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	<title>095 &#187; Ambiente</title>
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	<description>Blog di Catania e Provincia Etnea</description>
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		<title>Manuale di scrittura cretina &#8211; Episodio 2: Splash, l&#8217;ucronia col rascio</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 20:51:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Quella che segue era una prima bozza di soggetto per un breve film, in parte realizzato con una serie di amici un po&#8217; pazzi.</p>
<p>Un uomo entra in un caffè. “Splash”, si sente appena entra, tanto che incuriosito chiede al barista se anche lui l’ha sentito. Il barista del bar Lord, chiamato così per motivi diversi dalle lontane discendenze britanniche del proprieterio, risponde: «non ho sentito una minchia», con fare irruento ma sorridendo. Il barista, che ha una canottiera sporca di sugo e puzza come dopo l&#8217;ora di ginnastica, dice però che è normale sentire &#8220;splash&#8221;, perché in piazza Aldo Moro da quando hanno aperto al pubblico il monumento a Umberto Scapagnini, una mega pozzanghera di liquami fognari è continuamente presa d’assalto dai ragazzini della zona. C’è orgoglio campanilistico nelle sue parole?</p>
<p>Ridono insieme di cuore. L’uomo, racconta al barista che è tornato a Catania, finalmente da turista dopo anni di lavoro duro all’estero, a Stoccolma la città più degradata del Nord Europa. Ed è piacevolmente stupito di vedere la propria città così all’avanguardia, moderna. «Questo cappuccino fa davvero schifo», dice l&#8217;uomo mentre posa la tazzina sul bancone lercio. «U pacch’i to soru», risponde allegro il barista, e l’uomo esce in strada con aria soddisfatta.</p>
<p>La maestosa mole del Monumento a Scapagnini, l’ex centro commerciale Vulcania domina la visuale, con le sue pareti di cemento, le armature consumate in vista, l’aria decadente che ormai domina nelle cartoline illustrate e ne hanno fatto il simbolo di una Sicilia ritrovata. “Patrimonio dell’umanità UNESCO” come recita la targa alla base dell’edificio. Dentro e attorno le tracce del progresso della società catanese, le erbacce alte, tanti rifiuti. Sotto i portici i giacigli notturni degli ubriaconi e dei drogati. Ma qualcosa non quadra, c’è fin troppa pulizia. Certo, ben lontani dal degrado asettico di Stoccolma, ma persino la tanto declamata pozzanghera preda dei tuffi dei ragazzini è davvero minuscola.<br />
“Splash”. L’uomo corre verso la direzione del suono, evitando di scontrarsi con i cumuli di rifiuti e di calpestare le erbacce. Al suo arrivo, una scena agghiacciante. Basito, l’uomo osserva quasi in lacrime la donna che sta lavando le scale. Lo “Splash” non era altro che la secchiata d’acqua sul pavimento.<br />
Con voce rotta l’uomo dice alla donna </p>
<p>«Lei, è per gente come lei che questa città potrebbe ridursi come le capitali del nord, un degrado fatto di pulizia e ordine che è tutto l’opposto dello spirito di fitinzia che ci ha resi grandi nel mondo!»<br />
La donna non lo guarda nemmeno, e continua a passare lo straccio a terra. A pochi passi ha un sacco pieno di rifiuti, tolti dalla strada da poco. Tre ragazze ben vestite e distinte fanno avanti e indietro per raccogliere l’immondizia, mentre addirittura un gruppetto estirpa le erbacce per dar respiro a un fiore nelle vicinanze.<br />
Disperato l’uomo scappa, corre via voltandosi solo una volta a guardare che un ragazzino sta imbrattando il muro con una spugna. Sta cancellando una scritta, un pene gigante, fotografato dai più grandi fotografi del mondo. </p>
<p>L’uomocorrefinoalbarpertelefonareallapoliziaedenunciareivandali. Ma viene fermato dal barista. Non sembra più la stessa persona, il barista ha qualcosa di diverso. «Posso telefonare?» chiede l&#8217;uomo, ancora col fiatone, e il barista risponde con uno sguardo alla «ti conviente non chiedere più». Guardando meglio il barista l&#8217;uomo inizia a impallidire, e timidamente chiede «cosa le è successo?». «Mi sgaddai», dice il barista mentre fa per prendere uno straccio, e dei detersivi, «haiu a sgrasciari macari ccà se ppe cottesia si leva da in mezzo alla minkia». L&#8217;uomo, impietrito, fa per uscire dal bar. Non c’è più nulla da fare.</p>
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		<title>Manuale di scrittura cretina &#8211; Episodio 1: di quando la tonnina incontrò la cipollata</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 21:18:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cipollata]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni]]></category>
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		<description><![CDATA[Vi racconto una storia siciliana, di quelle tristi e senza speranza. La storia di un ragazzo e del suo primo contatto col mare. E di un altro giovane, che nel mare ci viveva, e nei flutti trovò la sua tragica fine. Giovani siciliani, storie che si incrociano e che segnano. Era massiccio, con una testa [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Vi racconto una storia siciliana, di quelle tristi e senza speranza. La storia di un ragazzo e del suo primo contatto col mare. E di un altro giovane, che nel mare ci viveva, e nei flutti trovò la sua tragica fine. Giovani siciliani, storie che si incrociano e che segnano.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/72/Aeolian_Islands_map.png" alt="" width="288" height="212" />Era massiccio, con una testa enorme, gli occhi a palla. Ma nonostante la sua lunga figura, più di due metri, Tino nel suo ambiente era considerato un piccoletto. «Tinuzzo, sei troppo piccolo per stare coi grandi» lo canzonavano i compagni, e lui, che normalmente sarebbe stato considerato grande e grosso, non aveva pace. «Ma perché sono così sfortunato, perché non cresco» pensava quando andava a pescare da solo, mentre gli altri invece andavano tutti insieme, e molto più a largo. Erano tutti dei nuotatori provetti, e andavano armati solo del proprio fiato. Anche Tino, che insieme ai suoi amici abitava alle Eolie.</p>
<p>Una mattina stava facendo una bella caccia di pesci vicino all&#8217;isola di Panarea, quella dei vips. Tra tanta gente altolocata che occupava barconi lunghi 15 metri, Tino s&#8217;era sempre trovato bene: lui nuotava, e nessuno gli rompeva le scatole, perché tanto i vips prendevano il sole tutto il tempo. Certo ogni tanto c&#8217;era qualche pescatore dai modi rudi, di quelli proprio da film sulla Sicilia da cartolina, ma non ci faceva molto caso. Quel giorno però tre pescatori lo avevano notato, e si avvicinarono a Tino con la loro barca.</p>
<p>I pescatori lo riempivano di complimenti, cose del tipo «Ma talia chi beddu, è grosso il giusto», «Sei piccolo, ma fatto bene» oppure «Chiddi comu a tia su duci duci», mentre Tino, che era giovane, inesperto della vita e con una sessualità non perfettamente definita, era tutto contento di queste attenzioni. Nuotava sempre più vicino alla barca, e veramente era anche un po&#8217; asfissiato da tutti quei complimenti. Però siccome non c&#8217;era abituato si limitava ad aprire la bocca con la faccia un po&#8217; da pesce lesso.</p>
<p>Li guardava alzando la testa ogni tanto, i pescatori: uno era un giovanotto, non più di quindici anni, mentre gli altri due avevano un&#8217;età bruciata dal sole, indefinita. Nuotando a pelo dell&#8217;acqua però gli mancava l&#8217;ossigeno: e mentre Tino boccheggiava guardandoli, i tre lo affiancarono con la barca. «Che ti manca il fiato? Ti aiutiamo noi. Giovanni, prendi la mazza» disse uno dei due pescatori al ragazzo, e mentre i due uomini lo trascinavano sulla barca, il ragazzo, Giovanni, lo piacchiava.</p>
<p>«Me l&#8217;avevano detto di stare lontano dai pescatori, questa è la mia fine» e Tino, una volta a bordo, si stese sul fondo della barca. Passavano i minuti, e Tino per la mancanza di fiato e le botte era stremato, ma resisteva. «Non mi volevano morto, altrimenti mi avrebbero già finito» pensava, e ogni tanto provava a lanciarsi giù dalla barca. I pescatori però erano sicuri del fatto loro, e incitavano Giovanni «Un paio di colpi  sul musoe vedi che non si muove» gli dicevano. E il ragazzo con un paio di colpi ben assestati lo teneva a bada. «Che vuoi scappare? Sei troppo piccolo per scappare. Ahahhaha» ridevano i pescatori, ma Giovanni si distrasse a guardarli. A quel punto Tino, stufo di farsi canzonare anche da questi ebbe uno scatto d&#8217;orgoglio. «Mazziato pazienza, ma cornuto no» pensò,  e con un ultimo gesto di forza rovesciò la barca, e scappò via. «Giovanni, ma che minchia hai fatto» urlarono i pescatori, Tino li aveva sentiti mentre scappava. Nuotava come un pesce, disperato, mentre dietro di lui i pescatori colti di sorpresa recuperavano a fatica la barca . Aveva nuotato tanto, forse per due chiometri, e Tino era sempre più stanco, perdeva sangue. Ma continuava esausto, e si fermò solo per guardarsi dietro. I pescatori erano lontani, poteva tirare il fiato.</p>
<p>Fu però nel momento in cui pensava di essere salvo che sentì urlare «eccolo». I pescatori, fradici ma determinati, lo avevano raggiunto, e questa volta le loro intenzioni erano chiare: volevano ucciderlo sul posto. Tino pensava alle mazzate, ma i suoi occhi a palla divennero vitrei quando alzandoli dal pelo dell&#8217;acqua vide una padella, sulla barca. I pescatori preparavano l&#8217;arma finale, quella per la quale era impossibile scappare. Un odore forte colpì Tino, che subito ebbe conferma delle sue paure. «Non c&#8217;è scampo» pensò, e smise di nuotare, lasciandosi andare, galleggiando a pancia all&#8217;aria. Così i pescatori lo portarono a bordo, di nuovo Giovanni lo picchiò, ma non più forte di prima: non c&#8217;era bisogno.</p>
<p>Tino fu ucciso dalla sua paura, quello che più temeva, il contenuto della padella. Portata a bordo chissà come, sfrigolava in mezzo al mare su una barca che poco prima aveva rovesciato. Tino boccheggiava, chiedendo perdono per la sua presunzione. «Per un tonno piccolo come me non c&#8217;è scampo, dovevo ascoltarli i miei amici. Patre, matre, perdono!», bocchegiò un&#8217;ultima volta, e morì in una pozza di sangue.</p>
<p>Tino giaceva sul fondo della barca, e i pescatori erano esausti. Ma nonostante le fatiche e il bagno fuori programma, erano soddisfatti del bottino. Giovanni, che era giovane e poco esperto, non capiva cosa era successo. «Zio, ma perché il tonno s&#8217;è fermato appena ha visto la padella?» chiese il ragazzo. «Iaffiu ma to figghiu di unni cala, de Monciuffi?», disse il pescatore all&#8217;altro, che per tutta risposta allargò le spalle. «Giuvanni, su vo fari u piscaturi l&#8217;ha canusciri sti cosi. Ricorda: <em>a motti da tunnina è ca cipuddata</em>».</p>
<p>PS: Tino fu venduto alla pescheria di Catania, quindi con questo blog C&#8217;ENTRA</p>
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		<title>Prima sagra del copertone bruciato @Villa Fazio</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 23:42:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Continuano gli eventi estivi del comune di Catania con E&#8230;state vulcanizzati. Dopo la mostra itinerante Cenere, amica del ciclista, ecco la Prima Sagra del Copertone Bruciato, in programma dall&#8217;11 al 28 luglio 2011. Balli tradizionali, giochi per tutta la famiglia e un&#8217;estrazione speciale con fantastici premi nella splendida cornice dell&#8217;ottocentesca Villa Fazio. Un programma ricco e variegato* [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://095.blogdo.net/files/2011/06/estatevulcanizzati.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2882" src="http://095.blogdo.net/files/2011/06/estatevulcanizzati-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" /></a>Continuano gli eventi estivi del comune di Catania con <em>E&#8230;state vulcanizzati. </em>Dopo la mostra itinerante <em>Cenere, amica del ciclista, </em>ecco la <strong>Prima Sagra del Copertone Bruciato, in programma dall&#8217;11 al 28 luglio 2011</strong>. Balli tradizionali, giochi per tutta la famiglia e un&#8217;estrazione speciale con fantastici premi<strong> nella splendida cornice dell&#8217;ottocentesca Villa Fazio</strong>. Un programma ricco e <em>variegato* </em>con ospiti di livello internazionale che si esibiranno in performance canore ed esilaranti sketch comici.</p>
<p>«L&#8217;impegno dell&#8217;amministrazione comunale per la promozione turistica e il rilancio delle tradizioni locali non trova sosta anche in questo periodo di canicola» ha dichiarato il sindaco Stancanelli. Il comitato scientifico organizzatore della sagra è presieduto dal prof. P.Pezzero, Accademico dei Linciati e preside del dipartimento di Fuffologia dell&#8217;Università di Catania, che si è avvalso della consulenza esterna del prof. O.M. Bibendum, ordinario di Grippologia alll&#8217;Università di Saint Michelen, e di molti altri esperti del settore. Il comitato ha certosinamente selezionato i migliori copertoni usati della penisola secondo una classifica di infiammabilità. «Solo i campioni di copertoni con il più alto tasso inquinante sono stati selezionati, e i ricettatori di copertoni abusivi che parteciperanno alla Sagra garantiranno un minimo di diossina emessa nell&#8217;aria» ha dichiarato Pezzero.</p>
<p>«Un plauso all&#8217;operato dell&#8217;amministrazione, che da anni collabora con noi per il rilancio della Cultura in città  » ha dichiarato il rappresentante del sindacato di categoria, il RACI (Ricettatori Abusivi Copertoni Italia), geometra D. E. Farabuttis. L&#8217;amministrazione sta intensamente lavorando in questi frenetici ultimi giorni di preparazione in vista dell&#8217;evento per arricchire l&#8217;elenco degli ospiti. «Saranno presenti Anna Tatangolo e Mario Apricella. Siamo anche in contatto con Stefano Rio e con Salvo La Rosa per portare in piazza la simpatia dei comici di Insieme» ha dichiarato l&#8217;Assessore alle Attività Rincretinitive ing. Fortunato Arcirauco, che per tacere le polemiche tendeziose nate in questi giorni su certa stampa faziosa sul costo spropositato di questi eventi internazionali, sottolina come «La Tatangolo verrà a titolo gratuito per via dei suoi legami di amicizia con il geometra Farabuttis, che la considera come una di Famiglia».</p>
<p>Il programma della manifestazione verrà reso pubblico tra pochi giorni. In allegato le prime foto dell&#8217;allestimento in Villa Fazio.</p>

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<a href='http://095.blogdo.net/prima-sagra-del-copertone-bruciato-villa-fazio/estatevulcanizzati/' title='E... state vulcanizzati'><img width="150" height="150" src="http://095.blogdo.net/files/2011/06/estatevulcanizzati-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="E... state vulcanizzati" /></a>

<p>*variegato al tamarindo.</p>
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		<title>The revenge of Dancing Bilancio and Tarsu the Bill</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 16:05:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div>
<p>Aumenti TARSU in arrivo. 28 € all&#8217;anno in più in media. E pagheranno TUTTI, anche le &#8220;fasce deboli&#8221;, che pagheranno prima salvo attendere il rimborso, poi. Martedì il Consiglio comunale dovrebbe confermare questo aumento per far quadrare quanto previsto nel bilancio di previsione redatto un paio di settimane fa dalla giunta. Perché? Al comune di Catania il &#8220;rischio dissesto&#8221; è tutt&#8217;altro che scongiurato: mancano milioni di euro per far quadrare i conti. Da dove &#8220;mancano&#8221;, questi soldi? Principalmente dalla riduzione dei trasferimenti statali, almeno una ventina di milioni di euro in meno. Conseguenze? Tagli ai<a href="http://095.blogdo.net/ecco-il-buono-disagio-trovata-anticrisi-dei-servizi-sociali-di-catania/">servizi sociali</a> (denominazione ufficiale &#8220;razionalizzazione&#8221;), tagli in ogni direzione. Stringere la cinghia comunque non fa mai male, e certo di &#8220;razionalizzazione&#8221; nel tempio degli sprechi (il palazzo degli elefanti, s&#8217;intende) c&#8217;è grande bisogno.</p>
<p>Ma il problema è che nonostante questo, qualche mese fa è stato stipulato un folle contratto per lo smaltimento dei rifiuti: i limiti di raccolta differenziata da raggiungere sono <a href="http://www.cittainsieme.it/sullappalto-quinquennale-dei-rifiuti">inferiori agli standard previsti dalla legge</a> (comunitaria, che sia recepita anche dalla Sicilia non importa: dovrà esserlo a breve), e tra qualche anno ci ritroveremo a dover pagare delle pesanti multe dalla comunità europea semplicemente perché l&#8217;ATO rifiuti che si occupa della sola Catania città (ente inutile e doppione?) ha &#8220;sbagliato&#8221; a fare il bando. Certamente erano in buona fede&#8230; Come quando, rispetto alla vecchia concessione, hanno aumentato la cifra di parecchi milioni di euro, arrivando a un totale di 165 milioni in 5 anni, ala faccia della crisi&#8230;</p>
<p>Tutte vicende note e di cui si è già discusso ampiamente (vedi anche <a href="http://www.argocatania.org/2011/02/17/rifiuti-a-catania-un-appalto-da-riciclare/">Argo</a> e <a href="http://virgiliocatania.myblog.it/archive/2010/04/21/rifiuti-il-nuovo-bando-parte-arretrato.html">Virgilio Catania</a>). Come se questo non bastasse, martedì in consiglio comunale si voterà questo aumento. E a breve, se andrà in porto l&#8217;aumento, la bozza di bilancio di previsione. Tra le varie &#8220;agevolazioni&#8221; alle fasce deboli lo &#8220;sgravio della tarsu&#8221;. Cioè? Chi ha un ISEE inferiore agli 8000 € non pagherà l&#8217;aumento della TARSU.</p>
<p>«Che bello bravi!» dissero i catanesi leggendo <a href="http://giornaleonline.lasicilia.it/media/GONPDF/2011/06/10/CT1006-PCR1-29.pdf">questa notizia su La Sicilia</a>. Qualcuno ha anche capito che non pagherà più la TARSU. Scrivere le cose in modo poco chiaro aiuta a soffrire meno&#8230;</p>
<p>In realtà pagano tutti, poi arriveranno i rimborsi. Martedì i nostri solerti rappresentanti (i consiglieri) vediamo che cosa decideranno. Scommettiamo che dopo tante votazioni a vuoto, diranno <em>Sì</em> all&#8217;aumento, e agli aumenti TARSU, con il numero legale ridotto? Perché le tasse devono approvarsi entro il 30 giugno, se salta questa seduta, addio aumenti, e addio pareggio di bilancio.</p>
<p>Significa che non c&#8217;erano altri sistemi per far quadrare i conti? NO, significa che come al solito nell&#8217;incapacità degli amministratori ci finiscono in mezzo i cittadini. Aumentare le tasse perché si è fatto un bando folle non è certo un&#8217;amministrazione da &#8220;buon padre di famiglia&#8221;. Il sindaco Stancanelli somiglia invece a quei padri burberi e autoritari che picchiano i figli quando li infastidiscono. Non fanno nulla per mesi e mesi, poi ad un certo punto SBAM, arriva lo schiaffo. E se la prende di botto con i senza casa, con gli immigrati, con i <a href="http://step1.it/index.php?id=7075-lo-sceriffo-stancanelli-contro-panino-selvaggio">paninari</a> abusivi&#8230; Nessuno può dire che stia sbagliando formalmente, sta semplicemente sbagliando strategia per rilanciare questa città abbandonata per tanti anni.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Flash mob anti nucleare a Catania &#8211; video</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 15:39:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutti a terra, di botto. La gente che passa senza sapere si guarda perplessa &#8220;cosa succede&#8221;, il divertimento si trasforma in preoccupazione dopo pochi istanti&#8230; Un flash mob &#8220;da paura&#8221;, svoltosi in via Etnea il 29 maggio, sulla scia (figurata) di quelli fatti in numerose altre città italiane. A Catania però è venuto particolarmente bene. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://095.blogdo.net/flash-mob-anti-nucleare-a-catania-video/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p>
<p>Tutti a terra, di botto. La gente che passa senza sapere si guarda perplessa &#8220;cosa succede&#8221;, il divertimento si trasforma in preoccupazione dopo pochi istanti&#8230;</p>
<p>Un flash mob &#8220;da paura&#8221;, svoltosi in via Etnea il 29 maggio, sulla scia (figurata) di quelli fatti in numerose altre città italiane. A Catania però è venuto particolarmente bene.</p>
<p>Il video l&#8217;ho trovato sul gruppo facebook di &#8220;Lo Sai Catania&#8221;, ragazzi che, da quel poco che sono riuscito a capire, fa &#8220;rete&#8221; con tanti altri gruppi &#8220;Lo Sai&#8221; sparsi per l&#8217;Italia, che si ritrovano su <a href="http://losai.forumfree.it">questo forum</a>. Qualcosa di simile ai vecchi &#8220;meetup&#8221; degli amici di Beppe Grillo (prima che la politica li spaccasse), ma un po&#8217; più underground.</p>
<p>Il gruppo segue con molta convinzione le varie teorie complottistiche del tipo &#8220;scie chimiche&#8221; o &#8220;signoraggio bancario&#8221; che sono andate di moda per il web in questi anni; questo aspetto potrebbe portare la maggioranza delle persone a prenderli poco sul serio&#8230;</p>
<p>Solo che l&#8217;allarmismo sul nucleare, che richiama ai &#8220;giochi di potere&#8221; tra stati europei, interessi delle <a href="http://www.centroimpastato.it/publ/online/Acqua.php3">multinazionali francesi dell&#8217;acqua</a> e del <a href="http://italia.edf.com/attivita/progetti-nucleari-46493.html">nucleare</a> in rapporto con il debito pubblico italiano, è purtroppo molto credibile e non solo &#8220;una teoria fantasiosa&#8221;. Il solo sospetto che le cose stiano così potrebbe &#8211; si spera &#8211; far votare 4 sì al referendum del 12 e 13 giugno in attesa di capirci di più.</p>
<p>Di seguito il video con il piccolo &#8220;seminario&#8221; tenuto dai volenterosi ragazzi di &#8220;Lo Sai&#8221; alla villa Bellini. Un ottimo spunto per approfondire, per chi come me sa già come votare (4 Sì) ma non ha ben studiato la questione, e soprattutto per chi è ancora in dubbio: se tanta gente si mobilita, forse dovreste prendervi qualche tempo per riflettere sulla questione&#8230;</p>
<p><a href="http://095.blogdo.net/flash-mob-anti-nucleare-a-catania-video/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p>
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		<title>&#8220;4 sì al referendum&#8221; &#8211; ecco l&#8217;invito di due giovani politici catanesi</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 16:09:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Andare a votare il 12 e 13 giugno? C&#8217;è chi dice NO. Io dico Sì, anche solo per poi scrivere NO sulla scheda &#8211; ma mettete 4 Sì che è meglio. L&#8217;invito a votare e mettere 4 Sì viene per fortuna anche da alcuni giovani politici catanesi: si tratta in questo caso di due consiglieri [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Andare a votare il 12 e 13 giugno? C&#8217;è chi dice NO. Io dico Sì, anche solo per poi scrivere NO sulla scheda &#8211; ma mettete 4 Sì che è meglio.</p>
<p>L&#8217;invito a votare e mettere 4 Sì viene per fortuna anche da alcuni giovani politici catanesi: si tratta in questo caso di due consiglieri della VI municipalità (Cibali S. Nullo Trappeto Nord) Agatino Lanzafame (Mpa) e Alessandro Fodale (PD).</p>
<p>Non è una cosa scontata, l&#8217;invito ad andare a votare, e già questo merita un po&#8217; di spazio. Ma mi è piaciuto questo comunicato firmato come se fosse una lettera, poco politichese ma molto sensato, che vi riporto di seguito. Purtroppo la formattazione non è perfetta (mi è stato inviato un docx ahi ahi) ma credo che sia ben leggibile comunque.</p>
<div style="padding-left: 30px"><em>Acqua pubblica, energia pulita, giustizia uguale per tutti: 4 SI a favore del bene comune</em>.<br />
“In vista del referendum del 12 e del 13 Giugno chiediamo a tutti i cittadini di partecipare con entusiasmo a questo grande momento di democrazia e di votare SI ai quattro quesiti al fine di salvaguardare tre beni fondamentali per il nostro paese: l’acqua, l’ambiente e la giustizia”<br />
Inizia cosi l’appello che i Consiglieri della VI Municipalità Agatino Lanzafame (MPA) e Alessandro Fodale (PD) hanno lanciato a tutta la cittadinanza, chiedendo ai cittadini di andare a votare SI al Referendum del 12-13 Giugno.<br />
“Attraverso questo referendum i cittadini, privati del diritto di scegliere dalla legge elettorale vigente che non prevede le preferenze, possono finalmente dire la loro ed intervenire da protagonisti nella vita politica del paese, per questo motivo chiediamo loro una partecipazione ampia e consapevole, ed allo stesso tempo chiediamo ai nostri partiti e alle associazioni che nel nostro territorio si spendono per il bene comune di sentirsi responsabili di una campagna di formazione e di informazione sui quesiti referendari.”<br />
“Chiediamo ai cittadini catanesi che si recheranno alle urne di votare quattro SI: due SI contro la privatizzazione dell’acqua, per affermare che l’acqua pubblica è un diritto di tutti, non un interesse di pochi  un SI contro il nucleare del nostro paese, per salvaguardare l’ambiente ed investire sulle energie pulite, un SI per abolire le norme sul legittimo impedimento, per ribadire che nel nostro paese la giustizia è uguale per tutti.”<br />
“In relazione ai due quesiti referendari relativi alla privatizzazione dell’acqua &#8211; afferma il Consigliere Lanzafame &#8211; pur riconoscendo l’essenziale contributo dell’iniziativa privata per la crescita del Paese, pensiamo che l’acqua sia un bene essenziale per la collettività e che pertanto sia necessario  tutelare l’assoluta fruibilità dell’acqua per ogni persona, specialmente per le più bisognose.Votando SI vogliamo quindi affermare come l’acqua pubblica sia un diritto di tutti.”<br />
“Per quanto riguarda il quesito relativo all’energia nucleare &#8211; continua Lanzafame &#8211; le tragiche vicende di attualità ci invitano a riflettere su come sia necessario promuovere uno sviluppo sostenibile, attraverso l’incremento della ricerca e degli investimenti sulle energie pulite. E’ assurdo che nel momento storico in cui diversi paesi europei, tra cui la Germania, chiudono progressivamente le centrali nucleari investendo sensibilmente sul fotovoltaico, l’Italia invece di guardare in avanti decida di investire sul nucleare. Solo attraverso il nostro SI possiamo impedire la costruzione delle centrali nucleari.”<br />
“Infine in relazione al quesito sul legittimo impedimento &#8211; conclude il Consigliere Fodale &#8211; riteniamo che chi governa il paese ha il diritto di difendersi nel processo e non “dal processo” attraverso norme che ostacolino la giustizia. Con il SI vogliamo ribadire che nel nostro paese la giustizia è uguale per tutti e che chi sta al governo deve fare leggi che servono al Paese e ai cittadini, non a se stesso.”</div>
<div style="padding-left: 30px">
<div>
<p>I Consiglieri della VI municipalità</p>
<p>Agatino Lanzafame (Mpa)</p>
<p>Alessandro Fodale (PD)</p>
</div>
</div>
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		<title>Crisi Arancione</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 17:02:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prodotti della terra, frutta, agrumi, e soprattutto arance. Centinaia di chilometri quadri di terreni agrumetati, questa è Catania. Una città dove le arance crescono anche negli alberi piantati nelle strade del centro (Corso delle Province, in particolare, ma non solo). Una ricchezza naturale, che negli USA ha fatto la fortuna delle tante &#8220;Orange County&#8220;, come [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://095.blogdo.net/files/2011/04/nelly_inchiesta-copy.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2713" src="http://095.blogdo.net/files/2011/04/nelly_inchiesta-copy-300x165.jpg" alt="" width="300" height="165" /></a>Prodotti della terra, frutta, agrumi, e soprattutto <em>arance. </em>Centinaia di chilometri quadri di terreni agrumetati, questa è Catania. Una città dove le arance crescono anche negli alberi piantati nelle strade del centro (Corso delle Province, in particolare, ma non solo). Una ricchezza naturale, che negli USA ha fatto la fortuna delle tante &#8220;<em>Orange County</em>&#8220;, come quella del telefilm. Eppure le zone agrumicole di Catania, e i paesi limitrofi, non sembrano certo località alla moda piene di case ricche e macchinoni di lusso. Sono e restano povere zone agrumicole, abitate da contadini scrupolosi, grandi lavoratori, ma che con gli affari proprio non ci sanno fare.</p>
<p>Questa realtà di contraddizioni, questo potenziale grandissimo non sfruttato, è il centro dell&#8217;inchiesta di Nelly Gennuso, <em>Crisi Arancione, </em>nata nel progetto di Step1 &#8220;Aspettando Perugia&#8221;, in occasione del Festival del giornalismo 2011<em>.</em> Produttori, manovali, contadini. Figure che spesso coincidono, in un territorio dove ancora si agisce con una vecchia logica di compravendita &#8220;in esclusiva&#8221;, dove un <em>sensale </em>mandato in rapresentanza di un commerciante addocchia un agrumeto e si assicura i suoi frutti, per un prezzo di poche decine di centesimi al chilo.</p>
<p>Consorzi? Marketing? Allargamento del raggio d&#8217;azione commerciale? Cose normali, normalissime, che si applicano in tutto il mondo in maniera vincente per i produttori. E di cui qui in Sicilia accusiamo solo gli svantaggi, con le spremute che al bar costano 2 euro. Fatte con le arance spagnole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://095.blogdo.net/crisi-arancione/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p>
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		<title>Qui Quo acQua, performance per chi ha sete di acqua pubblica (il 22 marzo)</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 17:15:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[Domani martedì 22 marzo in occasione della &#8220;giornata mondiale dell&#8217;acqua&#8221;: Qui Quò acQua in piazza Vincenzo Bellini (piazza Teatro Massimo) alle 22:30 in collaborazione con Dance Attack &#8211; collettivo di azioni urbane performative per la coscienza umana – * “Qui Quo AcQua” E’ una presa di posizione. E’un atto performativo. Noi qui, adesso e instancabilmente [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Domani martedì 22 marzo in occasione della &#8220;giornata mondiale dell&#8217;acqua&#8221;: <strong>Qui Quò acQua in</strong><br />
<strong>piazza Vincenzo Bellini (piazza Teatro Massimo) alle 22:30</strong> in collaborazione con Dance<br />
Attack &#8211; collettivo di azioni urbane performative per la coscienza umana – *</p>
<p><strong>“Qui Quo AcQua”</strong></p>
<p>E’ una presa di posizione. E’un atto performativo.</p>
<p>Noi qui, adesso e instancabilmente diciamo no alla morte dell’acqua.</p>
<p>L’acqua è la prima materia della nostra vita, del nostro corpo e del<br />
nostro pianeta.</p>
<p>I sistemi produttivi d’imbottigliamento ne privano la sua natura,<br />
facendoci credere che l’acqua sana e da bere sia quella contenuta dentro<br />
una confezione di plastica.</p>
<p>A questa bugia si aggiungono alcuni decreti legge che vogliono vendere<br />
pure quella dei nostri rubinetti a privati, buisness men, che non<br />
avrebbero di certo alcun interesse a pensarla come diritto di natura,<br />
perché cesserebbe il suo valore di profitto.</p>
<p>Stiamo subendo un confezionamento, stiamo subendo una mercificazione.</p>
<p>Uno stato di coscienza prevede l’agire. Il reagire.</p>
<p>Adesso, più forte, in questo assurdo stato di crisi.</p>
<p>Noi vogliamo l’acqua viva.</p>
<p>Noi vogliamo i corpi vivi.</p>
<p>/Dance Attack/</p>
<p>A sostegno della campagna referendaria contro la privatizzazione dell’acqua.</p>
<p>Per ulteriori info, c&#8217;è l&#8217;evento dedicato su <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=197416223625999">facebook</a><em>.</em></p>
<div class="shr-publisher-2687"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Il sondaggio degli &#8220;Amici della Villa Bellini&#8221;</title>
		<link>http://095.blogdo.net/il-sondaggio-degli-amici-della-villa-bellini/</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Nov 2010 13:35:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;VILLA Bellini a 2 mesi dalla riapertura: le opinioni dei cittadini&#8221;. È questo l&#8217;oggetto di una email giunta a molte caselle di posta atanesi in questi giorni, in cui gli attivissimi autori del blog http://villabellini.wordpress.com/ meglio noti (su Facebook) come &#8220;Amici della Villa Bellini&#8221; hanno lanciato l&#8217;iniziativa &#8220;Movimentare la Villa&#8221;. Tante micro-azioni previste nei prossimi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>&#8220;VILLA Bellini a 2 mesi dalla riapertura: le opinioni dei cittadini&#8221;. È questo l&#8217;oggetto di una email giunta a molte caselle di posta atanesi in questi giorni, in cui gli attivissimi autori del blog <a href="http://villabellini.wordpress.com/">http://villabellini.wordpress.com/ </a> meglio noti (su Facebook) come &#8220;<a href="http://it-it.facebook.com/pages/Amici-della-Villa-Bellini/110481889011664">Amici della Villa Bellini</a>&#8221; hanno lanciato l&#8217;iniziativa &#8220;Movimentare la Villa&#8221;. Tante micro-azioni previste nei prossimi mesi per parlare dei singoi aspetti controversi del &#8220;rinnovato&#8221; Giardino. Aspetti emersi da un interessantisimo sondaggio, curato da un gruppo di ricerca della Facoltà di Scoenze Politiche di Catania. I risultati di questo sondaggio li potete leggere di seguito.</p>
<p><span id="more-2637"></span></p>
<p><strong>ASPETTI QUANTITATIVI</strong></p>
<p><strong>Percezione sui lavori di restauro</strong></p>
<p>Su un campione di 535 intervistati, interrogati nel corso<br />
dei primi 2 mesi dalla riapertura della Villa Bellini, il<br />
54,9% reputa che dopo i lavori effettuati il Giardino sia<br />
migliorato, il 17,8% non ha riscontrato sostanziali<br />
differenze, mentre il 24% la ritiene peggiorata. Tuttavia,<br />
anche i &#8220;soddisfatti&#8221; non mancano di riscontrare<br />
lacune, che si sintetizzano principalmente nell&#8217;assenza<br />
di animali e spazi di gioco per i bambini.</p>
<p><a href="http://095.blogdo.net/files/2010/11/sondaggio_Villa_01.jpg"><img class="size-full wp-image-2638 alignleft" src="http://095.blogdo.net/files/2010/11/sondaggio_Villa_01.jpg" alt="" width="297" height="293" /></a><strong>E&#8217; meglio o peggio di come te la ricordavi? </strong></p>
<ul>
<li><strong>Meglio:  54,7</strong></li>
<li><strong> La stessa: 17,8</strong></li>
<li><strong>Peggio: 24,0</strong></li>
</ul>
<p><strong>&#8220;Dimenticanze&#8221; dei progettisti</strong></p>
<p>Alla domanda &#8220;cosa si potrebbe fare ancora per migliorarla?&#8221;, le risposte si sono principalmente<br />
concentrate sulla necessità di mantenere pulita la Villa e sulla garanzia di un ambiente sicuro e<br />
preservato da vandalismi, istanze che insieme rappresentano il 77% delle risposte fornite. Il 40%<br />
dei fruitori ritiene inoltre che vi siano dei lavori tuttora incompiuti, e che sia quindi indispensabile<br />
ultimarli per giungere ad un reale miglioramento. Ad esempio Luigi, cittadino catanase, auspica il<br />
completamento dei passamano, mentre altri suoi concittadini gradirebbero interventi sui sentieri<br />
incompleti dei vialetti e su qualche buca della pavimentazione. Sorprendentemente, solo il 36,9%<br />
di tutti gli intervistati ritiene una priorità la ricostruzione della Casina Cinese incendiata nel 2001.</p>
<p><strong><a href="http://095.blogdo.net/files/2010/11/sondaggio_Villa_02.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2639" src="http://095.blogdo.net/files/2010/11/sondaggio_Villa_02.jpg" alt="" width="560" height="221" /></a>Cosa si potrebbe fare ancora per migliorarla?<br />
</strong></p>
<ul>
<li><strong> Mantenerla pulita 58,1</strong></li>
<li><strong> Far sì che diventi un luogo più sicuro 57,1</strong></li>
<li><strong> Finire i lavori incompiuti 40,6</strong></li>
<li><strong> Ricostruire la &#8220;Casina Cinese&#8221; 36,9</strong></li>
</ul>
<p><strong>Proiezioni della cittadinanza</strong></p>
<p>La compilazione dei questionari ha fatto emergere proiezioni eterogenee dello spazio Villa da parte<br />
dei cittadini. Quasi il 60% dei rispondenti lamenta la mancanza di giochi e spazi per bambini,<br />
posizione condivisa tanto da chi rimpiange le attrattive di un tempo per i più piccoli nello spazio<br />
centrale ora ridotto a &#8220;un campo di fango&#8221; quanto da chi denuncia la pericolosità dei giochi attuali.<br />
Sulla stessa percentuale si attesta la volontà di attività serali culturali e non, come mostre, concerti,<br />
karaoke e finanche discoteche, anche se non manca chi teme che un&#8217;apertura notturna possa<br />
incentivare atti vandalici. Numerosi sono anche i richiedenti l&#8217;attivazione di nuovi servizi quali<br />
bibliotehe, ludoteche e caffè (47,2%) e la costruzione di nuove infrastrutture come teatri e cinema<br />
(44,8%).</p>
<p><strong><a href="http://095.blogdo.net/files/2010/11/sondaggio_Villa_03.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2640" src="http://095.blogdo.net/files/2010/11/sondaggio_Villa_03.jpg" alt="" width="529" height="212" /></a>Cosa servirebbe alla Villa?</strong></p>
<ul>
<li><strong>Aprirla anche la sera 57,5</strong></li>
<li><strong> Aggiungere più giochi per i bambini 57,1</strong></li>
<li><strong> Attivare altri servizi per tutti 47,2</strong></li>
<li><strong> Costruire nuove infrastrutture 44,8</strong></li>
</ul>
<p></br></br></br></br></br></br></br></br></br></br></br></br><br />
<strong>ASPETTI QUALITATIVI</strong></p>
<p><strong>Lo stile tradito</strong></p>
<p>Durante la somministrazione dei questionari sono emerse diverse considerazioni critiche circa il<br />
nuovo stile della Villa, giudicato da alcuni &#8220;troppo moderno&#8221;. Diversi intervistati rimpiangono<br />
configurazioni architettoniche del passato, in particolare l&#8217;acciottolato bianco e nero dei vialetti, le<br />
fontanelle con l&#8217;acqua potabile, la presenza dell&#8217;orologio, le vecchie panchine e i vecchi lampioni di<br />
ghisa e la pavimetazione, giudicata inadatta per percorsi ciclistici. Questa la testimonianza di una<br />
mamma: «È rimasta chiusa troppo tempo per dare, alla fine, un risultato mediocre che non ha del<br />
tutto soddisfatto le esigenze di noi fruitori. Senza dubbio essa risulta ripulita e migliorata dal punto<br />
di vista dell&#8217;illuminazione, ma l&#8217;interpretazione moderna mi lascia perplessa. È inoltre triste<br />
osservare che non è stata realizzata alcuna area semplicemente per accogliere la sosta su un<br />
tappeto erboso, per stendersi come accade in tutti i giardini occidentali. Credo che tutto ciò sia<br />
dovuto alla metodologia di progetto messo in atto, che non concede margini di analisi e,<br />
successivamente, di proposta alle reali esigenze della collettività.»</p>
<p><strong>Tutelare la Villa e chi ne fruisce</strong></p>
<p>L&#8217;aver riottenuto la possibilità di accedere alla Villa dopo diversi anni di chiusura ha molto<br />
probabilmente indirizzato il contenuto dei commenti &#8220;a caldo&#8221; dei fruitori, molti dei quali<br />
auspicano un servizio di vigilanza continuativo così da prevenire eventuali atti vandalici. Non<br />
mancano a tal proposito posizioni più estreme, forse acuite dai vandalismi già riscontrati in questi<br />
primi due mesi dalla riapertura, come quella di Simone, che gradirebbe la presenza della guardia<br />
forestale a vigilare l&#8217;ordine, o come quella di chi indica come necessaria l&#8217;installazione di circuiti di<br />
videosorveglianza. Piuttosto esplicativa la testimonianza di un anonimo intervistato: «Non deve<br />
essere aperta se non custodita perché non è cosa per i catanesi!»<br />
Altrettanto corposo il fronte di chi mette l&#8217;accento su una adeguata sicurezza delle persone che<br />
fruiscono la Villa (il 57,1% di tutti gli intervistati), ottenibili secondo gli intervistati attraverso un<br />
miglior sistema di illuminazione e una costante sorveglianza.</p>
<p><strong>Un giardino&#8230;poco verde</strong></p>
<p>Tra gli elementi di delusione che spiccano maggiormente sono rilevanti i commenti sulla mancanza<br />
e noncuranza della vegetazione. Molti rimpiangono le aiuole artistiche, come quelle che<br />
riproducevano le note musicali sul viale che costeggia via Sant’Euplio, mentre alcuni denunciano<br />
l’estirpazione di piante monumentali, tipo la “monetina di papa”. Risulta inoltre insufficiente la<br />
varietà floreale e la manutenzione botanica.<br />
Diversi commentatori auspicherebbero la creazione di un ampio prato verde, presente nella<br />
maggior parte dei parchi urbani europei, così come l’inserimento di pannelli esplicativi sulle specie<br />
vegetali presenti. Quest’ultima carenza riguarda più in generale la segnaletica dell’intero parco.<br />
Per quanto riguarda la fauna, la sua sostituzione con delle riproduzioni in ferro ha suscitato<br />
reazioni di scontento tra i fruitori, che preferirebbero il ritorno di animali in “&#8230;carne ed ossa”,<br />
soprattutto i cigni e le papere della fontana centrale.</p>
<p><strong>La Villa per tutte le età</strong></p>
<p>La maggior parte degli intervistati lamenta la mancanza della “Bambinopoli”, cioè di un’area<br />
interamente dedicata all’intrattenimento dei più piccoli. Gli intervistati propongono di organizzare<br />
attività ludiche, animazione per i bambini e di inserire più giochi rendendoli sicuri, poiché quelli<br />
presenti sono ritenuti instabili. In particolare suggeriscono di ricollocare la storica giostra e il<br />
trenino che nel passato hanno caratterizzato lo spazio centrale della Villa e che oggi appare come<br />
una distesa di fango ritenuta peraltro pericolosa e che potrebbe essere trasformata, secondo alcuni<br />
cittadini, in un campo da calcio gratuito (effettivamente durante la nostra ricerca siamo stati<br />
protagonisti di un piccolo “incidente”: un bambino di qualche anno che inciampa e ricoprendosi<br />
interamente di fango!). I desideri degli intervistati riguardano anche l&#8217;organizzazione di attività e<br />
manifestazioni per gli anziani, i quali lamentano la mancanza dei tavoli che in passato<br />
permettevano loro di giocare piacevolmente a carte per impegnare il tempo. Il prof. Francesco De<br />
Grazia, ad esempio, ci ha confidato la sua abitudine di acquistare la granita da Scardaci e<br />
consumarla proprio nei tavoli della Villa, «&#8230;abitudine peraltro molto piacevole.»</p>
<p><strong>OPINIONI SULLA VILLA BELLINI<br />
IL SONDAGGIO IN SINTESI</strong></p>
<p>A cura della Cattedra di Antropologia Culturale della Facoltà di Scienze Politiche di Catania</p>
<p>Coordinatrice della ricerca: Mara BENADUSI, Il Team di ricerca è  composto da: Danilo GIGLITTO, Giusi GUARRERA, Enza PRUITI, Luisa  SANNELLA</p>
<p><strong>Novembre 2010</strong></p>
<p><strong>Opinioni sulla Villa Bellini– Sondaggio realizzato all’interno dell’iniziativa MOVIMENTARE LA VILLA<br />
<a href="http://villabellini.wordpress.com/">http://villabellini.wordpress.com/ </a></strong></p>
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		<title>PROIEZIONE FILM INCHIESTA “L&#8217;ISOLA DELLE MEZZE VERITÀ”</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 17:56:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Perrotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[alluvione]]></category>
		<category><![CDATA[dramma]]></category>
		<category><![CDATA[Gemini Movies]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Grasso]]></category>
		<category><![CDATA[Isola delle mezze Verità]]></category>
		<category><![CDATA[Natya Migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Scaletta Zanclea]]></category>

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		<description><![CDATA[Una notizia che non c&#8217;entra direttamente con Catania, se non fosse che gli autori dell&#8217;inchiesta video &#8220;L&#8217;Isola della mezze verità&#8220;, che parla del dramma di Scaletta Zanclea vicino Messina, sono i catanesi di Gemini Movies. Domenica 04 luglio alle ore 18.00,presso l&#8217;aula consiliare del Comune di Scaletta Zanclea la proiezione del documentario. Siete tutti invitati [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Una notizia che non c&#8217;entra direttamente con Catania, se non fosse che gli autori dell&#8217;inchiesta video &#8220;<strong><a href="http://www.geminimovie.com/2010/03/ultimata-la-post-produzione-del-film-inchiesta-lisola-delle-mezze-verita/">L&#8217;Isola della mezze verità</a></strong>&#8220;, che parla del dramma di Scaletta Zanclea vicino Messina, sono i catanesi di <a href="http://www.geminimovie.com/index.php">Gemini Movies</a>.</p>
<p><strong>Domenica 04 luglio alle ore 18.00,presso l&#8217;aula consiliare del Comune di Scaletta Zanclea la proiezione del documentario.</strong> Siete tutti invitati a partecipare.</p>
<div id="_mcePaste" style="padding-left: 30px">Trentasette morti e più di mille sfollati: questi i dati del funesto evento che, il primo ottobre 2009, si</div>
<div id="_mcePaste" style="padding-left: 30px">è abbattuto sulla popolazione di Scaletta Zanclea, Giampilieri, Altolìa, Molino e Itala.</div>
<div id="_mcePaste" style="padding-left: 30px">A nove mesi di distanza, la Gemini Movie Production vi invita all&#8217;anteprima de</div>
<div id="_mcePaste" style="padding-left: 30px">“L&#8217;isola delle mezze verità”</div>
<div id="_mcePaste" style="padding-left: 30px">un film inchiesta, a cura di Giacomo Grasso e Natya Migliori, che cerca di entrare nella catastrofe,</div>
<div id="_mcePaste" style="padding-left: 30px">ricostruendone cause concrete, responsabilità false e reali, verità taciute e mezze verità,</div>
<div id="_mcePaste" style="padding-left: 30px">attraverso la voce delle autorità politiche locali e regionali, degli sfollati, dei parenti delle vittime.</div>
<div id="_mcePaste" style="padding-left: 30px">Domenica 04 luglio alle ore 18.00,</div>
<div id="_mcePaste" style="padding-left: 30px">presso l&#8217;aula consiliare del Comune di Scaletta Zanclea.</div>
<div id="_mcePaste" style="padding-left: 30px">Siete tutti invitati a partecipare.</div>
<p style="padding-left: 30px">Trentasette morti e più di mille sfollati: questi i dati del funesto evento che, il primo ottobre 2009, siè abbattuto sulla popolazione di Scaletta Zanclea, Giampilieri, Altolìa, Molino e Itala.A nove mesi di distanza, la Gemini Movie Production vi invita all&#8217;anteprima de“L&#8217;isola delle mezze verità”un film inchiesta, a cura di Giacomo Grasso e Natya Migliori, che cerca di entrare nella catastrofe,ricostruendone cause concrete, responsabilità false e reali, verità taciute e mezze verità,attraverso la voce delle autorità politiche locali e regionali, degli sfollati, dei parenti delle vittime.</p>
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<div class="shr-publisher-2564"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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