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	<title>095 &#187; Informazione</title>
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	<description>Blog di Catania e Provincia Etnea</description>
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		<title>Niente da dire? No, è che sto solo cercando il modo (mio)</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 17:55:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Catania è la città dove vivo, e questo blog è dedicato a Catania. Un legame talmente stretto che il nome, per chi non se ne fosse accorto, prende spunto dal prefisso telefonico. Ma cosa scrivo qui dentro? In tanti anni, da quando nell&#8217;ormai lontano maggio 2008 questo blog è stato creato (ricordiamo la bonanima della [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Catania è la città dove vivo, e <strong>questo blog è dedicato a Catania</strong>. Un legame talmente stretto che il nome, per chi non se ne fosse accorto, prende spunto dal prefisso telefonico. Ma cosa scrivo qui dentro? In tanti anni, da quando nell&#8217;ormai lontano maggio 2008 questo blog è stato creato (ricordiamo la bonanima della vecchia piattaforma bloglist), l&#8217;informazione online in questa città è cresciuta fino a raggiungere nuove certezze. Tra queste, una: un blog come questo qui nel 2012 non ha senso di esistere.</p>
<p>Qui non si fa<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Editoriale"> commento</a>. Per fare un buon commento servono ore di riflessione, tanta esperienza e maturità. A 28 anni non ho nessuna di queste qualità, e nemmeno la faccia tosta per spacciarmi per un esperto di comunicazione, cosa che in molti con meno esperienza di me invece fanno. Per fortuna c&#8217;è chi fa il commento, e mi riferisco in particolar modo ad <a href="http://www.argocatania.org/">Argo</a>. Nato più o meno nello stesso periodo di <a href="http://www.ucuntu.org/">Ucuntu</a>, i due siti catanesi sono le due facce del giornalismo militante cittadino. Da un lato, da Argo, ci stanno coloro che seguono l&#8217;associazionismo, lo vivono, ne hanno esperienza diretta in posizioni critiche ma aperte, senza ideologia di fondo se non il <em>buon senso</em>. Dall&#8217;altro, è il caso di Ucuntu, ci stanno quelli che l&#8217;antimafia è l&#8217;unico partito, e il compromesso, anche piccolo, è inconcepibile per definizione. Sono i duri, come Riccardo Orioles, che hanno appena lanciato la nuova edizione de <a href="http://isiciliani.it/">I Siciliani</a>. L&#8217;ammirazione per Argo e per I Siciliani è l&#8217;unico motivo per cui non cito altri</p>
<p>Qui non si fa <a href="http://www.impariamoascrivere.it/index.php?pagina=cronaca">cronaca</a>. E&#8217; bello fare cronaca, ma purtroppo serve esperienza, buona volontà e rapidità. Tutte cose che al blogger che gestisce 095 mancano. E quindi? La lasciamo ai quotidiani, cartacei come il solito (ma purtroppo imprescindibile, ancora oggi) <a href="lasicilia.it">La Sicilia</a>, o il <a href="http://www.qds.it/">Quotidiano di Sicilia</a>, e a quelli online, come il <a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/catania/">Corriere del Mezzogiorno</a> sezione Catania e naturalmente <strong><a href="http://www.ctzen.it">Ctzen</a></strong>, dove lavoro da un bel po&#8217; con molte soddisfazioni. Non c&#8217;è da aggiungere molto altro, solo <a href="http://www.sudpress.it/">Sud</a> e <a href="http://www.cataniaoggi.it/">Catania Oggi</a>.</p>
<p>Qui non si parla di politica. Per questo c&#8217;è <a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/37132">CataniaPolitica</a> (speriamo ancora per tanto tempo),<a href="http://www.ienesiciliane.it/"> Le Iene Sicule</a>, <a href="http://thelorereport.blogdo.net/">The Lo Re Report</a>&#8230; Tutti loro hanno un contatto diretto con i politici locali, cosa che l&#8217;autore di questo blog non ha, sempre a causa della pigrizia di cui sopra.</p>
<p>Qui non si fa <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Microblogging">microblogging</a>, o almeno non solo questo. Per il microblogging c&#8217;è<a href="http://www.cataniatoday.it/"> Catania Today</a>, che ha la forma di un quotidiano online e la mission di informare presto, prima degli altri. Si ricopiano molto i comunicati e i dispacci di agenzia quindi, si preferisce lasciare traccia di sè in modo veloce, facendo tanti contatti subito. Ma si perde l&#8217;identità. E 095 vuole essere un blog, quindi con una identità ben specifica (vedere la foto enorme in home, sono io). Sulla scia ci sono molti progetti simili, come la piattaforma <a href="http://catania.blogsicilia.it/">Blog Sicilia</a>, quelli che vanno a prendere il caffé con.</p>
<p>Qui non si fa inchiesta. E chi fa inchiesta in Sicilia? Sono pochi, ma faccio prima a citare due nomi di persone che stimo: <strong><a href="https://twitter.com/#!/rosamdinatale">Rosa Maria Di Natale</a> </strong>e<strong> il giovane <a href="https://twitter.com/#!/antcondorelli">Antonio Condorelli</a></strong>. Cito anche <a href="http://antoniomazzeoblog.blogspot.com/">Antonio Mazzeo</a>, <a href="http://www.youtube.com/user/soniakiarostami">Sonia Giardina</a>. Non altri, perché purtroppo il giornalismo è inteso come mestiere, e l&#8217;unica discriminante per definirsi tali è &#8220;io campo col giornalismo&#8221;, e le inchieste sono davvero cosa per pochi. Rosa Maria Di Natale è una professionista stimata a livello nazionale, vincitrice del premio Ilaria Alpi qualche anno fa (2007) per Hotel Librino, e docente a contratto di giornalismo all&#8217;università di Catania. Oggi scrive per Repubblica. Antonio Condorelli è uno che pur avendo solo un paio d&#8217;anni più di me ha uscito fuori un lavoro, insieme a Sigrfrido Ranucci, che si chiama I Viceré per Report, e oggi dirige la sezione catanese del magazine S.</p>
<p>In sostanza che si fa in questo blog? Se la cosa non vi dispiace, da oggi scriverò quel che mi pare, senza generi, senza particolari problemi sul contenuto.</p>
<p>E se vi dispiace, commentate, che a me non dispiace!</p>
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		<title>Riscaldate i motori delle lape: arriva CtZen</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 16:37:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CtZen, si legge &#8220;targa di Catania + Zen&#8221;, ma significa &#8220;giornalismo a Catania fatto bene da gente giovane che guarda ai cittadini&#8221;. Dite Cittizen che fate prima. Chi sono? Quelli della lapa, che guardando il logo non si sbaglia. Quelli di Step1, il vecchio e glorioso giornale online della vecchia e gloriosa facoltà di Lingue [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><strong>CtZen</strong>, si legge <em>&#8220;targa di Catania + Zen&#8221;</em>, ma significa <em>&#8220;giornalismo a Catania fatto bene da gente giovane che guarda ai cittadini&#8221;</em>. Dite Cittizen che fate prima. Chi sono? Quelli della lapa, che guardando il logo non si sbaglia. Quelli di Step1, il vecchio e glorioso giornale online della vecchia e gloriosa facoltà di Lingue e Letterature straniere.</p>
<p>I giovani redattori sono cresciuti, e adesso sfornano un quotidiano online vero e proprio, che si rivolge al locale e all&#8217;iperlocale, ma che per qualità guarda in alto, ai quotidiani nazionali.</p>
<p>Che dire di più? Non molto, solo di andare a leggerlo ogni mattina, tanto da farne il primo click della vostra giornata da catanesi che vogliono tenersi informati.</p>
<p><a href="http://ctzen.it/">Ctzen.it</a> &#8211; <a href="http://ctzen.it/2011/12/05/buongiorno-catania/">Il primo Editoriale</a></p>
<p style="text-align: center"><p><a href="http://095.blogdo.net/riscaldate-i-motori-della-lapa-arriva-ctzen/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p></p>
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		<title>Una nuova avventura</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 13:41:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si chiama unaredazionesottosfratto, ed è fatto da una Redazione sotto sfratto, quella di STEP1. Step1 era il mio giornale preferito, poi sono diventato un redattore, e ora sono tra i redattori sotto sfratto. Spero di non aver portato sfiga, ma questo post è dedicato soprattutto a un caro amico (vedere video)]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Si chiama <a href="http://redazionesottosfratto.it/">unaredazionesottosfratto</a>, ed è fatto da una Redazione sotto sfratto, quella di <a href="http://www.step1.it">STEP1</a>.<br />
Step1 era il mio giornale preferito, poi sono diventato un redattore, e ora sono tra i redattori sotto sfratto. Spero di non aver portato sfiga, ma questo post è dedicato soprattutto a un caro amico (vedere video)</p>
<p><a href="http://095.blogdo.net/una-nuova-avventura/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p>
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		<title>Flash mob anti nucleare a Catania &#8211; video</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 15:39:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutti a terra, di botto. La gente che passa senza sapere si guarda perplessa &#8220;cosa succede&#8221;, il divertimento si trasforma in preoccupazione dopo pochi istanti&#8230; Un flash mob &#8220;da paura&#8221;, svoltosi in via Etnea il 29 maggio, sulla scia (figurata) di quelli fatti in numerose altre città italiane. A Catania però è venuto particolarmente bene. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://095.blogdo.net/flash-mob-anti-nucleare-a-catania-video/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p>
<p>Tutti a terra, di botto. La gente che passa senza sapere si guarda perplessa &#8220;cosa succede&#8221;, il divertimento si trasforma in preoccupazione dopo pochi istanti&#8230;</p>
<p>Un flash mob &#8220;da paura&#8221;, svoltosi in via Etnea il 29 maggio, sulla scia (figurata) di quelli fatti in numerose altre città italiane. A Catania però è venuto particolarmente bene.</p>
<p>Il video l&#8217;ho trovato sul gruppo facebook di &#8220;Lo Sai Catania&#8221;, ragazzi che, da quel poco che sono riuscito a capire, fa &#8220;rete&#8221; con tanti altri gruppi &#8220;Lo Sai&#8221; sparsi per l&#8217;Italia, che si ritrovano su <a href="http://losai.forumfree.it">questo forum</a>. Qualcosa di simile ai vecchi &#8220;meetup&#8221; degli amici di Beppe Grillo (prima che la politica li spaccasse), ma un po&#8217; più underground.</p>
<p>Il gruppo segue con molta convinzione le varie teorie complottistiche del tipo &#8220;scie chimiche&#8221; o &#8220;signoraggio bancario&#8221; che sono andate di moda per il web in questi anni; questo aspetto potrebbe portare la maggioranza delle persone a prenderli poco sul serio&#8230;</p>
<p>Solo che l&#8217;allarmismo sul nucleare, che richiama ai &#8220;giochi di potere&#8221; tra stati europei, interessi delle <a href="http://www.centroimpastato.it/publ/online/Acqua.php3">multinazionali francesi dell&#8217;acqua</a> e del <a href="http://italia.edf.com/attivita/progetti-nucleari-46493.html">nucleare</a> in rapporto con il debito pubblico italiano, è purtroppo molto credibile e non solo &#8220;una teoria fantasiosa&#8221;. Il solo sospetto che le cose stiano così potrebbe &#8211; si spera &#8211; far votare 4 sì al referendum del 12 e 13 giugno in attesa di capirci di più.</p>
<p>Di seguito il video con il piccolo &#8220;seminario&#8221; tenuto dai volenterosi ragazzi di &#8220;Lo Sai&#8221; alla villa Bellini. Un ottimo spunto per approfondire, per chi come me sa già come votare (4 Sì) ma non ha ben studiato la questione, e soprattutto per chi è ancora in dubbio: se tanta gente si mobilita, forse dovreste prendervi qualche tempo per riflettere sulla questione&#8230;</p>
<p><a href="http://095.blogdo.net/flash-mob-anti-nucleare-a-catania-video/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p>
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		<title>Dalla Tunisia al C.A.R.A. di Mineo (un video di Sonia Giardina)</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 16:38:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo straordinario lavoro di Sonia Giardina nel raccontare la Catania &#8220;che lotta&#8221; va avanti ormai da anni, e non è certo la prima volta che la cito in un post. Sonia è andata a Mineo, nei giorni del CARA, Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo, e ha realizzato una intervista che giornalisticamente da sola varrebbe il [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Lo straordinario lavoro di Sonia Giardina nel raccontare la Catania &#8220;che lotta&#8221; va avanti ormai da anni, e <a href="http://095.blogdo.net/tag/sonia-giardina/">non è certo la prima volta</a> che la cito in un post.</p>
<p>Sonia è andata a Mineo, nei giorni del CARA, Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo, e ha realizzato una intervista che giornalisticamente da sola varrebbe il 90% degli articoli letti nell&#8217;ultimo mese su tutti i quotidiani italiani, considerando in quel restante 10% <a href="http://fortresseurope.blogspot.com/">alcune</a> <a href="http://antoniomazzeoblog.blogspot.com/">rare</a> <a href="http://step1.it/index.php?id=6968-modello-lampedusa">eccezioni</a>.</p>
<p>E come sempre accanto alla notizia c&#8217;è uno straordinario talento <em>visivo</em>, come potete <em>vedere</em> nel <em>video </em>che segue.</p>
<p><a href="http://095.blogdo.net/dalla-tunisia-al-c-a-r-a-di-mineo-un-video-di-sonia-giardina/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p>
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		<title>Migranti stipati al Palanitta. Di nuovo.</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 18:09:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catania]]></category>
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		<description><![CDATA[Stavolta sono 124, e sono di nuovo egiziani: pare che si siano spacciati per &#8220;libici&#8221; pur di essere accolti a largo di Riposto. Come accadde pochi mesi fa, anche questa volta i migranti sono stati &#8220;accolti&#8221; nel Palanitta di Librino. &#8220;Accolti&#8221; tra virgolette, perché il Palanitta è un palasport, non è certo un centro attrezzato [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Stavolta sono 124, e sono di nuovo egiziani: pare che si siano spacciati per &#8220;libici&#8221; pur di essere accolti a largo di Riposto. Come accadde pochi mesi fa, anche questa volta i migranti sono stati &#8220;accolti&#8221; nel Palanitta di Librino.</p>
<p>&#8220;Accolti&#8221; tra virgolette, perché il Palanitta è un palasport, non è certo un centro attrezzato per accogliere nessuno! Nemmeno le squadre in trasferta, visto che è inagibile per la maggiorparte come impianto sportivo, figuriamoci 124 disperati&#8230;</p>
<p>Eppure ogni volta che si presenta l&#8217;occasione viene usato per stivare, come se si trattasse di merci di presunto contrabbando sotto fermo amministrativo, alla periferia della città e in zona &#8220;tranquilla&#8221;, i poveri disperati che scappano da &#8220;casa loro&#8221;.</p>
<p>Che fine faranno? Probabilmente dopo un rapido &#8220;riconoscimento&#8221;, qualche accertamento medico, verranno mandati di corsa in Egitto. Come se in Egitto la situazione fosse facile, normale.</p>
<p>Sono stato al Palanitta circa un&#8217;ora fa, ho fatto pochissime foto all&#8217;esterno. Una calma piatta, mentre il quartiere (Librino, naturalmente) attorno non si è nemmeno accorto di nulla. I ragazzini giocano a calcio, i ragazzi più grandi arrivano col borsone in attesa di entrare al palazzetto per gli allenamenti di boxe &#8211; unica disciplina che ancora si svolge al Palanitta, visto che il parquet è impraticabile &#8211; e mestamente se ne ritornano indietro senza lamentarsi. A Librino i disservizi sono normali, e anche il Palasport utilizzato come deposito di gente indesiderata, arrivata al porto cittadino ed efficientemente avviata all&#8217;espulsione in meno di 24 ore.</p>
<p>Ve le mostro di seguito, le foto. Non che ci sia molto da vedere, mentre più sotto da vedere è il bellissimo video di Sonia Giardina che narra della situazione venutasi a creare al Palanitta qualche mese fa, quando gli espulsi erano per una buona parte minori, con annessa protesta in aeroporto.</p>
<p>LE FOTO<br />
<object width="400" height="300"> <param name="flashvars" value="offsite=true&lang=it-it&page_show_url=%2Fphotos%2Fleandro095%2Fsets%2F72157626318420400%2Fshow%2F&page_show_back_url=%2Fphotos%2Fleandro095%2Fsets%2F72157626318420400%2F&set_id=72157626318420400&jump_to="></param> <param name="movie" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649"></param> <param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" allowFullScreen="true" flashvars="offsite=true&lang=it-it&page_show_url=%2Fphotos%2Fleandro095%2Fsets%2F72157626318420400%2Fshow%2F&page_show_back_url=%2Fphotos%2Fleandro095%2Fsets%2F72157626318420400%2F&set_id=72157626318420400&jump_to=" width="400" height="300"></embed></object></p>
<p>IL VIDEO DI SONIA GIARDINA<br />
<p><a href="http://095.blogdo.net/migranti-stipati-al-palanitta-di-nuovo/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p></p>
<p>AGGIORNAMENTO: da una news ANSA di pochi minuti fa, pare che i migranti verranno trasferiti per la maggiorparte a Pozzallo (RG). </p>
<div class="shr-publisher-2695"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>My Hometown Catania Night</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 20:54:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 22 dicembre è LA notte di My Hometown Catania, il documentario di Marco Pirrello che racconta la Catania del rock di ieri e di oggi. Il &#8220;rockumentary&#8221; è prodotto da UPress, l&#8217;associazione a sostegno del giornalismo universitario ed è nato all&#8217;interno del Laboratorio di Inchieste e Videogiornalismo di Step1 (www.step1.it). Durante la serata di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div><strong><a href="http://095.blogdo.net/files/2010/12/myhometonw_lowres.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2650" src="http://095.blogdo.net/files/2010/12/myhometonw_lowres-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /></a>Il 22 dicembre è LA notte di </strong><a href="http://095.blogdo.net/my_hometown/"><strong>My Hometown Catania</strong></a>, il documentario di <a href="http://095.blogdo.net/my_hometown/">Marco Pirrello</a> che  racconta la Catania del rock di ieri e di oggi. Il &#8220;rockumentary&#8221; è  prodotto da <strong><a href="http://www.upress.it">UPress</a>,</strong> l&#8217;associazione a sostegno del giornalismo  universitario ed è nato all&#8217;interno del Laboratorio di Inchieste e  Videogiornalismo di <strong>Step1</strong> (<a href="http://www.step1.it">www.step1.it</a>).</div>
<div>Durante la serata di presentazione, l&#8217;autore parlerà del suo dvd e  si esibiranno le quattro band protagoniste del documentario: <strong><a href="http://www.facebook.com/group.php?v=wall&amp;gid=65439807504#!/group.php?gid=65439807504">Crabs</a>,  <a href="http://www.myspace.com/dossiartificiali">Dossi Artificiali</a>, <a href="http://www.myspace.com/narayanband">Narayan</a> e <a href="http://www.introversia.com/">Introversia</a></strong>. A seguire <strong>Rumori Sound System  dj set (A. Vetrano &amp; JJ Salafia)</strong>.</div>
<div>L&#8217;intera &#8220;night&#8221; andrà in diretta su <strong>Radio Zammù</strong> (<a href="http://www.radiozammu.it">www.radiozammu.it</a> o 101.00 in FM)</div>
<p>Quando: 22 dicembre 2010 Ore 21:00<br />
Dove: <a href="http://www.zoculture.it/"><strong>Zo &#8211; Centro culture contemporanee</strong></a> / piazzale Asia 6 &#8211; Catania<br />
Prezzo:<strong> 2 euro</strong> oppure <em>promozione acquistio dvd &#8220;My Hometown&#8221; + ingresso: 6 euro</em></p>
<div class="shr-publisher-2657"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Il sondaggio degli &#8220;Amici della Villa Bellini&#8221;</title>
		<link>http://095.blogdo.net/il-sondaggio-degli-amici-della-villa-bellini/</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Nov 2010 13:35:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Catania]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;VILLA Bellini a 2 mesi dalla riapertura: le opinioni dei cittadini&#8221;. È questo l&#8217;oggetto di una email giunta a molte caselle di posta atanesi in questi giorni, in cui gli attivissimi autori del blog http://villabellini.wordpress.com/ meglio noti (su Facebook) come &#8220;Amici della Villa Bellini&#8221; hanno lanciato l&#8217;iniziativa &#8220;Movimentare la Villa&#8221;. Tante micro-azioni previste nei prossimi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>&#8220;VILLA Bellini a 2 mesi dalla riapertura: le opinioni dei cittadini&#8221;. È questo l&#8217;oggetto di una email giunta a molte caselle di posta atanesi in questi giorni, in cui gli attivissimi autori del blog <a href="http://villabellini.wordpress.com/">http://villabellini.wordpress.com/ </a> meglio noti (su Facebook) come &#8220;<a href="http://it-it.facebook.com/pages/Amici-della-Villa-Bellini/110481889011664">Amici della Villa Bellini</a>&#8221; hanno lanciato l&#8217;iniziativa &#8220;Movimentare la Villa&#8221;. Tante micro-azioni previste nei prossimi mesi per parlare dei singoi aspetti controversi del &#8220;rinnovato&#8221; Giardino. Aspetti emersi da un interessantisimo sondaggio, curato da un gruppo di ricerca della Facoltà di Scoenze Politiche di Catania. I risultati di questo sondaggio li potete leggere di seguito.</p>
<p><span id="more-2637"></span></p>
<p><strong>ASPETTI QUANTITATIVI</strong></p>
<p><strong>Percezione sui lavori di restauro</strong></p>
<p>Su un campione di 535 intervistati, interrogati nel corso<br />
dei primi 2 mesi dalla riapertura della Villa Bellini, il<br />
54,9% reputa che dopo i lavori effettuati il Giardino sia<br />
migliorato, il 17,8% non ha riscontrato sostanziali<br />
differenze, mentre il 24% la ritiene peggiorata. Tuttavia,<br />
anche i &#8220;soddisfatti&#8221; non mancano di riscontrare<br />
lacune, che si sintetizzano principalmente nell&#8217;assenza<br />
di animali e spazi di gioco per i bambini.</p>
<p><a href="http://095.blogdo.net/files/2010/11/sondaggio_Villa_01.jpg"><img class="size-full wp-image-2638 alignleft" src="http://095.blogdo.net/files/2010/11/sondaggio_Villa_01.jpg" alt="" width="297" height="293" /></a><strong>E&#8217; meglio o peggio di come te la ricordavi? </strong></p>
<ul>
<li><strong>Meglio:  54,7</strong></li>
<li><strong> La stessa: 17,8</strong></li>
<li><strong>Peggio: 24,0</strong></li>
</ul>
<p><strong>&#8220;Dimenticanze&#8221; dei progettisti</strong></p>
<p>Alla domanda &#8220;cosa si potrebbe fare ancora per migliorarla?&#8221;, le risposte si sono principalmente<br />
concentrate sulla necessità di mantenere pulita la Villa e sulla garanzia di un ambiente sicuro e<br />
preservato da vandalismi, istanze che insieme rappresentano il 77% delle risposte fornite. Il 40%<br />
dei fruitori ritiene inoltre che vi siano dei lavori tuttora incompiuti, e che sia quindi indispensabile<br />
ultimarli per giungere ad un reale miglioramento. Ad esempio Luigi, cittadino catanase, auspica il<br />
completamento dei passamano, mentre altri suoi concittadini gradirebbero interventi sui sentieri<br />
incompleti dei vialetti e su qualche buca della pavimentazione. Sorprendentemente, solo il 36,9%<br />
di tutti gli intervistati ritiene una priorità la ricostruzione della Casina Cinese incendiata nel 2001.</p>
<p><strong><a href="http://095.blogdo.net/files/2010/11/sondaggio_Villa_02.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2639" src="http://095.blogdo.net/files/2010/11/sondaggio_Villa_02.jpg" alt="" width="560" height="221" /></a>Cosa si potrebbe fare ancora per migliorarla?<br />
</strong></p>
<ul>
<li><strong> Mantenerla pulita 58,1</strong></li>
<li><strong> Far sì che diventi un luogo più sicuro 57,1</strong></li>
<li><strong> Finire i lavori incompiuti 40,6</strong></li>
<li><strong> Ricostruire la &#8220;Casina Cinese&#8221; 36,9</strong></li>
</ul>
<p><strong>Proiezioni della cittadinanza</strong></p>
<p>La compilazione dei questionari ha fatto emergere proiezioni eterogenee dello spazio Villa da parte<br />
dei cittadini. Quasi il 60% dei rispondenti lamenta la mancanza di giochi e spazi per bambini,<br />
posizione condivisa tanto da chi rimpiange le attrattive di un tempo per i più piccoli nello spazio<br />
centrale ora ridotto a &#8220;un campo di fango&#8221; quanto da chi denuncia la pericolosità dei giochi attuali.<br />
Sulla stessa percentuale si attesta la volontà di attività serali culturali e non, come mostre, concerti,<br />
karaoke e finanche discoteche, anche se non manca chi teme che un&#8217;apertura notturna possa<br />
incentivare atti vandalici. Numerosi sono anche i richiedenti l&#8217;attivazione di nuovi servizi quali<br />
bibliotehe, ludoteche e caffè (47,2%) e la costruzione di nuove infrastrutture come teatri e cinema<br />
(44,8%).</p>
<p><strong><a href="http://095.blogdo.net/files/2010/11/sondaggio_Villa_03.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2640" src="http://095.blogdo.net/files/2010/11/sondaggio_Villa_03.jpg" alt="" width="529" height="212" /></a>Cosa servirebbe alla Villa?</strong></p>
<ul>
<li><strong>Aprirla anche la sera 57,5</strong></li>
<li><strong> Aggiungere più giochi per i bambini 57,1</strong></li>
<li><strong> Attivare altri servizi per tutti 47,2</strong></li>
<li><strong> Costruire nuove infrastrutture 44,8</strong></li>
</ul>
<p></br></br></br></br></br></br></br></br></br></br></br></br><br />
<strong>ASPETTI QUALITATIVI</strong></p>
<p><strong>Lo stile tradito</strong></p>
<p>Durante la somministrazione dei questionari sono emerse diverse considerazioni critiche circa il<br />
nuovo stile della Villa, giudicato da alcuni &#8220;troppo moderno&#8221;. Diversi intervistati rimpiangono<br />
configurazioni architettoniche del passato, in particolare l&#8217;acciottolato bianco e nero dei vialetti, le<br />
fontanelle con l&#8217;acqua potabile, la presenza dell&#8217;orologio, le vecchie panchine e i vecchi lampioni di<br />
ghisa e la pavimetazione, giudicata inadatta per percorsi ciclistici. Questa la testimonianza di una<br />
mamma: «È rimasta chiusa troppo tempo per dare, alla fine, un risultato mediocre che non ha del<br />
tutto soddisfatto le esigenze di noi fruitori. Senza dubbio essa risulta ripulita e migliorata dal punto<br />
di vista dell&#8217;illuminazione, ma l&#8217;interpretazione moderna mi lascia perplessa. È inoltre triste<br />
osservare che non è stata realizzata alcuna area semplicemente per accogliere la sosta su un<br />
tappeto erboso, per stendersi come accade in tutti i giardini occidentali. Credo che tutto ciò sia<br />
dovuto alla metodologia di progetto messo in atto, che non concede margini di analisi e,<br />
successivamente, di proposta alle reali esigenze della collettività.»</p>
<p><strong>Tutelare la Villa e chi ne fruisce</strong></p>
<p>L&#8217;aver riottenuto la possibilità di accedere alla Villa dopo diversi anni di chiusura ha molto<br />
probabilmente indirizzato il contenuto dei commenti &#8220;a caldo&#8221; dei fruitori, molti dei quali<br />
auspicano un servizio di vigilanza continuativo così da prevenire eventuali atti vandalici. Non<br />
mancano a tal proposito posizioni più estreme, forse acuite dai vandalismi già riscontrati in questi<br />
primi due mesi dalla riapertura, come quella di Simone, che gradirebbe la presenza della guardia<br />
forestale a vigilare l&#8217;ordine, o come quella di chi indica come necessaria l&#8217;installazione di circuiti di<br />
videosorveglianza. Piuttosto esplicativa la testimonianza di un anonimo intervistato: «Non deve<br />
essere aperta se non custodita perché non è cosa per i catanesi!»<br />
Altrettanto corposo il fronte di chi mette l&#8217;accento su una adeguata sicurezza delle persone che<br />
fruiscono la Villa (il 57,1% di tutti gli intervistati), ottenibili secondo gli intervistati attraverso un<br />
miglior sistema di illuminazione e una costante sorveglianza.</p>
<p><strong>Un giardino&#8230;poco verde</strong></p>
<p>Tra gli elementi di delusione che spiccano maggiormente sono rilevanti i commenti sulla mancanza<br />
e noncuranza della vegetazione. Molti rimpiangono le aiuole artistiche, come quelle che<br />
riproducevano le note musicali sul viale che costeggia via Sant’Euplio, mentre alcuni denunciano<br />
l’estirpazione di piante monumentali, tipo la “monetina di papa”. Risulta inoltre insufficiente la<br />
varietà floreale e la manutenzione botanica.<br />
Diversi commentatori auspicherebbero la creazione di un ampio prato verde, presente nella<br />
maggior parte dei parchi urbani europei, così come l’inserimento di pannelli esplicativi sulle specie<br />
vegetali presenti. Quest’ultima carenza riguarda più in generale la segnaletica dell’intero parco.<br />
Per quanto riguarda la fauna, la sua sostituzione con delle riproduzioni in ferro ha suscitato<br />
reazioni di scontento tra i fruitori, che preferirebbero il ritorno di animali in “&#8230;carne ed ossa”,<br />
soprattutto i cigni e le papere della fontana centrale.</p>
<p><strong>La Villa per tutte le età</strong></p>
<p>La maggior parte degli intervistati lamenta la mancanza della “Bambinopoli”, cioè di un’area<br />
interamente dedicata all’intrattenimento dei più piccoli. Gli intervistati propongono di organizzare<br />
attività ludiche, animazione per i bambini e di inserire più giochi rendendoli sicuri, poiché quelli<br />
presenti sono ritenuti instabili. In particolare suggeriscono di ricollocare la storica giostra e il<br />
trenino che nel passato hanno caratterizzato lo spazio centrale della Villa e che oggi appare come<br />
una distesa di fango ritenuta peraltro pericolosa e che potrebbe essere trasformata, secondo alcuni<br />
cittadini, in un campo da calcio gratuito (effettivamente durante la nostra ricerca siamo stati<br />
protagonisti di un piccolo “incidente”: un bambino di qualche anno che inciampa e ricoprendosi<br />
interamente di fango!). I desideri degli intervistati riguardano anche l&#8217;organizzazione di attività e<br />
manifestazioni per gli anziani, i quali lamentano la mancanza dei tavoli che in passato<br />
permettevano loro di giocare piacevolmente a carte per impegnare il tempo. Il prof. Francesco De<br />
Grazia, ad esempio, ci ha confidato la sua abitudine di acquistare la granita da Scardaci e<br />
consumarla proprio nei tavoli della Villa, «&#8230;abitudine peraltro molto piacevole.»</p>
<p><strong>OPINIONI SULLA VILLA BELLINI<br />
IL SONDAGGIO IN SINTESI</strong></p>
<p>A cura della Cattedra di Antropologia Culturale della Facoltà di Scienze Politiche di Catania</p>
<p>Coordinatrice della ricerca: Mara BENADUSI, Il Team di ricerca è  composto da: Danilo GIGLITTO, Giusi GUARRERA, Enza PRUITI, Luisa  SANNELLA</p>
<p><strong>Novembre 2010</strong></p>
<p><strong>Opinioni sulla Villa Bellini– Sondaggio realizzato all’interno dell’iniziativa MOVIMENTARE LA VILLA<br />
<a href="http://villabellini.wordpress.com/">http://villabellini.wordpress.com/ </a></strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Argomentare l&#8217;idiozia dell&#8217;informazione a Catania &#8211; Impaginazione, linguaggio, preinformazioni del lettore</title>
		<link>http://095.blogdo.net/argomentare-lidiozia-dellinformazione-a-catania-impaginazione-linguaggio-preinformazioni-del-lettore/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 21:52:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catania]]></category>
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		<category><![CDATA[fogliaccio]]></category>
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		<description><![CDATA[Non so per quale strano motivo, ma questo lungo testo, datato 13 ottobre 2008, era disperso nei meandri del mio filesystem. L&#8217;argomentazione a distanza di quasi due anni mi sembra piuttosto debole e ci sono alcune premesse errate, ma considero comunque questo testo un buon punto di partenza per una riflessione. Non spaventatevi: buona lettura. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div style="line-height: 130%"><a href="http://095.blogdo.net/files/2010/07/ilgiornaledioggi.jpg"><img class="size-medium wp-image-2588 alignleft" title="Il Giornale di Oggi" src="http://095.blogdo.net/files/2010/07/ilgiornaledioggi-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Non so per quale strano motivo, ma questo lungo testo, datato 13 ottobre 2008, era disperso nei meandri del mio filesystem. L&#8217;argomentazione a distanza di quasi due anni mi sembra piuttosto debole e ci sono alcune premesse errate, ma considero comunque questo testo un buon punto di partenza per una riflessione. Non spaventatevi: buona lettura. (NDL nel testo sta per &#8220;Nota di Leandro&#8221;, il Leandro del 2010 s&#8217;intende)</div>
<div>PREMESSA</div>
<div style="line-height: 130%">Il problema dell&#8217;informazione a Catania è stato riconosciuto e studiato in più occasioni, e i risultati di tante prese di coscienza portano ad un solo problema che sta alla radice: monopolio dell&#8217;informazione. Nella fattispecie, si tratta del gruppo editoriale Sanfilippo, proprietario delle maggiori emittenti della Sicilia orientale, e del più venduto quotidiano della Sicilia orientale, La Sicilia, che da solo copre la cronaca locale nelle province di Catania Ragusa e Siracusa senza concorrenza. In alcuni casi, come quello celebre di Repubblica, si è addirittura arrivati a degli accordi politico-commerciali per mantenere l&#8217;esclusiva della cronaca locale (accordi in parte &#8220;sciolti&#8221; nel 2009, NDL). Questi accordi sono dovuti soprattutto alla stampa &#8220;fisica&#8221; dei giornali nazionali a Catania, con la più grande tipografia del sud italia, che danno un pesante potere contrattuale al gruppo editoriale di proprietà dell&#8217;editore e direttore della <em>Sicilia</em> Ciancio. Ma questa spiegazione non basta per poter spiegare la pesante situazione di monopolio e &#8220;bavaglio&#8221; dell&#8217;informazione: responsabilità grave ha una certa categoria di lettori, che andremo ad analizzare.</div>
<div style="line-height: 130%">La tesi si fonda su s<em>emplici constatazioni, che non hanno la pretesa del rigore scientifico</em>, ma che hanno dalla loro parte la ferrea logica dell&#8217;evidenza: <strong>se un giornale nodichn viene letto, non è in posizione di monopolio</strong>. La Sicilia in effetti non è un giornale ad ampia diffusione, nonostante il bacino di utenza molto vasto che va dall&#8217;intera Sicilia fino alla provincia di Reggio Calabria, conta appena 60 mila copie di tiratura e delle vendite quotidiane che non superano le 30 mila (dati ADS diffusione stampa 2007), per circa 5 milioni di potenziali lettori. Giocano quindi un ruolo fondamentale nella definizione del &#8220;monopolio&#8221; non solo il numero di lettori, ma la qualità degli stessi: l&#8217;intera classe dirigente catanese utilizza il giornale monopolista per scambiarsi informazioni, quasi che si trattasse di una immensa bacheca. Una funzione, questa autoreferenziale e di comunicazione interna a una data categoria sociale dirigenziale che non ha nulla di diverso da quanto evidenziato fin dal dopoguerra nel panorama nazionale (i famosi <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/millecinquecento-lettori-confessioni-giornalista-politico/libro/9788879898669">1500 lettori</a>), ma che qui assume i caratteri del grottesco: fermo restando il carattere prevalentemente &#8220;elitario&#8221; dei lettori de La Sicilia, è singolare notare come questo quotidiano abbia un ruolo preminente nell&#8217;informazione di tutte le fazioni politiche, comprese quelle che in numerose assemblee e comunicati non perdono occasione per ricordare che il giornale di Ciancio sia &#8220;peggio della mafia&#8221; (non ricordo chi lo ha detto NDL).</div>
<div style="line-height: 130%">L&#8217;antitesi a questa tesi è altrettanto banale, e se volete ancora più semplice della tesi e quindi superflua a una prima occhiata: essendo l&#8217;unico giornale diffuso e comunque si voglia &#8220;autorevole&#8221;  nell&#8217;intero panorama della Sicilia orientale, per chiunque voglia avere un minimo di visibilità diventa fondamentale informarsi e informare, attreaverso comunicati stampa e comunicazioni, lettere, inviti attraverso e con l&#8217;aiuto del quotidiano monopolista. Questa visione della &#8220;questione monopolio&#8221; è in realtà ampiamente confutabile, e come cercheremo di dimostrare ha degli effetti totalmente deleteri.</div>
<div style="line-height: 130%">Per argomentare queste ipotesi procederemo con l&#8217;analizzare tre questioni tecniche all&#8217;intenro del quotidiano, aiutando l&#8217;esposizione con alcun esempi di recenti episodi: si tratta di Impaginazione, linguaggio, preinformazioni del lettore.</div>
<div style="line-height: 130%">Impaginazione. pochi giorni sono passati da un clamoroso &#8220;scoop&#8221; de La Sicilia: la prima lettera mai <a href="http://095.blogdo.net/lettera-di-santapaola-junior-su-la-sicilia-per-i-catanesi-nostalgici/">pubblicata</a> su un quotidiano da un mafioso in regime di 41 bis, il figlio del famoso pluriomicida boss mafioso Nitto Santapaola, Vincenzo. Il carcerato ha esposto le sue ragioni di &#8220;portatore di un cognome scomodo&#8221;, vittima di pregiudizi e di chi usa il suo cognome per trarre vantaggi. Un caso umano, che sul gironale ha trovato spazio in un largo e ben evidente &#8220;box&#8221;, per dar peso allo &#8220;scoop&#8221;. Questo ha destato l&#8217;interessa di molti lettori, con commenti contrastanti e verifiche di legalità alla possibilità di pubblicare tale notizia: non si tratta forse di violazione del regime carcerario? Detta in maniera &#8220;civile&#8221;, si tratta senza dubbio di un vergognoso episodio senza precedenti in italia, passibile anche di sanzioni per il quotidiano da parte dell&#8217;ordine dei Giornalisti, del quale si viola in buonaparte il codice deontologico. Normalmente le lettere sul quotidiano hanno uno spazio limitato in una pagina del&#8217;inserto locale, senza enfasi e impaginate in maniera asettica, senza apparenti scelte editoriali. La lettere del mafioso aveva invece un contorno di argomenti correlati che tutto sembrava fuorchè casuale.</div>
<div style="line-height: 130%">A dimostrazione dell&#8217;eccezionalità dell&#8217;episodio, una lettera scritta da un importante accademico catanese critica verso il quotidiano per l&#8217;episodio della pubblicazione della lettera di Santapaola,  pubblicata per intero e &#8220;senza censure&#8221;, ma relegata alla seconda pagina delle lettere, con accanto una grossa lettera maggiormente evidenziata che parla invece di &#8220;discoteche, che fine hanno fatto&#8221;. La lettera ci è stata segnalata, ma abbiamo avuto molte difficoltà a trovarla all&#8217;interno del quotidiano, Difficoltà che non abbiamo avuto con l&#8217;evidentissima lettera del mafioso.</div>
<div style="line-height: 130%">Certamente nella scelta del posizionamento delle due lettere ha influito il diverso &#8220;peso&#8221; che potevano avere i due eventi quanto a &#8220;hype&#8221;, termine preso dal linguaggio del web che indica &#8220;rumore, passaparola, turbinio di opinioni&#8221;: una coraggiosa e sprezzante delle regole primizia nazionale scritta in linguaggio semplice, da film sulla mafia come &#8220;il padrino&#8221; e con il nome altisonante del più famoso boss catanese di sempre,  contro un grigio professore universitario che parla di cose che il 90% dei lettori de la sicilia, per quanto &#8220;classe dirigente&#8221;, non conosce se non per lontane reminiscenze. Un qualunque giornale si sarebbe comportato nello stesso modo, valutando bene i prerequisiti dei propri lettori e la sua storia di giornale, che ha sempre dato un talgio &#8220;popolar-semu tuti spetti&#8221; ai suoi articoli. Ma probabilmente sarebbe stato lo stesso sul New York Times, la notiziabilità degli eventi non teme confronti.</div>
<div style="line-height: 130%">Il background dei lettori è comunque fondamentale: se pier anni si è stati ipergarantisti, al punto di sfiorare la connivenza, con delle dichiarazioni di personaggi pubblici poi condannati anche per mafia, come lo stesso Santapaola padre, perchè oggi si dovrebbe dare ai lettori qualcosa di diverso e prendere l&#8217;occasione dell&#8217;ottima lettera dell&#8217;accademico e metterla in risalto per dare ampie spiegazioni ai lettori della &#8220;storia&#8221; del personaggio? Meglio mantenere quell&#8217;aura da &#8220;eroe negativo&#8221;, da film sulla mafia, che sarà cattivo ma è sempre protagonista, e stare dalla parte dei protagonisti giova sempre alle vendite. Il lettore di lunga data del giornale La Sicilia è affezionato alla sua lettura quotidiana a quanto pare: la denigra, ne dice peste e corna, parla apertamente di monopolio di Ciancio, ma non riesce a sottrarsi al gioco del &#8220;completa l&#8217;informazione&#8221;. Completala con anni di informazioni a metà, come fanno molte associazioni catanesi fortemente critiche verso il giornale di Ciancio, un gioco di intelligenza e attenzione, che aguzza l&#8217;ingegno e fa esultare di compiacimento quando si trovano delle palesi inconguenze fra gli articoli di un giorno e quelli di un altro, nelle dichiarazioni dei politici (solitamente La Sicilia ne pubblica i comunicati stampa senza particolari tagli). Un bel gioco puzzle, che quando è finito si comunica nelle lettere &#8220;per completezza, avete commeso questo, questo e quest&#8217;altro errore&#8221;, cercando di porre rimedio con zelo e dedizione alle inesattezze che il giornale quotidianamente compie. Peccato che questo atteggiamento, per vincere questo modo di non-fare informazione, ha evidentemente l&#8217;effetto di una goccia nel mare.</div>
<div style="line-height: 130%">Le tre argomentazioni, seppur superficiali, portano con se l&#8217;atteggiamento, da parte di chi si rende conto che il giornale sia in palese contrasto con quella che potremmo definire &#8220;buona informazione&#8221;, di un atteggiamento del tutto simile a quello descritto nell&#8217;antitesi di cui sopra: questo è il giornale che c&#8217;è, quindi scrivo qui. Probabilmente senza rendersi conto delle conseguenze di quanto si fa come piccolo esercizio quotidiano, leggendo un giornale e commentandone al suo interno le notizie: lo si aiuta e lo si rende autorevole, marcandone anzi l&#8217;aspetto pluralistico e di &#8220;apertura verso tutte le opinioni&#8221;. E questo è palesemente in contrasto con la premessa: La Sicilia è in condizioni di vantaggio monopolistico (lo è? NDL).</div>
<div style="line-height: 130%">In questa argomentazione abbiamo dato per &#8220;assiomatico&#8221; il monopolio, e siamo certi che chi leggerà la stessa sarà daccordo con noi nel non considerare questo come inconfutabile.</div>
<div><strong><span style="font-size: medium">Resta quindi la nostra tesi: i lettori, appartenenti alla classe dirigente cittadina, con mezzi culturali e fonti di informazione e contatti vasti sul territorio, che si rendono conto del monopolio, che ne evidenziano le incongruenze e gli errori, non si rendono conto di favorire in larghissima misura il monopolio legittimandolo e conferendogli quelle &#8220;sfumature&#8221; di pluralismo con le lettere e i commenti, smussandone gli aspetti di pesante controllo informativo e rendendondo il tutto, in primis a se stessi, più digeribile la situazione. Quasi un tacito accordo fra il professore universitario e La Sicilia, quasi un tacito accordo fra l&#8217;associazione di volontariato che sta attenta alla politica cittadina facendo in parte ruolo di &#8220;opinion leader&#8221; in città sul campo ma che su la Sicilia interviene come ospite per puntualizzare, senza trarne nessun minimo vantaggio, anzi sminuendo i propri contenuti ed esponendosi ad incomprensioni da parte dei lettori: se sta sulla Sicilia, ne condivide le idee e i valori. Niente di più sbagliato come posizionamento mediatico, niente di meglio per La Sicilia.</span></strong></div>
<div style="line-height: 130%"><strong><span style="font-size: medium">Ma le responsabilità non sono gravi, in fin dei conti si tratta di mantenere uno status che dura da anni, troppo anni, è solo un trend, negativo, che potrebbe se sradicato creare le condizioni per un nuovo giornale da usare come &#8220;bacheca cittadina&#8221; invece del fogliaccio che dà spazio ai mafiosi.</span></strong></div>
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		<title>“Adesso sparate su tutti” &#8211; di Natya Migliori</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 18:16:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Riporto un articolo di <strong>Natya Migliori</strong>, giornalista e videomaker catanese, che ha raccolto le impressioni e le testimonianze delle persone presenti in piazza ieri sera, in Piazza Dante, nella manifestazione  <a href="http://step1.it/index.php?id=6524-presidio-di-rabbia-e-solidarieta-">&#8220;autoconvocata su facebook</a>&#8221; svoltasi con un migliaio di partecipanti e molte testimonianze pubbliche.<br />
&#8220;Adesso sparate su tutti&#8221;: recita così lo striscione che alle 20.30, in piazza Dante a Catania, sovrasta il raduno spontaneo dei catanesi, sdegnati dalle pallottole che in pieno giorno ed in pieno centro storico, a due passi della Facoltà di Lettere e Filosofia, hanno colpito la studentessa Laura Salafia, 34 anni, originaria di Sortino, riducendola in fin di vita.<br />
Un regolamento di conti, come presumono la squadra mobile e la Dda di Catania, fra i clan Santapaola e Zuccaro (<em>in realtà </em><a href="http://www.step1.it/index.php?id=6527-io-ho-visto-tutto"><em>le ultime notizie smentiscono</em></a><em>, l&#8217;ipotesi del regolamento di conti. Nota Di 095</em>). Le pallottole erano infatti dirette su Maurizio Gravino, 40 anni, esponente dei Zuccaro, a sua volta gravemente ferito.<br />
Un “classico”, che questa volta piomba però su chi con la mafia ha solo condiviso la sua terra natìa.<br />
E che, con altrettanta ferocia, ferisce il concetto stesso di libertà, proprio nella giornata in cui a Roma, in tutta Italia, sul web, si manifesta contro la negazione del diritto all&#8217;informazione, della legalità, della verità. Proprio nella giornata in cui Roberto Saviano, da piazza Navona, tuona contro la gente di “malaffarre” e le osannazioni di dell&#8217;Utri verso l&#8217;”eroe” Mangano.<br />
Eppure, mentre Laura lotta fra la vita e la morte, le coscienze della città che dicono “no” al malaffare e alla mafia si sono mosse, spinte da un tam tam dal basso, diramato da Facebook e Tweteer, dalle radio, dai portali e dalle web tv indipendenti, per incontrarsi sul luogo della sparatoria. Armate sì, ma di megafono, striscioni e rabbia.<br />
Tra la folla qualche esponente politico, diversi rappresentanti sindacali, molti insegnanti universitari, ma soprattutto studenti.<br />
“E&#8217; inquietante che tutto ciò sia avvenuto proprio oggi – commenta Angelo Villari, segretario della Cgil del capoluogo siciliano- e per di più in un orario insolito per un attentato di mafia, mentre centinaia di studenti, come Laura, andavano e venivano dalla Facoltà. Il timore di noi cittadini e degli inquirenti è che si possa trattare di una ripresa dell&#8217;attività mafiosa. Lo scorso 24 giugno, d&#8217;altronde, è stato assassinato un membro dei Santapaola e questa mattina una seconda sparatoria ha coinvolto un altro quartiere periferico.”<br />
“Non si può omettere -aggiunge Pina Palella, anche lei esponente della Cgil- che quanto è avvenuto oggi si inquadra in una situazione catanese sempre più disastrosa, in cui il senso civico e i valori vengono a mancare, mentre predominano il disagio, la crisi, l&#8217;assenza di certezze o prospettive.<br />
Catania rischia di diventare un far west. Solo un moto reale di sdegno generale può salvarla.”<br />
Anche fra la gente dell&#8217;Antico Corso, si insinua la paura che tornino gli anni di fuoco, che si ripresenti quel decennio, fra l&#8217;80 e il &#8217;90, in cui la faida dei “cursoti” insanguinava le strade del quartiere, persino sotto gli occhi degli studenti dei vicini Liceo Classico e Scientifico.<br />
“Non mi chieda niente -ribatte l&#8217;anziana proprietaria del tabaccaio di zona- non si vedevano cose del genere da vent&#8217;anni!”<br />
La stessa paura si legge negli occhi e nelle parole dei colleghi di Laura.<br />
“Come possiamo stare tranquilli pensando di uscire per dare un esame e rischiare di non tornare più?”, afferma Edoardo, ex studente in Lettere.<br />
“La facoltà di Lettere -aggiunge Sergio, studente in Medicina- è un luogo di studio, ma anche di ritrovo. L&#8217;agguato è avvenuto intorno alle 12.30, quando tantissimi colleghi, la maggior parte fuori sede, si trovano qui per studiare o per pranzare in compagnia. Chiunque di noi potrebbe essere al posto di Laura.”<br />
“La giornata di oggi dovrebbe essere dedicata alla libertà -incalza Flavia, studentessa di Lettere- ma ma qui stiamo vivendo il controsenso di non esser liberi neanche di andare in Facoltà.<br />
Forse è vero che di libertà ce n&#8217;è fin troppa. Però è affidata alle persone sbagliate, che si possono permettere di andarsene in giro a sparare in pieno giorno. Chi pensa a proteggerci?”<br />
“Se la violenza torna dopo tanti anni sulle strade dobbiamo chiederci cosa stia succedendo -sostiene Luca Cangemi, segretario regionale del PRC Sicilia-. Da anni assistiamo a Catania ad un degrado sociale, civile e morale che parte da chi la guida. Per di più c&#8217;è una presenza capillare della mafia nel tessuto sociale e nell&#8217;economia.<br />
Un&#8217;inversione di rotta non può venire però da chi è al potere. Deve venire dalla gente, come sta avvenendo stasera. Deve venire dal basso un&#8217;onda di cambiamento che travolga anche chi sta in alto.”<br />
Eppure l&#8217;onda dal basso a Catania non è nuova e da decenni fornisce un importante contributo alla lotta alla mafia. “Sono tante a Catania le realtà –sottolinea, Emanuele Feltri, esponente del Centro Popolare Experia- che da anni lottano per scongiurare episodi come questo, strappando manovalanza alla mafia, facendo volontariato per togliere dalla strada i bambini dei quartieri a rischio. Nonostante ricevano spesso in cambio, come di recente è successo al Centro Experia, solo manganellate e insulti. Dobbiamo continuare a credere nel cambiamento per il bene della città, dei suoi abitanti, dei suoi bambini. Dobbiamo continuare a rimboccarci le maniche. Oggi insieme a sdegnarci, domani insieme a lavorare.”<br />
Natya Migliori</p>
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