Arrivano 90 militari a pattugliare la città

Scritto da: il 04.08.08
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.

Battaglione AostaOggi 4 Agosto è il giorno designato dai Ministeri dell’Interno e della Difesa per la dislocazione di 3000 militari a supporto delle forze di polizia nelle principali città italiane. A Catania i militari impegnati a supporto delle  forze dell’ordine saranno in tutto 90, appartenenti alla brigata Aosta, e per 6 mesi saranno impegnati in 5 zone sensibili della nostra città: aeroporto Fontanarossa, centro storico, corso Italia, Castello Ursino e viale Kennedy. Le pattuglie saranno composte da due militari dell’esercito e  un capo pattuglia esponente delle forze dell’ordine, ovvero un carabiniere o un poliziotto.
Secondo voi questa misura è utile? 90 militari sono sufficienti o pochi? Le zone di intervento sono quelle più “sensibili” o potevano esserne individuate altre?
Comunicato del Ministero dell’Interno

Ministro Roberto Maroni

29.07.2008
Varato il Piano per l’impiego delle Forze armate nel controllo del territorio. Maroni: «Sarà utile per aumentare la sicurezza nelle città»
Il ministro dell’Interno e il ministro della Difesa hanno firmato oggi il decreto

Da lunedì 4 agosto 3.000 militari affiancheranno per sei mesi le forze di Polizia nel controllo del territorio nelle principali città italiane, a garanzia dell’ordine pubblico e della sicurezza, grazie al ‘Piano d’impiego del personale delle Forze Armate nel controllo del territorio’.  Il Piano, varato oggi con un decreto firmato al Viminale dal ministro dell’Interno Roberto Maroni e dal ministro della Difesa Ignazio La Russa e adottato con il parere favorevole del  Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza, costituisce una delle misure del ‘pacchetto sicurezza’, (prevista dall’articolo 7-bis del decreto legge 92/2008, convertito dalla legge 24 luglio 2008, n. 125).

Sarà «utile per aumentare la sicurezza nelle città», è stato il commento del ministro Maroni nel corso della conferenza stampa seguita alla firma del documento. L’impiego dei militari, ha sottolineato il titolare del Viminale, consentirà di reimpiegare duemila unità tra poliziotti e carabinieri che non dovranno piu’ occuparsi di controllo di siti sensibili.

Esercito, Marina, Aeronautica Militare e Arma dei Carabinieri avranno il compito di vigilare su siti istituzionali e obiettivi sensibili – come ambasciate, consolati e sedi di Istituzioni – e di presidiare il territorio. Le forze armate avranno poteri di pubblica sicurezza, per cui potranno, ad esempio, arrestare persone colte in flagranza di reato.

Di questi tremila uomini, duemila saranno destinati al presidio di siti e obiettivi sensibili.  Nell’ambito di questo contingente, mille unità saranno impiegate per la vigilanza esterna ai centri per immigrati, e a questo scopo messe a disposizione dei prefetti delle sedici province che ospitano queste strutture (Agrigento, Bari, Bologna, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Catanzaro, Crotone, Foggia, Gorizia, Milano, Modena, Roma,Siracusa, Torino e Trapani).

Gli altri mille uomini andranno invece a presidiare siti e obiettivi sensibili a Milano, Roma e Napoli, le città che per dimensioni e problematiche beneficeranno maggiormente dell’ausilio delle Forze armate. Sono complessivamente 72 gli obiettivi sensibili individuati, 51 a Roma, 20 a Milano e 1 a  Napoli.

Le mille unità di personale militare rimanenti saranno impiegate in compiti di perlustrazione e pattuglia del territorio, a disposizione dei prefetti di Bari, Catania, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino e Verona, che, d’intesa con i  comitati provinciali  dell’ordine e della sicurezza, definiranno nel dettaglio le modalita’ operative previste dal decreto di adozione del Piano.

Le pattuglie saranno composte da due appartenenti alle Forze armate e da uno o due appartenenti alla Polizia.

Il piano prenderà il via da Roma, Milano, Napoli, Verona e Padova, per essere poi esteso, a regime, ad un totale di dieci città, quelle, cioè, che  presentano un maggior bisogno di presidio.  L’attuazione del piano sarà monitorata da un Comitato tecnico istituito presso il ministero dell’Interno per consentire l’eventuale adeguamento delle modalità operative. Il Comitato sarà composto dal capo della Polizia, dal capo di stato maggiore della Difesa e dal comandante generale dell’Arma dei Carabinieri

  • Roberto Chibbaro

    Se servono, ben vengano..certo, sono deluso dal fatto che ai poliziotti non vengano dati i soldi e i mezzi richiesti, da questo governo non me lo aspetto…

  • Pingback: Militari in città: inefficaci secondo i sindacati di polizia | 095

  • davide

    io penso che i militari sono utili in supporto delle forze dell ordine.. il discorso è semplice l esercito è la prima forza armata di numero di personale quindi non fanno altro che mettere in campo personale pagato (altrimenti si pagherebbe personale x stare fermo in caserma dato che mancano i soldi x gli addestramenti..!!!) io personalmente trasferirei un po di personale dell esercito nelle forze dell ordine, dato che i volontari dell esercio ormai hanno la media dei 35 anni, è non penso che siano cosi disposti di marciare, e strisciare x terra, ma almeno facciano i poliziotti.. invece farei ritornare la leva

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