Americani a Librino – come riprogettare un quartiere usando solo il cervello

Scritto da: il 18.05.09
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.

Fiume Librino Ricopio un mio articolo per Step1: si chiama A Librino è tempo di Americanate. Geniali e parla della videoconferenza finale del progetto Re-energizing Utopia, svoltasi nell’Aula Magna del DAU giorno 15 maggio, un “giorno dedicato a Librino”, con l’inauguraizone della Porta della Bellezza.

A Librino è tempo di Americanate geniali.

Zack è uno studente americano e, forse, è un genio: ha trovato un’idea talmente semplice per rilanciare Librino, che il primo istinto di chi in questo territorio infestato dalle zanzare ci vive da sempre è il classico “perchè non ci ho pensato prima?”. Zack ha pensato di convogliare con delle pompe idrauliche, economicissime, le acque reflue che infestano le fondamenta degli edifici, e di convogliarle in un fiume “River Librino – Fiume Librino”, da creare per lo scopo. L’umidità di risalita che rovina le fondamenta dei palazzi, i conseguenti interventi di risanamento e le già citate e odiose zanzare saranno solo un ricordo. In un colpo solo si migliora la qualità della vita di un quarto di Catania e gli si fa risparmiare una barca di soldi. Dimenticavo di dire che le pompe con la forza dell’acqua produrrebbero anche energia elettrica. Easy.

Ma chi è Zack? Zack è uno studente del master in progettazione ambientale LED (Landscape Energy and Democracy) della Cornell University in USA, sbarcato in Sicilia con una decina di suoi colleghi per realizzare il “lavoro di laurea” a Librino, con la guida del prof Deni Ruggeri e del LabPEAT dell’Università di Catania.
Questa collaborazione così incredibile – una delle più importanti e rinomate università americane che si occupa della periferia più problematica di une delle più problematiche città del sud Italia sarà pure un fatto incredibile – non è nata per caso, ma si è sviluppata su un lavoro già impostato dal corso di Tecnica Urbanistica della professoressa Busacca a Catania, Corso di Laurea in Ingegneria Edile e Architettura, i cui studenti nel 2008 sono andati in giro per Librino a studiare analizzare e proporre soluzioni. Su quest’imponente lavoro, presentato a Librino al Pala Nitta a novembre 2008, si è sviluppato il “Re-energizing Utopia”, il cui risultato oggi 15 maggio è stato presentato in videoconferenza presso l’Aula Magna Oliveri del DAU, alla Cittadella. Alla presentazione dell’idea di Zack, è seguito un lungo applauso.

Zack e il fiume Librino miglioreranno la qualità della vita ai librinesi e risolveranno molti problemi strutturali, ma non è mica finita qui. Gli altri studenti americani (queste le firme sui progetti: Hannah Carlson, Hulcheng Zhong, Kari Gallow, Dana Spang, Popy Suthiwan, Zheng “Jane” Wu, Isabel B. Fernandez, Hsu, Ying-Tuan) sono partiti da questa semplice geniale e attuabilissima idea per progettare una serie di infrastrutture e attività correlate, modi innovativi di vivere sul serio il territorio, combattendo la “verticalità” per restituire l’”orizzontalità” alla vita, una Librino come qualunque città, con relazioni sociali in piazza, e non più dentro i palazzoni di cemento a guardare Sky. Stare dietro questi americani non è semplice, le loro idee sono travolgenti, tanto che forse ci si può spingere oltre la piazza, per tornare all’antica vocazione del territorio delle “Terre Forti”: agricoltura di sostentamento. Come? Grazie alle acque del fiume Librino naturalmente, pulite e depurate grazie a delle piante che ossigenano le acque e le rendono perfettamente adatte a coltivare zucchine e pomodori sotto al palazzo di Cemento. Questa è il progetto “Agricolture amongst the towers – Agricoltura tra le torri”. Altro esempio: a Librino non tutto va male, gli istituti comprensivi sono un fiore all’occhiello del quartiere e anche gli studenti americani se ne sono accorti. Perché non sfruttare questa eccellenza per formare cittadini completi, consapevoli e rispettosi, che fanno la raccolta differenziata e non buttano più rifiuti ma li riutilizzano anche per creare energia? Il territorio riprogettato lo permetterebbe, con le scuole come “centro” di questo “Pedagogical Landscape – Paesaggio Pedagogico” per Librino. E perché non pensare al Turismo? Partendo dalle masserie rurali e a quell’interessante sviluppo che è stato del quartiere, sia architettonico (rappresenta un esmepio massimo di architettura razionalista) che in riferimento al nuovo “turismo responsabile”, che si occupa della natura. Librino offre queste opportunità naturalmente, perché non sfruttarle? Secondo il progetto “Tourism in Librino? – Turismo a Librino?”, sarebbe semplice e attuabile. E nel progetto non ha nemmeno considerato le potenzialità del futuro museo all’aperto di Fiumara D’Arte Meridiani di Luce, con la Porta della Bellezza…

Diventeranno mai realtà questi e tutti gli altri progetti per Librino? E’ quel che chiedono nel giro di domande successivo alla presentazione gli “invitati”, abitanti e gente “attiva” nel quartiere di Librino, fra i quali la presidentessa della IX Municipalità Loredana Gioia, Sara Fagone della CGIL Librino, Massimiliano Nicosia de “La Periferica” e molti degli studenti in sala. Risposta: il costo, a una prima analisi effettuata su prezzi reali di mercato dagli studenti americani – la loro tesi di master è un lavoro completo di progettazione, che considera tutti i parametri, e quello economico non è mai secondario – sarebbe circa pari a quello necessario per ripavimentare un paio di aree grandi come quella di Piazza Dell’Elefante. E se volete vedere i progetti, dare le vostre impressioni e critiche, fra poco arriverà un sito web nel quale visualizzarli. Easy. L’unico problema, per la spendacciona e parassitaria logica della politica urbanistica italiana, forse è quello che è troppo conveniente…

E di seguito, le “slide” dei progetti degli studenti americani…

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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