ASAEC – NO ALLA STRUMENTALIZZAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI ANTIESTORSIONE

Scritto da: il 29.01.09
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.

Ricevo dall’ASAEC- Associazione Antiestorsione Catanese “Libero Grassi“, e pubblico

NO ALLA STRUMENTALIZZAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI ANTIESTORSIONE

Il messaggio dell’Asaec all’indomani dell’incontro che si è svolto a Reggio Calabria
con il Commissario straordinario antiracket Giosuè Marino

CATANIA – “Basta con la strumentalizzazione delle Associazioni antiracket: criteri più ristrettivi per entrarne a far parte e più controlli delle pratiche per i fondi di solidarietà, al fine di evitare casi come quelli accaduti recentemente a Gela”: lo afferma il direttivo catanese dell’Asaec (Associazione antiestorsione “Libero Grassi”) al rientro da Reggio Calabria, dove ieri in prefettura si è svolto  l’incontro tra il presidente onorario della Federazione antiracket italiana Tano Grasso, il Commissario straordinario antiracket, prefetto Giosuè Marino, i vertici della magistratura, delle forze dell’ordine e delle associazioni aderenti alla Fai.

“Per l’occasione – spiega il presidente dell’Asaec Adriana Guarnaccia – si è discusso delle nuove regole dell’associazionismo antiestorsione, ovvero della selezione degli imprenditori e commercianti che vorranno aderire. L’iscrizione dei soci, infatti, avverrà soltanto previa visione della documentazione legale, della trasmissione dei dati alla questura e poi alla prefettura: il tutto presupporrà una comunicazione costante con le forze dell’ordine e una ancor più stretta collaborazione. Criteri che l’Asaec adotta già da 20 anni sul territorio catanese e che sono diventati punti fondamentali di un vero e proprio regolamento nazionale da adottare e rispettare”.
E ribadendo l’importanza di denunciare il pizzo, l’Asaec sottolinea che “la Sicilia è la prima regione d’Italia per elargizione di fondi alle vittime di estorsione (per danno emergente e lucro cessante, 7 milioni e 311mila euro soltanto nel 2008) e mutui per le vittime dell’usura (965mila euro di prestiti durante l’anno scorso) – continua Guarnaccia – rivolgiamo dunque l’appello alla cittadinanza, rassicurando che da parte nostra verrà intensificato il monitoraggio attraverso l’attivazione di meccanismi rigorosi”.
L’Asaec ha poi evidenziato l’importanza della forte sinergia con le istituzioni e le forze dell’ordine: “Il ringraziamento per quanto è stato fatto fino ad ora – continua la rappresentante dell’Associazione – va al prefetto Giovanni Finazzo, per l’intensa collaborazione sul fronte dell’antiracket e per il suo percorso di recupero della legalità, al questore etneo uscente Michele Capomacchia e al neo questore di Siracusa Domenico Percolla. Le associazioni sono lenti d’ingrandimento sul territorio – così come è stato ricordato ieri dal Commissario straordinario – anello di una catena che però dev’essere solida, così com’è stato fino ad oggi e come, siamo certi, avverrà con i nuovi vertici della nostra città”.

27 gennaio 2009 (il testo del comunicato è della giornalista Assia La Rosa)

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