Antonio Condorelli, collaboratore per “I Vicerè” su Report risponde a “La Sicilia”

Scritto da: il 19.03.09
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.

LaSicilia - il peggio bruttoSempre sulla trasmissione su Catania di Report, “I Vicerè”: oggi ho ricevuto una email da Antonio Condorelli, giornalista che ha collaborato con Sigrifdo Ranuci alla realizzazione del documentario, email dall’eloquente titolo REPLICA ALLA CONTINUA DISINFORMAZIONE DE “LA SICILIA” DOPO REPORT.. Il riferimento è agli articoli comparsi sul maggior quotidiano catanese “La Sicilia”, che sono critici rispetto al documentario di Report, anche perché al suo interno si parlava dell’editore-direttore del giornale, Mario Ciancio, come di un monopolista (citando l’episodio dell’accordo sulla cornaca siciliana assente dalle edizioni di Repubblica distribuite a Catania, Siracusa e Ragusa ma presenti in tutte le altre province dell’Isola), e forti critiche sono arrivate anche alle scelte editoriali del giornale, come quella relativa al necrologio dell’ispettore Montana… Buona lettura.

Non sono i sessantacinque minuti della trasmissione REPORT a raccontare il “sistema Catania” come intreccio tra politica, informazione e affari. Un esempio molto chiaro viene dalle paginate pubblicate su LA SICILIA negli ultimi due giorni ed in particolare dai servizi firmati Tony Zermo dove, tentando di discreditare il lavoro giornalistico che sta dietro al servizio I VICERE’, si afferma:

1-Il 18 marzo a pag. 2 intervistando Pietrangelo Buttafuoco –già autore della prefazione al libro del Movimento per l’Autonomia poi nominato presidente del Teatro Stabile- si arriva al punto di negare ciò che è contenuto nel documento che attesta il rifiuto di pubblicazione del necrologio del commissario Beppe Montana ammazzato dalla mafia, “Su disposizione –come sta scritto sul necrologio non pubblicato con tanto di firma e dati anagrafici del dipendente de LA SICILIA- del vicedirettore Conigliaro e del direttore Mario Ciancio”. In barba al dramma della famiglia Montana si aggiungono frasi inesistenti al testo originale mostrato nel servizio di REPORT(«un delitto di mafia dagli alti mandanti»). Tutto questo per arrivare alla conclusione che “si volevano evitare illazioni, ma chi aveva portato il necrologio l’aveva subito ritirato e se n’era andato indispettito”. Per questo esprimo incondizionata solidarietà alla famiglia di Beppe Montana e ferma condanna – come stava scritto sul necrologio la cui pubblicazione è stata rifiutata per iscritto da LA SICILIA- alla mafia e ai suoi anonimi sostenitori.

2-Oggi 19 marzo a pag. 2 sotto il titolo «ECCO TUTTE LE FALSITA’ SU CATANIA» si arriva all’apice dell’alterazione della realtà all’interno di un pezzo che costituisce un pilastro della disinformazione degli ultimi anni. Gesualdo Campo, già assessore provinciale dell’Mpa con delega alle Politiche Culturali, poi divenuto soprintendente ai BBCCAA di Catania dopo la rimozione di MAria Grazia Branciforti, arriva ad affermare che “Scapagnini non era commissario per la prevenzione sismica, era invece commissario per la Protezione Civile”, dopo aver detto “E’ falso che in qualche modo i poteri di commissario avuti dall’allora sindaco Scapagnini si riferiscono al sisma di Santa Lucia del 1990. Campo in questo modo altera la realtà raccontata da REPORT ed aggiunge: “La verità è che la Gabanelli, la quale confonde anche il commissario alla prevenzione sismica con il Commissario alla protezione Civile, ha confezionato un mucchio di falsità facendole artatamente apparire come verosimili”.

ECCO IL TESTO DEL SERVIZIO:

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO

Dopo il terremoto di Santa Lucia, nel dicembre del ’90, dove muoiono 17 persone ed in 15mila rimangono senza casa, il governo stanzia circa mille miliardi di lire da spendere per la ricostruzione e per la prevenzione antisismica degli edifici strategici”.

PAOLINO MANISCALCO – EX ASSESSORE ALLA PROTEZIONE CIVILE

Sono quelli che debbono restare in piedi in caso di terremoto per dare i soccorsi: per esempio gli ospedali, le caserme dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri, i municipi, per poter coordinare tutta l’assistenza. Quindi prima cosa gli edifici strategici, seconda cosa le scuole.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO

E’ il 2002 e Silvio Berlusconi conferisce a Umberto scapagnini – ex sindaco di Catania- i poteri speciali per l’emergenza traffico e sicurezza sismica. Senza passare dal Consiglio comuneale, può disporre di 850milioni di euro tra cui anche i fondi per la sicurezza delle scuole (sono i fondi della L 433/91 ndr).

Le carte parlano chiaro, tanto che l’art 1 dell’ordinanza 3259 del 2002 firmata da Silvio Berlusconi recita che “Il sindaco di Catania è nominato commissario delegato per l’attuazione degli interventi volti a fronteggiare l’emergenza determinatasi nella città di Catania in relazione alla situazione del traffico e della mobilità e per gli interventi di riduzione del rischio sismico connessi e funzionali”. Quindi a differenza di quanto afferma Gesualdo Campo Scapagnini non è “Commissario di Protezione Civile”.

Nell’art.4 della stessa ordinanza di Berlusconi vengono poi elencati i fondi che finiscono nel calderone dell’ufficio speciale: fondi ex GESCAL, mutui concessi o da concedersi all’amministrazione comunale e fondi di cui alla legge 433/91, ovvero i fondi per la ricostruzione e prevenzione del rischio sismico derivanti dal terremoto di Santa Lucia. Nel 2004 viene redatta l’ANALISI DELLO STATO DI ATTUAZIONE DEL PIANO PARCHEGGI a pag.24 vengono elencati i parcheggi da realizzare indicando le relative fonti di finanziamento, tra i quali spiccano i fondi della L433/91 del terremoto di S.Lucia insieme ad altri fondi Por tanto da risultare finanziati anche i parcheggi scambiatori che non sono stati mai realizzati. I fondi della L433/91 stanno alla base anche del finanziamento del Viale Alcide de Gasperi indicato come via di fuga e come testimoniano le cronache de LA SICILIA degli anni passati ed i relativi progetti menzionati e pagati anche miliardi di lire, utile “in caso di maremoto”.

Perché invece non si parla degli appalti gestiti dalla mafia, della pubblicazione dal 41bis della lettera di Vincenzo Santapaola la cui autorizzazione sbandierata da LA SICILIA è stata smentita dal presidente dell’ufficio Gip Dott. Materia, sull’infiltrazione mafiosa nella festa di S.Agata.

In questo momento mentre gli “intellettuali scomodi” intervistati da LA SICILIA continuano a pontificare, i catanesi vivono in mezzo alla melma augurandosi che il politico di turno conceda al proprio figlio un posto trimestrale sottopagato.

Chi illustra la realtà dei fatti, tentando di adempiere al proprio dovere di giornalista, viene criticato, chi la nasconde mentendo, elogiato.

Ecco perché Catania è un caso nazionale.

Antonio Condorelli

(collaboratore servizio I VICERE’ REPORT)

 

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  • http://filippomi.blogspot.com/ Filippo MI

    Fiat lux :-)

    Grazie davvero per aver postato questa puntuale risposta.

    Mi sono ripromesso di ignorare Tony Zermo ma devo ammettere la mia debolezza … non riesco a rimanere indifferente a questi personaggi :-(

  • giuseppe cusa

    oggi il sovrintendente Campo presiederà un dibattito sull’abusivismo edilizio…. aula magna di agraria, via santa Sofia, Catania

  • Liotro

    L’ottimo servizio di “Report” è servito tanto a Catania. Leggendo i commenti si nota subito che:

    - la gente comune dice – anche sul giornale “La Sicilia”- che è la verità e che anzi è stata fatta vedere solo la punta dell’iceberg

    - tutta l’ “Intellighenzia catanese”, invece, si punciu: basta vedere chi è ca si punciu, quali nomine ha avuto e a quale politico fa riferimento, che si capisce subito perché è corso in soccorso dei vincitori…

    Bravo Report, bravo Sigrifdo Ranucci, bravo Antonio Condorelli e bravo Leandro Perrotta

  • Giuseppe Fiamingo

    La situazione disastrosa in cui versa Catania ormai da lunghi decenni é anche dovuta alla mancanza di organi di informazione indipendenti che sono stati tutti soffocati sul nascere dalla soffocante presenza della Sicilia e della posizione egemonista del suo proprietario che ha arbitrato dal dopoguerra gli equilibri di potere locali, ritagliandosene una buona fetta.

  • Leandro Perrotta

    @Liotro: grazie dei complimenti, ma ci sarebbe un lungo elenco di persone da ringraziare prima di me che non faccio altro che riportare quel che scrivono, evidenziandolo. Le notizie a CT le trovano i bravi giornalisti che cito (e anche a la Sicilia ce ne sono, sonlo che si autocensurano), come Antonio Condorelli, Marco Benanti, Piero Cimaglia, i ragazzi di Step1… Ma anche le inchieste delle verie associzioni di società civile, come Cittàinsieme o le inchieste e laraccolta di materiale che facevano Grilli dell’Etna prima di entrare in politica, i comitati cittadini… Insomma se mi fai i complimenti per avertela un po’ fatta conoscere la parte attiva di Catania accetto ben volentieri i complimenti e l’ardito accostamento!

  • Mario Costanzo

    Complimenti al Sig.Condorelli,ma purtroppo non cambierà nulla,La Sicilia da giorni parla di attacco sferrato da Report e dai numerosissimi “attestati di stima” ovviamente non pubblicati…..ci meritiamo questi personaggi,le cose non cambieranno mai.
    I peggiori andranno sempre avanti,i cattivi amministratori(nella migliore delle ipotesi)avranno uno scranno in parlamento.
    Oggi la Corte dei Conti ha condannato Scapagnini e il resto degli assessori che hanno deliberato l’indebito regalo fatto ai dipendenti comunali 3 giorni prima delle elezioni del 2005,uno degli assessori condannati penalmente e della corte sarà sicuramente un deputato europeo alle prossime elezioni con percentuali bulgare….una roba allucinante ma sarà così…

    La cosa che mi ha fatto più male in questi giorni è stato Pietrangelo Buttafuoco una vera delusione……che tristezza

  • Mario Bucolo

    ma gran stronzo di una specie di giornalista che scrivi: “In questo momento mentre gli “intellettuali scomodi” intervistati da LA SICILIA continuano a pontificare, i catanesi vivono in mezzo alla melma augurandosi che il politico di turno conceda al proprio figlio un posto trimestrale sottopagato.”
    Ma vai a quel paese cretino nella melma ci stai tu e nessuno vive augurandosi il politico di turno. Ma per favore, fate schifo!!!! Vieni a Catania, merduccia, vieni ad incontrare chi, civilmente, non la pensa come e non vive nella melma.

  • neosiculo

    Mario Bucolo, credo tu abbia largamente torto. Hai guardato altre città – forse all’estero – e come si vive là? Forse non tutti catanesi vivono nella melma, certo molti hanno la casa bella e la macchina grossa e nuova e il televisore dell’ultima generazione e il cellulare che ti fa pure il caffè … ma Catania in 20 anni (da quando sono venuto qui la prima volta) non l’ho mai vista ridotta in tali condizioni di abbandono, non ho mai visto una tale concentrazione di spacchiusismo e zzauddismo come qui … che voi, che rimanga tutto così? Certo a tutti i catanesi “diversi” (e so che sono tanti) auguro che anzichè polemizzare a vuoto come fai tu, bisogna darsi una mossa e cambiare le cose.

  • Leandro Perrotta

    @Mario Bucolo: scrivere di civiltà usando il turpiloquio non è credibile, ed anzi è molto scorretto, nel senzo che viene a fare più danno a te che a chi vorresti attaccare. Non vorrei darti lezioni di netiquette, ma credo che dovresti aggiornarti: scambi i blog, i social network e quanto OGGI offre il web per una anonima chat su IRC. Qui usi il tuo nome e cognome. Ti leggono, e leggono il tuo turpiloquio, centinaia di persone solo qui. Non cancello il commento, anche se formalmente dovrei, perché lo ritengo fin troppo infantile per essere diffamatorio verso un giornalista catanese che Catania la vive e la descrive con (al minimo) onestà intellettuale. Dubito invece seriamente della tua credibilità quando leggo certi interventi, e spero di leggere riflessioni pacate e articolate da te in futuro.

  • claudia

    Sono siciliana, catanese per l’esattezza e tento da anni di rendere pubbliche, quanto più possibile, le problematiche e le difficoltà di questa città. Ho iniziato con la mia tesi e continuo con i miei articoli e con l’impegno. Vorrei ringraziare chi mette lo stesso impegno e si sacrifica per questa causa, ignorando i molti “Mario Bucolo” che tentano, non avendo purtroppo altri mezzi, di screditarli con insulti o infime affermazioni. Grazie a tutti e anche a Report uno dei pochi esempi di giornalismo.

  • Marco

    Neosiculo leggo i tuoi post in vari blog e mi trovi perfettamente daccordo.
    Forse perchè ho visitato molte città italiane ed europee e mi rendo conto, come te, che Catania è un cesso?

  • Marco

    Scusate ma chi è questo mario bucolo? uno dei tanti amici degli amici? se è così ho capito tutto.

  • http://magma.iobloggo.com kaos

    Mario Bucolo è una vecchia conoscenza del web catanese e scriveva e si azzuffava già molti anni fa, quando molti di noi giocavamo ancora a Doom e Street Fighter. Ha un linguaggio colorito ma gli va dato atto di lavorare nel mondo IT con passione da molti anni. Per sapere qualcosa su di lui basta cercare su Google. Da lui però vorrei sapere a che punto è il progetto di rete museale provinciale assegnatogli dalla giunta Lombardo nel 2006: in cosa consiste esattamente il progetto? Qual è stato l’importo? A distanza di tre anni a che punto è? E vorrei sapere se è lui che anni fa vinse la commessa per i kiosk multimediali installati in alcune parti della città (ad esempio davanti al Mc Donald e alla villa Bellini) e purtroppo vandalizzati (ma io, senza offesa, quei kiosk non li ho mai visti funzionanti).

  • mxg

    se il “Mario Bucolo” sopra è questo: http://www.mariobucolo.com/ e questo: http://www.abis.it/ukmariobucolo.html , riesco ad intuire il perchè si… inalberi in così malo modo.
    e ancora: se è lui, daccordissimo con kaos, vorrei tanto sapere anch’io a che punto è quel megaprogetto. ce lo faccia pure sapere, col suo inglese zoppicante, sul suo sito, basta che ce lo faccia sapere. (kaos, mi sa che la commessa per i kiosks l’ha proprio vinta lui, vedi il secondo link sopra)
    chiunque sia, vorrei fargli presente che quel “cretino” del giornalista a Catania ci vive, e civilmente si impegna a denunciare chi invece a Catania ci sguazza. magari ce ne fossero di più…

  • http://magma.iobloggo.com kaos

    Quel Mario Bucolo è proprio lui e al di là dei facili sfottò è uno che mastica pane e IT da anni e anni, quindi è utile conoscere la sua opinione sui progetti commissionati da vari enti pubblici locali. Bucolo, se ci sei batti un colpo.
    Tanto per gettare il sasso nello stagno, personalmente credo che l’idea dei kiosk multimediali sia ormai superata: poteva andar bene nel 2000 ma non ora. In un museo vorrei avere la possibilità di acquistare cuffie multilingua con percorsi guidati o sistemi di connessione wireless che permettano di sapere tutto su un monumento o un artista tramite I-Phone o dispositivi portatili in genere. Ma forse mi rendo conto che andare a spiegare concetti simili a Lombardo è un po’ complicato!

  • mxg

    kaos, nessuno sfottò, a parte (forse) l’”inglese zoppicante”, ma non me ne si voglia, qualche errorino sul blog c’è, although we can all live with that, don’t we?
    ma visto che si tratta di un professionista, svaccarsi con certe considerazioni su altri professionisti non ci sta, assolutamente. specialmente visto cosa c’è in ballo.
    negare che a Catania ci siamo tutti (chi più, chi meno) assuefatti al malcostume è un’offesa all’intelligenza (e chi è il cretino quì allora?). dare dello “stronzo” e “cretino” a chi si adopera (a modo suo, opinabilmente o no) affinchè qualcosa cambi a me ha dato proprio fastidio.
    potevo fare lo stesso anch’io (di IT, o meglio WEB ne mastico da decenni anch’io), e non ti nascondo che addirittura l’aver scritto quanto sopra m’è pure costato imbarazzo, pensa tu…
    poi certo, se il signor Bucolo ci volesse coinvolgere in un discorso (anche piccato, perchè no?) su applicazioni multimediali e quant’altro, ben venga. ma (mi si passi il francesismo) non urini fuori dal catino, pretty please.

  • pangloss

    Comunque ‘La Sicilia’ il suo lo fa. Dice Zermo:
    “E aggiungo: ve lo immaginate se non ci fosse mai stato questo giornale? I vostri padri non saprebbero tutti gli eventi accaduti dopo la guerra in Sicilia e altrove; voi stessi non potreste sapere che cinema ci sono, chi è morto, oppure tutti i dettagli del calcio nostrano. Noi lavoriamo per dare un servizio alla città, che questo sia chiaro.”
    Grazie per questo Blog che seguirò adesso con costanza. Un forza e coraggio a tutti, da qualcuno però che di coraggio a restare ne ha dimostrato poco e adesso vi scrive dall’estero.
    I

  • tatiana55

    se proprio volete capire chi è quel gran testa di … di bucolo basta sapere che ha tentato svariate volte di inserirsi su wikipedia come esperto a livello mondiale di qualsiasi copia, pubblicando il suo C.V. zeppo di aria fritta, e ogni volta è stato puntualmente cancellato e richiamato e, come ha fatto anche qui, ha sempre argomentato con modi eleganti e mostrando una capacità di linguaggio superiore alla media…in pratica è patetico!! vive di appalti pubblici grazie agli amici e si sente superiore a tutto e tutti!!!

  • Leandro Perrotta

    @Tatiana55 (e non solo) -> direi che, come ho richiamato Mario Bucolo per il suo commento su Antonio Condorelli, lo stesso richiamo devo rivolgerlo a chi ora sta parlando delle attività di Mario Bucolo. Vi pregherei quindi di moderare i toni e tornare all’argomento del post.

  • Mario Bucolo

    O ma quale onore di trattamento, non mi ero accorto di tutti questi commenti.
    Rispondo su due ambiti:
    a) il progetto dei kiosk abbandonati in giro per catania non fu, purtroppo vinto da me, infatti non avrei mai installato i kioks sulla direttrice est-ovest, fu vinto dall’IBM con un’operazione molto poco chiara che vide una mia denuncia (io concorrevo come consulente di un’altra azienda non potendo partecipare da solo perché già i paletti erano stranamente fuori dimensione per un’azienda siciliana) alla procura per quanto successo in sede di gara. Peraltro i kiosk furono poi realizzati da una società terza che non aveva le certificazioni richieste dalla gara e per la quale IBM non aveva stabilito nessun subappalto in fase dichiarativa.
    A capo di IBM c’era Catania che era nel gruppo del pensatoio fondato da Enzo Bianco, allora sindaco di Catania!

    b) il progetto della rete museale è già stato collaudato, si aspettano alcune modifiche che la società aggiudicataria dovrà fare al progetto per poi presentarlo in pompa magna, i kiosk sono già installati ed utilizzati dai turisti in 50 musei della Provincia. E’ un progetto iniziato nel 2001 con la proposta fatta alla Regione e poi all’UE, sono fondi che ho personalmente sbloccato a Bruxell, quindi non fondi della Provincia e quindi nessuna assegnazione a me da parte di alcuno, ma solo la giusta parte progettuale visto che ho curato tutto io. L’importo è stato di quasi 650mila euro, il mio incarico, di fatto durato tra progettazione, direzione dei lavori etc, 8 anni, è stato pagato 100mila euro, il resto è andato tutto a gara, ad evitare polemiche dico che il mio incarico e la mia parcella ha passato tre livelli di controllo regionale, di cui due volte, come da prassi, la Corte dei Conti e poi altri due livelli di controllo a Bruxell.
    c) la pagina su Wikipedia fu bocciata perché nessuno credette che nel 1977, a dieci anni, avevo realizzato un sistema domotico, ci sono articoli di giornali dell’epoca che illustrano il progetto presentato alal fiera campionaria di paternò.

    per ulteriori info
    http://www.mariobucolo.info

    non penso di tornare da queste parti per eventuali altri commenti.
    @ Leandro Perrotta:

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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