Altrescene Festival – My Arm – Nunzio

Scritto da: il 03.11.10
Articolo scritto da . Catania, ad uno sguardo superficiale, è una città che sembra non offrire molto. Ma se si ha la pazienza di guardarla dentro, Catania si rivela vulcanica come il suo Etna che le fa da compagno. Si trovano tante di quelle straordinarie storie che si potrebbero scrivere intere enciclopedie per narrarle. 095 Blog è una guida, per poter muoversi dentro questo magma cittadino. Un semplice bignami, da consultare e sfogliare con semplicità.
La rassegna AltreScene presenta questa settimana, presso il Centro Zo di Catania, appuntamenti con due delle
più affermate realtà del teatro contemporaneo italiano.
Il 4 e 5 Novembre “L’Accademia degli Artefatti” con “My
arm”, recentemente presentato allo “Short Theatre” dell’India di Roma ed in “Prospettiva2” del Teatro Stabile di
Torino.
A seguire il 7 Novembre “Nunzio” di Scimone e Sframeli, che andranno poi ad inaugurare la Stagione
dello Stabile di Messina.
Gli spettacoli sono alle ore 21.00. Biglietti: € 10 intero, € 7 ridotto – Abbonamenti:€ 60 – Matinèe per le scuole: € 5
4 e 5 novembre
Accademia degli Artefatti
MY ARM
di Tim Crouch, trad. Luca Scarlini,
con Matteo Angius, Emiliano Duncan Barbieri
regia Fabrizio Arcuri
video Lorenzo Letizia, cura degli ambienti Diego Labonia
L’Accademia degli Artefatti lavora da tempo sui meccanismi della comunicazione, dove vero e falso si incontrano e
dove l’immagine della realtà si costruisce e si deforma. Terreno di incontro, luoghi privilegiati per l’indagine teatrale
sono stati nel tempo i testi di Mark Ravenill, Martin Crimp (già rappresentati a Catania) ed ora Tim Crouch
“My Arm” insieme ad un altro testo “An Oak Tree” costruisce il progetto Ab – uso, due sperimentazioni e anche
due esercizi di potere espressi attraverso il linguaggio, declinati secondo la corrosiva scrittura dell’attore e
drammaturgo inglese. My Arm è il primo testo scritto da Crouch. Un trentenne alla perenne ricerca di sfide con
se stesso, o di attestazioni del proprio esistere, si espone e si racconta, con il braccio sinistro piegato sulla testa,
una posizione innaturale che lo ha ridotto a una protuberanza incancrenita. In scena, un musicista e un doppio
proiettato sullo schermo assistono a storie improbabili, che il protagonista racconta a partire da alcuni oggetti presi
a prestito dagli spettatori.
7 novembre
Compagnia Scimone Sframeli
NUNZIO
di Spiro Scimone
con Francesco Sframeli e Spiro Scimone
regia Carlo Cecchi
scena e costumi Sergio Tramonti, disegno luci Domenico Maggiotti
regista assistente Valerio Binasco
assistente scene e costumi Chiara Lambiase
Due solitudini che convivono, due uomini ai margini della vita. Si ritrovano chiusi nello spazio di una cucina, attorno
al tavolo che domina al centro di quell’unico ambiente che è casa, rifugio, tana dove entrambi si nascondono: a sé,
al mondo. Entrambi incapaci di decidere del proprio destino, l’uno sempre in giro, per misteriosi incarichi, forse un
killer, costretto a ubbidire agli ordini di un invisibile mandante, l’altro ad affidarsi alle pasticche e al lumicino acceso
davanti all’immagine del Sacro Cuore. “Nunzio” è un atto unico scritto in lingua messinese, costruito su un dialogo
serrato, fatto soprattutto di domande e risposte ribattute, ossessivo nelle sue ripetizioni. Non c’è però rischio di
patetismi. Anzi, la chiave privilegiata è piuttosto una comicità agra e svagata, costruita sui corpi degli interpreti,
clown privati di contesto e tesi verso un’apparente immobilità, in realtà una sottile trama di azioni e reazioni che si
ricreano sera per sera. E’ in quei corpi sempre consapevoli di esistere su una scena, nell’intimità della loro lingua,
nella complicità dei loro gesti, che leggiamo una disperata volontà di resistenza umana.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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