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	<title>095 &#187; Catania</title>
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	<description>Blog di Catania e Provincia Etnea</description>
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		<title>Manca ancora</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Dec 2012 19:37:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catania]]></category>
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		<description><![CDATA[La luce a Librino, eccerto, che cosa sennò? Ne avevo scritto qua, nel mio ultimo mio post, che è vecchio di molti ma molti giorni. La pigrizia da post non è passata, quindi copincollo. L&#8217;unica novità è che il Comune ha proposto «cavi in alluminio, accussì non si futtunu». Promessi «a giorni», un mese fa. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>La luce a Librino, eccerto, che cosa sennò? Ne avevo scritto qua, <a href="http://095.blogdo.net/passando-ad-argomenti-piu-seri-manca-la-luce-di-nuovo/" target="_blank">nel mio ultimo mio post, che è vecchio di molti ma molti giorni</a>. La pigrizia da post non è passata, quindi copincollo. L&#8217;unica novità è che il Comune ha proposto «cavi in alluminio, accussì non si futtunu». Promessi «a giorni», un mese fa.<br />
C&#8217;era anche <em><a href="http://095.blogdo.net/il-buio-oltre-la-siepe-e-anche-prima/" target="_blank">Il buio oltre la siepe</a></em></p>
<p>Mi quoto e mi ri-quoto&#8230;</p>
<blockquote><p>Da poco, pochissimo, c’è una nuova società per la gestione dell’illuminazione pubblica, la Gemmo spa. Il precedente raggruppamento d’imprese aveva avuto tanti problemi con i famigerati “ladri di rame”, ma non c’era ancora stato nessun problema con i “nuovi”. Hanno messo i led in tutta Librino i nuovi gestori, ma i cavi si vede che proprio a qualcuno servono proprio… E Librino (e non solo) è di nuovo al buio da qualche giorno. Fortuna che fa buio tardi.</p>
<p>Certo questi cavi che costano 300 euro per cento metri è straordinario come vengano rubati. per fare diventare l’operazione conveniente quanti metri ne rubano? 10 mila alla volta?</p>
</blockquote>
<div class="shr-publisher-3100"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Passando ad argomenti più seri, manca la luce di nuovo</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Aug 2012 22:57:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catania]]></category>
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		<description><![CDATA[Da poco, pochissimo, c&#8217;è una nuova società per la gestione dell&#8217;illuminazione pubblica, la Gemmo spa. Il precedente raggruppamento d&#8217;imprese aveva avuto tanti problemi con i famigerati &#8220;ladri di rame&#8221;, ma non c&#8217;era ancora stato nessun problema con i &#8220;nuovi&#8221;. Hanno messo i led in tutta Librino i nuovi gestori, ma i cavi si vede che [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Da poco, pochissimo, c&#8217;è una nuova società per la <a href="http://www.gemmo.com/nqcontent.cfm?a_id=152" target="_blank">gestione dell&#8217;illuminazione pubblica, la Gemmo spa</a>. Il <a href="http://ctzen.it/2012/04/11/catania-al-buio-per-debiti-e-inefficienze-il-comune-a-giorni-lannuncio-del-nuovo-appalto/">precedente raggruppamento d&#8217;imprese aveva avuto tanti problemi</a> con i famigerati &#8220;ladri di rame&#8221;, ma non c&#8217;era ancora stato nessun problema con i &#8220;nuovi&#8221;. Hanno messo i led in tutta Librino i nuovi gestori, ma i cavi si vede che proprio a qualcuno servono proprio&#8230; E Librino (e non solo) è di nuovo al buio da qualche giorno. Fortuna che fa buio tardi.</p>
<p>Certo questi <a href="http://ctzen.it/2012/03/09/furti-di-rame-villaggio-santagata-al-buio-pochi-controlli-e-terra-di-nessuno/" target="_blank">cavi che costano 300 euro per cento metri</a> è straordinario come vengano rubati. per fare diventare l&#8217;operazione conveniente quanti metri ne rubano? 10 mila alla volta?</p>
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		<title>Stare dietro alla propria stanchezza &#8211; solo un altro post autoreferenziale con accenni catanesi</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 19:13:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stare dietro alle cose da fare è facile quando ti senti bene. Quando non sei in forma invece le cose semplici sono complicate. Mi è successo martedì, quando per Ctzen sono andato in viale Moncada alla consegna delle chiavi di un palazzo. Si tratta di un edificio di edilizia convenzionata, di proprietà del Comune, e i [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://095.blogdo.net/files/2012/03/vialemoncada.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3025" src="http://095.blogdo.net/files/2012/03/vialemoncada-285x300.jpg" alt="" width="285" height="300" /></a>Stare dietro alle cose da fare è facile quando ti senti bene. Quando non sei in forma invece le cose semplici sono complicate. Mi è successo martedì, quando per Ctzen sono andato <a href="http://ctzen.it/2012/03/13/viale-moncada-17-alloggi-consegnati-gli-inquilini-e-la-fine-di-un-incubo/">in viale Moncada alla consegna delle chiavi di un palazzo</a>. Si tratta di un edificio di edilizia convenzionata, di proprietà del Comune, e i suoi alloggi sono stati assegnati a 32 famiglie bisognose. Erano tutte queste famiglie nella &#8220;lista sfrattati&#8221;, e potenzialmente parlando con loro c&#8217;era la possibilità di far uscire un bellissimo pezzo, con fotografie e racconti. Avevo sia la macchina fotografica che un registratore, e le persone, felici e in un momento particolarmente favorevole al dialogo e alla condivisione erano la &#8220;preda&#8221; giornalistica tipo. Non vedevano l&#8217;ora di raccontare, di dire che tutto finalmente era finito, di parlare di una vita nuova.</p>
<p>Come potete immaginare invece di tutto questo potenziale ho usato poco, pochissimo. Faceva freddo, ero mezzo raffreddato, poco concentrato. Ho fatto quattro interviste con il registratore ma sono venute male per imperizia (troppo lontano il microfono dalla bocca) e le foto all&#8217;interno delle case, se fossi stato più pronto di spirito, sarebbero andate a corredo di <a href="http://ctzen.it/2012/03/06/emergenza-casa-32-nuovi-alloggi-a-librino-il-sicet-altre-500-famiglie-in-attesa-da-anni/">quelle esterne fatte una decina di giorni prima</a>, quando invece ero decisamente più in forma. E invece, niente foto, bloccato dallo scarsissimo &#8220;tono&#8221; con cui timidamente ho chiesto ai vigili urbani di poter andare a fotografare. Pochi giorni prima, a fine della scorsa settimana, doveva esserci la consegna, ma non c&#8217;è stata. Cosa fa fare lo stato di forma buono: praticamente dal nulla ho tirato fuori un <a href="http://ctzen.it/2012/03/09/alloggi-popolari-a-librino-slitta-la-consegna-surrealismo-e-disguidi-tra-fango-e-neve/">buon pezzo</a>, per il quale ho ricevuto un sacco di complimenti (inattesi, quindi ancora più graditi, grazie ancora a tutti). Perché non ho ripetuto martedì? L&#8217;unica spiegazione che mi sono dato è che quel giorno ero stanco, mentalmente e fisicamente.</p>
<p>La settimana precedente a questa, quella scorsa (eh già), sono stato molto attivo, niente di trascendentale, non ho spostato montagne, ma ho solo fatto tutto quello che dovevo fare nei tempi giusti, ed ero soddisfatto anche per un paio di post su questo blog. Ma da domenica il crollo è arrivato. Segnali: due litigi, il primo con un mio amico con il quale non litigherei nemmeno se mi rubasse la fidanzata, e l&#8217;altro con la fidanzata ipoteticamente oggetto del furto. Poi stanchezza, starnuti, tosse, depressione varia. Il giorno dopo avevo la vitalità di uno zombie, e ancora mi porto questa aria da sopravvissuto a un film di Romero.</p>
<p>Soluzioni non ne ho, ma sono sempre più convinto: per fare il giornalista ci vuole il fisico allenato allo stress!</p>
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		<title>Il #cicloneCatania trending topic su twitter &#8211; ecco lo Storify di @ctzen_catania</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 18:38:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cartelloni caduti, alberi sdradicati, onde alte 6 metri: questa è Catania oggi, giorno di allerta meteo. I catanesi si sono comportatei bene, senza uscire di casa immotivatamente e non creando situazioni di panico, anche grazie agli organi di informazione e Ctzen. Se per una volta la prevenzione ha funzionato, un po&#8217; di merito va infatti al [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://095.blogdo.net/files/2012/03/Immagine-1598.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3021" src="http://095.blogdo.net/files/2012/03/Immagine-1598.jpg" alt="" width="290" height="234" /></a>Cartelloni caduti, alberi sdradicati, onde alte 6 metri: questa è Catania oggi, giorno di allerta meteo. I catanesi si sono comportatei bene, senza uscire di casa immotivatamente e non creando situazioni di panico, anche grazie agli organi di informazione e <strong><a href="http://www.ctzen.it">Ctzen</a></strong>. Se per una volta la prevenzione ha funzionato, un po&#8217; di merito va infatti al giornale online,che oltre ai costanti aggiornamenti meteo da questa mattina, ha scatenato su Twitter la voglia di condividere dei catanesi. Con lo zampino di <a href="https://twitter.com/#!/roccorossitto">Rocco Rossitto</a> arriva quindi l&#8217;hastag <a href="https://twitter.com/#!/search/%23ciclonecatania">#cicloneCatania</a>, diventato uno dei trending topic italiani di oggi.</p>
<p>Su Ctzen al momento potete leggere <a href="http://ctzen.it/2012/03/10/il-ciclone-di-catania-trending-topic-di-twitter-sulla-rete-il-racconto-del-nubifragio-etneo/">un articolo di Luisa Santangelo che riassume il &#8220;successo social&#8221;</a>. <a href="https://twitter.com/#!/la_capa">Luisa</a> che ha anche creato uno <em>storify</em>. Questo potete vederlo di seguito.</p>
<p><span id="more-3016"></span></p>
<p><script src="http://storify.com/Ctzen/la-lunga-giornata-di-ciclonecatania.js"></script><noscript>[<a href="http://storify.com/Ctzen/la-lunga-giornata-di-ciclonecatania" target="_blank">View the story "La lunga giornata di #cicloneCatania" on Storify</a>]</noscript></p>
<p>Ah, dimenticavo: scartati Agatino e Iano, pare che il nome del ciclone sia Gioacchino. Ma sta avanzando nei gradimenti l&#8217;idea di chiamarlo Arazia</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="shr-publisher-3016"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Relatività carondiana</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 01:31:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono in una stazione, fermo dentro a un treno in procinto di partire. A un certo punto vedo muoversi lentamente il treno accanto. O forse è il mio treno che si è mosso? Questo è uno dei più classici esempi di relatività: quando c&#8217;è uno che si muove, l&#8217;altro sembra fermo. O viceversa. Purtroppo dipende [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><img class="alignleft" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/3/38/Composizione_velocita.png" alt="" width="200" height="300" />Sono in una stazione, fermo dentro a un treno in procinto di partire. A un certo punto vedo muoversi lentamente il treno accanto. O forse è il mio treno che si è mosso?</p>
<p>Questo è uno dei più classici esempi di relatività: quando c&#8217;è uno che si muove, l&#8217;altro sembra fermo. O viceversa. Purtroppo dipende dal punto di vista, e nella vita di ogni giorno la semplice relatività di Galileo ha applicazioni nei rapporti umani. Per dirla in breve, se io sono una persona molto attiva, che fa tante cose, che è capace di controllare tante attività, guarderò a chi invece si muove con più lentezza come a una persona pigra, o peggio la disprezzerò. Ma è giusto? Probabilmente, dipende dal punto di vista: non tutti andiamo nella stessa direzione. Qui sarebbe utile aggiungere qualche breve accenno alla meccanica e alle forze, e soprattutto alla loro rappresentazione in vettori. Ma non vi tedierò oltre, anche perché potrei dire delle papalate. Nella sostanza, se uno ha a cuore il proprio agire, sta attento alla sua corsa. Questi avrà lo sguardo dritto davanti a sè, e molto difficilmente riuscirà a vedere quanto gli accade attorno in modo realistico. Il miglior osservatore, del resto, sta fermo.</p>
<p>Cosa c&#8217;entra tutta questa premessa con Catania? C&#8217;entra tanto, perché se la regola è generale, applico il mio punto di vista. Sto a Catania, e anche io mi muovo, non sono quindi un osservatore neutrale. Però conoscendo la regola di cui sopra, posso attenuare il mio disprezzo, per molte cose che guardo e penso <em>non vanno</em>, e che in buona sostanza odio profondamente. Mettersi nei panni degli altri, o provarci, è un buon modo per evitare di condannare, e non sempre ci si riesce. Il guaio accade quando con tutti gli sforzi di cui si è capaci, non si riesce a vedere la motivazione, positiva, che ha portato quella persona che va in una direzione diversa dalla nostra a comportarsi in modo da raggiungere proprio quel determinato risultato.</p>
<p>Il guaio mi è accaduto spesso: quando ho iniziato a scrivere per 095 ero molto più aperto. Vedevo tanti che sembravano muoversi e in realtà, dato che io ero più lento di loro, mi sembrava corressero. Piano piano ho acquisito più forza, e li ho superati. Ora loro mi sembrano fermi. Parlo di tante associazioni, enti, posti che consideravo &#8220;di cultura&#8221;, e qualcuno di questi per me si è rivelato da evitare. Non ne parlo nemmeno più. Altri invece mi hanno dato conferme, sono cresciuti con me, e dalla pruralità dei contributi, dei punti di vista, ho acquisito la consapevolezza che qui in città qualcosa può cambiare.</p>
<p>E se non parlo più della facoltà di lettere di Catania, di cui sono ancora formalmente uno studente, parlo invece ancora tantissimo di Cittàinsieme. Date le premesse, capirete come la penso su entrambe le due realtà catanesi, quale io consideri un esempio negativo, e quale un esempio di pluralità che arricchisce. «Il tuo è un confronto che non regge», è una facile obiezione, ma non sono mica un osservatore neutrale, ho solo cercato di limitare la mia tendenza a condannare dandomi un limite, che è quello del &#8220;se ti fa schifo più di dieci volte in un giorno, forse è il caso che smetti di preoccuparti e condanni&#8221;. Prima no, e non è detto che in futuro non possa dire «mi sono sbagliato», quando sarò andato ancora più avanti, e spero che di forza ne avrò in più: forse vedrò meglio altre cose che da questo punto di vista sono invisibili.</p>
<p>Vi spiego anche un&#8217;altra cosa: le mie elucubrazioni sono frutto di una formazione letteraria Asimov-centrica. Per me una persona colta <em>deve</em> sapere le leggi della robotica, ma siccome capisco i punti di vista, la perdono se non sa di che diavolo sto parlando. Non faccio l&#8217;errore dell&#8217;imperatore che condannò il generale Bel Riose, autentico paladino dell&#8217;unità galattica, solo perché dal punto di vista dell&#8217;imperatore Cleon II, il decadente Trantor, non si capiva per quale motivo un generale forte e giovane dovesse perseguire ai confini il bene dello Stato retto da un debole vecchio, e non i suoi personali. Nel frattempo da Terminus avevano capito tutto, vedevano le cose da un punto di vista privilegiato, esterno, e non potevano far altro che approfittarne.</p>
<p>E infine, tanto per giustificare il titolo, qualche massima attribuita a Caronda, mitico legislatore catanese. In realtà pare che fossero leggi in vigore a Catania</p>
<ul>
<li>I vecchi inculchino nei giovani il pudore, in modo che questi arrossiscano di ogni mala azione. Dove i vecchi sono spudorati, figli e nipoti saranno più sfacciati. E dove regna la sfacciataggine, seguono l&#8217;oltraggio, l&#8217;ingiustizia, la violenza.</li>
<li>Ciascuno si sforzi d&#8217;intraprendere ed eseguire cose giuste e con decoro, perché è indegno adoperare lo stesso sforzo sia per le grandi che per le piccole cose: cerca quindi di non essere pigro.</li>
<li>Bisogna essere piuttosto prudenti che savi. Spacciarsi per sapienti è cosa vile; e così è meglio essere temperanti e modesti anziché sembrare di esserlo. Nessuno ardisca vantarsi d&#8217;una virtù che non ha.</li>
<li>Chi fa una denunzia non usi pietà: indichi anche i congiunti del colpevole, perché nulla è più importante della patria. Riferisca però solo ciò che fu commesso deliberatamente e non ciò che fu commesso per imprudenza</li>
</ul>
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		<title>Luci, tramonti a sud-est</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 21:16:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La ragusana, la statale 194. Da un paio d&#8217;anni è la strada extraurbana che percorro più spesso, e con alterna efficienza mi porta fuori dalla città caotica verso zone della Sicilia più a misura d&#8217;uomo. E accadde così, per caso, che un giorno mentre tra camion incolonnati e folli kamikaze dal piede pesante cercavo di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>La ragusana, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strada_statale_194_Ragusana">statale 194</a>. Da un paio d&#8217;anni è la strada extraurbana che percorro più spesso, e con alterna efficienza mi porta fuori dalla città caotica verso zone della Sicilia più a misura d&#8217;uomo. E accadde così, per caso, che un giorno mentre tra camion incolonnati e folli kamikaze dal piede pesante cercavo di sopravvivere alla trasferta, mi sono fermato ad ammirare quello che mi stava attorno. Campi sconfinati, aranceti, paesini tranquilli: tutto alla fine del tratto &#8220;nuovo&#8221;, l&#8217;autostrada che al catanese diretto sugli iblei - si presuppone ben grato al clientelismo autonomista per quest&#8217;opera la cui utilità è oggettiva &#8211;  evita il passaggio tra l&#8217;olezzo della discarica e le prime folli curve.</p>
<p>Se la vista di solito è attirata inevitabilmente dall&#8217;ospedale di Lentini &#8211; «Ohhh, funziona?» -, dopo qualche chilometro s&#8217;è concentrata su quello che <em>avendolo dietro non noto</em>: l&#8217;Etna maestoso e innevato, la costa con la città immensa, e bellissima dopo una verde pianura sconfinata. Fermo su un lato della strada ho maledetto lo specchietto retrovisore e i kamikaze, perché andavo dal lato sbagliato per godermi lo spettacolo. Mi sarei rifatto al ritorno, al tramonto.</p>
<p>La visione dell&#8217;Etna sta in cima all&#8217;attenzione, guarda caso, e lo sguardo spazia da Adrano fino ai vari Aci, con il sole che piano piano va via lasciando spazio alle luci della città, e la cima del vulcano sempre bianca, per altri lunghi minuti. Bello immaginare le persone a casa, impegnate nelle loro attività, e tu che dall&#8217;alto le domini.<br />
In questa immensità si annegava il pensier mio quando il dolce naufragar mi ha condotto nelle pericolose acque della ragione. Migliaia di luci ovunque si volgesse lo sguardo, gardavo una distesa infinita e una potenziale ricerca infinita di luoghi già visti da vicino, cercando di associarne la forma a una carta geografica per interminabili minuti. Un pensiero, il solo possibile in quel momento, ha lasciato spazio al romanticismo scatenato da una visione che da sola ripaga la sofferenza quotidiana di essere siciliano: <em>ma quanti cazzo siamo</em>?</p>
<p>Maledicendo la modernità e pensando a quanto doveva essere bello un tramonto ai tempi dei Greci colonizzatori, ho smesso di guardare e sono tornato a casa, sbagliando bivio e prendendomi in pieno l&#8217;olezzo della discarica. Ma <em>quanta munnizza facciamo</em>?</p>
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		<title>Il buio oltre la siepe, e anche prima</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 17:59:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è buio a Catania. A Librino, e non fa tanto notizia ormai visto che nel quartierone è tutto spento da mesi. Un&#8217;associazione di Librino, &#8220;Librinoattivo&#8221;, insieme alla Cgil, circa un mese fa mandò anche una lettera la prefetto per lamentare la situazione. Nessun risultato. Ma il fatto incredibile è che, a tratti, si spengono anche le [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>C&#8217;è buio a Catania. A Librino, e non fa tanto notizia ormai visto che nel quartierone <a href="http://ctzen.it/2012/01/26/librino-al-buio-colpa-dei-ladri-di-rame-%C2%ABnon-ne-fermiamo-uno-da-mesi%C2%BB/">è tutto spento da mesi</a>. Un&#8217;associazione di Librino, &#8220;Librinoattivo&#8221;, insieme alla Cgil, circa un mese fa mandò anche una lettera la prefetto per lamentare la situazione. Nessun risultato. Ma il fatto incredibile è che, a tratti, si spengono anche le vie del centro. Via Giuffrida, ad esempio, oppure viale Mario Rapisardi. E in una zona residenziale molto &#8220;in&#8221;, il lungomare, la luce manca a tratti. Che sta succedendo? Secondo me mancano semplicement ei soldi, e il comune di Catania retto da Stancanelli sta facendo lo stesso &#8220;calcolo&#8221; del predecessore Scapagnini, spegnendo periodicamente la luce  in giro. Indagheremo&#8230;</p>
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		<title>No surrender: storie di chi parte e di chi resta &#8211; lunedì 13 al cinema King 20.15</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 15:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[Marco Pirrello]]></category>
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		<description><![CDATA[Storie di giovani che vanno e che restano. Giovani che partono da Catania e trovano la loro strada altrove. Oppure che girano l&#8217;Italia alla ricerca delle giuste motivazioni per amarla, o di quelle più valide per lasciarla. Il 13 febbraio, alle 20:15, al cinema King di Catania, il tema principale sarà questo, e si declinerà [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://095.blogdo.net/files/2012/02/locandina_mod.jpg"><img class="alignleft" src="http://095.blogdo.net/files/2012/02/locandina_mod-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a>Storie di giovani che vanno e che restano. Giovani che partono da <strong>Catania</strong> e trovano la loro strada altrove. Oppure che girano l&#8217;<strong>Italia</strong> alla ricerca delle giuste motivazioni per amarla, o di quelle più valide per lasciarla. Il <strong>13 febbraio</strong>, alle <strong>20:15</strong>, al <strong>cinema King di Catania</strong>, il tema principale sarà questo, e si declinerà in due pellicole di grande valore. Durante l&#8217;evento, dal titolo <strong>«No surrender: storie di chi parte e di chi resta»</strong>, sarà proiettato in anteprima assoluta il cortometraggio <strong>«Il pezzo di carta»</strong>, del giovane regista catanese <strong>Marco Pirrelo</strong>. A seguire il documentario <strong>«Italy: love it or leave it»</strong>, di <strong>Gustav Hofer</strong> e <strong>Luca Ragazzi</strong>, già entusiasticamente recensito dal quotidiano <em>La Repubblica</em>.</p>
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<p>Organizzato dal <strong>Cinestudio</strong> di Catania, in collaborazione con la nuova radio <strong>RadioLab</strong>, il quotidiano etneo online <strong>Ctzen</strong> e l&#8217;associazione a sostegno del giornalismo universitario <strong>Upress</strong>, «No surrender: storie di chi parte e di chi resta» è un viaggio nel Belpaese che non lascia posto ai giovani. Ma è anche un modo per scoprire quanto coraggio ci vuole per rimanere, migliorare la propria città, regalarle delle nuove prospettive, diventare imprenditori di se stessi, anche sotto i trent&#8217;anni.</p>
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<p>«Il pezzo di carta è la laurea, quel foglio per il quale tanto si suda ma che, una volta che ce l&#8217;hai in mano, non hai ben capito a cosa ti serva», spiega Marco Pirrello, <strong>26 anni</strong>, catanese emigrato a <strong>Roma</strong> da pochi mesi e già regista del fortunato rockumentario <strong>«My hometown Catania»</strong>. Scritto da Marco Pirrello, <strong>Andrea Spinello</strong> e <strong>Roberto Zito</strong> – anche loro giovani e catanesi – «Il pezzo di carta» racconta in <strong>25 minuti</strong> le difficoltà degli universitari che, alla fine del loro percorso, non sanno ancora se lasciare Catania oppure restarci. Le musiche originali di <strong>Riccardo Trinaistich</strong>, voce del gruppo etneo <strong>Narayan</strong>, accompagnano il percorso del protagonista, interpretato dall&#8217;attore emergente <strong>Giacomo Buccheri</strong>, attualmente nel cast di Sister Act, musical da ottobre in scena al teatro Nazionale di Milano.</p>
<p>«Italy: love it or leave it», proiettato a Catania per la prima volta, è il pluripremiato documentario di un altoatesino e un romano. Gustav Hofer e Luca Ragazzi interpretano se stessi, cioè una coppia di ragazzi italiani che giorno dopo giorno assiste all&#8217;esodo di amici e conoscenti. Alcuni vanno a <strong>Barcellona</strong>, altri a <strong>Londra</strong> o a <strong>Berlino</strong>. Ovunque, pur di non restare nell&#8217;Italia dei baronati universitari, del reazionismo, del precariato e della mancanza di meritocrazia. «Abbiamo raccontato quello che ci stava succedendo – argomentano i registi – Il pensiero di trasferirci all&#8217;estero come molte delle persone che conosciamo hanno fatto». Ma durante la promozione del loro lavoro precedente sul tema dell&#8217;omosessualità – <strong>«Improvvisamente l&#8217;inverno scorso»</strong>, <strong>Nastro d&#8217;argento nel 2009</strong> – hanno scoperto un Paese diverso. «Abbiamo avuto la conferma che esiste un&#8217;Italia nascosta, non raccontata – dicono – È l&#8217;Italia migliore, fatta di persone che combattono ogni giorno silenziosamente per rendere la nostra terra un posto migliore in cui vivere, nonostante la classe politica che lo (mal)governa»</p>
<p>La serata sarà presentata da <strong>Fabio Gaudioso</strong>, di Cinestudio Catania. Oltre al regista Marco Pirrello, interverranno <strong>Claudia Campese</strong>, <strong>25 anni</strong>, direttore del quotidiano online Ctzen, e <strong>Anita Gensabella</strong>, <strong>28 anni</strong>, responsabile del palinsesto di RadioLab.</p>
<p>Alla proiezione delle due pellicole seguirà un dibattito.</p>
<p>Ingresso: 3€.</p>
<p><a href="http://095.blogdo.net/files/2012/02/locandina_mod.jpg"><br />
</a></p>
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		<title>Niente da dire? No, è che sto solo cercando il modo (mio)</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 17:55:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[autoreferenzialità]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[cose che leggo]]></category>
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		<description><![CDATA[Catania è la città dove vivo, e questo blog è dedicato a Catania. Un legame talmente stretto che il nome, per chi non se ne fosse accorto, prende spunto dal prefisso telefonico. Ma cosa scrivo qui dentro? In tanti anni, da quando nell&#8217;ormai lontano maggio 2008 questo blog è stato creato (ricordiamo la bonanima della [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Catania è la città dove vivo, e <strong>questo blog è dedicato a Catania</strong>. Un legame talmente stretto che il nome, per chi non se ne fosse accorto, prende spunto dal prefisso telefonico. Ma cosa scrivo qui dentro? In tanti anni, da quando nell&#8217;ormai lontano maggio 2008 questo blog è stato creato (ricordiamo la bonanima della vecchia piattaforma bloglist), l&#8217;informazione online in questa città è cresciuta fino a raggiungere nuove certezze. Tra queste, una: un blog come questo qui nel 2012 non ha senso di esistere.</p>
<p>Qui non si fa<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Editoriale"> commento</a>. Per fare un buon commento servono ore di riflessione, tanta esperienza e maturità. A 28 anni non ho nessuna di queste qualità, e nemmeno la faccia tosta per spacciarmi per un esperto di comunicazione, cosa che in molti con meno esperienza di me invece fanno. Per fortuna c&#8217;è chi fa il commento, e mi riferisco in particolar modo ad <a href="http://www.argocatania.org/">Argo</a>. Nato più o meno nello stesso periodo di <a href="http://www.ucuntu.org/">Ucuntu</a>, i due siti catanesi sono le due facce del giornalismo militante cittadino. Da un lato, da Argo, ci stanno coloro che seguono l&#8217;associazionismo, lo vivono, ne hanno esperienza diretta in posizioni critiche ma aperte, senza ideologia di fondo se non il <em>buon senso</em>. Dall&#8217;altro, è il caso di Ucuntu, ci stanno quelli che l&#8217;antimafia è l&#8217;unico partito, e il compromesso, anche piccolo, è inconcepibile per definizione. Sono i duri, come Riccardo Orioles, che hanno appena lanciato la nuova edizione de <a href="http://isiciliani.it/">I Siciliani</a>. L&#8217;ammirazione per Argo e per I Siciliani è l&#8217;unico motivo per cui non cito altri</p>
<p>Qui non si fa <a href="http://www.impariamoascrivere.it/index.php?pagina=cronaca">cronaca</a>. E&#8217; bello fare cronaca, ma purtroppo serve esperienza, buona volontà e rapidità. Tutte cose che al blogger che gestisce 095 mancano. E quindi? La lasciamo ai quotidiani, cartacei come il solito (ma purtroppo imprescindibile, ancora oggi) <a href="lasicilia.it">La Sicilia</a>, o il <a href="http://www.qds.it/">Quotidiano di Sicilia</a>, e a quelli online, come il <a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/catania/">Corriere del Mezzogiorno</a> sezione Catania e naturalmente <strong><a href="http://www.ctzen.it">Ctzen</a></strong>, dove lavoro da un bel po&#8217; con molte soddisfazioni. Non c&#8217;è da aggiungere molto altro, solo <a href="http://www.sudpress.it/">Sud</a> e <a href="http://www.cataniaoggi.it/">Catania Oggi</a>.</p>
<p>Qui non si parla di politica. Per questo c&#8217;è <a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/37132">CataniaPolitica</a> (speriamo ancora per tanto tempo),<a href="http://www.ienesiciliane.it/"> Le Iene Sicule</a>, <a href="http://thelorereport.blogdo.net/">The Lo Re Report</a>&#8230; Tutti loro hanno un contatto diretto con i politici locali, cosa che l&#8217;autore di questo blog non ha, sempre a causa della pigrizia di cui sopra.</p>
<p>Qui non si fa <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Microblogging">microblogging</a>, o almeno non solo questo. Per il microblogging c&#8217;è<a href="http://www.cataniatoday.it/"> Catania Today</a>, che ha la forma di un quotidiano online e la mission di informare presto, prima degli altri. Si ricopiano molto i comunicati e i dispacci di agenzia quindi, si preferisce lasciare traccia di sè in modo veloce, facendo tanti contatti subito. Ma si perde l&#8217;identità. E 095 vuole essere un blog, quindi con una identità ben specifica (vedere la foto enorme in home, sono io). Sulla scia ci sono molti progetti simili, come la piattaforma <a href="http://catania.blogsicilia.it/">Blog Sicilia</a>, quelli che vanno a prendere il caffé con.</p>
<p>Qui non si fa inchiesta. E chi fa inchiesta in Sicilia? Sono pochi, ma faccio prima a citare due nomi di persone che stimo: <strong><a href="https://twitter.com/#!/rosamdinatale">Rosa Maria Di Natale</a> </strong>e<strong> il giovane <a href="https://twitter.com/#!/antcondorelli">Antonio Condorelli</a></strong>. Cito anche <a href="http://antoniomazzeoblog.blogspot.com/">Antonio Mazzeo</a>, <a href="http://www.youtube.com/user/soniakiarostami">Sonia Giardina</a>. Non altri, perché purtroppo il giornalismo è inteso come mestiere, e l&#8217;unica discriminante per definirsi tali è &#8220;io campo col giornalismo&#8221;, e le inchieste sono davvero cosa per pochi. Rosa Maria Di Natale è una professionista stimata a livello nazionale, vincitrice del premio Ilaria Alpi qualche anno fa (2007) per Hotel Librino, e docente a contratto di giornalismo all&#8217;università di Catania. Oggi scrive per Repubblica. Antonio Condorelli è uno che pur avendo solo un paio d&#8217;anni più di me ha uscito fuori un lavoro, insieme a Sigrfrido Ranucci, che si chiama I Viceré per Report, e oggi dirige la sezione catanese del magazine S.</p>
<p>In sostanza che si fa in questo blog? Se la cosa non vi dispiace, da oggi scriverò quel che mi pare, senza generi, senza particolari problemi sul contenuto.</p>
<p>E se vi dispiace, commentate, che a me non dispiace!</p>
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		<title>Festa per la via Crociferi ripulita &#8211; domenica 18 dicembre</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 07:59:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Ance]]></category>
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		<category><![CDATA[ripulitura]]></category>
		<category><![CDATA[via Crociferi]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Arte rivede la Luce, evento organizzato da Ance Catania per festeggiare la riconsegna alla citta’ di via Crociferi ripulita dalle scritte: domenica 18 dicembre dalle 17 alle 22 street art, musica, tè e giochi per tutti Domenica 18 dicembre in via Crociferi dalle 17 alle 22 si svolgerà l’evento “L’Arte rivede la Luce”, con il [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://095.blogdo.net/files/2011/12/Locandina-Via-Crociferi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2934" src="http://095.blogdo.net/files/2011/12/Locandina-Via-Crociferi-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a>L’Arte rivede la Luce, evento organizzato da Ance Catania per festeggiare la riconsegna alla citta’ di via Crociferi ripulita dalle scritte: domenica 18 dicembre dalle 17 alle 22 street art, musica, tè e giochi per tutti</p>
<p>Domenica 18 dicembre in via Crociferi dalle 17 alle 22 si svolgerà l’evento “L’Arte rivede la Luce”, con il quale Ance Catania, in collaborazione con il Comune di Catania, restituirà alla città la strada barocca patrimonio dell’Unesco, dopo i lavori di ripulitura da scritte e graffiti che ne deturpavano i monumenti.<br />
Sarà una festa per tutti, con particolare attenzione all’intrattenimento dei più piccoli e dei giovani. Il programma allestito da Ance Catania prevede esibizioni di vario genere, dai giochi di fuoco alla danza hip-hop, alla magia, alla giocoleria. In apertura, i personaggi di “Alice nel Paese delle Meraviglie” offriranno a tutti gli intervenuti il “tè delle cinque”, e nel corso della serata si esibiranno il cantastorie Sebastiano Patanè, i piccoli musicisti delle scuole ad indirizzo musicale di Librino, il Quartetto d’Archi “Concentus” composto da professori d’orchestra del Teatro Massimo Bellini e infine, per gli amanti del rock&amp;roll, François e le Coccinelle.<br />
Ma l’opera di ripulitura dagli sfregi, realizzata da Ance Catania vuole anche essere l’occasione per sancire la differenza tra vandalismo e arte, tra le scritte che imbrattano e le azioni degli artisti urbani: così, per l’intera durata dell’evento, alcuni “street artists” catanesi tra i quali Vlady Art, pittore e grafico già noto per le sue ironiche performances cittadine, esprimeranno il loro talento creativo su appositi pannelli, sotto gli occhi di appassionati e fans.</p>
<p><a href="http://095.blogdo.net/festa-per-la-via-crociferi-ripulita-domenica-18-dicembre/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p>
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