caso di dirlo, e non è un momento facile da attraversare. Ma lui continua lo stesso, ed è contento di quel che fa.</p>
<p>Ho messo i primi che mi sono venuti in mente, così per far scena. Ma, e <strong>Antonella</strong> <em>(Serafini)</em> di <a href="http://www.censurati.it">Censurati.it</a>? Sta passando guai seri, a Pescara, per quell’inchiesta sui padri-padroni. E <strong>Fabio</strong> (D&#8217;Urso), a Catania? Fa il cameriere, per vivere, ed è giornalista (serio) da circa quindici anni. E ti sei dimenticato di Antonio, a Bologna? Vent’anni sono passati, da quando gli puntarono la pistola in faccia per via di quell’inchiesta sui clan Vassallo e gli affitti delle scuole. Eppure non ha cambiato idea. E <strong>Graziella</strong> <em>(Proto, direttore di <a href="http://095.blogdo.net/2008/06/27/lavoro-cesame-numinyx-sicurezza/">Casablanca</a>)</em>? E <strong><a href="http://095.blogdo.net/2008/09/08/informazione-clandestina-il-caso-di-carlo-ruta/">Carlo Ruta</a></strong>, a Ragusa? E <strong>Nadia</strong> <em>(Furnari, dell&#8217;associazione <a href="http://www.ritaatria.it/">Rita Atria</a>)</em>? E&#8230; Vabbè, lasciamo andare. Mi sembra che un’idea ve la siate fatta. C’è tutta una serie, in Italia, di piccoli giornali e siti, coi loro &#8211; seri e professionali &#8211; redattori. Ogni tanto ne fanno fuori qualcuno, o lo minacciano platealmente; e allora se ne parla un po’. Tutti gli altri giorni fanno il loro lavoro così, serenamente e soli, senza che a nessuno importi affatto &#8211; fra giornalisti &#8220;alti&#8221; e politici &#8211; se sono vivi o no. Eppure, almeno nel settore dell’antimafia, il novanta per cento delle notizie reali viene da loro.</p>
<p>Saviano è uno di loro. Quasi tutti i capitoli di Gomorra sono usciti prima su un sito (un buon sito, <a href="http://www.nazioneindiana.com/">Nazione Indiana</a>) e nessuno, salvo chi di mafia s’interessava davvero, se l’è cagati. Poi è successa una cosa ottima, cioè che l’industria culturale, il mercato, ci ha messo (o ha creduto di metterci) le mani sopra. Ne è derivato qualche privilegio, ma pagato carissimo, per lui. Ma ne è derivato soprattutto che &#8211; poiché l’industria culturale è stupida: vorrebbe creare personaggi mediatici, da digerire, e finisce per mettere in circolo contenuti &#8220;sovversivi&#8221; &#8211; un sacco di gente ha potuto farsi delle idee chiarissime sulla vera realtà della camorra, che è un’imprenditoria un po’ più armata delle altre ma rispettatissima e tollerata e, in quanto anche armata, vincente.</p>
<p>* * *</p>
<p>Ci sono tre cose precisissime che, in quanto antimafiosi militanti, dobbiamo a Saviano. Una, quella che abbiamo accennato sopra: la camorra non è la degenerazione di qualcosa ma la cosa in sè, il &#8220;sistema&#8221;. Due, che il lato vulnerabile del sistema è la ribellione anche individuale, etica. Tre, che lo strumento giornalistico per combattere questo sistema non è solo la notizia classica, ma anche la sua narrazione &#8220;alta&#8221;, &#8220;culturale&#8221;; non solo &#8220;giornalismo&#8221; ma anche, e contemporaneamente, &#8220;letteratura&#8221;. (Quante virgolette bisogna usare in questa fase fondante, primordiale: fra una decina d&#8217;anni non occorreranno più). Dove &#8220;letteratura&#8221; non è l&#8217;abbellimento laterale e tutto sommato folklorico, alla Sciascia, ma il nucleo della stessa notizia che si fa militanza.</p>
<p>Nessuna di queste cose è stata inventata da Saviano. Il concetto di &#8220;sistema&#8221;, anziché di semplice (folkloristica) &#8220;camorra&#8221; è stato espresso contemporaneamente, e credo sempre su Nazione Indiana, da Sergio Nazzaro (non meno bravo di Saviano: e vive vendendo elettrodomestici); e forse prima ancora, sempre a Napoli, da Cirelli. L&#8217;aspetto fortemente etico-personale della lotta non alla &#8220;mafia&#8221; ma al complessivo sistema mafioso è egemone già nelle lotte degli studenti (siciliani ma non solo) dei tardi anni Ottanta. La simbiosi fra giornalismo e &#8220;letteratura&#8221;, che è forse l&#8217;aspetto più &#8220;scandaloso&#8221; (e che più scandalizza; e non solo a destra) di Saviano è già forte e completa in Giuseppe Fava, e nella sua scuola.</p>
<p>Le &#8220;scoperte&#8221; di Saviano sono dunque in realtà scoperte non di un singolo essere umano ma di una intera generazione, sedimentate a poco a poco, nell&#8217;estraneità e indifferenza dell&#8217;industria culturale, in tutta una filiera di giovani cervelli e cuori. Alla fine, maturando i tempi, è venuto uno che ha saputo (ed ha osato) sintetizzarle; e che ha avuto la &#8220;fortuna&#8221; di incontrare, esattamente nel momento-chiave, anche l&#8217;industria culturale. Che tuttavia non l&#8217;ha, nelle grandi linee, strumentalizzato ed è stata anzi (grazie allo spessore culturale di Saviano, ma soprattutto dell&#8217;humus da cui vien fuori) in un certo qual senso strumentalizzata essa stessa.</p>
<p>* * *</p>
<p>Questa è la nostra solidarietà con Saviano. Non siamo degli Umberto Eco o dei Veltroni, benevoli ma sostanzialmente estranei, che raccolgano firme e promuovano (in buona fede) questa o quella iniziativa. Siamo degli intellettuali organici, dei militanti (&#8220;siamo&#8221; qui ha un senso profondissimo, di collettivo) che hanno un lavoro da compiere, ed è lo stesso lavoro cui sta accudendo lui. Anche noi abbiamo avuto paura, spesso ne abbiamo, e sappiamo che in essa nessuno essere umano può attendersi altro conforto che da se stesso. Roberto, che è giovane, vedrà certo la fine di di questo orrendo &#8220;sistema&#8221; e avrà l&#8217;orgoglio di avervi contribuito: non &#8211; poveramente &#8211; da solo ma volando alto e insieme, con le più forti anime di tutta una generazione.</p></blockquote>
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		<title>Escursioni gastronomiche &#8211; Valguarnera di Caropepe</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 05:07:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non sembra lontano il tempo in  cui &#8220;carrapipano&#8221; era considerato quasi un insulto, estremo dileggio ed etichetta di arretratezza. Eppure la provincia di Enna è quella che sta riuscendo a valorizzare in misura maggiore delle altre il proprio territorio, puntando sull&#8217;eccellenza piuttosto che sull&#8217;affluenza pura. In questo contesto possiamo inserire l&#8217;agriturismo Bannata, gestito da Nietta [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify"><img style="float: left" src="http://www.agriturismobannata.it/immagini/profiloA.jpg" alt="Agriturismo Bannata" />Non sembra lontano il tempo in  cui &#8220;carrapipano&#8221; era considerato quasi un insulto, estremo dileggio ed etichetta di arretratezza. Eppure la provincia di Enna è quella che sta riuscendo a valorizzare in misura maggiore delle altre il proprio territorio, puntando sull&#8217;eccellenza piuttosto che sull&#8217;affluenza pura.</p>
<p style="text-align: justify">In questo contesto possiamo inserire l&#8217;<a href="http://www.agriturismobannata.it/" target="_blank">agriturismo Bannata</a>, gestito da Nietta Bruno, donna raffinatissima e dalla piacevole conversazione, che qualcuno di voi conoscerà per le molte iniziative culturali di cui si fa portavoce, non ultima la <a href="http://www.lacasadelpoeta.it/" target="_blank">Casa del Poeta</a> a Villa Grimaldi.</p>
<p style="text-align: justify">Intanto il luogo: boschi, piante, animali selvatici e meno, un grande corpo centrale in pietra, così solare all&#8217;esterno e così fresco all&#8217;interno, come le nostre antiche maestranze sapevano costruire. E poi la sala congressi, in cui si svolgono i concerti, le mostre e gli incontri culturali.</p>
<p style="text-align: justify">Altro pregio la possibilità di portare con sé i propri animali domestici; avendo due cani al seguito per me non è poca cosa (benché questa volta il mio grande abbia avuto un comportamento rissoso col &#8220;cane di casa&#8221;). Gradevole per me anche il camminare in mezzo a paciosi gatti e lepri fuggevoli, e vedere un vecchio pony, sogno d&#8217;infanzia di molte bambine.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-685"></span>E, se non bastasse ancora, la presenza di pietanze in grandissima parte create con ingredienti autoprodotti: girando per l&#8217;agriturismo è possibile notare galline allevate &#8220;a terra&#8221;, papere, alberi di alloro, piante di menta, ortaggi. A garanzia di freschezza e genuinità.</p>
<p style="text-align: justify">Ed eccoci alla scheda tecnica.</p>
<p><strong>Indirizzo:</strong> Contrada Bannata, ss 117 bis direzione Piazza Armerina</p>
<p><strong>Cosa si mangia: </strong>cucina della tradizione siciliana.</p>
<p><strong>Cosa si beve:</strong> cantina assortita con prodotti di buona qualità.</p>
<p><strong>Specialità:</strong> piatti a base di verdure, caponata.</p>
<p><strong>Fascia di prezzo: </strong>dai 25 ai 30 euro a persona.</p>
<p>Info e prenotazioni:  <a href="mailto:prenotazioni@ristorantelamadia.it" target="_blank"> </a><a href="info@agriturismobannata.it">info@agriturismobannata.it</a>, tel. 0935-681355 cell. 329-6274918</p>
<p style="text-align: justify">
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		<title>Escursioni gastronomiche &#8211; Licata</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Sep 2008 05:11:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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		<description><![CDATA[Catania offre possibilità gastronomiche di ogni tipo, e locali anche di grande pregio; e questo benché mi senta orfana del Carato, il ristorante catanese di Carlo Sichel, che ha chiuso ormai da qualche anno con mio grande rammarico. A nulla è valso andare al Cuciniere, gestito da Chiaramonte; il livello è buono, ma non alla [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify"><a href="http://maps.google.com/maps?f=d&amp;saddr=catania,+piazza+duomo&amp;daddr=Via+F.+Re+Capriata+22+Licata&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;mra=ls&amp;sll=37.0625,-95.677068&amp;sspn=35.684144,74.619141&amp;ie=UTF8&amp;ll=37.29809,14.463501&amp;spn=0.980996,1.994019&amp;t=h&amp;z=9"><img class="alignnone size-medium wp-image-417" src="http://095.blogdo.net/files/2008/08/immagine-227-300x182.jpg" alt="" width="189" height="115" /></a>Catania offre possibilità gastronomiche di ogni tipo, e locali anche di grande pregio; e questo benché mi senta orfana del Carato, il ristorante catanese di Carlo Sichel, che ha chiuso ormai da qualche anno con mio grande rammarico. A nulla è valso andare al Cuciniere, gestito da Chiaramonte; il livello è buono, ma non alla pari.</p>
<p style="text-align: justify">Per trovare una cucina alla pari rispetto al Carato bisogna spostarsi di circa 180 km; non è poco, ma non si fa tutti i giorni, per cui, con un po&#8217; di tempo, ne vale davvero la pena. A Licata infatti si trova una piccola gemma tra i ristoranti siciliani, <a href="http://www.ristorantelamadia.it/" target="_blank"><strong>La Madia</strong></a>, con il giovane e già eccellente chef Pino Cuttaia.</p>
<p style="text-align: justify">Urbanisticamente parlando la collocazione non è granché, ma questo fa parte della sfida di produrre una cucina che unisca creatività, tradizione e territorio. Arrivati al ristorante, infatti, nonostante dall&#8217;esterno non si percepisca, l&#8217;ambiente è di estremo rigore e raffinatezza, con grande cura dei dettagli.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-407"></span>Ogni piatto è gustoso e ricercato, con una grande attenzione sia all&#8217;armonia dei vari elementi sia alla loro presentazione; in ognuno inoltre è possibile notare la valorizzazione data ai prodotti del territorio siciliano, a volte trascurati. Inoltre, ad aumentare il pregio del locale, il personale di sala è gentile e sollecito e lo chef disponibile e cortese.</p>
<p><strong>Indirizzo:</strong> Via F. Re Capriata 22 Licata (Ag) (92027)</p>
<p><strong>Giorno chiusura</strong>: Martedì intera giornata, domenica sera &#8211; prenotazione obbligatoria.</p>
<p><strong>Cosa si mangia: </strong>cucina creativa elaborata sulla tradizione siciliana.</p>
<p><strong>Cosa si beve:</strong> cantina assortita con prodotti di alta qualità.</p>
<p><strong>Specialità:</strong> impossibile da definire, ogni piatto è frutto di studio ed elaborazione.</p>
<p><strong>Fascia di prezzo: </strong>dai 70 euro a persona in su (ovviamente in base al vino)</p>
<p>Info e prenotazioni:  <a href="mailto:prenotazioni@ristorantelamadia.it" target="_blank">prenotazioni@ristorantelamadia.it</a>, tel. 0922-771443</p>
<div class="shr-publisher-407"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>LAV: apertura caccia anticipata gesto irresponsabile</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 11:54:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Riporto per intero il comunicato stampa della Lega Anti Vivisezione che critica aspramente la decisione dell&#8217;Assessore regionale all&#8217;agricoltura di aprire 15 giorni prima la caccia. E&#8217; scritto in &#8220;politichese&#8221;, quel linguaggio autoreferenziale pieno di &#8220;plausi&#8221;, &#8220;evidenzia&#8221;, &#8220;sottolinea&#8221;, &#8220;replica&#8221;e scritto generalmente sotto forma di falsa intervista, linguaggio che troviamo ogni giorno nei pastoni politici dei TG [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.lavsicilia.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=92&amp;Itemid=55"><img src="http://www.lavsicilia.it/images/banners/vademecum.jpg" alt="" width="250" height="187" /></a> Riporto per intero il comunicato stampa della<strong> Lega Anti Vivisezione che critica aspramente la decisione dell&#8217;Assessore regionale all&#8217;agricoltura di aprire 15 giorni prima la caccia</strong>.</p>
<p>E&#8217; scritto in &#8220;politichese&#8221;, quel linguaggio autoreferenziale pieno di &#8220;plausi&#8221;, &#8220;evidenzia&#8221;, &#8220;sottolinea&#8221;, &#8220;replica&#8221;e scritto generalmente sotto forma di falsa intervista, linguaggio che troviamo ogni giorno nei pastoni politici dei TG e che piace partocolarmente al giornale &#8220;La Sicilia&#8221; che prende questi comunicati e li &#8220;copia e incolla&#8221; riempendoci una buona metà del quotidiano&#8230; A parte il linguaggio che ritengo molto poce efficace, l&#8217;episodio è certamente da sottolineare, anzi da &#8220;attenzionare&#8221;.</p>
<p>On-line su <a href="http://www.lavsicilia.it/">www.lavsicilia.it</a> si può scaricare il <em><strong>VADEMECUM CACCIA per Forze dell’Ordine e cittadini: tutte le leggi ed i riferimenti legali contro “doppietta selvaggia”</strong></em></p>
<blockquote><p>COMUNICATO STAMPA LAV &#8211; Coordinamento Regionale Siciliano</p>
<p>CACCIA, DOMANI APERTURA IN SICILIA. LA LAV: IRRESPONSABILE</p>
<p>L’ ANTICIPAZIONE DELLA STAGIONE, ANIMALI ANCORA IN RIPRODUZIONE E VILLEGGIANTI NELLE CAMPAGNE</p>
<p>DURE CRITICHE ANCHE DALL&#8217;ISTITUTO NAZIONALE PER LA FAUNA SELVATICA SULLA &#8220;MALACACCIA&#8221; SICILIANA</p>
<p>Da domani 1 settembre i 51.000 cacciatori siciliani potranno sparare liberamente grazie al decreto dell&#8217;Assessore regionale all&#8217;agricoltura, on. Giovanni la Via, che ha sconsideratamente anticipato di 15 giorni la data di apertura della caccia. Secondo la legge statale, infatti, la stagione non può iniziare prima della terza domenica di settembre. Una data fissata a tutela della fauna (molti animali &#8211; quelli sfuggiti alle fiamme o alla siccità &#8211; sono ancora intenti ad allevare i piccoli) e dell&#8217;incolumità dei turisti e dei villeggianti, che ancora affollano le campagne e le zone verdi dell’Isola!</p></blockquote>
<p><span id="more-506"></span></p>
<blockquote><p>&#8220;L&#8217;anticipazione della strage decisa dall&#8217;on. La Via, firmatario del Calendario venatorio &#8211; dichiara Ennio Bonfanti, responsabile &#8220;fauna&#8221; della LAV Sicilia &#8211; è un atto irresponsabile: pur di accaparrarsi le simpatie elettorali di cacciatori ed armieri, non si è esitato ad emanare un calendario venatorio che, strumentalizzando l&#8217;attività amministrativa della Regione, mira ad accontentare ogni richiesta del mondo venatorio più oltranzista&#8221;.  Nei giorni scorsi l’Assessore aveva dichiarato che “Il calendario venatorio rappresenta un buon compromesso perchè è la sintesi delle varie parti in causa” ma Bonfanti replica: &#8220;Altro che &#8216;buon compromesso”! Il decreto è un regalo alla lobby ‘calibro 12’ ed una condanna a morte per centinaia di migliaia di animali! Il &#8216;nuovo&#8217; calendario venatorio è la fotocopia dei calendari delle passate stagioni con la totale violazione delle raccomandazioni dell&#8217;Istituto Nazionale Fauna Selvatica (INFS)&#8221;.</p>
<p>L&#8217;INFS ha dato parere nettamente contrario, infatti, all&#8217;apertura anticipata della caccia per la quaglia (in declino), alla caccia della lepre italica (specie rara che ormai resiste di fatto solo in Sicilia) ed ha chiesto di limitare la pre-apertura per tortora, merlo, colombaccio e coniglio a sole 4-5 mezze giornate e senza l&#8217;uso del cane. L&#8217;Assessore invece dà il via libera generalizzato alla caccia senza nessuna di queste limitazioni! L&#8217;INFS ha anche chiesto di chiudere la caccia alla beccaccia (in declino) al 31 dicembre e norme più restrittive per la caccia autunnale ed invernale alla selvaggina migratoria, con precise limitazione territoriali: ma l&#8217;Assessore La Via ignora incredibilmente e sciaguratamente anche queste prescrizioni di buonsenso!</p>
<p>Contro “doppiette selvaggia”, infine, la LAV ha pubblicato on-line sul sito www.lavsicilia.it il “VADEMECUM CACCIA” a disposizione delle Forze dell’Ordine e dei cittadini. .</p>
<p>31.08.2008</p>
<p>Ufficio Stampa LAV Sicilia</p></blockquote>
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