CATANESI APRITE GLI OCCHI!

Scritto da: il 03.06.10
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E’ necessario gettare uno sguardo complessivo sulle vicende di questa città, per leggere, al di là degli avvenimenti, il loro significato, le logiche interne che collegano fatti apparentemente slegati.
Il primo dato che salta subito agli occhi, è la deriva politica della amministrazione della città.
Faide, interessi, lotte fra partiti e fazioni si proiettano da Palermo a Catania, eliminando di fatto qualunque intesa e rendendo impossibile ogni progetto politico.
Il sindaco, che galleggia sui detriti della maggioranza, ha licenziato in blocco e in tronco la giunta, nominando otto assessori “tecnici”, i quali (caso assolutamente inedito sia a Catania che altrove) hanno come compito principale quello di permettere al sindaco di non dimettersi e di sopravvivere in attesa che si plachino le acque e si accordino gli interessi della maggioranza che lo sostiene.
Al di là del valore dei singoli “esperti” chiamati ad amministrare la città, è chiaro a tutti che la loro presenza serve solo da “maquillage” al fallimento di questa amministrazione, ed altro non potrà fare che confermare, complice la vicina calura estiva, la sua totale impotenza.
Impotenza anzitutto politica. Un governo tecnico è sempre un governo di emergenza, è sempre un governo a tempo, a breve termine. Non può elaborare alcun progetto a lungo termine.
Ma l’impotenza di fondo è economica.
Le disponibilità del comune sono ridotte al lumicino. Nonostante la berlusconiana respirazione bocca a bocca, nessuna iniziativa valida, strutturale, profonda, può in queste condizioni essere non solo attuata ma pensata.
Il tutto viene condito dagli “Stati Generali”.
I due fenomeni: “impotenza politica” da un lato e “Stati Generali” dall’altro non sono separabili, ma da leggere come facce della stessa medaglia e della medesima strategia.
Non essendo possibile agire… si parla!
In assemblee chilometriche si dicono anche delle cose interessanti, destinate però a restare solo ottime intenzioni, che ricalcano progetti in parte già elaborati in questa città e rimasti sempre lettera morta.
Noi cittadini, invitati a farne parte, ci prestiamo a questo gioco con piena coscienza, anzitutto perché non vogliamo essere tacciati di disinteresse nei confronti dei problemi di questa città. Anzi, partecipiamo con entusiasmo: un entusiasmo non ingenuo ma critico e, purtroppo, intriso di scetticismo. Sappiamo bene infatti di offrire suggerimenti ad amministratori che sembra ci ascoltino con interesse, ma che sono pienamente coscienti della loro impotenza.
Ci sostiene la speranza che cambi questo deludente quadro politico, perché la soluzione di problemi di Catania non può essere che politica, come solo politica può essere la soluzione dei problemi della regione.
Lombardo e Stancanelli altro non sono che sintomi dello stesso male.
La disgregazione degli interessi all’interno del PDL, l’incapacità della opposizione di offrire valide alternative politiche serve solo ad avvallare questa situazione.
Una cosa è certa: che la società civile non può fare da stampella alla politica zoppa come quella che governa oggi la nostra regione e la nostra città!
CittàInsieme
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