Catania – gruppi mafiosi e presenze nel territorio

Scritto da: il 30.01.09
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.

Quando leggo di mafia, non capisco mai molto. La cosa è legata al fatto che negli articoli scritti sul tema, si danno per scontate delle conoscenze “storiche” dei territori e dei vari gruppi malavitosi che li operano, del contesto sociale, dei nomi degli arrestati eccellenti… E anche se si conoscono le grandi vicende “storiche” legate ai territori in oggetto, arrivare al quadro attuale è pressochè impossibile se non con lunghe ricerche che richiedono molto molto tempo.

In questi giorni però, almeno per quanto riguarda il territorio catanese, ho potuto comprendere meglio la situaizone leggendo la relazione che la Direzione Distrettuale Antimafia di Catania ha prodotto a giovamento della Commissione Parlamentare Antimafia, in cui si fa il quadro dei gruppi mafiosi presenti nel territorio catanese, come si chiamano e in quali limiti territoriali agiscono… Qui di seguito riporterò i nomi delle famiglie che attualmente operano nel territorio di Catania così come riportate sulla relazione.

“Cosa Nostra” attraverso la famiglia Santapaola (Ercolano) con le sue articolazioni sia a Catania centro che in altri paesi della provincia e del distretto. Nel circondario del Tribunale di Catania, sono collegati al gruppo Santapaola, i seguenti clan mafiosi:

a Paternò il gruppo ASSINNATA

ad Adrano il gruppo SANTANGELO

ad Acireale, il gruppo diretto da SCIUTO Sebastiano (ala Ercolano)

a Giarre il gruppo diretto da BRUNETTO Paolo

a Bronte il gruppo facente capo a CATANIA Salvatore

a Nicolosi e Piano Tavola, il gruppo SQUILLACI

a Caltagirone con il gruppo LA ROCCA Francesco

Laudani, particolarmente presente nei paesi pedemontani. Ed, inoltre, a Paternò in collegamento con la famiglia Morabito; a Piedimonte Etneo con il gruppo diretto da DI MAURO Paolo; a Randazzo con il gruppo diretto da ROSTA e Sangani

Mazzei, nel quale è confluito il gruppo Cursoti milanesi. Gruppo diretto da Santo Mazzei, detenuto e da Di Benedetto Santo, arrestato il 24 giugno 2007

Cappello: operanti in alcuni quartieri catanesi (Civita e San Cristoforo), nel siracusano (Porto Palo) e a Calatabiano con il clan Cintorrino.

Pillera/Puntina, presenti in Catania – città, guidati da Corrado Favara e Nuccio Ieni.

Sciuto – Tigna

La relazione, che (non l’ho detto prima) porta la firma del Procuratore Distrettuale della Repubblica Vincenzo D’Agata, non contiene ovviamente solo questo breve elenco, ma è molto più lunga e articolata. In particolare è interessante riportare la premessa che si trova all’inizio della relazione su quale sia la natura dei gruppi mafiosi catanesi.

Giova premettere, sebbeni si tratti di circostanza nota, che la criminalitàorganizzata che opera nel territorio di Catania si distingue per sue caratteristiche strutturali dalla criminalità organizzata che opera nella città di Palermo. Mentre, infatti, i gruppi che operano a Palermo hanno un momento di convergenza unificante in “Cosa Nostra”, la criminalità catanese è strutturata in gruppi o famiglie che operano sul territorio in maniera autonoma le une dalle altre, pur annoverando alcune di esse (Santapaola – Mazzei) uomini d’onore (N. D’Emanuele, G. Ercolano e S. Mazzei).

Le anzidette famiglie quindi, in una realtà che registra frequenti cambiamenti, a volte si trovano in contrapposizione tra loro, a volte stringonoa alleanze, a volte, infine raggiungono un tacito accordo di non belligerenza e non interferenze – pax mafiosa (…)

(…)L’intensa opera di repressione che si è condotta negli anni precedenti, lo stato di detenzione dei capi storici delle singole famiglie, ed infine l’immediata individuazione ed intervento repressivo nei confronti dei soggetti che in successione hanno assunto la leadership dei vari gruppi, hanno determinato uno stato di grave difficoltà per le singole famiglie mafiose, delle quali tuttavia, si colgono forti ed inequivoci segnali di riorganizzazione, agevolata anche dalla remissione in libertà, per fine pena o per effetto dell’indulto, di alcuni soggetti dalla notevole caratura criminale

Sembrano quindi purtroppo fondate le previsioni infauste di qualche mese fa…

Ringrazio Renato Camarda della redazione di Catania Possibile che mi ha fornito una copia della relazione.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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