Si, anche Catania ha le sue tradizioni e le sue sfilate in maschera. Ecco un resoconto del weekend carnevalesco nella città del Liotru…
E anche questo lunedì è andato. Non c’è stato niente da fare, in fondo non è mai partito, è stata una lenta appendice della domenica, la domenica del sabato, il sabato del venerdì. Ho lottato con le forze che avevo a disposizione, caffè e latte detergente, ma niente: il carnevale mi è rimasto addosso. In faccia più che altro.
Venerdì 20 febbraio
Non avevo focalizzato troppo l’attenzione sul carnevale, quindi venerdì, quando sono uscita, devo dire di non essermi particolarmente stupita di certi incontri, perché, di solito, quando passa qualche mia coetanea sovrappeso in zona via Landolina… Me lo chiedo sempre da cosa è vestita.
Che manchi lo spirito festoso e goliardico del carnevale di Colonia o di Viareggio è, purtroppo, qualcosa di cui mi sono resa conto subito passeggiando per il centro. Non c’erano tante maschere, non sembrava Festa, ho solo avvistato qualche mandria di impediti felicemente truccati da donna, ma non ho colto sostanziali differenze rispetto alle ragazze al loro seguito, da lontano mi sarebbero sembrati tutti vestiti in maschera.
C’era soltanto piazza Duomo stranamente ricoperta di imbottiture di cuscini, ma solo un attento scrutatore della bacheca di facebook, o qualcuno dalla natura di “vaddia” come la mia, poteva far risalire l’evento alla battaglia di cuscini pubblicizzata qualche giorno prima via mail… Al resto dei catanesi la piazza sarebbe sembrata sporca come al solito.
Nemmeno la Chiave brulicava di gente, quindi dopo aver declinato un’invito per una serata d’n’b al Clone Zone, ”Kaboom”, me ne sono tornata a casa, pensando che il botto l’avrei fatto l’indomani.
Sabato 21 febbraio
Il mio sabato è cominciato direttamente di pomeriggio e subito con un assillo, cresciuto durante la notte dopo le notizie raccolte la sera prima alla Chiave:trovare la prevendita per la serata dei Bloody Beetroots da Zo che sembrava fossero esaurite. Niente prevendita meno Negroni, pensavo. Non può essere.
Si presentava come la missione della giornata. Una missione ardua e complicata considerato lo stato pietoso in cui versavo, le difficoltà oggettive di spingermi fino in via di San Giuliano con la macchina di sabato, lo stress che avrebbe segnato la mia pelle… Tanta devozione per una serata, nemmeno lo facessi per lavoro.
Ma le mie preghiere sono state presto accolte e un caro amico ha risolto la difficile questione, lasciandomi il tempo per dedicarmi al secondo affanno: il parrucchiere. Va bene che era carnevale, ma non volevo vestirmi da Addams. Affrontare il parrucchiere di sabato è per stomaci forti, soprattutto dopo la settimana di Sanremo. Ma per i Bloody Beetroots questo e altro, in fondo non è che avessi molto altro da fare, almeno stavo in compagnia.
Praticamente sono uscita dal parrucchiere che già John lui metteva il primo pezzo. Ormai il carnevale si stava impossessando di me, possedevo la prevendita, possedevo una nuova frangetta, adesso mancavano solo i Negroni. Dopo una breve sosta alla Chiave, giusto per non dimenticarmi gli interni, finalmente Zo.
E basta perché poi non mi ricordo assolutamente nulla del resto, né chi c’era, né cosa hanno suonato, né come sono tornata a casa.
Domenica 22 febbraio
Ormai il carnevale pulsava nelle mie vene, mi sono addirittura svegliata col sole e sono uscita per cercare l’occorrente per il mio costume. La sera avrei avuto una festa in maschera e non sia mai che io mi perda una festa.
Recuperato il cartone, recuperato il collega cavia da far vestire insieme a me, ho cominciato a dare sfogo alle mie idee malsane e verso le 9 di sera e dopo aver inalato qualche chilo di colla, il suo costume da VOCABOLARIO DI LATINO CASTIGLIONE-MARIOTTI era pronto.

Il suo. Il mio invece da FRANCO MONTANARI VOCABOLARIO DI GRECO non ha visto la luce perché francamente forse a 12 anni colorare, appiccicare, dipingere sarà stato divertente, a 24 dopo un po, ti frantumi i maroni.
Quindi ho pensato anch’io di vestirmi da donna come mi avevano suggerito gli amici incontrati venerdì e ho dedotto, grazie ad anni di esperienza, che se mi fossi messa una semplice maglietta scollata, nessuno si sarebbe accorto del resto. Le tette sono armi di distrazione di massa. Nessuno infatti mi ha chiesto “perché non sei vestita?” ma sicuramente mi ringraziavano in cuor loro per essermi vestita così poco…

Batman al Chiosco di piazza Trento
La festa non è stata particolarmente entusiasmante, i costumi degli invitati a parte Superman, Batman e Spiderman in versione tre tenori perché volutamente sovrappeso, non spiccavano per originalità. Non quanto la festa organizzata con i miei amici per Capodanno, in cui qualcuno si è presentato vestito da doccia, uno da Dylan Dog e uno da spaventapasser..a.
Ma mi hanno colpito delle ragazze presenti,che hanno sfidato ogni buon senso vestendosi da sogno erotico nel mese di febbraio a Linguaglossa, coraggiose più che altro. Infradito, vestiti di lino, corpetti che stringevano tette così rosse che non riuscivo a capire se era per il freddo o perché stavano per esplodere come brufoli.
Per un momento ho pensato che il mio costume ideale sarebbe stato quello da Befana, per avere una scopa e poterle prendere a ramazzate...
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