Catania, isola felice del mercato immobiliare

Scritto da: il 28.05.08
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.

In costruzioneCatania è un grande cantiere. Beh ogni catanese dirà “me n’ero accorto”, anzi finalmente si inizia a vedere qualche grande opera completa (come il nuovo aeroporto). Quello che però “non si vede” è l’evoluzione del mercato immobiliare negli ultimi anni: il dato nazionale dice che (a parità di cifra rivalutata secondo l’inflazione), per comprare una casa si spende in media rispetto al 1995 il 43% in più. E Catania vive un particolare fermento nel settore, fra nuovi centri comerciali e il rilancio dell’edilizia popolare. Riporto a riguardo questa news dal sito della Confcommercio Catania

Gli investimenti nel mercato del mattone riamangono gli strumenti speculativi più sicuri e remunerativi – Siamo alle solite. Ogni tanto le istituzioni si risvegliano dal loro torpore, sempre nei momenti meno opportuni e con la lentezza del peggiore elefante, sfoggiando numeri e statistiche della nostra economia. Il 4 febbraio, infatti, Bankitalia ha stilato un rapporto sull’andamento del mercato immobiliare dal 1995 al 2006 nel quale si constata l’incremento del valore degli immobili nei confronti dei redditi da lavoro dipendente. La “scoperta” è che, rispetto al 1995, oggi per comprare una casa serve il 43 per cento di stipendio in più, come se nessuno in questi anni se ne fosse mai accorto. Sinceramente avremmo voluto che Bankitalia avesse affrontato nel merito le problematiche della nostra economia, magari evidenziando i fattori per i quali oggi rileviamo un caro-vita elevato in tutti i settori. Le motivazioni che hanno spinto la Banca d’Italia a eseguire questa analisi sono invece da ricercare esclusivamente nella natura delle sue funzioni. Negli ultimi 10 anni, infatti, dopo la bolla speculativa del marzo 2001 e i vari crack Parmalat, Cirio, eccetera, il mercato di riferimento per gli investimenti è diventato quello del “mattone”, prosciugando in tutto o in buona parte i capitali del mercato finanziario. Quest’analisi di BankItalia forse è un tentativo inutile di scardinare il mercato economico immobiliare che risulta da sempre solido. Si può, invece, affermare serenamente che non esiste nessuno strumento finanziario speculativo che possa competere con l’investimento immobiliare in termini di cerle associazioni tezza del capitale e capacità di reddito insieme. Non è un caso che il 68 per cento degli italiani è proprietario di immobili, soprattutto al Sud dove la casa è simbolo di serenità e stabilità economica per tutta la famiglia. Catania, tra le città del Meridione, spicca in termini di crescita nel mercato immobiliare, sia come acquisti nel privato sia come investimenti di aziende che scommettono sulle grandi potenzialità del territorio. La nostra città sta vivendo radicali cambiamenti infrastrutturali (l’autostrada Catania-Siracusa, l’aeroporto Bellini, la metropolitana, i parcheggi scambiatori), che diverranno il motore di un ulteriore sviluppo e della competitività nei mercati internazionali. Proprio in questa fase, Catania è la città più gettonata della Sicilia dai grandi investitori che portano sempre più linfa economica, creano posti di lavoro, realizzano partnership, rafforzano l’indotto. Sulla base di queste considerazioni, e con l’augurio che le amministrazioni pubbliche accelerino i processi di cambiamento già iniziati, si può affermare che Catania è sicuramente il cavallo giusto su cui puntare. Angelo Salvatore Nicolosi Fimaa Catania

  • Skimno

    Grazie a queste belle opere, fatte spesso per speculazione, Catania si sta incementificando sempre di più e i centri commerciali stanno per uccidere il comercio a dettaglio e varie famiglie stanno per finire in mezzo alla strada!! Da considerare poi che il futuro dei giovani si sta riducendo alla ricerca di un posto di lavoro in un supermercato, dove un grande proprietario sarà il sovrano che potrà decidere sulla vita o la morte lavorativa di ogni individuo e sui contratti lavorativi, spesso a tre mesi!!

  • Leandro Perrotta

    In effetti un aumento esponenziale del 43% in poco più di 10 anni personalmente mi fa pensare che non sia soprattutto ma quasi esclusivamente speculazione. La situazione catanese è particolarmente delicata in questo settore per una serie innumerevole di fattori, quelli che hai elencato sono solo le conseguenze di una mancanza di politica territoriale, iniziando dal famigerato Piano Regolatore Generale del Comune di Catania. Tutto quello che di nuovo si costruisce viene fatto per “varianti” di un progetto, il PRG Piccinato, che nella sua ideazione risale ai primi anni ’60. Tutto questo però non ha a che fare con la “notizia”, che arriva da fonti della ConfCommercio, sulla fotografia della situazione. Quest’ultima serve da ulteriore “dato” per elaborare una strategia diversa per la città, non credo che sia da stigmatizzare la stassa speculazione edilizia, è la società che deve elaborare un’altra via di sviluppo e impedire certi episodi che portano danni alla collettività. O forse più che “un’altra via” proprio tracciarne una.

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