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	<title>095 &#187; Personaggi</title>
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	<description>Blog di Catania e Provincia Etnea</description>
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		<title>Organizzare le comunità &#8211; seminario sabato 11 con Wade Rathke</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 14:05:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[COSA: ORGANIZZARE LE COMUNITA&#8217; seminario sulle strategie di costruzione di cittadinanza attiva CHI: Wade Rathke, Chief Organizer ACORN International QUANDO: SABATO 11 FEBBRAIO 2012, ore 10.00 DOVE: CittàInsieme, Via Siena 1 &#8211; Catania Il seminario tenuto da Wade Rathke mira a sviluppare capacità di organizzazione e mobilitazione della società civile ed è destinato a chi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><strong>COSA: ORGANIZZARE LE COMUNITA&#8217;</strong><br />
<strong> seminario sulle strategie di costruzione di cittadinanza attiva</strong></p>
<p><strong>CHI: Wade Rathke, Chief Organizer ACORN International</strong></p>
<p><strong>QUANDO: SABATO 11 FEBBRAIO 2012, ore 10.00</strong></p>
<p><strong>DOVE: CittàInsieme, Via Siena 1 &#8211; Catania</strong></p>
<p><a href="http://095.blogdo.net/files/2012/02/wade2009_1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2970" src="http://095.blogdo.net/files/2012/02/wade2009_1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Il seminario tenuto da Wade Rathke mira a sviluppare capacità di organizzazione e mobilitazione della società civile ed è destinato a chi intende promuovere la partecipazione dei cittadini sui temi della sostenibilità ambientale, economica e sociale e nei processi decisionali istituzionali. Sono invitati a partecipare tutti coloro i quali, impegnati a vario titolo nel promuovere percorsi di cittadinanza attiva, sentono forte il divario fra le energie collettive profuse e i risultati concreti ottenuti.</p>
<p>In presenza di Istituzioni sempre più autoreferenziali e distanti dai bisogni reali dei cittadini, esclusi dalla partecipazione alle scelte che riguardano la propria vita e coinvolti solo come consumatori o elettori, le indicazioni che scaturiranno saranno particolarmente importanti. Infatti, in Sicilia ci troviamo di fronte ad un forte scollamento tra una distorta visione “istituzionale” dello sviluppo del territorio e la comune consapevolezza di vivere in un terra ricca di risorse naturali, storico-archeologiche, culturali e anche di potenziali energie produttive che vorrebbero valorizzarle.</p>
<p>Per costruire un futuro migliore, in ogni città sono sorti associazioni, comitati, movimenti, che malgrado la gratuità dell’impegno e la grande profusione di tempo e di energie, riescono soltanto a conseguire risultati parziali a livello locale. Da qui nasce l’esigenza di realizzare una rete che colleghi e organizzi le diverse esperienze; questa modalità avvertita anche da altre realtà rappresenta l’unica possibilità per raggiungere quella “massa critica” necessaria a determinare un vero cambiamento in termini di esigibilità dei propri diritti e di miglioramento della qualità della vita.</p>
<p><strong><a href="http://095.blogdo.net/files/2012/02/wade2009_2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2971" src="http://095.blogdo.net/files/2012/02/wade2009_2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Wade Rathke</strong> è stato fondatore, nel 1970, della più grande organizzazione di comunità di base degli Stati Uniti, ACORN (Associations of Community Organizations for Reform Now), la quale conta più di 400.000 famiglie che si sono associate in più di 1200 comitati di base in 110 città degli USA, sviluppando tecniche e capacità di mobilitazione sociale per la difesa dei diritti civili nei quartieri e nelle aree più degradate e marginalizzate dal capitalismo globale. ACORN ha determinato migliaia di provvedimenti istituzionali e di accordi pubblico-privato nell&#8217;interesse dei suoi associati attraverso sofisticate tecniche che combinano la mobilitazione, la consulenza legale e la negoziazione. Dopo più di trent’anni come responsabile di ACORN, Wade Rathke ha fondato, e dirige oggi, una divisione internazionale dell&#8217;associazione, ACORN International, finalizzata alla condivisione di esperienze di “community organizing” fra i diversi paesi del mondo per il globale miglioramento delle condizioni di vita delle persone storicamente marginalizzate dai sistemi di potere che hanno in mano i nostri sistemi democratici.</p>
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		<title>Festa di sant&#8217;Agata come sfogo per le bestie?</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 00:46:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://095.blogdo.net/files/2012/02/Immagine-1538.jpg"><img class="alignleft" src="http://095.blogdo.net/files/2012/02/Immagine-1538-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>«Sfido chiunque a dire chi sia più religioso tra chi prega meccanicamente in silenzio e chi invece, urlando la propria devozione, chiede la grazia di non tornare più a piazza Lanza». Sono le parole che mi ha riferito il commendatore <strong>Luigi Maina</strong> <a href="http://ctzen.it/2012/02/01/santagata-la-chiesa-fa-pulizia-il-comune-no-maina-%C2%ABnon-chiedo-fedine-penali-ai-devoti%C2%BB/">pochi giorni fa</a>. A me, che abito a <strong>Catania sud.</strong> Mi sonosuonate molto fastidiose. «Ma come &#8211; ho pensato &#8211; questo sta praticamente dicendo che la festa serve da sfogo per i &#8220;selvaggi&#8221; di <strong>San Cristoforo, Librino, Angeli Custodi, San Giorgio</strong> ecc. ?». <strong>Maina, in sostanza stava implicitamente ammettendo che sì, è vera la diceria:</strong> <strong>i &#8220;devoti&#8221; sono &#8220;delinquenti&#8221;</strong>. Aggiungendo, con quel riferimento alla grazia «ma dai, poverini, anche loro hanno diritto di sperare», nella lotteria dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1984_(romanzo)">prolet</a>. Non ho idea di quanto sia presuntuosa la mia deduzione, il mio leggere oltre le righe, però in questi giorni ci ho riflettuto. E  il cerimoniere di 81 anni che della festa della patrona sant&#8217;Agata è un po&#8217; il patron &#8211; tipo Salvetti col <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Festivalbar">Festivalbar</a> - dimostra di conoscerla davvero bene Catania.</p>
<p>Spiego anche perché. In questi giorni ho avuto modo di parlare di sant&#8217;Agata con tante persone, ho raccolto opinioni, ho fatto &#8220;indagini&#8221;. C&#8217;è una netta separazione tra chi vuole essere &#8220;per bene&#8221; e chi invece si aggrappa all&#8217;identità di quartiere, di catanese, per definirsi come individuo. I primi, manco a dirlo, sono contro sant&#8217;Agata, i secondi si attaccano alle tradizioni come se fosse l&#8217;unica ragione di vita. Ma probabilmente un po&#8217; lo è. «Io sant&#8217;Agata non so che giro fa» mi ha detto un&#8217;amica che sta in centro (passa sotto il suo balcone di casa). «Io sono devoto e mi seguo tutto il giro esterno» mi ha risposto un amico che invece sta a San Giorgio, estrema periferia.</p>
<p>«<strong>Sai, il portare una candelora a sant&#8217;Agata è un po&#8217; come essere un capo ultras in curva allo stadio</strong>» mi ha detto un&#8217;amica, molto devota, in questi giorni. Una frase che può sembrare banale ma che mi ha aperto un mondo di riflessioni. Catania è divisa, nettamente. A sud, come dice Maina e anche <a href="http://ctzen.it/2010/07/21/%C2%ABcaro-prof-la-parola-mafia-esiste%C2%BB/">gente ben più autorevole prima di lui</a>, c&#8217;è il degrado causato dall&#8217;emarginazione. Ma lo dicono anche i dati elettorali, con l&#8217;assenteismo alle stelle. Lo dice la dispersione scolastica, lo dice la presenza dei clan, lo spaccio, gli arresti. E non è un caso che un sacerdote come <strong>Salvatore Resca</strong>, che può permettersi con il puro uso della ragione di dire «<a href="http://ctzen.it/2012/02/02/santagata-tra-folklore-e-religiosita-padre-resca-%c2%abla-fede-e-un%e2%80%99altra-cosa%c2%bb/">la festa di sant&#8217;Agata è solo folklore, non ha niente a che vedere con la fede</a>» stia in una parrocchia a Borgo-Sanzio: è la parte di città più sana, più civile.</p>
<p>Però c&#8217;è un particolare da non sottovalutare. Salvatore Resca in quella parrocchia di santi Pietro e Paolo in via Siena ci è arrivato negli anni &#8217;60, da giovane, e negli anni insieme al parroco fondatore Giovanni Piro e poi all&#8217;attuale parroco Alfio Carciola ha costruito una comunità che non si scandalizza a queste parole, ma le apprezza perché anticonformiste, perché portano a una evoluzione del costume e del modo di pensare, prima che per la logica disarmante del ragionamento che le ha generate.</p>
<p>A Catania sud, questa fortuna, di avere dei preti giovani e incorruttibili, non l&#8217;abbiamo mai avuta, e oggi ci teniamo sant&#8217;Agata &#8220;festa per far sfogare il popolino&#8221;.</p>
<p>«Secondo me dovrebbero chiudere Librino con una muraglia e buttare dei leoni dentro per far sbranare tutti», mi disse un simpatico bambino tanti anni fa, quando seppe del mio luogo di residenza. Non aveva capito, cosa che forse Maina sì, che le bestie sono (io sono) le persone che in quella zona ci stanno. «Ma tuo padre, che fa l&#8217;ingegnere, i soldi come cazzo se li è fatti, se non costruendo palazzoni/ gabbie?» gli risponderei oggi, se lui non fosse impegnato in cose più costruttive (da costruttore) di sdilliriare su un blog.</p>
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		<title>Felici come Michele a Wolfsburg</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 17:38:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Ho letto questo romanzo di Giuseppe Fava, &#8220;Passione di Michele&#8221;. Erano mesi che tenevo il libro sul comodino, una copia regalatami dall&#8217;editrice <a href="http://www.mesogea.it/">Mesogea</a> per un <a href="http://www.step1.it/index.php?id=6685-giuseppe-fava-due-libri-per-raccontare-la-sicilia">incontro</a>-dibattito. Ho letto decine di volte gli articoli de &#8220;I Siciliani&#8221;, ma di questo romanzo solo poche pagine. Non ero mai riuscito ad appassionarmi alla lettura. Invece ieri notte di botto ho letto 120 pagine, su 200 circa. Cose che capitano, forse, o forse è che sapevo come sarebbe andata a finire. E non volevo stare male.</p>
<p>&#8220;Passione di Michele&#8221;, il titolo dice già tutto. Non è appassionato di qualcosa &#8211; non è una parabola sportiva, solo un po&#8217; è un romanzo di formazione &#8211; ma la &#8220;passione&#8221; è come quella di Cristo. Michele deve soffrire, è un bravo ragazzo siciliano onesto e lavoratore, QUINDI gli deve andare a finire male. Così è, parte da Palma di Montechiaro per andare alla fabbrica della Volkswagen a Wolfsburg, si trova bene, è felice, ma finisce male. E certamente nessuno poteva aspettarsi il contrario.</p>
<p>Ma non è un romanzo deprimente. Intanto è scritto molto bene, scontato, si tratta di Giuseppe Fava. Uno stile aggressivo, a tratti manieristico, molto simile a quello degli articoli-racconto dei Siciliani che invece sono molto ben conosciuti. Poi racconta della Germania come non ti aspetti. A fine anni &#8217;70 sembra già quella mitica della &#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Berlin_Zoologischer_Garten_railway_station">Zoo Station</a>&#8221; dell&#8217;unificazione, capitale supercolorata e disinibita, dove anche gli occhi di un ragazzo di paese, con le mani da contadino e una visione del mondo che va dal mare alla montagna di Palma di Montechiaro, riescono a vedere che il futuro cambiamento sta arrivando. Forse Fava se lo aspettava, sapeva che il muro sarebbe crollato insieme al &#8220;vecchio mondo&#8221;?</p>
<p>Mi piace pensare che un buon cronista non debba per forza capire tutto, se sa osservare riporta su carta quel che vede, e la sua fotografia sarà valida anche 30 anni dopo. Certamente è stato così.</p>
<p>Ma del romanzo solo una cosa non mi ha convinto: quando ha descritto Catania. C&#8217;è una parte, poche righe, in cui Michele racconta di essere stato in questa città, grande e bella &#8211; anche se non dice eslicitamente che è bella &#8211; una città che lo ha colpito. Si capisce che la considera bella perché la paragona a Palermo, che è descritta invece proprio per farti <em>vedere </em>che <em>è</em> bella. Ma la descrizione di Catania sembra in più, sembra che stia lì per sbaglio. Non dona nulla al romanzo, o almeno così mi è parso. Scrive</p>
<p><em>&#8220;&#8230;la via Etnea con tutti quei palazzi antichi, le cupole bianche e azzurre delle basiiliche, il caos degli autobus e delle macchine, la folla che sbucava da ogni parte, sembrava che tutti corressero chissà dove, sempre gridando e ridendo. E l&#8217;odore del caffé ovunque, le donne. Quel giorno aveva pensato che tutti gli abitanti di Catania dovevano essere felici&#8221;</em>.</p>
<p>Non ho mai visto un catanese felice in 27 anni. Ironico, incazzato, strafottente, soddisfatto sempre. Ma felici, come Michele a Wolfsburg, mai. Perché Fava abbia scritto queste righe, lui che è riuscito a dire tutto della Germania ancora a venire in 15 pagine, è un mistero che non scoprirò mai. Forse le doveva solo dire, e le ha ficcate dove nel libro forse un pochino c&#8217;entravano.</p>
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		<title>Radio Zammù prossima vittima della folle gestione del rettore Recca?</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 14:02:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Radio Zammù fuori dai Benedettini. Che fine farà? L&#8217;iper-premiata gestione degli studenti universitari volontari che operano ancora in aula 24 al Monastero dei Benedettini, per pura passione, garantendo il servizio per la &#8220;radio dell&#8217;Università di Catania&#8221;, verranno buttati fuori senza spiegazioni. Una cosa folle. Che altro aggettivo utilizzare, per descrivere la gestione attuale dell&#8217;Ateneo di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.step1.it/index.php?id=7035-radio-zammu-fuori-dai-benedettini">Radio Zammù fuori dai Benedettini</a>. Che fine farà? L&#8217;iper-premiata gestione degli studenti universitari volontari che operano ancora in aula 24 al Monastero dei Benedettini, per pura passione, garantendo il servizio per la &#8220;radio dell&#8217;Università di Catania&#8221;, verranno buttati fuori senza spiegazioni. Una cosa folle. Che altro aggettivo utilizzare, per descrivere la gestione attuale dell&#8217;Ateneo di Catania? Si accettano suggerimenti&#8230;</p>
<p>Mentre ci pensate, vi illustro alcune delle pazzie senza senso di cui il rettore Antonino Recca è stato autore negli ultimi tempi. Ce ne sono molte di più &#8211; la<a href="http://www.step1.it/index.php?sez=articolo&amp;id=6846-statuto-non-si-poteva-iniziare-peggio"> Commissione Statuto</a> autonominata esautorando, di fatto, il Senato Accademico e il<a href="http://www.step1.it/index.php?sez=articolo&amp;id=7013-lingue-ricorre-al-tar-contro-l-ateneo"> caso della Facoltà di Lingue</a>, ad esempio &#8211; ma mi limito a quelle che riguardano direttamente gli studenti e la loro attività &#8220;collaterale&#8221; allo status di studente, per le quali le &#8220;decisioni&#8221; dell&#8217;Ateneo, e del rettore in particolare, pesano come macigni senza possibilità d&#8217;appello.</p>
<p>1) Il caso Iannitti: il rettore Antonino Recca manda una lettera all&#8217;intero corpo docente dell&#8217;Universitò di Catania per informare della richiesta di un provvedimento disciplinare straordinario nei confronti dello studente di Scienze Politiche <a href="http://www.youtube.com/watch?v=MT47hb5ft9o">Matteo Iannitti</a>, reo di averlo gravemente diffamato (a dire del Rettore, ma questi non ha mai sporto querela) sul caso delle morti nella Facoltà di Farmacia. Nella lettera, che potete leggere <a href="http://movimentostudentesco.org/siamo-tutti-matteo">a questo link</a>, si chiede al preside Barone di prendere provvedimenti per via dell&#8217;attività politica dello studente, che sarebbe &#8220;incompatibile con il suo ruolo&#8221;. Il Preside ha risposto dando &#8220;solidarietà&#8221; al Rettore, ma per fortuna senza prendere nessun provvedimento. Della ridicola, ma gravissima, presa di posizione di Recca, hanno parlato in tutta Italia, sconvolti. Mai un rettore aveva solo osato suggerire a uno studente di non fare attività politica. Qui si è arrivati alle minacce di sanzioni disciplinari. E&#8217; utile anche ricordare che Recca, nel corso del suo mandato, ha avuto una posizione politica <a href="http://www.step1.it/index.php?id=6533-recca-una-scelta-coraggiosa-">all&#8217;interno dell&#8217;UDC</a>.</p>
<p>2) La Scuola Superiore di Catania, Centro di Eccellenza che in pochi anni è riuscito a diventare il riferimento italiano a sud di Pisa, non sarà più così &#8220;Eccellente&#8221;. Dal nuovo statuto è stata cancellata la parola &#8220;merito&#8221; nei requisiti di accesso, facendone praticamente una residenza universitaria come le altre, come denunciato da <a href="http://www.step1.it/index.php?id=7030-il-merito-non-abita-piu-qui">studenti</a> ed <a href="http://www.step1.it/index.php?id=7034-ssc-la-provocazione-degli-alumni--%C8-meglio-chiuderla">ex studenti</a> nei giorni scorsi.</p>
<p>3) Oggi arriva la notizia di radio Zammù: un breve comunicato degli studenti, che portano avanti la baracca senza nessun riconoscimento se non la passione e la soddisfazione di fare radio, denuncia lo stato delle cose. Potete leggerlo nella homepage di Radiozammu.it (chissà fino a quando) e lo ricopio di seguito.</p>
<p style="padding-left: 30px">
<pre style="padding-left: 30px">Dall'1 giugno si spegne Radio Zammù</pre>
<p>Il 28 marzo scorso, dopo esser venuti a conoscenza di un bando per il cambio di gestione di Radio Zammù, abbiamo chiesto chiarimenti ai vertici dell’ateneo per conoscere il futuro di noi studenti. Abbiamo atteso una risposta che non è mai arrivata. Al posto dei chiarimenti, martedì 17 maggio, abbiamo ricevuto la visita di sette impiegati dell’amministrazione dell&#8217;università che hanno controllato le attrezzature tecniche senza però sciogliere i dubbi dello staff di Radio Zammù. Per cercare di avere maggiori informazioni abbiamo chiamato alcune emittenti locali e siamo riusciti così a sapere che il vincitore del bando è il gruppo Rmb che entrerà in carica dal primo giugno. Gli studi dell’emittente saranno trasferiti dall’attuale sede nell’aula 24 dell’ex Monastero dei Benedettini a dei locali dell&#8217;università in via Umberto. Tutte queste informazioni non ci sono state comunicate né dall’ateneo né dai nuovi gestori che fino a questo momento ci hanno ignorati. Troviamo senza senso disperdere il patrimonio di competenze che in questi sei anni sono maturate all’interno della radio universitaria, credevamo fosse logico coinvolgere l’attuale staff nel nuovo progetto ma attualmente non è così. In questo momento Radio Zammù, in questa forma e con questi speaker, è destinata a fermare le trasmissioni il 31 maggio Gli studenti di Radio Zammù</p>
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		<title>Cercate foto di Catania? HECMAR su Panoramio</title>
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		<pubDate>Sun, 15 May 2011 05:44:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[HECMAR è un utente straordinario di Panoramio: ha catalogato oltre mille oltre 300 fotografie con breve descrizione e indicazione sulla mappa di google effettuata in maniera molto precisa. Per me che ho un blog che si chiama 095, potete immaginare che si tratta di un vero MITO! Il link al suo profilo su Panoramio, con [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>HECMAR è un utente straordinario di Panoramio: ha catalogato<del> oltre mille</del> oltre 300 fotografie con breve descrizione e indicazione sulla mappa di google effettuata in maniera molto precisa.</p>
<p>Per me che ho un blog che si chiama 095, potete immaginare che si tratta di un vero MITO!</p>
<p>Il link al suo profilo su Panoramio, con tutte le foto e le indicazioni per raggiungere i luoghi fotografati è a <a href="http://www.panoramio.com/user/660960">questo link</a>.</p>
<p>Come? Hecmar è un nome che avete letto anche da altre parti? Beh, è anche uno degli utenti più attivi sul forum catanese di Skyscrapercity, dove <a href="http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=431225">potete trovare</a> altre centinaia di foto splendide.</p>
<p>Intervisterò Hecmar il prima possibile. Se leggi questo blog, caro Hecmar, contattami!</p>
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		<title>Pensate alla Bellezza di Catania. Veni da Ittar</title>
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		<pubDate>Sat, 14 May 2011 22:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stefano Ittar (Owrócz, 1724 – Malta, 1790) è stato un architetto polacco, particolarmente attivo a Catania. Il suo nome è associato indissolubilmente alla locuzione &#8220;mi veni di Ittar&#8221;, che il catanese pronuncia quando ha un&#8217;attacco di vomito per l&#8217;emozione provocata dalla vertigine, a sua volta causata dall&#8217;ammirazione delle Bellezze architettoniche e paesaggistiche cittadine. Molto simile alla Sindrome di Stendhal. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><strong>Stefano Ittar</strong> (<a title="Owrócz" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Owr%C3%B3cz">Owrócz</a>, <a title="1724" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1724">1724</a> – <a title="Malta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Malta">Malta</a>, <a title="1790" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1790">1790</a>) è stato un architetto polacco, particolarmente attivo a Catania.</p>
<p>Il suo nome è associato indissolubilmente alla locuzione <em>&#8220;mi veni di Ittar&#8221;</em>, che il catanese pronuncia quando ha un&#8217;attacco di vomito per l&#8217;emozione provocata dalla vertigine, a sua volta causata dall&#8217;ammirazione delle Bellezze architettoniche e paesaggistiche cittadine. Molto simile alla<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_Stendhal"> Sindrome di Stendhal</a>.</p>
<p>Stefano realizzò la <a title="Porta Ferdinandea" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Porta_Ferdinandea">porta Ferdinandea</a> (1768), la <a title="Piazza Mazzini (Catania)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piazza_Mazzini_(Catania)">piazza di S. Filippo</a>(1768-69) e la <a title="Monastero della Santissima Trinità" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Monastero_della_Santissima_Trinit%C3%A0">chiesa della Trinità</a>. Gli si attribuiscono i prospetti della <a title="Basilica Collegiata (Catania)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_Collegiata_(Catania)">Basilica Collegiata</a> (dal 1768) e della <a href="http://www.panoramio.com/photo/3327068">chiesa di S. Martino dei Bianchi</a> (1774) e la chiesa del <a title="Chiesa di San Placido" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Placido">monastero di S. Placido</a> (1769). Per il <a title="Monastero di San Nicolò l'Arena" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Monastero_di_San_Nicol%C3%B2_l%27Arena">monastero benedettino di San Nicolò l&#8217;Arena</a> realizzò la cupola (1768-80) e l&#8217;attuale piazza Dante (1774-75). Gli si attribuiscono, inoltre, il completamento del <a title="Palazzo degli Elefanti (Catania)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_degli_Elefanti_(Catania)">Palazzo di Città di Catania</a>, il Priorato della <a title="Cattedrale di Sant'Agata (Catania)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Sant%27Agata_(Catania)">Cattedrale</a>.</p>
<p>Insomma: se Catania è una bella città, il merito è in una larga parte di questo polacco dal nome frainteso!</p>
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		<title>Dalla Tunisia al C.A.R.A. di Mineo (un video di Sonia Giardina)</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 16:38:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo straordinario lavoro di Sonia Giardina nel raccontare la Catania &#8220;che lotta&#8221; va avanti ormai da anni, e non è certo la prima volta che la cito in un post. Sonia è andata a Mineo, nei giorni del CARA, Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo, e ha realizzato una intervista che giornalisticamente da sola varrebbe il [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Lo straordinario lavoro di Sonia Giardina nel raccontare la Catania &#8220;che lotta&#8221; va avanti ormai da anni, e <a href="http://095.blogdo.net/tag/sonia-giardina/">non è certo la prima volta</a> che la cito in un post.</p>
<p>Sonia è andata a Mineo, nei giorni del CARA, Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo, e ha realizzato una intervista che giornalisticamente da sola varrebbe il 90% degli articoli letti nell&#8217;ultimo mese su tutti i quotidiani italiani, considerando in quel restante 10% <a href="http://fortresseurope.blogspot.com/">alcune</a> <a href="http://antoniomazzeoblog.blogspot.com/">rare</a> <a href="http://step1.it/index.php?id=6968-modello-lampedusa">eccezioni</a>.</p>
<p>E come sempre accanto alla notizia c&#8217;è uno straordinario talento <em>visivo</em>, come potete <em>vedere</em> nel <em>video </em>che segue.</p>
<p><a href="http://095.blogdo.net/dalla-tunisia-al-c-a-r-a-di-mineo-un-video-di-sonia-giardina/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p>
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		<title>Laith Mushtaq di Al Jazeera giorno 20 aprile ai Benedettini</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Apr 2011 19:36:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 20 aprile, ore 17.00, aula A1 del Monastero dei Benedettini. Pochi semplici riferimenti, ma indispensabili per chiunque voglia conoscere un reporter come pochi ce ne sono al mondo, Laith Mushtaq. Laith Mushtaq, un nome complicato ma che tutti gli appassionati giornalisti e blogger che in questi giorni seguono il Festival del Giornalismo di Perugia [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://095.blogdo.net/files/2011/04/laith_20aprile.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2720" src="http://095.blogdo.net/files/2011/04/laith_20aprile-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a><strong>Mercoledì 20 aprile, ore 17.00, aula A1 del Monastero dei Benedettini</strong>.</p>
<p>Pochi semplici riferimenti, ma indispensabili per chiunque voglia conoscere un reporter come pochi ce ne sono al mondo, <strong>Laith Mushtaq</strong>.</p>
<p>Laith Mushtaq, un nome complicato ma che tutti gli appassionati giornalisti e blogger che in questi giorni <a href="http://twitter.com/#search?q=%23ijf11">seguono il Festival del Giornalismo di Perugia</a> stanno imparando a conoscere e <em>stimare</em>.</p>
<p>Il suo lavoro è quello di giornalista, di inviato di guerra per la precisione, e lavora per l&#8217;ormai mitica &#8220;Al Jazeera&#8221;.</p>
<p>Laith ha contribuito negli anni a dare all&#8217;emittente del Qatar visibilità nei media occidentali, con le sue immagini esclusive (fa il cameraman di se stesso), e la grandissima credibilità che sappiamo, con i suoi servizi sul posto, da inviato vero, rarità assoluta nel panorama mondiale dell&#8217;informazione. «Non diventare parte di una fazione, ma dare alla gente gli strumenti  per giudicare», del resto, è il modo in cui Laith descrive la propria emittente, una lezione di giornalismo &#8220;oggettivo e anglosassone&#8221;. Modo di fare giornalismo che oggi, travolti da uno stile CNN asettico, che elimina ogni colore alle notizie lasciando l&#8217;idea  (spesso falsa) di oggettività , assume nuovamente un tono rivoluzionario. Rivoluzionario come <a href="http://aljazeeratalk.net/en">Al Jazeera Talk</a>, la &#8220;news room&#8221; che sta attuando quello che progetti come Current o Indymedia si prefiggono di fare, con risultati spesso deludenti, da anni.</p>
<p>Ogg si buon ben affermare che il riferimento, il &#8220;mito&#8221; di chi vuole fare giornalismo è &#8220;Al Jazeera&#8221;. Tra pochissimi giorni i catanesi avranno l&#8217;onore, rarissimo, di poter parlare con uno dei suoi migliori reporter, per sommergerlo di domande, magari. Non mi sembra poco.</p>
<p>Di seguito tutti i dati dell&#8217;evento e una chicca: la video-intervista che <strong>Salvo Catalano</strong>, giornalista di <strong>Step1</strong> ha fatto in anteprima a Laith prima del Festival di Perugia, inserita nel progetto &#8220;<a href="http://www.step1.it/index.php?id=6940-una-questione-di-miracoli">aspettando il Festival</a>&#8221;</p>
<p><span id="more-2719"></span><p><a href="http://095.blogdo.net/laith-mushtaq-di-al-jazeera-giorno-20-aprile-ai-benedettini/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p></p>
<p>Il popolo di Al Jazeera talk &#8211; La news room della democrazia</p>
<p>Incontro con Laith Mushtaq  cameraman e giornalista  inviato di guerra di Al Jazeera<br />
Mercoledì 20 aprile 2011 &#8211; ore 17:00 &#8211; Aula A1 Monastero dei Benedettini</p>
<p><span style="color: #262626"><span style="font-family: LucidaGrande"><span style="font-size: small">Saluti:Antonio Pioletti (docente Filologia romanza)</span></span></span></p>
<p><span style="color: #262626"><span style="font-family: LucidaGrande"><span style="font-size: small">Intervengono:</span></span></span></p>
<p><span style="color: #262626"><span style="font-family: LucidaGrande"><span style="font-size: small">Laura Silvia Battaglia (giornalista Avvenire)</span></span></span></p>
<p><span style="color: #262626"><span style="font-family: LucidaGrande"><span style="font-size: small">Fabio Chisari (docente Storia sociale dei media)</span></span></span></p>
<p><span style="color: #262626"><span style="font-family: LucidaGrande"><span style="font-size: small">Redattori e tutor di Step1</span></span></span></p>
<p><span style="color: #262626"><span style="font-family: LucidaGrande"><span style="font-size: small">Nel corso dell&#8217;incontro si terrà la proiezione del video</span></span></span></p>
<p><span style="color: #262626">“<span style="font-family: LucidaGrande"><span style="font-size: small">La rivoluzione di Al Jazeera” di Salvo Catalano</span></span></span></p>
<p><span style="color: #262626"><span style="font-family: LucidaGrande"><span style="font-size: small">L&#8217;incontro è organizzato da <a href="http://www.step1.it">Step1</a> dalla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell&#8217;Università di Catania<br />
</span></span></span></p>
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		<title>La &#8220;Normalità della Testimonianza&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 18:24:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì 4 marzo 2011: un evento, organizzato dall'Associazione Rita Atria, che parla di TESTIMONI DI GIUSTIZIA, ovvero "quelle persone coraggiose che testimoniano perché su alcuni fatti venga fatta giustizia". Figure quasi eroiche, che mettono a repentaglio la propria vita pur di non essere complici con il silenzio, tra difficoltà e sostegno, da parte dello Stato, che a volte MANCA. Figure eroiche, ma NORMALI, persone che come ognuno dovrebbe fare parlano, non stanno in silenzio, perché è quello che va fatto.

Di seguito il comunicato dell'evento la "Normalità della Testimonianza". Invito tutti i lettori a partecipare numerosi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><img class="alignleft" src="http://profile.ak.fbcdn.net/hprofile-ak-snc4/187879_183736914997414_273223_n.jpg" alt="" width="200" height="283" />Venerdì 4 marzo 2011: un evento, organizzato dall&#8217;A<a href="http://www.ritaatria.it/">ssociazione Rita Atria</a>, che parla di TESTIMONI DI GIUSTIZIA, ovvero &#8220;quelle persone coraggiose che testimoniano perché su alcuni fatti venga fatta giustizia&#8221;. Figure quasi eroiche, che mettono a repentaglio la propria vita pur di non essere complici con il silenzio, tra difficoltà e sostegno, da parte dello Stato, che a volte MANCA. Figure eroiche, ma NORMALI, persone che come ognuno dovrebbe fare parlano, non stanno in silenzio, perché è quello che va fatto.</p>
<p>Di seguito il comunicato dell&#8217;evento la <strong>&#8220;Normalità della Testimonianza</strong>&#8220;. Invito tutti i lettori a partecipare numerosi.</p>
<p><span id="more-2667"></span></p>
<p>CATANIA: dopo l&#8217;incontro a Milazzo (ME) del 3 marzo, anche a Catania si parla di Testimoni di Giustizia con i protagonisti e con chi, in vari settori, si impegna affinché le loro storie diventino anche le nostre. La &#8220;Normalità della Testimonianza&#8221;.</p>
<p>Anche a Catania l&#8217;Associazione &#8220;Rita Atria&#8221; ritiene che occorra agire INSIEME ed ecco perché ha cercato la condivisione con realtà cittadine che in questi anni hanno prestato una attenzione particolare ai temi della testimonianza in ogni sua forma ed espressione.<br />
Storie di uomini e donne &#8220;ombre&#8221; in una Italia dove Esisti se Appari. La consistenza dell&#8217;essere e la necessità che le esistenze dei Testimoni ci appartengano.<br />
Storie che non devono scoraggiare, ma che devono farci assumere degli impegni e far capire il valore della cittadinanza attiva e responsabile.<br />
Vogliamo ringraziare la rivista Casablanca, l&#8217;associazione Città Insieme e gli instancabili ragazzi della testata Step1&#8230; un incontro che vuole sottolineare anche l&#8217;importanza di camminare INSIEME.</p>
<p>Sono previsti due momenti:<br />
<strong>ore 16.30</strong> presso la libreria Selinoon (piazza Vittorio Emanuele III, 8<br />
Angelo Greco, autore del Libro &#8220;Tra l&#8217;incudine e il martello&#8221; (inchiesta sul mondo dei testimoni di giustizia) incontra i lettori e i giornalisti. Saranno presenti anche i Testimoni Piera Aiello e &#8220;Ulisse&#8221; (nome in codice per motivi di sicurezza). Un incontro dove i giornalisti potranno intervistare i protagonisti.</p>
<p><strong>ore 18.00</strong>, CGIL, Sala S. Russo, via Crociferi 40<br />
incontro dibattito &#8220;La Normalità della Testimonianza&#8221;<br />
con</p>
<p>Piera Aiello: testimone di giustizia, cognata di Rita Atria (oggi vive in località segreta) -<br />
Nadia Furnari: Autrice del primo dossier in Italia sui testimoni di giustizia &#8211; Ass. &#8220;Rita Atria&#8221;<br />
Daniela Morozzi: Attrice. Autrice del docufilm sui testimoni di giustizia. Verrà proiettato in anteprima un trailer di 5 minuti.<br />
&#8220;Ulisse&#8221;: Testimone di Giustizia (oggi vive in località segreta)</p>
<p>Coordinano l&#8217;incontrano<br />
Graziella Proto, direttrice della rivista Casablanca<br />
Carmen Valisano, giornalista &#8211; Testata Step1</p>
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		<title>My Hometown Catania Night</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 20:54:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 22 dicembre è LA notte di My Hometown Catania, il documentario di Marco Pirrello che racconta la Catania del rock di ieri e di oggi. Il &#8220;rockumentary&#8221; è prodotto da UPress, l&#8217;associazione a sostegno del giornalismo universitario ed è nato all&#8217;interno del Laboratorio di Inchieste e Videogiornalismo di Step1 (www.step1.it). Durante la serata di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div><strong><a href="http://095.blogdo.net/files/2010/12/myhometonw_lowres.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2650" src="http://095.blogdo.net/files/2010/12/myhometonw_lowres-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /></a>Il 22 dicembre è LA notte di </strong><a href="http://095.blogdo.net/my_hometown/"><strong>My Hometown Catania</strong></a>, il documentario di <a href="http://095.blogdo.net/my_hometown/">Marco Pirrello</a> che  racconta la Catania del rock di ieri e di oggi. Il &#8220;rockumentary&#8221; è  prodotto da <strong><a href="http://www.upress.it">UPress</a>,</strong> l&#8217;associazione a sostegno del giornalismo  universitario ed è nato all&#8217;interno del Laboratorio di Inchieste e  Videogiornalismo di <strong>Step1</strong> (<a href="http://www.step1.it">www.step1.it</a>).</div>
<div>Durante la serata di presentazione, l&#8217;autore parlerà del suo dvd e  si esibiranno le quattro band protagoniste del documentario: <strong><a href="http://www.facebook.com/group.php?v=wall&amp;gid=65439807504#!/group.php?gid=65439807504">Crabs</a>,  <a href="http://www.myspace.com/dossiartificiali">Dossi Artificiali</a>, <a href="http://www.myspace.com/narayanband">Narayan</a> e <a href="http://www.introversia.com/">Introversia</a></strong>. A seguire <strong>Rumori Sound System  dj set (A. Vetrano &amp; JJ Salafia)</strong>.</div>
<div>L&#8217;intera &#8220;night&#8221; andrà in diretta su <strong>Radio Zammù</strong> (<a href="http://www.radiozammu.it">www.radiozammu.it</a> o 101.00 in FM)</div>
<p>Quando: 22 dicembre 2010 Ore 21:00<br />
Dove: <a href="http://www.zoculture.it/"><strong>Zo &#8211; Centro culture contemporanee</strong></a> / piazzale Asia 6 &#8211; Catania<br />
Prezzo:<strong> 2 euro</strong> oppure <em>promozione acquistio dvd &#8220;My Hometown&#8221; + ingresso: 6 euro</em></p>
<div class="shr-publisher-2657"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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