Tutti gli articoli di leandro

Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità..

Manca ancora

Scritto da: il 13.12.12 — 0 CommentiAbbonati (RSS)
La luce a Librino, eccerto, che cosa sennò? Ne avevo scritto qua, nel mio ultimo mio post, che è vecchio di molti ma molti giorni. La pigrizia da post non è passata, quindi copincollo. L'unica novità è che il Comune ha proposto «cavi in alluminio, accussì non si futtunu». Promessi «a giorni», un mese fa. C'era anche Il buio oltre la siepe Mi quoto e mi ri-quoto... Da poco, pochissimo, c’è una nuova società per la gestione dell’illuminazione pubblica, la Gemmo spa. Il precedente raggruppamento d’imprese aveva avuto tanti problemi con i famigerati “ladri di rame”, ma non c’era ancora stato nessun problema con i “nuovi”. Hanno messo i led in tutta Librino i nuovi gestori, ma i cavi si vede che proprio a qualcuno servono proprio… E Librino (e non solo) è di nuovo al buio da qualche giorno. Fortuna che fa buio tardi. Certo questi cavi che costano 300 euro per cento metri è straordinario come vengano rubati. per fare diventare l’operazione conveniente quanti metri ne rubano? 10 mila alla volta?

Passando ad argomenti più seri, manca la luce di nuovo

Scritto da: il 23.08.12 — 0 CommentiAbbonati (RSS)
Da poco, pochissimo, c'è una nuova società per la gestione dell'illuminazione pubblica, la Gemmo spa. Il precedente raggruppamento d'imprese aveva avuto tanti problemi con i famigerati "ladri di rame", ma non c'era ancora stato nessun problema con i "nuovi". Hanno messo i led in tutta Librino i nuovi gestori, ma i cavi si vede che proprio a qualcuno servono proprio... E Librino (e non solo) è di nuovo al buio da qualche giorno. Fortuna che fa buio tardi. Certo questi cavi che costano 300 euro per cento metri è straordinario come vengano rubati. per fare diventare l'operazione conveniente quanti metri ne rubano? 10 mila alla volta?

Una domanda che resterà senza risposta.

Scritto da: il 23.08.12 — 5 CommentiAbbonati (RSS)
Perché vivere a Catania? Una riflessione, ma anche una domanda che rivolgo a chi legge. Senza chiamare per l'ennesima volta in causa Pippo Fava con la sua famosa definizione, io non riesco a darmi una risposta. Probabilmente per la paura di vivere altrove, perché è facile per chi non ha coraggio stare in un posto che non piace piuttosto che affrontare la possibilità di essere felici altrove. A 29 anni, non ancora compiuti, mi sento già un fallito di questa città, e non voglio scendere a compromessi con nessuno, a nessun livello. Insomma, devo decidere da che parte stare, e non capisco perché, voglio solo vivere la mia vita senza condizionamenti da parte di nessuno magari lavorare senza dover sposare vizi e virtù e amicizie politiche e mafiose di chi mi assume. Da qualche parte è possibile vivere la propria vita così, lo so, ma mi manca il coraggio di andarmene. Chiedo due cose, in alternativa l'una a l'altra o forse è la stessa. La prima, per restare a Catania: voglio avere il coraggio di sbagliare, di mettermi ingenuamente nelle mani di un padrino a cui affidare il mio destino con l'unico compito di essere fedele. Padrino non per forza mafioso: magari un professore universitario, un avvocato, un "imprenditore", un caporedattore, un direttore creativo, un politico. Scegliete voi, tanto so fare di tutto, il mio unico limite è il mio carattere, non riesco a scendere a compromessi, nella consapevolezza che se anche non mafioso il padrino a un certo punto della sua vita s'è fatto una domanda simile alla mia e ha trovato il suo, quindi è senza spina dorsale. Sennò chiedo il coraggio di andarmene, di mandarvi tutti a fanculo e cominciare a dire in giro che Catania è una merda che sono tutti mafiosi che non c'è speranza manca ...

9 giugno “rosso di calendario”

Scritto da: il 10.06.12 — 0 CommentiAbbonati (RSS)
Giornata iniziata con un sms che diceva "Bravo Perrottino in apertura sul Fatto", e conclusasi con il colpo di scena alle 23 54 minuti e 40 secondi. A quella persona, protagonista delle belle notizie di oggi, dedico questo post e il più grazioso dei GRAZIE. Si unisce a una lunghissima serie, qui è speciale perché nasce un mio amico. Cosa si dice in questi casi? Forse gli si dedica una canzone - un po' a tema - cantata da Beppe Mignemi (che ho conosciuto a Catania senza sapere che fosse un cantante così bravo, lo dico perché qui sul blog c'è l'obbligo di trovare cose attinenti al tema) [youtube width="425" height="30"]http://www.youtube.com/watch?v=d6iTWiqB4xA[/youtube]   o una di CSNY [youtube width="425" height="30"]http://www.youtube.com/watch?v=EkaKwXddT_I[/youtube]   o forse, semplicemente, si festeggia [youtube width="425" height="30"]http://www.youtube.com/watch?v=aMAgkKXP_Zo[/youtube]   e si ri-festeggia (in base ai gusti) [youtube width="425" height="30"]http://www.youtube.com/watch?v=SPlQpGeTbIE[/youtube]   ri-ri-festeggia [youtube width="425" height="30"]http://www.youtube.com/watch?v=6S3ISlvlEbs[/youtube]   ri-ri-ri [youtube width="425" height="30"]http://www.youtube.com/watch?v=JdeMvR--ICk[/youtube]   Po-po-po-po-po-po-poo [youtube width="425" height="30"]http://www.youtube.com/watch?v=0J2QdDbelmY[/youtube]   Ci sarebbe anche Tommy che dice "i'm free" [youtube width="425" height="30"]http://www.youtube.com/watch?v=B3hf0r1-07c[/youtube]

Manuale di scrittura cretina – Episodio 2: Splash, l’ucronia col rascio

Scritto da: il 04.05.12 — 0 CommentiAbbonati (RSS)
Quella che segue era una prima bozza di soggetto per un breve film, in parte realizzato con una serie di amici un po' pazzi. Un uomo entra in un caffè. “Splash”, si sente appena entra, tanto che incuriosito chiede al barista se anche lui l’ha sentito. Il barista del bar Lord, chiamato così per motivi diversi dalle lontane discendenze britanniche del proprieterio, risponde: «non ho sentito una minchia», con fare irruento ma sorridendo. Il barista, che ha una canottiera sporca di sugo e puzza come dopo l'ora di ginnastica, dice però che è normale sentire "splash", perché in piazza Aldo Moro da quando hanno aperto al pubblico il monumento a Umberto Scapagnini, una mega pozzanghera di liquami fognari è continuamente presa d’assalto dai ragazzini della zona. C’è orgoglio campanilistico nelle sue parole? Ridono insieme di cuore. L’uomo, racconta al barista che è tornato a Catania, finalmente da turista dopo anni di lavoro duro all’estero, a Stoccolma la città più degradata del Nord Europa. Ed è piacevolmente stupito di vedere la propria città così all’avanguardia, moderna. «Questo cappuccino fa davvero schifo», dice l'uomo mentre posa la tazzina sul bancone lercio. «U pacch’i to soru», risponde allegro il barista, e l’uomo esce in strada con aria soddisfatta. La maestosa mole del Monumento a Scapagnini, l’ex centro commerciale Vulcania domina la visuale, con le sue pareti di cemento, le armature consumate in vista, l’aria decadente che ormai domina nelle cartoline illustrate e ne hanno fatto il simbolo di una Sicilia ritrovata. “Patrimonio dell’umanità UNESCO” come recita la targa alla base dell’edificio. Dentro e attorno le tracce del progresso della società catanese, le erbacce alte, tanti rifiuti. Sotto i portici i giacigli notturni degli ubriaconi e dei drogati. Ma qualcosa non quadra, c’è fin troppa pulizia. Certo, ben lontani dal degrado asettico di Stoccolma, ma persino ...

Manuale di scrittura cretina – Episodio 1: di quando la tonnina incontrò la cipollata

Scritto da: il 07.04.12 — 0 CommentiAbbonati (RSS)
Vi racconto una storia siciliana, di quelle tristi e senza speranza. La storia di un ragazzo e del suo primo contatto col mare. E di un altro giovane, che nel mare ci viveva, e nei flutti trovò la sua tragica fine. Giovani siciliani, storie che si incrociano e che segnano. Era massiccio, con una testa enorme, gli occhi a palla. Ma nonostante la sua lunga figura, più di due metri, Tino nel suo ambiente era considerato un piccoletto. «Tinuzzo, sei troppo piccolo per stare coi grandi» lo canzonavano i compagni, e lui, che normalmente sarebbe stato considerato grande e grosso, non aveva pace. «Ma perché sono così sfortunato, perché non cresco» pensava quando andava a pescare da solo, mentre gli altri invece andavano tutti insieme, e molto più a largo. Erano tutti dei nuotatori provetti, e andavano armati solo del proprio fiato. Anche Tino, che insieme ai suoi amici abitava alle Eolie. Una mattina stava facendo una bella caccia di pesci vicino all'isola di Panarea, quella dei vips. Tra tanta gente altolocata che occupava barconi lunghi 15 metri, Tino s'era sempre trovato bene: lui nuotava, e nessuno gli rompeva le scatole, perché tanto i vips prendevano il sole tutto il tempo. Certo ogni tanto c'era qualche pescatore dai modi rudi, di quelli proprio da film sulla Sicilia da cartolina, ma non ci faceva molto caso. Quel giorno però tre pescatori lo avevano notato, e si avvicinarono a Tino con la loro barca. I pescatori lo riempivano di complimenti, cose del tipo «Ma talia chi beddu, è grosso il giusto», «Sei piccolo, ma fatto bene» oppure «Chiddi comu a tia su duci duci», mentre Tino, che era giovane, inesperto della vita e con una sessualità non perfettamente definita, era tutto contento di queste attenzioni. Nuotava sempre più vicino alla barca, e veramente era anche ...

Vecchietto che beve Mercurio, GUARDALO!!!

Scritto da: il 25.03.12 — 0 CommentiAbbonati (RSS)
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=hFKyu-DT_RE[/youtube] C'è questo anziano uomo, questo vecchietto se volete, che beve Mercurio. Penso che è rimasto un po' scioccato da Mammarella, che il 31 marzo è da Zo. Di seguito il testo che accompagna questo video "quasi virale", e sicuramente un po' da esauriti (ci c'entrano quelli di Deeds), su youtube. Un alieno è un alieno, non è speciale, è un alieno e basta: vuole solo tornare a casa. L'astronave madre (forse) sta cercando te. First landing 31|03 • Zò (CT)

Stare dietro alla propria stanchezza – solo un altro post autoreferenziale con accenni catanesi

Scritto da: il 15.03.12 — 0 CommentiAbbonati (RSS)
Stare dietro alle cose da fare è facile quando ti senti bene. Quando non sei in forma invece le cose semplici sono complicate. Mi è successo martedì, quando per Ctzen sono andato in viale Moncada alla consegna delle chiavi di un palazzo. Si tratta di un edificio di edilizia convenzionata, di proprietà del Comune, e i suoi alloggi sono stati assegnati a 32 famiglie bisognose. Erano tutte queste famiglie nella "lista sfrattati", e potenzialmente parlando con loro c'era la possibilità di far uscire un bellissimo pezzo, con fotografie e racconti. Avevo sia la macchina fotografica che un registratore, e le persone, felici e in un momento particolarmente favorevole al dialogo e alla condivisione erano la "preda" giornalistica tipo. Non vedevano l'ora di raccontare, di dire che tutto finalmente era finito, di parlare di una vita nuova. Come potete immaginare invece di tutto questo potenziale ho usato poco, pochissimo. Faceva freddo, ero mezzo raffreddato, poco concentrato. Ho fatto quattro interviste con il registratore ma sono venute male per imperizia (troppo lontano il microfono dalla bocca) e le foto all'interno delle case, se fossi stato più pronto di spirito, sarebbero andate a corredo di quelle esterne fatte una decina di giorni prima, quando invece ero decisamente più in forma. E invece, niente foto, bloccato dallo scarsissimo "tono" con cui timidamente ho chiesto ai vigili urbani di poter andare a fotografare. Pochi giorni prima, a fine della scorsa settimana, doveva esserci la consegna, ma non c'è stata. Cosa fa fare lo stato di forma buono: praticamente dal nulla ho tirato fuori un buon pezzo, per il quale ho ricevuto un sacco di complimenti (inattesi, quindi ancora più graditi, grazie ancora a tutti). Perché non ho ripetuto martedì? L'unica spiegazione che mi sono dato è che quel giorno ero stanco, mentalmente e fisicamente. La settimana precedente a ...

Il #cicloneCatania trending topic su twitter – ecco lo Storify di @ctzen_catania

Scritto da: il 10.03.12 — 0 CommentiAbbonati (RSS)
Cartelloni caduti, alberi sdradicati, onde alte 6 metri: questa è Catania oggi, giorno di allerta meteo. I catanesi si sono comportatei bene, senza uscire di casa immotivatamente e non creando situazioni di panico, anche grazie agli organi di informazione e Ctzen. Se per una volta la prevenzione ha funzionato, un po' di merito va infatti al giornale online,che oltre ai costanti aggiornamenti meteo da questa mattina, ha scatenato su Twitter la voglia di condividere dei catanesi. Con lo zampino di Rocco Rossitto arriva quindi l'hastag #cicloneCatania, diventato uno dei trending topic italiani di oggi. Su Ctzen al momento potete leggere un articolo di Luisa Santangelo che riassume il "successo social". Luisa che ha anche creato uno storify. Questo potete vederlo di seguito. [HTML1] Ah, dimenticavo: scartati Agatino e Iano, pare che il nome del ciclone sia Gioacchino. Ma sta avanzando nei gradimenti l'idea di chiamarlo Arazia  

Relatività carondiana

Scritto da: il 08.03.12 — 1 CommentoAbbonati (RSS)
Sono in una stazione, fermo dentro a un treno in procinto di partire. A un certo punto vedo muoversi lentamente il treno accanto. O forse è il mio treno che si è mosso? Questo è uno dei più classici esempi di relatività: quando c'è uno che si muove, l'altro sembra fermo. O viceversa. Purtroppo dipende dal punto di vista, e nella vita di ogni giorno la semplice relatività di Galileo ha applicazioni nei rapporti umani. Per dirla in breve, se io sono una persona molto attiva, che fa tante cose, che è capace di controllare tante attività, guarderò a chi invece si muove con più lentezza come a una persona pigra, o peggio la disprezzerò. Ma è giusto? Probabilmente, dipende dal punto di vista: non tutti andiamo nella stessa direzione. Qui sarebbe utile aggiungere qualche breve accenno alla meccanica e alle forze, e soprattutto alla loro rappresentazione in vettori. Ma non vi tedierò oltre, anche perché potrei dire delle papalate. Nella sostanza, se uno ha a cuore il proprio agire, sta attento alla sua corsa. Questi avrà lo sguardo dritto davanti a sè, e molto difficilmente riuscirà a vedere quanto gli accade attorno in modo realistico. Il miglior osservatore, del resto, sta fermo. Cosa c'entra tutta questa premessa con Catania? C'entra tanto, perché se la regola è generale, applico il mio punto di vista. Sto a Catania, e anche io mi muovo, non sono quindi un osservatore neutrale. Però conoscendo la regola di cui sopra, posso attenuare il mio disprezzo, per molte cose che guardo e penso non vanno, e che in buona sostanza odio profondamente. Mettersi nei panni degli altri, o provarci, è un buon modo per evitare di condannare, e non sempre ci si riesce. Il guaio accade quando con tutti gli sforzi di cui si è capaci, non si ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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