Catania dopo Report? Sempre uguale, ma con una proposta…

Scritto da: il 30.04.09
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.

Dopo Report - aula 67Accanto al Working Capital Camp, in un’aula normalmente utilizzata per le lezioni di ogni giorno, alle 18, ieri si è tenuto un incontro dal titolo “Catania dopo Report”, per analizzare non tanto l’impatto che l’ormai celebre documentario di Sigfrido Ranucci (in collaborazione con il catanese Antonio Condorelli) ha avuto sulla città, quanto le prese di posizione di alcuni notabili catanesi a sostegno della situazione che “non è così negativa” e soprattutto del giornale di Mario Ciancio La Sicilia. Il “sottotitolo” dell’incontro dice tutto:

Il sistema di potere, il quotidiano La Sicilia,
gli intellettuali, l’opposizione

Ospiti Dario Montana, fratello del commissario Beppe Montana ucciso dalla mafia a Palermo nel 1985, il giovane giornalista Antonio Condorelli che tante volte ho citato sul blog in queste settimane, e un pilastro dell’informazione libera a Catania, Marco Benanti, direttore responsabile di due progetti editoriali di notevole pregio: i settimanali Magma e Catania Possibile.

Cosa è uscito da questo dibattito? Fondamentalmente, una proposta: un coordinamento di forze che contrastino la concentrazione di potere nelle mani di pochissimi a Catania, dove il paio più grande (di mani) è senza dubbio quello del direttore proprietario de La Sicilia Mario Ciancio. Un progetto di opposizione quindi, che parte dalla sinistra ( o quel che ne resta) catanese, che non raggiunge risultati degni di nota alle elezioni, ma è ancora capace di creare “movimento e opinione in città. Per un resoconto più dettagliatro, vi riporto a questo articolo di Francesco Currò.

Dopo Report Montana BenantiQualcuno (molti, in verità) potrebbero obiettare che di “coordinamenti” se ne fanno e se ne sono fatti negli anni tanti, troppi, e nessuno ha avuto buon esito. Ma la sala ieri era piena, il dibattito acceso e sentito, e la situazione di oligopolio in città si fa sentire pesantemente su tutti i cittadini, di qualsiasi idea politica. Ai catanesi, lo hanno (abbiamo) dimostrato più volte nelle ultime tornate elettorali, la sinistra non piace, si preferisce il linguaggio semplice di Berlusconi (o di Grillo) alle profonde riflessioni degli intelletuali. Alla gente chi “parla difficile” non piace molto? Sembrerebbe un problema di immagine, non di contenuti. Quale strategia utilizzare per dar vita a una nuova opposizone catanese? Vedremo…

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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